Saggio su Pan

Di

Editore: Adelphi (Piccola Biblioteca, 56)

4.0
(177)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845903362 | Isbn-13: 9788845903366 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Traduttore: Aldo Giuliani

Genere: Salute, Mente e Corpo , Non-narrativa , Filosofia

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  • 4

    Interessante

    libro sul mito del dio Pan che si accomodò a vivere secondo bisogni primordiali.
    Un libro, a mio parere, più per "addetti" anche se a vari livelli si combina con un bisogno di conoscenza della propria ...continua

    libro sul mito del dio Pan che si accomodò a vivere secondo bisogni primordiali.
    Un libro, a mio parere, più per "addetti" anche se a vari livelli si combina con un bisogno di conoscenza della propria ombra come specificato anche da C.G. Jung.
    Una citazione dei templi siciliani di Crowley mi ha portato ad esplorare tematiche che consiglierei di tralasciare ad eventuali lettori. G.

    ha scritto il 

  • 0

    c'era una volta in grecia

    ci si può immaginare il dio pan come una figura sensuale e allo stesso tempo volgare, con i tratti marcatamente spigolosi e soprattutto lo sguardo ambiguo e presente, che ti interroga su tutto il mond ...continua

    ci si può immaginare il dio pan come una figura sensuale e allo stesso tempo volgare, con i tratti marcatamente spigolosi e soprattutto lo sguardo ambiguo e presente, che ti interroga su tutto il mondo e delle sue tentazioni. nella mitologia pan insieme a orfeo, eros e persefone sono i titolari dell’arte che da istinto prende forma nell’etterno. pan è la creatura che vive nei boschi e tra gli alberi crea la vertigine del quel vuoto che potremmo chiamare paura, panico, istinto. compagno di dioniso, ma libero di appartenere alle forze oscure di tutta la natura, al suono quasi sgrammaticato del suo zufolo con cui insegue le melodie tenebrose del nostro cuore.
    l’analisi dell’autore è veramente piacevole alla lettura il primo capitolo chi chiama ritorno alla grecia, e da qui parte per una analisi della nostra psiche che è alla ricerca di una completa fusione con la natura e cerca di dialogare con la coscienza, con la nostra visione del mondo. il risultato è una frammentazione perché la natura è governata dall’oscuro, dalla pulsione, dalla masturbazione, dallo stupro, dal patologico. la spontaneità della natura è incontrollata e la società invece controlla attraverso lo stupro programmato le coscienze non più libere di appartenere al caprino pan. la religione come la società è seguace di un concretismo fitto di consigli realistici, e penetra sull’interpretazione dei fatti come lo stupro. ‘noi stupriamo e siamo stuprati non solo sessualmente. il sessuale è soltanto una metafora che esprime il movimento dal di sotto per penetrare nell’intimità personale di qualcuno in una maniera rude.’
    la ninfa diventa vittima per eccellenza e – continua l’autore – ‘il concretismo oscura la luce e blocca il movimento della fantasia. in questa prospettiva, la deflorazione non significa penetrazione e trasformazione ma un anima in pezzi. in questa prospettiva, si deve a tutti i costi mantenere intatta una purezza di luce riflessiva, poiché essa dà la libetà di allontanarsi dll’oppressione della natura e la capacità di immaginare la vita e non di viverla e basta.’
    il ritorno alla grecia serve tantissimo per gli archetipi che racconta e aiuta a comprendere il giorno a venire che è sempre più ostacolato da quello che sono i richiami all’obbedienza.

    http://www.youtube.com/watch?v=pLXyVwaC5qU

    ha scritto il 

  • 4

    la mia è una recente scoperta,Hillman intendo,psicoanalista morto da poco...
    lessi un articolo sul quotidiano "la stampa" e capì che dovevo acquistare un suo libro..
    in libreria scelsi "saggio su Pan" ...continua

    la mia è una recente scoperta,Hillman intendo,psicoanalista morto da poco...
    lessi un articolo sul quotidiano "la stampa" e capì che dovevo acquistare un suo libro..
    in libreria scelsi "saggio su Pan" mi intrigava,più di altri,per differenti motivi...
    cosa vi dico del libro?
    che Pan è il dio della natura i cristiani ne hanno distorto la natura etichettandolo come "satana" uno dei tanti che ne esistono poi...e anche il fatto dell'essere caprone è una mera mitologia..
    tu,puoi provarlo?

    ha scritto il 

  • 3

    Se Jung ad un certo punto si è abbandonato al delirio, Hillman è sicuramente andato oltre.
    132 paginette di continue e costanti contraddizioni: si sostiene la congiunzione degli opposti in una salvifi ...continua

    Se Jung ad un certo punto si è abbandonato al delirio, Hillman è sicuramente andato oltre.
    132 paginette di continue e costanti contraddizioni: si sostiene la congiunzione degli opposti in una salvifica unità dispensatrice di equilibri perfetti e nel frattempo non si fa che scindere e contrapporre.
    Il Super-Io è relegato a un ruolo minimale e quasi fastidioso.
    Anche riconoscendomi come la più impunita sublimatrice cronica del cosmo, qui non si tratta di resistenze.
    Nonostante qualche spunto interessante, se l'accettazione della nostra natura panica conduce alla "guarigione" raggiunta da Hillman, c'è da pensarci seriamente... -.-'

    Le nostre riflessioni sulla nostra impersonale, oscena, laida sessualità, e il godimento che ne traiamo, sono echi in noi della ninfa.

    Ma siamo proprio sicuri? ...


    Rilasciato da .•.•´*`•.•. LaFigliaDelPittore .•.•´*`•.•. con licenza CC Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

    ha scritto il 

  • 4

    mitico pan-demonio

    il capro-fallico dotato saltabecca di selva in selva alla ricerca di un corpo cui abbeverarsi, che lo sappia sedare per un po'!
    Hillo Hillo si spreme le meningiolle per trovare ponti lunghissimi dall' ...continua

    il capro-fallico dotato saltabecca di selva in selva alla ricerca di un corpo cui abbeverarsi, che lo sappia sedare per un po'!
    Hillo Hillo si spreme le meningiolle per trovare ponti lunghissimi dall'antico evo magnogrecale al contemporaneo sostanziale...
    affascinanti le terre cui fa approdare la barca del dio panico, ma mi chiedo sempre quanto il nocchiero psico-pompo tiri dalla sua la prora della nave divina?!

    ha scritto il 

  • 3

    Uno psicanalista filologo (farti una vita no, eh?).

    Cioè, noi (?) paranoici (!) ci creiamo sovrastrutture e meccanismi di difesa per non sentire la paura panica che invece è il terrore genuino del guerriero in battaglia ed è naturalissima e sacrosanta ...continua

    Cioè, noi (?) paranoici (!) ci creiamo sovrastrutture e meccanismi di difesa per non sentire la paura panica che invece è il terrore genuino del guerriero in battaglia ed è naturalissima e sacrosanta e bellissima e contiene in sé pure la soluzione di ogni timore -in noi invece c'è una scissione tra anima e istinto. Teoria ingegnosissima sviluppata citando a cazzo miti e mescolandoli con fonti antiche (solo quelle coerenti con la teoria stessa, ovviamente), smontando altre anche un poco più serie tesi in merito -tipo l'angoscia esistenzialista derivante dal vuoto e dalla mancanza di significato eccetera- senza nessunissima motivazione che non sia di logica spicciola, alla quale io assai umilmente rispondo: ma anche no!

    Però è un sacco divertente, tipo quando Hillman riporta la teoria di tale Jones per il quale la radice MR contenuta anche in nightmare ha in sé "una inconfondibile allusione all'atto della masturbazione". E' come quando la tua prof di greco diceva che la radice MN conteneva in sé l'atto del ricordare, ed era convinta fosse onomatopeica e ripeteva in classe: "MN! MN!" agitando serissima la mano accanto alla testa come per persuaderti che il lavorio della memoria al quale con tale gesto lei alludeva avesse un qualche suono, e costringendoti invece a farti violenza per non rotolare a terra ridendo.
    Sono sicura che Pan, per quanto divinità dello stupro, non avrebbe accettato un simile autolesionismo e avrebbe riso come un pazzo a sentire tante minchiate. Anzi, lo sta facendo sicuro, e sicuro con questa risata ci sta godendo tanto da venirsene nelle mutande che forse non ha: e questo anche se nella parola "risata" non c'è la radice MR.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono solito approfondire o curiosare in mitologie estranee alla mia civiltà (ne sono attratto forse a causa di un inveterato esotismo), ma stavolta sono rimasto affascinato dal ritratto della Grecia t ...continua

    Sono solito approfondire o curiosare in mitologie estranee alla mia civiltà (ne sono attratto forse a causa di un inveterato esotismo), ma stavolta sono rimasto affascinato dal ritratto della Grecia tinteggiato nel saggio di Hillman, che aiuta a mio parere a comprendere la valenza dei personaggi mitologici sfruttando l'immaginazione e le emozioni. Apprezzo molto questo approccio allo studio dei miti e delle religioni, la psicanalisi di Jung è un validissimo strumento di ausilio in ambito antropologico.
    Libri come questo offrono molti stimoli e percorsi di approfondimento.

    ha scritto il 

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