Sabotaggio d'amore

Di

Editore: Voland (Amazzoni, 6)

3.8
(1529)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 888870034X | Isbn-13: 9788888700342 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Biancamaria Bruno

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
Pechino, anni Settanta. Fra i figli dei diplomatici stranieri che vivonoconfinati nel ghetto di San Li Tun scoppia un tremendo "conflitto mondiale"della durata di tre lunghi anni. Questo romanzo è la storia di una guerraspietata, condotta con la crudeltà che solo i bambini sono capaci dimanifestare, con inseguimenti, scontri, catture e torture inenarrabili quantoindecenti. Ma la perfidia dell'infanzia e la Cina della Banda dei Quattro sonosolo lo sfondo sul quale si muove lo sguardo disincantato e irriverente dellapiccola protagonista, persa - con i suoi sette anni e la sua bicicletta -dietro la scoperta di sentimenti eterni come l'amicizia, l'odio,l'incomprensibile infelicità del primo, perturbante amore.
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  • 4

    Faccio fatica a considerare Amélie Nothomb uno dei protagonisti indiscussi dell'attuale panorama letterario francese (come sbandiera la copertina della mia edizione), anzi, faccio fatica a crederla pr ...continua

    Faccio fatica a considerare Amélie Nothomb uno dei protagonisti indiscussi dell'attuale panorama letterario francese (come sbandiera la copertina della mia edizione), anzi, faccio fatica a crederla protagonista indiscussa di qualsiasi panorama letterario. Detto ciò la ritengo una scrittrice talentuosa che scrive cose argute, ironiche e divertenti come questo libercolo (le pagine sulla coorte dei vomitatori, per dire, sono spassose come le cose del miglior Stefano Benni). Sopravvalutata? Probabilmente si, ma non è certo colpa sua, anzi, credo che lei stessa sia la prima che è stata danneggiata dall'aura di presunta genialità che le ha acceso intorno certa critica letteraria.

    Inciso: Sabotaggio d'amore, per certi versi, è un gol a porta vuota. Voglio dire: chiunque può provare a romanzare i propri ricordi d'infanzia fino a renderli interessanti per un potenziale pubblico; ma se è figlio di diplomatici europei, nasce a Kobe e vive dai quattro ai sette anni nella Città Proibita di Pechino insieme a bambini di tutto il mondo probabilmente il romanzo gli verrà meglio. E intanto il figlio del rag. Rossi, cresciuto in un angolo grigio della pianura padana racchiuso tra il cortile, le elementari e l'oratorio dovrà metterci un po' più di fatica e di mestiere per convincere i suoi lettori che anche la sua è stata un'infanzia piena di meraviglie.

    ha scritto il 

  • 4

    Lei era di quelle che amano di più quando sono trattate male. Io più mi sentivo amata, più amavo

    Dopo aver letto con interesse "Stupore e tremori", dove la Nothomb descrive il mondo del lavoro giapponese, mi ha incuriosito questo libro strano ma molto interessante dove l'autrice parla di alcuni a ...continua

    Dopo aver letto con interesse "Stupore e tremori", dove la Nothomb descrive il mondo del lavoro giapponese, mi ha incuriosito questo libro strano ma molto interessante dove l'autrice parla di alcuni anni della sua infanzia in Cina, mentre seguiva il padre diplomatico.

    "Sabotaggio d'amore" è un libro strano perché sembra banale e invece racconta molte cose. Sembra lieve e invece a tratti è molto profondo. Sembra ironico, ma è anche serio.

    Di cosa parla? Della Cina, vista con gli occhi di Amelie bambina, principalmente dal ghetto riservato agli stranieri. Il ghetto è un luogo perfetto per fantasticare, giocare e fingere una terza guerra mondiale con tutti quei “nemici” di nazionalità diversa, i Tedeschi dell’Est, i Francesi, gli Inglesi, gli odiati, non si sa perché, Nepalesi. In ogni caso ben separati dalla popolazione locale con cui non ci poteva essere contatto a causa del regime politico.

    Pechino, che "puzza di vomito di bambino", diventa la città dei ventilatori (interessante la metafora ventilatori = povertà = comunismo, in contrapposizione coi ricchi condizionatori disponibili ovunque in occidente), mentre la Cina è descritta come il luogo più brutto al mondo, pieno di sporcizia, disperazione, povertà, propaganda: “tutto quello che non era splendido era orribile”. Ma anche terribilmente affascinante.

    "La Cina è come un'abile cortigiana capace di far dimenticare le innumerevoli imperfezioni del suo corpo senza neppure nasconderle e di far innamorare tutti i suoi amanti"

    Il libro parla dei bambini, con le loro convinzioni, la loro fantasia, i loro giochi, le loro riflessioni che nella loro innocenza a volte diventano perfino profonde:

    “L'umanità è divisa in tre categorie: donne, bambine e ridicoli. Le donne erano persone indispensabili. Preparavano da mangiare, vestivano i figli, insegnavano loro ad allacciarsi le scarpe pulivano, fabbricavano dei bambini con la pancia, indossavano vestiti interessanti. I ridicoli non servivano a niente. La mattina i ridicoli grandi andavano in ufficio, che era una scuola per adulti, cioè un posto inutile. In realtà i ridicoli adulti erano rimasti molto simili ai ridicoli bambini, con una differenza non trascurabile: loro avevano perso il bene dell'infanzia. Ma le loro funzioni non cambiavano granché, e il loro fisico nemmeno. In compenso c'era un'enorme differenza fra le donne e le bambine. Innanzitutto non erano dello stesso sesso, bastava guardarle per rendersene conto. E poi il loro ruolo cambiava moltissimo in base all'età: passavano dall'inutilità dell'infanzia all'utilità primordiale delle donne, mentre i ridicoli rimanevano inutili tutta la vita."

    Ma il libro parla anche dell’amore e delle sue dinamiche. Quell'amore non ricambiato di Amelie per Elena, una sua bellissima coetanea, che si diverte a umiliarla fino a farle subire quello che lei chiama un “sabotaggio”, ossia una sorta di autodistruzione, cosa abbastanza tipica nel periodo dell’adolescenza.

    "E io stavo ferma quanto lei, e tenevo gli occhi fissi nei suoi: era come se stessimo giocando a chi avrebbe battuto le palpebre per prima. Ma il vero braccio di ferro di quello sguardo si svolgeva molto più in profondità"

    “La vera bellezza deve lasciare insoddisfatti: deve lasciare all'anima una parte del suo desiderio."

    La Nothomb scrive per me molto bene. Sembra ingenua, mediocre, indifesa, a volte anche stupida. Invece non lo è affatto, è molto acuta, riflessiva, profonda, ironica, graffiante, elegante e dice cose meravigliose immergendole in storie lievi.

    ha scritto il 

  • 4

    Elena, Odette e Remedios la Bella

    In certe parti si perde un po', ma il finale compensa qualsiasi pecca precedente. C'è una profondità su certe dinamiche dell'amore e della sua capacità autodistruttiva che ricordo di aver trovato solo ...continua

    In certe parti si perde un po', ma il finale compensa qualsiasi pecca precedente. C'è una profondità su certe dinamiche dell'amore e della sua capacità autodistruttiva che ricordo di aver trovato solo in "Dalla parte di Swann" di Proust. Malgrado Elena non sia Odette ma tutt'altro, ricorda di più Remedios la bella di "Cent'anni di Solitudine" di Marquez ma senza quella componente mistica che la trasformava in archetipo. Mentre Remedios era troppo bella per essere reale, di Elene al mondo ce ne sono molte (anche se per alcuni si tratterà più di una Odette). Chi non ha mai incontrato né una Elena né una Odette probabilmente non ha vissuto o amato abbastanza.
    Questo libro (così come quello di Proust che però e' ahimè molto più ostico) andrebbe fatto leggere agli adolescenti per cercare non tanto di salvarli, quanto di prepararli a quello che gli aspetta.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sbagliare è comunque sempre una questione d'epoca"

    Sabotaggio d’amore è una narrazione originale in cui i ricordi personali dell’autrice e il suo sguardo ironico e disincantato sul mondo permettono al lettore di trovare uguale spazio per risate e rifl ...continua

    Sabotaggio d’amore è una narrazione originale in cui i ricordi personali dell’autrice e il suo sguardo ironico e disincantato sul mondo permettono al lettore di trovare uguale spazio per risate e riflessioni.
    La storia è ambientata in Cina, negli anni tra il 1972 e il 1975, ovvero il periodo in cui la piccola Amélie si trasferisce con tutta la famiglia a Pechino, nuova destinazione per il padre diplomatico.Dopo aver trascorso gran parte della sua infanzia in Giappone, un paese a cui la scrittrice ha sempre dimostrato la sua devozione, a volte con risultati grotteschi come nell’autobiografico Stupore e tremori, Amélie deve fare i conti con la “bruttezza” della Cina.

    La mia recensione continua qui: http://www.sololibri.net/Sabotaggio-d-amore-Amelie-Nothomb.html

    ha scritto il 

  • 2

    Mi piace come scrive ma qui la storia mi fa venire il nervoso. La sua scrittura mi da il senso che è sempre incavolata con i nervi a fior di pelle. Sarà la magra.
    La malvagità dei bambini è eccessiva ...continua

    Mi piace come scrive ma qui la storia mi fa venire il nervoso. La sua scrittura mi da il senso che è sempre incavolata con i nervi a fior di pelle. Sarà la magra.
    La malvagità dei bambini è eccessiva, non sono così neanche al giorno d'oggi figuriamoci 40 anni fa. Li conosco, li osservo da un punto di vista privilegiato. Sono degli assassini di timpani o maleducati al cubo. Ma malvagi no, c'è ancora una punta di ingenuità, forse in Cina si saranno scatenati

    ha scritto il 

  • 1

    Sayonara, Amélie!

    Decisamente l'ultimo tentativo con la Nothomb è miseramente fallito.
    Un impianto che più contrario di così alle mie esigenze di lettrice non poteva essere.
    Marmocchi super intelligenti e super precoci ...continua

    Decisamente l'ultimo tentativo con la Nothomb è miseramente fallito.
    Un impianto che più contrario di così alle mie esigenze di lettrice non poteva essere.
    Marmocchi super intelligenti e super precoci che si mettono a... lasciamo perdere!
    L'ho già detto in un altro commento alla Nothomb: Pippi Calzelunghe e Zietto - loro sì che avevano un senso!
    Abbandonato.

    ha scritto il 

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