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Saggio sul dono

Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche

Di

Editore: Einaudi

4.1
(123)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806162268 | Isbn-13: 9788806162269 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Zannino

Genere: Non-fiction , Social Science , Travel

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Descrizione del libro
I doni, da noi, si fanno e si ricevono a Natale o in occasioni stabilite comei compleanni. Non è considerato "normale" fare regali senza un motivospecifico: il dono è un'eccezione, dove la regola è tenere per sé le propriecose e ottenerne altre tramite l'acquisto o lo scambio. L'antropologia ci hainvece offerto molti esempi di società presso cui il dono costituisce unodegli elementi fondanti. Mauss, nel suo saggio, mette in evidenza che il dononon è mai gratuito ma non è neppure uno scambio a fine di lucro. E' piuttostoun ibrido poiché chi dona si attende un "controdono". Negli oggetti donatiesiste un'anima che li lega al loro autore, ciò li rende quasi unprolungamento degli individui e tesse una rete di rapporti interpersonali.
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  • 5

    sfida le nostre forme mentali

    E se pure vincesse la separazione tra oggetto e possessore, se pure la quantità uccidesse più di quanto non abbia già fatto differenze, qualità e ogni spazio per il sacro in un enorme esposizione di etichette, resta che Mauss ci ha detto qualcosa che soli non avremmo saputo. Non c'è che da domand ...continua

    E se pure vincesse la separazione tra oggetto e possessore, se pure la quantità uccidesse più di quanto non abbia già fatto differenze, qualità e ogni spazio per il sacro in un enorme esposizione di etichette, resta che Mauss ci ha detto qualcosa che soli non avremmo saputo. Non c'è che da domandare ancora

    ha scritto il 

  • 4

    Introduzione da saltare

    Peccato per l'introduzione di Aime. Non è difficile cogliere la patente contraddizione nel dire "il dono si nasconde nelle pieghe delle nostre azioni e non ci accorgiamo che molte di queste non sono affatto mosse da logiche utilitaristiche. Intendiamoci, non utilitaristiche non significa gratuite ...continua

    Peccato per l'introduzione di Aime. Non è difficile cogliere la patente contraddizione nel dire "il dono si nasconde nelle pieghe delle nostre azioni e non ci accorgiamo che molte di queste non sono affatto mosse da logiche utilitaristiche. Intendiamoci, non utilitaristiche non significa gratuite. Il dono non è mai gratuito". Mi sembra che l'allegra comunità degli antropologi (e di tanti sociologi) si opponga alla "logica utilitaristica" senza averne mai capito un acca, per semplice piglio ideologico o per ragioni politiche. Forse quando capiranno che "utilità" non è sinonimo di "guadagno monetario", e può tranquillamente comprendere (vedi Becker) solidarietà e creazione di obbligazioni (vedi Coleman), smetteranno di inventare "terze vie" e impianti concettuali del tutto congruenti con l'utilitarismo ma "moralizzati" togliendo quella brutta parola. Unitamente ad altre allegre baggianate sulla mancanza di credito\debito nelle strutture familiari dispiace, purtroppo, che sia accompagnata a un testo fondamentale come questo un'introduzione caratterizzata da tanta pochezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Esiste un margine di tempo in cui la felicità del ricevere qualcosa lascia spazio al presentimento di un debito cui, inesorabilmente, saremo chiamati a rispondere. Ne abbiamo fatto tutti esperienza e basterebbe ripercorrerla con la mente per riassumere in due righe questo classico dell’antropolog ...continua

    Esiste un margine di tempo in cui la felicità del ricevere qualcosa lascia spazio al presentimento di un debito cui, inesorabilmente, saremo chiamati a rispondere. Ne abbiamo fatto tutti esperienza e basterebbe ripercorrerla con la mente per riassumere in due righe questo classico dell’antropologia. Mauss osserva la società Triobriandese per individuare nel gesto del dono uno spazio semantico prospero di ambiguità e che, solo perché tale, è il mezzo primario con cui gli uomini si relazionano gli uni agli altri. Donare qualcosa a qualcuno genera infatti - Mauss lo racconta bene - un complesso regime di prestazioni e controprestazioni obbligatorie (ecco il debito da ricambiare) facendosi atto fondativo di ogni tipologia di scambio fra altri. Donare è sempre un fatto-totale: regola e sancisce rapporti sociali, economici, giuridici, religiosi. Ci sarebbe poi da dire della pratica del potlach, del mana, e di come l'oeconomicus moderno abbia origine dalla distinzione fra cose e persone e quindi sia un affrancamento dal religioso ma si fa prima a leggerne. E' pittusto breve.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire di un libro così famoso e importante? E' assolutamente da leggere, prima o poi, perché spiega molto della nostra società e di quelle apparentemente lontane. Piccolo e geniale.

    ha scritto il 

  • 5

    Il saggio di Mauss è oggi più che mai attuale. Forse pecca di un esagerato ottimismo nelle conclusioni, pur comprensibile se si considera che è stato scritto ottant'anni fa. Le sue ricerche però sono fondamentali per comprendere la funzione e la forma del dono nelle società che più che primitive ...continua

    Il saggio di Mauss è oggi più che mai attuale. Forse pecca di un esagerato ottimismo nelle conclusioni, pur comprensibile se si considera che è stato scritto ottant'anni fa. Le sue ricerche però sono fondamentali per comprendere la funzione e la forma del dono nelle società che più che primitive lui stesso definisce 'arcaiche'. Oggi forse impazzirebbe a vedere quanta strada ha fatto l'homo oeconomicus a dispetto della sua artificialità.. può consolare il fatto che la sua riflessione ci aiuta a comprendere che l'economia di mercato non è la sola, né l'unica, né la definitiva forma di economia per le società.

    ha scritto il 

  • 4

    un classico dell'antropologia, basato su un'indagine sul campo ed un raffronto tra la logica che sottende il dono nelle popolazioni primitive e quella che lo regola nel mondo civilizzato.
    eppure l'ho letto per preparare l'esame di storia moderna, il mio primo esame universitario.
    non pu ...continua

    un classico dell'antropologia, basato su un'indagine sul campo ed un raffronto tra la logica che sottende il dono nelle popolazioni primitive e quella che lo regola nel mondo civilizzato.
    eppure l'ho letto per preparare l'esame di storia moderna, il mio primo esame universitario.
    non può essere, direte voi, che centra uno studio antropologico d'inizio novecento con l'epoca che va dalla scoperta dell'america alla rivoluzione francese (o al congresso di vienna, a seconda dei punti di vista)? nulla, avete perfettamente ragione, non centra nulla... ma la prof era una un po' strana... una mezza storica, un quarto antropologa ed un quarto filosofa... fatto sta che l'ho letto ed apprezzato in quell'occasione.
    aldilà del contenuto, del tema del dono, si tratta di una pietra miliare dell'antropologia e della metodologia antropologica d'inizio XX secolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Era in un programma d'esame, ma direi che è stato molto interessante, anche se a tratti un po'oscuro...Ho approfondito un aspetto essenziale per la vita dei popoli indigeni,ma che lo è anche per la nostra...In fondo cosa c'è di più bello che donare!
    Molto importante da leggere per chi ama l' ...continua

    Era in un programma d'esame, ma direi che è stato molto interessante, anche se a tratti un po'oscuro...Ho approfondito un aspetto essenziale per la vita dei popoli indigeni,ma che lo è anche per la nostra...In fondo cosa c'è di più bello che donare!
    Molto importante da leggere per chi ama l'antropologia.

    ha scritto il 

  • 3

    Un saggio sulla pratica del donare come collante per la costruzione ed il mantenimento della società. Per quanto il saggio sia stato superato da altri studi più recenti (il saggio è del 1923), resta una pietra miliare degli studi antropologici. Per gli appassionati, una lettura indispensabile, pe ...continua

    Un saggio sulla pratica del donare come collante per la costruzione ed il mantenimento della società. Per quanto il saggio sia stato superato da altri studi più recenti (il saggio è del 1923), resta una pietra miliare degli studi antropologici. Per gli appassionati, una lettura indispensabile, per tutti gli altri, a patto di avere uno spirito curioso, una lettura interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    La parte di antropologia è forse un po' datata, ma le conclusioni che Mauss trae su temi come gratuità, scambio e ricchezza sono attualissime. In particolare, ho trovato notevoli le idee espresse riguardo al rapporto tra lavoratori e aziende (pagg. 238-239).

    ha scritto il