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Salomé

Per

Editor: Proa

4.2
(854)

Language:Català | Number of Pàgines: 79 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Italian , French , German , Portuguese

Isbn-10: 8482561111 | Isbn-13: 9788482561110 | Data publicació: 

Category: Fiction & Literature , History , Religion & Spirituality

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Descripció del llibre
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  • 1

    Mah...

    Avevo grandi aspettative, ma mi son dovuta ricredere enormemente! Pur essendo piccolo, è pesante e retorico. L'ho letto con lo stesso interesse con cui, mentre non si ha nulla da fare, si leggono ...continua

    Avevo grandi aspettative, ma mi son dovuta ricredere enormemente! Pur essendo piccolo, è pesante e retorico. L'ho letto con lo stesso interesse con cui, mentre non si ha nulla da fare, si leggono gli ingredienti di una crema scritti sulla sua etichetta... Lui ama Lei, Lei ama l'Altro ma non ne è ricambiata, così decide di vendicarsi: l'Altro muore; rimangono solo Lui e Lei. Lei continua a non considerare Lui e Lui si vendica, rimanendo solo. Fine. Nel mezzo una pesante confusione:prima si ha caldo, poi si ha freddo, poi si cambia discorso e si pensa alla luna che sembra la mano di un morto... Non c'è filo logico in nulla, sembra tutto scritto tanto per scrivere. Mah, pessimo!

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  • 1

    Il giardino è bello e la luna è pallida, quasi quasi prendo per sfinimento Iokanaan ripetendogli per 50 volte che voglio baciarlo sulla bocca. Il giardino è bello e la luna è strana. Quasi quasi ...continua

    Il giardino è bello e la luna è pallida, quasi quasi prendo per sfinimento Iokanaan ripetendogli per 50 volte che voglio baciarlo sulla bocca. Il giardino è bello e la luna è strana. Quasi quasi mi faccio un balletto semi-porno e visto che Iokanaan non si arrapa lo faccio decapitare dal mio papà.

    Sipario.

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  • 3

    La storia poteva essere interessante, però ha un grande problema: Wilde. Troppe, troppe ripetizioni che rendono il testo monotono e poco incisivo: ci ritroviamo così un'Erodiade che ripete quasi ...continua

    La storia poteva essere interessante, però ha un grande problema: Wilde. Troppe, troppe ripetizioni che rendono il testo monotono e poco incisivo: ci ritroviamo così un'Erodiade che ripete quasi esclusivamente le frasi "Non la devi guardare" (riferito a Salomè) e "Non voglio", delle strutture nei dialoghi che si ripetono sempre uguali e vari personaggi che quistionano più o meno tutti sulle stesse cose (gli argomenti più in voga sono "a cosa assomiglia la luna" e "quant'è pallida Salomè oggi"). Si salva in extremis dall'essere un testo completamente sciapo alla fine, con il bellissimo monologo di Salomè. Wilde imperterrito continua a non colpirmi nonostante che le storie che scrive, a livello di trama, mi sembrino molto interessanti.

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  • 5

    Conosciamo tutti la storia di Salomè, la morte di Giovanni Battista; eppure Wilde riesce a coinvolgere e a lasciare senza fiato raccontando le grandi passioni di questi personaggi. Il desiderio e la ...continua

    Conosciamo tutti la storia di Salomè, la morte di Giovanni Battista; eppure Wilde riesce a coinvolgere e a lasciare senza fiato raccontando le grandi passioni di questi personaggi. Il desiderio e la codardia di Erode che non gli permettono di negare ciò che sa essere sbagliato. La rabbia e la bramosia di Salomè verso ciò che non potrà mai avere, verso colui che, a differenza di tutti, compreso il suo patrigno, la ignora totalmente. Il disprezzo di Erodiade, anche se lei è la prima da disprezzare. La superiorità di Giovanni, al di sopra di tutti nonostante sia nel buco nero della cisterna.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    “Il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte. Bisogna guardare soltanto l’amore”.

    La rivincita di una donna, così la potremmo definire la storia di Salomè. Lei rappresenta l’incarnazione della donna fatale, peccatrice e corrotta ma allo stesso tempo pura e innocente come un ...continua

    La rivincita di una donna, così la potremmo definire la storia di Salomè. Lei rappresenta l’incarnazione della donna fatale, peccatrice e corrotta ma allo stesso tempo pura e innocente come un candido giglio, dolce e sensibile, ma al contempo irresistibile e distruttrice come un uragano, un mito il suo che ha avuto larghi consensi sia al cinema(mi sovvengono alla mente le bellissime trasposizioni cinematografiche di Charles Bryant del 1923 e di William Dieterle del 1953) che in letteratura(molte figure femminili si sono ispirate alla bella Salomè, tra tutte la Belle Dame Sans Merci di William Keats). La principessa Salomè, personaggio biblico, rappresenta il prototipo della danzatrice fascinosa, ammaliante e seducente, una donna che, con la sua danza sinuosa e altamente erotica, riesce a stregare chiunque le si avvicini o le si trovi dinanzi, arrivando addirittura a sottometterlo al suo potere, costituendo così la rovina e il degrado del cosiddetto “sesso forte”. Erode, sovrano tanto ambizioso quanto sicuro di sé e della propria virilità, rimane talmente suggestionato dalla sensualità dei movimenti della ragazza da offrirle tutto ciò che lei desidera, talmente tanta è la sua voglia di possederla, di possedere quel corpo così perfetto e incorrotto. Salomè, grazie alle sue doti e all’immenso fascino che sprigiona dalle sue seducenti movenze, riesce a ottenere l’uccisione dell’unico uomo che mai abbia amato e che ha avuto l’affronto di rifiutarla…il suo è il trionfo del corpo femminile sulla ragione e su tutte le leggi umane e terrene. L’emblema della donna fatale, della “tagliatrice di teste”, così come è stata battezzata nel Nuovo Testamento, della donna che esercita un fascino quasi morboso sull’uomo viene descritta da Oscar Wilde con grande eleganza, una rappresentazione teatrale intrigante, che avvolge il lettore in una nuvola intrisa di fascino e seduzione, che incanta più con i movimenti sinuosi della donna che con le poche parole pronunciate. E’ un gioco di sguardi, di movenze sinuose come quelle di un gatto, di giochi sensuali al limite dell’erotismo…agli uomini piacerà sicuramente, ma state attenti al fascino perverso della donna, potrebbe anche condurvi alla rovina. :-)

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  • 2

    M'esperava més d'una obra d'Oscar Wilde. El tema no m'interessava gaire d'entrada i ni l'ús de la llengua o la simbologia han estat prou bones per captar el meu interès. Això sí, com que és ...continua

    M'esperava més d'una obra d'Oscar Wilde. El tema no m'interessava gaire d'entrada i ni l'ús de la llengua o la simbologia han estat prou bones per captar el meu interès. Això sí, com que és teatre en un sol acte, es llegeix en un moment.

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  • 4

    decadente, esteta e amorale. Amorale fino in fondo, perché il santo non è affatto accusato di ipocrisia. Il santo è santo davvero, ma il desiderio personale, la paura, l'orgoglio predominano. Ma ...continua

    decadente, esteta e amorale. Amorale fino in fondo, perché il santo non è affatto accusato di ipocrisia. Il santo è santo davvero, ma il desiderio personale, la paura, l'orgoglio predominano. Ma soprattutto predomina la parola, che altera la realtà e quando vuole la contraddice. Siamo al teatro dell'artificiale assoluto. Non per tutti, ma certamente notevole.

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