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Sabotaggio d'amore

Di

Editore: Guanda

3.8
(1508)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8882463389 | Isbn-13: 9788882463380 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: A. Grilli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
"Sabotaggio d'amore" è la storia della guerra surreale che impegna e allieta ifigli dei diplomatici stranieri a Pechino nel ghetto di San Li Tun, all'iniziodegli anni Settanta. Su questo sfondo si muove lo sguardo pungente dellaprotagonista, una bambina di sette anni precocissima, presa fra unasorprendente consapevolezza, le corse in bicicletta e la scoperta del primo,perturbante amore.
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  • 4

    Lei era di quelle che amano di più quando sono trattate male. Io più mi sentivo amata, più amavo

    Dopo aver letto con interesse "Stupore e tremori", dove la Nothomb descrive il mondo del lavoro giapponese, mi ha incuriosito questo libro strano ma molto interessante dove l'autrice parla di alcuni a ...continua

    Dopo aver letto con interesse "Stupore e tremori", dove la Nothomb descrive il mondo del lavoro giapponese, mi ha incuriosito questo libro strano ma molto interessante dove l'autrice parla di alcuni anni della sua infanzia in Cina, mentre seguiva il padre diplomatico.

    "Sabotaggio d'amore" è un libro strano perché sembra banale e invece racconta molte cose. Sembra lieve e invece a tratti è molto profondo. Sembra ironico, ma è anche serio.

    Di cosa parla? Della Cina, vista con gli occhi di Amelie bambina, principalmente dal ghetto riservato agli stranieri. Il ghetto è un luogo perfetto per fantasticare, giocare e fingere una terza guerra mondiale con tutti quei “nemici” di nazionalità diversa, i Tedeschi dell’Est, i Francesi, gli Inglesi, gli odiati, non si sa perché, Nepalesi. In ogni caso ben separati dalla popolazione locale con cui non ci poteva essere contatto a causa del regime politico.

    Pechino, che "puzza di vomito di bambino", diventa la città dei ventilatori (interessante la metafora ventilatori = povertà = comunismo, in contrapposizione coi ricchi condizionatori disponibili ovunque in occidente), mentre la Cina è descritta come il luogo più brutto al mondo, pieno di sporcizia, disperazione, povertà, propaganda: “tutto quello che non era splendido era orribile”. Ma anche terribilmente affascinante.

    "La Cina è come un'abile cortigiana capace di far dimenticare le innumerevoli imperfezioni del suo corpo senza neppure nasconderle e di far innamorare tutti i suoi amanti"

    Il libro parla dei bambini, con le loro convinzioni, la loro fantasia, i loro giochi, le loro riflessioni che nella loro innocenza a volte diventano perfino profonde:

    “L'umanità è divisa in tre categorie: donne, bambine e ridicoli. Le donne erano persone indispensabili. Preparavano da mangiare, vestivano i figli, insegnavano loro ad allacciarsi le scarpe pulivano, fabbricavano dei bambini con la pancia, indossavano vestiti interessanti. I ridicoli non servivano a niente. La mattina i ridicoli grandi andavano in ufficio, che era una scuola per adulti, cioè un posto inutile. In realtà i ridicoli adulti erano rimasti molto simili ai ridicoli bambini, con una differenza non trascurabile: loro avevano perso il bene dell'infanzia. Ma le loro funzioni non cambiavano granché, e il loro fisico nemmeno. In compenso c'era un'enorme differenza fra le donne e le bambine. Innanzitutto non erano dello stesso sesso, bastava guardarle per rendersene conto. E poi il loro ruolo cambiava moltissimo in base all'età: passavano dall'inutilità dell'infanzia all'utilità primordiale delle donne, mentre i ridicoli rimanevano inutili tutta la vita."

    Ma il libro parla anche dell’amore e delle sue dinamiche. Quell'amore non ricambiato di Amelie per Elena, una sua bellissima coetanea, che si diverte a umiliarla fino a farle subire quello che lei chiama un “sabotaggio”, ossia una sorta di autodistruzione, cosa abbastanza tipica nel periodo dell’adolescenza.

    "E io stavo ferma quanto lei, e tenevo gli occhi fissi nei suoi: era come se stessimo giocando a chi avrebbe battuto le palpebre per prima. Ma il vero braccio di ferro di quello sguardo si svolgeva molto più in profondità"

    “La vera bellezza deve lasciare insoddisfatti: deve lasciare all'anima una parte del suo desiderio."

    La Nothomb scrive per me molto bene. Sembra ingenua, mediocre, indifesa, a volte anche stupida. Invece non lo è affatto, è molto acuta, riflessiva, profonda, ironica, graffiante, elegante e dice cose meravigliose immergendole in storie lievi.

    ha scritto il 

  • 4

    Elena, Odette e Remedios la Bella

    In certe parti si perde un po', ma il finale compensa qualsiasi pecca precedente. C'è una profondità su certe dinamiche dell'amore e della sua capacità autodistruttiva che ricordo di aver trovato solo ...continua

    In certe parti si perde un po', ma il finale compensa qualsiasi pecca precedente. C'è una profondità su certe dinamiche dell'amore e della sua capacità autodistruttiva che ricordo di aver trovato solo in "Dalla parte di Swann" di Proust. Malgrado Elena non sia Odette ma tutt'altro, ricorda di più Remedios la bella di "Cent'anni di Solitudine" di Marquez ma senza quella componente mistica che la trasformava in archetipo. Mentre Remedios era troppo bella per essere reale, di Elene al mondo ce ne sono molte (anche se per alcuni si tratterà più di una Odette). Chi non ha mai incontrato né una Elena né una Odette probabilmente non ha vissuto o amato abbastanza.
    Questo libro (così come quello di Proust che però e' ahimè molto più ostico) andrebbe fatto leggere agli adolescenti per cercare non tanto di salvarli, quanto di prepararli a quello che gli aspetta.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sbagliare è comunque sempre una questione d'epoca"

    Sabotaggio d’amore è una narrazione originale in cui i ricordi personali dell’autrice e il suo sguardo ironico e disincantato sul mondo permettono al lettore di trovare uguale spazio per risate e rifl ...continua

    Sabotaggio d’amore è una narrazione originale in cui i ricordi personali dell’autrice e il suo sguardo ironico e disincantato sul mondo permettono al lettore di trovare uguale spazio per risate e riflessioni.
    La storia è ambientata in Cina, negli anni tra il 1972 e il 1975, ovvero il periodo in cui la piccola Amélie si trasferisce con tutta la famiglia a Pechino, nuova destinazione per il padre diplomatico.Dopo aver trascorso gran parte della sua infanzia in Giappone, un paese a cui la scrittrice ha sempre dimostrato la sua devozione, a volte con risultati grotteschi come nell’autobiografico Stupore e tremori, Amélie deve fare i conti con la “bruttezza” della Cina.

    La mia recensione continua qui: http://www.sololibri.net/Sabotaggio-d-amore-Amelie-Nothomb.html

    ha scritto il 

  • 2

    Mi piace come scrive ma qui la storia mi fa venire il nervoso. La sua scrittura mi da il senso che è sempre incavolata con i nervi a fior di pelle. Sarà la magra.
    La malvagità dei bambini è eccessiva ...continua

    Mi piace come scrive ma qui la storia mi fa venire il nervoso. La sua scrittura mi da il senso che è sempre incavolata con i nervi a fior di pelle. Sarà la magra.
    La malvagità dei bambini è eccessiva, non sono così neanche al giorno d'oggi figuriamoci 40 anni fa. Li conosco, li osservo da un punto di vista privilegiato. Sono degli assassini di timpani o maleducati al cubo. Ma malvagi no, c'è ancora una punta di ingenuità, forse in Cina si saranno scatenati

    ha scritto il 

  • 1

    Sayonara, Amélie!

    Decisamente l'ultimo tentativo con la Nothomb è miseramente fallito.
    Un impianto che più contrario di così alle mie esigenze di lettrice non poteva essere.
    Marmocchi super intelligenti e super precoci ...continua

    Decisamente l'ultimo tentativo con la Nothomb è miseramente fallito.
    Un impianto che più contrario di così alle mie esigenze di lettrice non poteva essere.
    Marmocchi super intelligenti e super precoci che si mettono a... lasciamo perdere!
    L'ho già detto in un altro commento alla Nothomb: Pippi Calzelunghe e Zietto - loro sì che avevano un senso!
    Abbandonato.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarei tentata di abbassare le stellette per quell'ultima scena tra Elena e l'io narrante, dalla quale deduco che la Nothomb ha letto troppi shojo. Ma dato che anch'io ne ho letti tanti, se non troppi, ...continua

    Sarei tentata di abbassare le stellette per quell'ultima scena tra Elena e l'io narrante, dalla quale deduco che la Nothomb ha letto troppi shojo. Ma dato che anch'io ne ho letti tanti, se non troppi, scaccio via la tentazione e mi tengo le risate che questo libro mi ha strappato

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro di questa autrice che leggo. Ricevuto in regalo, è stato una sorpresa veramente piacevole. Lo stile della Nothomb è particolare: durante le prime pagine sconcerta, poi incuriosisce, ...continua

    E' il primo libro di questa autrice che leggo. Ricevuto in regalo, è stato una sorpresa veramente piacevole. Lo stile della Nothomb è particolare: durante le prime pagine sconcerta, poi incuriosisce, quindi diverte e infine affascina perché ricco di ironia, sarcasmo, sagacia, umorismo. Il racconto di fatto è l'autobiografia di un particolare periodo della sua infanzia; figlia di diplomatici la cara Amélie da piccola ha girato il mondo e tra i 7 e i 10 anni ha vissuto a Pechino, o meglio nel ghetto di San Li Tun destinato agli stranieri. Qui la bambina condivide le giornate con tanti coetanei di tutte le nazioni che ingannano il tempo in una guerra un po' crudele tra tedeschi dell'est (i "nemici") e il resto del mondo. Amélie ha già una visione del mondo molto chiara, narcisista (come accade a tutti i bambini) ma allo stesso tempo sagace e intelligente. Quando nel ghetto arriva una nuova bambina bellissima, Elena, figlia di un diplomatico italiano e della moglie indiana, Amélie se ne innamora tanto che il centro del suo mondo cambia: è il primo passo verso l'adolescenza. Complessivamente il racconto è bello, lo stile godibile, solo in alcuni punti un po' barocco.

    ha scritto il 

  • 2

    Il modo in cui scrive la Nothomb è davvero molto affascinante e colto. Mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere il concetto di paese comunista (ci sono i ventilatori) e il genere maschile "i ridi ...continua

    Il modo in cui scrive la Nothomb è davvero molto affascinante e colto. Mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere il concetto di paese comunista (ci sono i ventilatori) e il genere maschile "i ridicoli". Carina anche l'idea di raccontare la guerra e l'amore dal punto di vista dei più piccoli. Ma ammetto che al contrario di "Stupore e tremori" che ho letto con vero piacere, questo non mi ha dato lo stesso entusiasmo.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello. Ad un certo punto fa una sviolinata poetica sulla neve che mi sarei risparmiata. Per il resto divertente, autoironico (perché la gente pensa che sia presuntuoso, ma in realtà c'è poco di ...continua

    Molto bello. Ad un certo punto fa una sviolinata poetica sulla neve che mi sarei risparmiata. Per il resto divertente, autoironico (perché la gente pensa che sia presuntuoso, ma in realtà c'è poco di presuntuoso, giusto una bambina un po' più egocentrica del normale).

    ha scritto il 

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