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Sacro terrore

Di

Editore: Bao Publishing

2.5
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Altri

Isbn-10: 8865430729 | Isbn-13: 9788865430729 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Michele Foschini

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Duro, brutale, senza mezzi termini, Frank Miller torna d'imperio con un romanzo grafico doloroso e provocatorio. Empire City viene colpita da un attacco terroristico senza precedenti e tocca a Fixer e alla Gatta reclamare giustizia per le vite perse nella strage.
Duro come un romanzo di Dashiell Hammett, teso come un noir d'altri tempi, Sacro terrore non è una sottile analisi del terrorismo e dell'angoscia dell'Occidente. È un pugno in mezzo agli occhi alla retorica e al perbenismo, la risposta rabbiosa di un narratore di razza a una delle più laceranti ferite ancora aperte della nostra società: l'11 settembre.
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  • 2

    non si vede... non si capisce...

    un terzo del libro è fatto di tavole troppo dense,
    in cui l'effetto dinamico non permette di capire l'esatta ubicazione delle figure, probabilmente gli originali a colori risultano d'effetto, ma il BN proprio no!

    una storia ancora in nuce, che Miller avrebbe dovuto sviluppare un po' ...continua

    un terzo del libro è fatto di tavole troppo dense,
    in cui l'effetto dinamico non permette di capire l'esatta ubicazione delle figure, probabilmente gli originali a colori risultano d'effetto, ma il BN proprio no!

    una storia ancora in nuce, che Miller avrebbe dovuto sviluppare un po' di più per renderla davvero avvincente. Anche i maestri inciampano

    ha scritto il 

  • 1

    Puro esercizio di stile, con trama ridicola e caratterizzazione dei personaggi nulla. Il tutto condito da una vena antisemita esplicita e, a tratti, fastidiosa.

    Sì ok, è sempre Frank Miller. Ma al suo peggio.

    ha scritto il 

  • 2

    Corso di islamofobia a fumetti

    Si salva soltanto il bel volume della Bao che si conferma attualmente la migliore casa editrice del settore:
    http://opinionista.noblogs.org/post/2012/10/04/sacro-terrore/

    ha scritto il 

  • 3

    (parziale) delusione

    Frank Miller è molto meglio di questo fumetto. Ci aveva abituato a disegni in bianco e nero dinamici, espressionisti, frames di un film che si dipanava meravigliosamente davanti ai nostri occhi di lettori. I testi poi avevano una particolare ironia, un lirismo volutamente esagerato, uno stile che ...continua

    Frank Miller è molto meglio di questo fumetto. Ci aveva abituato a disegni in bianco e nero dinamici, espressionisti, frames di un film che si dipanava meravigliosamente davanti ai nostri occhi di lettori. I testi poi avevano una particolare ironia, un lirismo volutamente esagerato, uno stile che poi divenne il suo marchio di fabbrica. Qui invece c'è molto poco di tutto questo. I disegni sono molto statici, i testi pure. Il tema portatante della storia, la lotta tra una specie di batman e catwoman contro la jihad islamica, è assai banale e superficiale. I personaggi sono abbozzati, sono solo l'ombra di quello che furono i protagonisti di "quel bastardo giallo". Per fortuna Miller, con molto mestiere, non crea un pessimo fumetto, però poteva essere molto meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia cattiva

    Questo è sacro terrore, non una storia sulle idee, non una sulle filosofie, sui massimi sistemi.
    E' la storia di un uomo abituato alla lotta più che al dialogo, allo scontro più che alla collaborazione, il nemico non conta, conta solo che ci sia e che lo si possa affrontare, la rabbia di Fi ...continua

    Questo è sacro terrore, non una storia sulle idee, non una sulle filosofie, sui massimi sistemi.
    E' la storia di un uomo abituato alla lotta più che al dialogo, allo scontro più che alla collaborazione, il nemico non conta, conta solo che ci sia e che lo si possa affrontare, la rabbia di Fixer è l'espressione di chi pretende non giustizia ma vendetta, una vendtta che catarticamente si crede possa risolvere il conflitto anzichè inasprirlo, che chiuda il cerchio, ma non è così e l'ultima tavola ce lo ricorda.
    Vittima di una campagna mediatica, stimolata anche dallo stesso autore, sacro terrore è diventata, per chi non l'ha letta o chi l'ha affrontata cerico di preconcetti, argomento di discussione su cose che nel volume non ci sono, non sono affrontate e in gran parte neppure nominate.

    ha scritto il 

  • 4

    OK, è molto bello sul piano visivo. Io questo razzismo terribile non ce l'ho visto (al massimo si può pensare che secondo Miller il terrorismo sia solo quello di Al Quaida), ma neanche una storia che sia una storia.

    ha scritto il 

  • 1

    Trovo che tutte le discussioni, le critiche e le indignazioni che ha fatto scaturire questo fumetto in patria siano state abbastanza inutili: questo non è un'opera il cui unico scopo è la propaganda all'odio e non sprona apertamente il lettore al razzismo. Sì, è vero: non è esente da alcune esage ...continua

    Trovo che tutte le discussioni, le critiche e le indignazioni che ha fatto scaturire questo fumetto in patria siano state abbastanza inutili: questo non è un'opera il cui unico scopo è la propaganda all'odio e non sprona apertamente il lettore al razzismo. Sì, è vero: non è esente da alcune esagerazioni sintattiche, ma nel contesto non colpisce questo lato destroide dell'autore.

    "Sacro Terrore", molto più semplicemente, è un brutto fumetto, e in quanto tale non comunica, non evoca, non imprime nulla nel lettore. I disegni, potenti ed impressionanti nelle prime pagine, sono confusi, statici e ripetitivi nel restante volume; sembrano funzionali al solo riempimento delle pagine e alcune trovate (come le frequenti pagine piene di caricature di politici o di visi stereotipati dei popoli più presi di mira) non sembrano trovare nessun senso se non quello di allungare la brodaglia. La storia, ancora peggio, risulta sbrigativa, poco approfondita, con protagonisti dalla caratterizzazione insipida e con una narrazione troppo veloce (lo si legge in 15 minuti) per appassionare davvero.
    Insomma il fumetto è qualcosa di tirato via: una trama "incazzata", ma di quell'incazzatura senza senso e che, vista dall'esterno, fa presagire, nell'incazzato, un'ignoranza e un infantilismo non indifferente. Per questo si può definire il lavoro di Miller come innocuo, spaccone e confusionario, ma dire che è propaganda xenofoba mi sembra troppo azzardato e, soprattutto, oltre le reali intenzioni dello stesso Miller.
    L'autore in passato ha scritto dei veri e propri capolavori fumettistici, ma negli ultimi anni ha preso un andazzo che mal digerisco.
    Non credo mi interesserò mai più alle sue future opere.

    ha scritto il