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Sabotaggio d'amore

Di

Editore: Guanda

3.8
(1475)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8882463389 | Isbn-13: 9788882463380 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: A. Grilli

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
"Sabotaggio d'amore" è la storia della guerra surreale che impegna e allieta ifigli dei diplomatici stranieri a Pechino nel ghetto di San Li Tun, all'iniziodegli anni Settanta. Su questo sfondo si muove lo sguardo pungente dellaprotagonista, una bambina di sette anni precocissima, presa fra unasorprendente consapevolezza, le corse in bicicletta e la scoperta del primo,perturbante amore.
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  • 1

    Sayonara, Amélie!

    Decisamente l'ultimo tentativo con la Nothomb è miseramente fallito.
    Un impianto che più contrario di così alle mie esigenze di lettrice non poteva essere.
    Marmocchi super intelligenti e super precoci ...continua

    Decisamente l'ultimo tentativo con la Nothomb è miseramente fallito.
    Un impianto che più contrario di così alle mie esigenze di lettrice non poteva essere.
    Marmocchi super intelligenti e super precoci che si mettono a... lasciamo perdere!
    L'ho già detto in un altro commento alla Nothomb: Pippi Calzelunghe e Zietto - loro sì che avevano un senso!
    Abbandonato.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarei tentata di abbassare le stellette per quell'ultima scena tra Elena e l'io narrante, dalla quale deduco che la Nothomb ha letto troppi shojo. Ma dato che anch'io ne ho letti tanti, se non troppi, ...continua

    Sarei tentata di abbassare le stellette per quell'ultima scena tra Elena e l'io narrante, dalla quale deduco che la Nothomb ha letto troppi shojo. Ma dato che anch'io ne ho letti tanti, se non troppi, scaccio via la tentazione e mi tengo le risate che questo libro mi ha strappato

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo libro di questa autrice che leggo. Ricevuto in regalo, è stato una sorpresa veramente piacevole. Lo stile della Nothomb è particolare: durante le prime pagine sconcerta, poi incuriosisce, ...continua

    E' il primo libro di questa autrice che leggo. Ricevuto in regalo, è stato una sorpresa veramente piacevole. Lo stile della Nothomb è particolare: durante le prime pagine sconcerta, poi incuriosisce, quindi diverte e infine affascina perché ricco di ironia, sarcasmo, sagacia, umorismo. Il racconto di fatto è l'autobiografia di un particolare periodo della sua infanzia; figlia di diplomatici la cara Amélie da piccola ha girato il mondo e tra i 7 e i 10 anni ha vissuto a Pechino, o meglio nel ghetto di San Li Tun destinato agli stranieri. Qui la bambina condivide le giornate con tanti coetanei di tutte le nazioni che ingannano il tempo in una guerra un po' crudele tra tedeschi dell'est (i "nemici") e il resto del mondo. Amélie ha già una visione del mondo molto chiara, narcisista (come accade a tutti i bambini) ma allo stesso tempo sagace e intelligente. Quando nel ghetto arriva una nuova bambina bellissima, Elena, figlia di un diplomatico italiano e della moglie indiana, Amélie se ne innamora tanto che il centro del suo mondo cambia: è il primo passo verso l'adolescenza. Complessivamente il racconto è bello, lo stile godibile, solo in alcuni punti un po' barocco.

    ha scritto il 

  • 2

    Il modo in cui scrive la Nothomb è davvero molto affascinante e colto. Mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere il concetto di paese comunista (ci sono i ventilatori) e il genere maschile "i ridi ...continua

    Il modo in cui scrive la Nothomb è davvero molto affascinante e colto. Mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere il concetto di paese comunista (ci sono i ventilatori) e il genere maschile "i ridicoli". Carina anche l'idea di raccontare la guerra e l'amore dal punto di vista dei più piccoli. Ma ammetto che al contrario di "Stupore e tremori" che ho letto con vero piacere, questo non mi ha dato lo stesso entusiasmo.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello. Ad un certo punto fa una sviolinata poetica sulla neve che mi sarei risparmiata. Per il resto divertente, autoironico (perché la gente pensa che sia presuntuoso, ma in realtà c'è poco di ...continua

    Molto bello. Ad un certo punto fa una sviolinata poetica sulla neve che mi sarei risparmiata. Per il resto divertente, autoironico (perché la gente pensa che sia presuntuoso, ma in realtà c'è poco di presuntuoso, giusto una bambina un po' più egocentrica del normale).

    ha scritto il 

  • 3

    La cattiva bambina

    Dopo aver letto "L'igiene dell'assassino" di Nothomb mi son avvicinato con altrettanto entusiasmo a questo libretto. Forse meno pretenzioso dell'altro ma altrettanto affilato in cattiveria e brillante ...continua

    Dopo aver letto "L'igiene dell'assassino" di Nothomb mi son avvicinato con altrettanto entusiasmo a questo libretto. Forse meno pretenzioso dell'altro ma altrettanto affilato in cattiveria e brillantezza. Lo ritengo migliore, più coerente e strutturato, nonostante la sua brevità. Da leggere per divertirsi e aggiungere un'altra punta di detestabile apprezzamento a questa sagace autrice.

    ha scritto il 

  • 4

    La lecture de ce petit bouquin, payé 1 euro chez Gibert Joseph, est trop liée à mes voyages en tram pour aller au boulot et surtout à la petite chambre rose que j'ai loué en mi-novembre pour en donner ...continua

    La lecture de ce petit bouquin, payé 1 euro chez Gibert Joseph, est trop liée à mes voyages en tram pour aller au boulot et surtout à la petite chambre rose que j'ai loué en mi-novembre pour en donner une critique objective. Je dirais que le mot «sabotage» du titre est la parfaite description de ce que ce livre et la connaissance d'une jeune fille à la tête dans les nuages ont fait à mon ordre mentale. Amélie, Aishwarya, je vous remercie.

    ha scritto il 

  • 4

    «Al galoppo sul mio cavallo, sfilavo tra i ventilatori. Avevo sette anni. Niente era più piacevole che avere troppa aria nel cervello. Più la velocità fischiava, più entrava ossigeno che faceva piazza ...continua

    «Al galoppo sul mio cavallo, sfilavo tra i ventilatori. Avevo sette anni. Niente era più piacevole che avere troppa aria nel cervello. Più la velocità fischiava, più entrava ossigeno che faceva piazza pulita. Il mio destriero arrivò alla piazza del Gran Ventilatore, volgarmente detta piazza Tien An Men. Prese a destra, per il viale della Bruttezza Abitabile. Tenevo le redini con una mano. L'altra mano si abbandonava a un'esegesi della mia immensità interiore, carezzando ora il dorso del cavallo, ora il cielo di Pechino».

    Sabotaggio d'amore è un romanzo di Amélie Nothomb del 1993.
    Dopo aver vissuto a lungo in Giappone, la protagonista (una bambina che è facile identificare con l'autrice stessa) e la sua famiglia, causa trasferimento del padre all'ambasciata di Pechino, vanno a vivere in Cina. In realtà la vita della bambina si svolge quasi interamente all'interno del ghetto di San Li Tun, dove sono confinati i residenti stranieri. La principale attività dei bambini all'interno del ghetto è farsi la guerra divisi in due bande: quella dei francesi e dei loro alleati (belgi, italiani, camerunesi e altre nazionalità) contro i tedeschi (ma solo quelli dell'est). La protagonista partecipa alla guerra con tutte le sue energie e con tutta la sua anima, finché un giorno non arriva Elena, una bambina molto bella della quale la nostra protagonista si innamora. L'innamoramento, non corrisposto, modifica la sua vita: al centro del mondo ora non c'è più lei stessa, ma Elena e la sua indifferenza. Un’altra perla della scrittrice belga, che se nei primi anni d’infanzia era stata idolatrata e servita, e quindi non aveva potuto assaporare appieno anche le delusioni e le difficoltà della vita, successivamente si innamora di Elena donna bellissima, di cui la bambina/scrittrice stessa si innamora, di un amore che fa male, che si prostra, che è abbandono di sé: “Sabotare era un verbo che in me evocava delle risonanze. Non avevo alcuna nozione di etimologia ma in ‘sabotare’ ci sentivo degli zoccoli tipo sabot, e quegli zoccoli erano i piedi del mio cavallo, erano cioè i miei veri piedi. Elena voleva che io mi sabotassi per lei: significava volere che io calpestassi il mio essere sotto quel galoppo. E io correvo pensando che il selciato era il mio corpo e che io lo calpestavo per obbedire alla bella e che l’avrei calpestato fino alla sua agonia. Sorridevo a quella prospettiva magnifica e acceleravo il mio sabotaggio passando alla velocità superiore”. Detto ciò, solo una penna del genere poteva creare un opera così cinica ed evocativa allo stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido. Non l'ho ancora finito, ma se continua così forse è il migliore della Nothomb.
    La adoro quando parla di sè da ragazzina, centro del mondo, sul suo velocissimo destriero, nella città dei ven ...continua

    Splendido. Non l'ho ancora finito, ma se continua così forse è il migliore della Nothomb.
    La adoro quando parla di sè da ragazzina, centro del mondo, sul suo velocissimo destriero, nella città dei ventilatori. E' fantastica la spiegazione del comunismo: = ventilatori (invece dell'aria condizionata), ed è fantastica la narrazione della libertà dei ragazzini, della guerra notturna,della scoperta dell'amore e di tutto ciò che comporta.

    ha scritto il 

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