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Sabotaggio negli Usa

Storie di estraneità, rifiuto del lavoro, autodifesa e vendetta

(40)

| Others | 9788887423020

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Book Description

Le decine di voci che narrano le storie qui raccolte sono il coro di lavoratori di ogni tipo: dall'operaio al "colletto bianco", dal cassiere di banca allo strillone, dall'impiegato statale al lavoratore del settore privato. Le pratiche di Continue

Le decine di voci che narrano le storie qui raccolte sono il coro di lavoratori di ogni tipo: dall'operaio al "colletto bianco", dal cassiere di banca allo strillone, dall'impiegato statale al lavoratore del settore privato. Le pratiche di sabotaggio vanno dal piccolo furto all'introduzione di virus elettronici nei sistemi informatici, dal riposo non autorizzato alla distruzione di beni dell'azienda. I moventi sono i pesanti carichi di lavoro, le pessime retribuzioni, le cattive politiche dei dirigenti, le angherie e i maltrattamenti delle gerarchie, la noia e l'alienazione. Ad accompagnare i racconti ci sono citazioni da articoli di quotidiani e riviste, manuali di management, aforismi, poesie, proverbi, testi di canzoni.

3 Reviews

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    Questo saggio,a seconda dell'autore,parte dall'osservazione e dai vari tipi di reazione dovuti al senso di frustrazione nel posto di lavoro negli Stati Uniti.Da qui,si definisce un'"azione di sabotaggio","qualsiasi cosa venga fatta sul lavoro ma che ...(continue)

    Questo saggio,a seconda dell'autore,parte dall'osservazione e dai vari tipi di reazione dovuti al senso di frustrazione nel posto di lavoro negli Stati Uniti.Da qui,si definisce un'"azione di sabotaggio","qualsiasi cosa venga fatta sul lavoro ma che non dovrebe esser fatta".Del resto parliamo di questioni sociali le cui radici hanno la stessa profondità di quelle dell'"uomo organizzato"ma,per non andare oltre,si possono rintracciare azioni di sabotaggio sul lavoro concrete,già in piena rivoluzione industriale.Nei primi decenni del XIX°secolo infatti,apparvero i Luddisti,una parte del movimento operaio britannico,ostile alle"prime ristrutturazioni"in fabbrica dovute all'introdduzione delle macchine,con la conseguenza dei primi licenziamenti di massa da parte della classe padronale.il metodo di lotta dei Luddisti può essere riassunto col nome dell'operaio tessile che di conseguenza diede il nome all'organizzazione, Ned Ludd,che nel 1779 avrebbe distrutto per protesta un telaio nella fabbrica dove lavorava.Questo saggio quindi riporta moltissime testimonianze,fatte dalle persone più impensabili,nei lavori più disparati.l'autore prende un folto campione eterogeneo,con persone dai dodici ai sessant'anni d'età e con uno stipendio che va dal minimo necessario per sopravvivere fino ai 60.000$ annui,da azioni spettacolari fino a quelle di sabotaggio"tranquillo"con aneddoti a volte molto strani ed anche divertenti.Questo libro di Martin Sprouse,infatti,lo ritengo più un saggio sociologico che politico.Un pò perchè nel grande marasma degli States,sono più significative queste questioni"esistenziali"che altre dal profilo politico-militante:tutto diventa più individuale,più soggettivo e il neccessario adattamento alla vita più complicato.In Europa invece,ed in Italia soprattutto,negli anni'68-'80 il sabotaggio ha fatto parte di una prassi politica dei movimenti operai di estrema sinistra,come i Comitati di Base,Potere Operaio,CUB,Lotta Continua e tanti altri,soprattutto nelle grandi fabbriche ma non solo(basti pensare alla"notte dei fuochi"dove per un periodo piccole e medie fabbriche venivano sabotate pesantemente in tutto il Veneto).Sprouse quindi,ci parla degli States,alla fine degli anni'90:un altro contesto e un altro periodo storico,ma ciò non vuol dire che i problemi ed il risentimento che suscita lo sfruttamento sul lavoro siano diversi per latitudine o epoca.Ormai tutto è crisi,incertezza e ,purtroppo,senso di impotenza.Allora,ci dice il nostro libro,il sabotaggio,spiegato e contestualizzato,si può comprendere ed anche appoggiare.Alla domanda di come si può fermare il problema del sabotaggio ad un talk-radio da parte del conducente radiofonico,Martin Sprouse risponde:"non considero il sabotaggio un problema,bensì una valida e neccessaria reazione dall'insoddisfazione causata dal lavoro.Dato che non è un problema,non c'è nessuna soluzione.spero sia questa la lezione del libro".Detto questo,nel complesso ritengo questo saggio,benfatto,e per certe persone,anche molto utile,soprattutto se si ragiona con sguardo più ampio e realistico e ci si serva di quel che si ha letto,per ricordarsi che domani,al lavoro,sarò una persona e da persona vado trattato.Infine oltre i racconti vi sono citazioni di quotidiani, statistiche,articoli di riviste,poesie aforismi e canzoni che rendono il tutto più completo e coinvolgente.Io mi sarei aspettato qualcosa di un pò diverso,ma noi europei,specie noi italiani,abbiamo comunque un'altra storia ed altre tradizioni sulle esperienze di lotta per i diritti del lavoro.Lo sfruttamento e la precarietà invece,fanno tutto il mondo un paese.

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    LucBon71(de una Luna o una sangre o un beso al cabo) said on Nov 15, 2012 | Add your feedback

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    Qualche anno fa un amico mi propose di riprendere l'idea di questo libro (racconti di racconti di esperienze di sabotaggio, rifiuto del lavoro e strategie di sopravvivenza negli Stati Uniti), poi guardammo in fondo al libro e trovammo che era in cors ...(continue)

    Qualche anno fa un amico mi propose di riprendere l'idea di questo libro (racconti di racconti di esperienze di sabotaggio, rifiuto del lavoro e strategie di sopravvivenza negli Stati Uniti), poi guardammo in fondo al libro e trovammo che era in corso (nel 99) la raccolta di racconti per la versione italiana.

    Qualcuno ne sa qualcosa del progetto italiano?

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    Redcat said on Aug 14, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Io amo le vendette sul lavoro

    e basta.

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    zero said on Aug 21, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 3 stars
  • Others 220 Pages
  • ISBN-10: 8887423024
  • ISBN-13: 9788887423020
  • Publisher: DeriveApprodi
  • Publish date: 1998-01-01
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