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Sacré bleu

By Christopher Moore

(337)

| Paperback | 9788861922594

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Book Description

Il titolo del romanzo si ispira al preziosissimo color azzurro, ricavato dai lapislazzuli d’Oriente e utilizzato nell’arte sacra per ornare gli abiti della Madonna. Ambientato a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, fornaio e figlio di fornai, m Continue

Il titolo del romanzo si ispira al preziosissimo color azzurro, ricavato dai lapislazzuli d’Oriente e utilizzato nell’arte sacra per ornare gli abiti della Madonna. Ambientato a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, fornaio e figlio di fornai, ma deciso ad abbandonare farine e impasti per diventare pittore – il sogno di suo padre, amico e protettore di artisti poveri e affamati di nome Renoir, Monet, Pissarro, Cézanne… Anche Lucien dipinge – e ha come “spalla” d’eccezione nel romanzo niente meno che un certo Toulouse-Lautrec – e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che lo pianta in asso salvo ricomparire dopo due anni e mezzo di misteriosa assenza dalla sua vita. Al fianco della ragazza, un venditore di colori, dietro la cui misteriosa apparizione si celano enigmi e retroscena sconvolgenti: la sparizione dell’azzurro da certi capolavori rinascimentali, o il misterioso suicidio – o forse omicidio? – di Vincent Van Gogh. Dopo il Vangelo e Re Lear, Christopher Moore ci regala la sua rilettura di un momento fondamentale della storia dell’arte e della modernità nel suo complesso, frutto di tre anni di ricerche che lo hanno portato in Francia e in Italia, in un capolavoro di umorismo e riflessioni su quanto di più profondo muove gli esseri umani: la passione, sotto qualsiasi forma essa si manifesti.

73 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Moore fornisce la sua versione all'annosa domanda: "Ma com'è che così tanti pittori sono morti di sifilide?" e lo fa con una fiaba nera con sottili venature comiche (alcuni scambi di battute fra il protagonista e Henri de Toulouse-Lautrec sono da ant ...(continue)

    Moore fornisce la sua versione all'annosa domanda: "Ma com'è che così tanti pittori sono morti di sifilide?" e lo fa con una fiaba nera con sottili venature comiche (alcuni scambi di battute fra il protagonista e Henri de Toulouse-Lautrec sono da antologia) degna dei suoi romanzi migliori. Anche i non amanti della pittura (e mi metto in prima fila) l'apprezzeranno.

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    Baldurian said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non il solito Moore, ma comunque una lettura davvero piacevole.
    Rispetto ad altri libri dello stesso autore, ho trovato una maggior attenzione ai dettagli nella ricostruzione storica dei personaggi e dell'ambientazione, che ha reso molto interessante ...(continue)

    Non il solito Moore, ma comunque una lettura davvero piacevole.
    Rispetto ad altri libri dello stesso autore, ho trovato una maggior attenzione ai dettagli nella ricostruzione storica dei personaggi e dell'ambientazione, che ha reso molto interessante la lettura,anche solo per rispolverare un po' di storia dell'arte.
    L'ironia c'è, ma è meno marcata rispetto ad altri libri, direi che gli unici due personaggi prettamente alla Moore sono Blues e il Colorista,forse perché li ha inventati da nuovi, mentre per i pittori ha dovuto seguire certe caratteristiche non modificabili.
    Consigliato a tutti seguaci dell'autore e agli amanti degli Impressionisti.

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    Flavietta said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ecco, io mi aspettavo un biff dell'impressionismo. e invece no. è un po' meno, un bel po' meno.
    però ci sono tante tette e la sifilide, l'amore per l'arte e per l'amore e mette su voglia di ripassare storia dell'arte. il suo sporco lavoro lo fa.

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    ginocchiaapunta said on Jul 14, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Vincent osservò il foulard della zingara, giallo con un'edera verde ricamata sull'orlo. Dallo scialle e dalla gonna, ognuno di un colore diverso, traboccava un arcobaleno cencioso che si spegneva ai suoi piedi sotto un velo di polvere."

    "Quello pri ...(continue)

    "Vincent osservò il foulard della zingara, giallo con un'edera verde ricamata sull'orlo. Dallo scialle e dalla gonna, ognuno di un colore diverso, traboccava un arcobaleno cencioso che si spegneva ai suoi piedi sotto un velo di polvere."

    "Quello prima vuole scopare, poi si mette a farti il ritratto mentre ti pettini, poi ti prepara una tazza di tè, e non molla mai l'assenzio o il cognac. Questo lavoro non dovrebbe essere così complicato, Monsieur. Ieri, quando mi sono svegliata. era lì che mi dipingeva le unghie."

    "Lucien non poteva ricordarlo, ma quando nacque, quando diede la sua prim sbirciata al mondo, la prima cosa che vide fu il buco del sedere di Madame Lessard. Ci dev'essere qualcosa di sbagliato, pensò. E pensò che forse poteva piangere di sorpresa. Poi la levatrice lo ribaltò, e la seconda cosa che vide fu il cielo blu al di là del lucernario. E pensò: Ah, così va meglio! Quindi pianse di bellezza e rimase letteralmente senza parole per quasi un anno. Non poteva ricordare quel momento, ma quella sensazione ritornava di tanto in tanto, ogni volta che Lucien ritrovava il blu."

    " -Papà, cosa vuol dire stuprare?
    - Lucien, hai mai sentito l'espressione 'Fare l'amore'?
    - Sì, papà, come quando tu e la mamma vi baciate, vi fate il solletico e ridete. Me lo ha detto Régine.
    - Sì, è vero. Beh, lo stupro è il contrario. E' fare l'odio."

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    Mitilene said on Jun 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un po' lento a decollare, solo dopo i 2/3 diventa coinvolgente. A mio parere non il migliore Moore.

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    Mara said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Moore... ish.

    Come hanno scritto prima di me, non il solito Moore. O meglio, l'ironia e lo stile di scrittura restano quelli, ma indubbiamente rimane meno divertente rispetto ad altri dello statunitense.
    Comunque lo consiglierei, perché lo potremmo considerare, in ...(continue)

    Come hanno scritto prima di me, non il solito Moore. O meglio, l'ironia e lo stile di scrittura restano quelli, ma indubbiamente rimane meno divertente rispetto ad altri dello statunitense.
    Comunque lo consiglierei, perché lo potremmo considerare, in parte, uno spaccato di vita della Parigi di fine '800.

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    Da Pope said on Feb 12, 2014 | Add your feedback

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