Saggio sull'arte di strisciare, ad uso dei cortigiani

Facezia filosofica tratta dai manoscritti del defunto barone d'Holbach

Di

Editore: Il Melangolo (Nugae, 159)

3.9
(48)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 26 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870187543 | Isbn-13: 9788870187540 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emanuela Schiano di Pepe

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale, ma solamente quella del padrone o del ministro...Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone...deve tenere ben presente che il Sovrano e più in generale l'uomo che sta al comando non ha mai torto. La nobile arte del cortigiano, l'oggetto essenziale della sua cura, consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone...Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene. E' devoto? Bisogna diventarlo o fare l'ipocrita. E' di temperamento ombroso? Bisogna instillargli sospetti riguardo tutti coloro che lo circondano.
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  • 3

    I filosofi, che spesso sono di cattivo umore, considerano in verità il mestiere del cortigiano come vile, infame, pari a quello di un avvelenatore. I popoli ingrati non percepiscono la reale portata d ...continua

    I filosofi, che spesso sono di cattivo umore, considerano in verità il mestiere del cortigiano come vile, infame, pari a quello di un avvelenatore. I popoli ingrati non percepiscono la reale portata degli obblighi propri di questi uomini generosi che, pur di garantire il buon umore del Sovrano, si votano alla noia, si sacrificano per i suoi capricci, immolano in suo nome onore, onestà, amor proprio, pudore e rimorsi; ma come fanno quegli ottusi a non rendersi conto del costo di tanti sacrifici? Non pensano al prezzo da pagare per essere un buon cortigiano? Per gli uomini ordinari resta penoso soffocare nel cuore il grido della ragione. Soltanto il cortigiano riesce a tacitare questa voce inopportuna; lui solo è capace di così nobile sforzo.
    Osservando i fatti da questa prospettiva, appare chiaro che l'arte di strisciare è senz'altro la più difficile da praticare. Tale sublime disciplina è forse la più grande conquista fatta dallo spirito umano. Solo al cortigiano è dato di trionfare su se stesso e di riportare una vittoria assoluta sugli impulsi del cuore. Guardate come si umilia, si riduce a un niente; attende di ricevere dal proprio padrone la propria essenza, cerca di individuare nei suoi tratti caratteri che lui stesso deve assumere; è come una cera malleabile pronta a ricevere qualsiasi calco le si voglia imprimere. Certi mortali sono affetti da una rigidità di spirito, un difetto di elasticità nei lombi, una mancanza di flessibilità nella cervicale; quest'infelice funzionamento impedisce loro di perfezionarsi nell'arte di strisciare e li rende incapaci di carriera a Corte. Serpenti e rettili guadagnano cime e rocce su cui neanche il cavallo più impetuoso riesce ad issarsi. La Corte non è per niente adatta a quei personaggi alteri, tutti d'un pezzo, incapaci di cedere a capricci, di assecondare fantasmi e nemmeno, se necessario, approvare o favorire crimini che il potere giudica necessari al benessere dello Stato.
    Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale ma solamente quella del padrone. Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone. Il cortigiano ben educato deve avere uno stomaco tanto forte da digerire tutti gli affronti che il suo padrone vorrà infliggergli.
    Su questa base si può ben giudicare se la vita del perfetto cortigiano non è da considerarsi un'infinita serie di penosi impegni. Tutti i tesori del popolo bastano a malapena per remunerare questi eroi, martiri volontari all'interesse collettivo. Quanto rispetto, quale venerazione siamo tenuti a dimostrare verso tali esseri, vedendo con quale generosità sacrificano costantemente fierezza, nobiltà e amor proprio!

    ha scritto il 

  • 2

    "La vita del cortigiano è un perpetuo impegno"

    Questa "facezia filosofica" "ad uso dei cortigiani" si legge in dieci minuti e, temo, lasci memento per cinque. Come spesso accade la pagina più divertente è quella recante il titolo.
    Miglior citazio ...continua

    Questa "facezia filosofica" "ad uso dei cortigiani" si legge in dieci minuti e, temo, lasci memento per cinque. Come spesso accade la pagina più divertente è quella recante il titolo.
    Miglior citazione citabile:
    "Certi mortali sono affetti da una rigidità di spirito, un difetto di elasticità nei lombi, una mancanza di flessibilità nella cervicale; quest'infelice funzionamento impedisce loro di perfezionarsi nell'arte di strisciare e li rende incapaci di fare carriera a Corte. Serpenti e rettili guadagnano cime e rocce su cui neanche il cavallo più impetuoso riesce ad issarsi."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    I filosofi, che spesso sono di cattivo umore, considerano in verità il mestiere del cortigiano come vile, infame, pari a quello di un avvelenatore. I popoli ingrati non percepiscono la reale portata d ...continua

    I filosofi, che spesso sono di cattivo umore, considerano in verità il mestiere del cortigiano come vile, infame, pari a quello di un avvelenatore. I popoli ingrati non percepiscono la reale portata degli obblighi propri di questi uomini generosi che, pur di garantire il buon umore del Sovrano, si votano alla noia, si sacrificano per i suoi capricci, immolano in suo nome onore, onestà, amor proprio, pudore e rimorsi; ma come fanno quegli ottusi a non rendersi conto del costo di tanti sacrifici? Non pensano al prezzo da pagare per essere un buon cortigiano? Per gli uomini ordinari resta penoso soffocare nel cuore il grido della ragione. Soltanto il cortigiano riesce a tacitare questa voce inopportuna; lui solo è capace di così nobile sforzo.

    Osservando i fatti da questa prospettiva, appare chiaro che l'arte di strisciare è senz'altro la più difficile da praticare. Tale sublime disciplina è forse la più grande conquista fatta dallo spirito umano. Solo al cortigiano è dato di trionfare su se stesso e di riportare una vittoria assoluta sugli impulsi del cuore. Guardate come si umilia, si riduce a un niente; attende di ricevere dal proprio padrone la propria essenza, cerca di individuare nei suoi tratti caratteri che lui stesso deve assumere; è come una cera malleabile pronta a ricevere qualsiasi calco le si voglia imprimere. Certi mortali sono affetti da una rigidità di spirito, un difetto di elasticità nei lombi, una mancanza di flessibilità nella cervicale; quest'infelice funzionamento impedisce loro di perfezionarsi nell'arte di strisciare e li rende incapaci di carriera a Corte. Serpenti e rettili guadagnano cime e rocce su cui neanche il cavallo più impetuoso riesce ad issarsi. La Corte non è per niente adatta a quei personaggi alteri, tutti d'un pezzo, incapaci di cedere a capricci, di assecondare fantasmi e nemmeno, se necessario, approvare o favorire crimini che il potere giudica necessari al benessere dello Stato.

    Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale ma solamente quella del padrone. Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone. Il cortigiano ben educato deve avere uno stomaco tanto forte da digerire tutti gli affronti che il suo padrone vorrà infliggergli.

    Su questa base si può ben giudicare se la vita del perfetto cortigiano non è da considerarsi un'infinita serie di penosi impegni. Tutti i tesori del popolo bastano a malapena per remunerare questi eroi, martiri volontari all'interesse collettivo. Quanto rispetto, quale venerazione siamo tenuti a dimostrare verso tali esseri, vedendo con quale generosità sacrificano costantemente fierezza, nobiltà e amor proprio!

    anche nel blog: http://popfilosofico.blogspot.com/2011/10/larte-di-strisciare.html

    ha scritto il 

  • 5

    Trattatello minuscolo - lo si può leggere in pochi minuti - ma illuminante, utilissimo per aiutare i profani come me a capire quanto sia difficile l'arte di strisciare. Arte, senza alcun dubbio, perch ...continua

    Trattatello minuscolo - lo si può leggere in pochi minuti - ma illuminante, utilissimo per aiutare i profani come me a capire quanto sia difficile l'arte di strisciare. Arte, senza alcun dubbio, perché solo chi è veramente portato può raggiungere i massimi livelli di servilismo incomprensibili ai comuni esseri umani.
    Scritto nel XVIII secolo, nel corso del tempo il volumetto non ha perso nulla della sua graffiante ironia perché i cortigiani, pur nella quasi totale assenza di teste coronate, continuano a essere presenti e addirittura a moltiplicarsi anche ai nostri giorni.

    ha scritto il 

  • 5

    "Questo una volta era un paradosso, ma oggi i tempi ne hanno dato prova."
    Ma l'arte di strisciare invece non è tipica d'ogni tempo?
    Io ho fatto fotocopie di queste pagine e le ho distribuite nella mia ...continua

    "Questo una volta era un paradosso, ma oggi i tempi ne hanno dato prova."
    Ma l'arte di strisciare invece non è tipica d'ogni tempo?
    Io ho fatto fotocopie di queste pagine e le ho distribuite nella mia scuola. Si sarà offeso qualcuno?
    No, perché il cortigiano tutto è e tutto deve essere, fuorché intelligente.

    ha scritto il 

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