Layura
Ha scritto il 16/11/16

La musica mi dà sostegno. É tutto ciò che mi resta.

Un'ode alla musica sotto forma di diario, un linguaggio tagliente..

Mcbua
Ha scritto il 01/11/14
Tanto breve quanto corposo è questo intelligente e raffinato atto d’accusa contro “la consenziente” e asservita cultura salisburghese durante il nazismo. Lo stile paratatico si adatta all’humor dei migliori protagonisti della cultura ebraica e ci acc...Continua
Trenette65
Ha scritto il 13/10/14

Particolare davvero questo racconto sulla shoa, leggero come una piuma e profondo come un oceano.

elettra
Ha scritto il 17/11/13
Il protagonista, valente musicista, innamorato della musica è minato dalla tisi e vive i suoi ultimi anni nel sanatorio di Salisburgo, proprio nel periodo seguente l’annessione dell’Austria alla Germania. Decide allora di tenere in diario, in cui...Continua
La Stamberga dei...
Ha scritto il 29/08/13
Un autentico scrittore nato, Raphael Jérusalmy. Dopo aver compiuto gli studi alla Ecole Normale Supérieure di Parigi e alla Sorbona, è stato per oltre vent'anni ufficiale dell'intelligence israeliana; successivamente ha dato vita a progetti di caratt...Continua

Layura
Ha scritto il Nov 15, 2016, 14:43
Ho soltanto voluto impedire che una voce venisse zittita. Un'unica voce tra migliaia di altre che però, se soffocata, avrebbe spento la musica dentro di me.
Pag. 78
Layura
Ha scritto il Nov 15, 2016, 14:15
Sonata per polmoni al vento e ugola tisica.
Pag. 64
Layura
Ha scritto il Nov 15, 2016, 14:12
Non ho mai seguito alcun movimento. É il retaggio di mio padre, tutt'altro che intenzionale. La non appartenenza. Io non sono né ebreo né non ebreo.
Pag. 59
Layura
Ha scritto il Nov 15, 2016, 11:22
Anniversario dell'annessione dell'Austria alla Germania. Concerto di gala a Vienna. Discorso di Plaschke ritrasmesso alla radio. Nella sala comune rimbombava il Deutschland uberalles. Triste giorno. Inni e marce, messe e oratori. Perché tutto questo...Continua
Pag. 37
Layura
Ha scritto il Nov 15, 2016, 11:16
Le mie geremiadi da moribondo, i miei vituperi da vecchio scontroso, le meschinità del mio quotidiano orrido e patetico. Sono il mio requiem, il mio libretto. Che dedico a te con tutto il cuore. Perché oggi, sai, non mi vergogno più di appartenere al...Continua
Pag. 34

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