"L’uguaglianza politica è derisione, allorché i rapporti sociali dividono i cittadini in due classi distintissime, l’una condannata a perpetuo lavoro per miseramente vivere, l’altra destinata a godersi il frutto dei sudori di quelli".
In questo saggio l’idea rivoluzionaria di Pisacane è centra Continue
"L’uguaglianza politica è derisione, allorché i rapporti sociali dividono i cittadini in due classi distintissime, l’una condannata a perpetuo lavoro per miseramente vivere, l’altra destinata a godersi il frutto dei sudori di quelli".
In questo saggio l’idea rivoluzionaria di Pisacane è centrale: solo una rivoluzione nazionale che eliminasse le ineguaglianze sociali, la proprietà privata e l’autoritarismo statuale avrebbe potuto radicare i veri principi di libertà e uguaglianza in quell’Italia unita per la quale tanti patrioti del Risorgimento lottavano e morivano. Il volume è arricchito dal Testamento politico di Pisacane e da un saggio dell’anarchico Luigi Fabbri dedicato al rivoluzionario italiano.
L'AUTORE: Carlo Pisacane (1818-1857) fu un rivoluzionario del Risorgimento Italiano. Antiautoritario, vicino alle idee libertarie di Bakunin e al socialismo libertario di Proudhon, Pisacane è da molti considerato il precursore dell’anarchismo in Italia. Morì tragicamente in occasione della famosa e fallimentare “Spedizione di Sapri”, organizzata con Mazzini per promuovere un’insurrezione tra i contadini del sud borbonico.
SAGGIO INTRODUTTIVO di Luigi Fabbri (1877-1935). Fu una delle figure più importanti del movimento anarchico italiano e internazionale. “Allievo” di Errico Malatesta, autore di importanti saggi come Dittatura e rivoluzione e La controrivoluzione preventiva, nel 1926 rifiutò di prestare giuramento di fedeltà al fascismo e fu licenziato dal suo posto di insegnante. Costretto all'esilio, si stabilì a Montevideo (Uruguay) dove morì nel 1935.