Sanctuary

(Vintage International)

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Publisher: Vintage

4.0
(439)

Language: English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , French , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0679748148 | Isbn-13: 9780679748144 | Publish date:  | Edition 1st Vintage International Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 5

    stanco di leggere su recensioni, fascette e introduzioni "atmosfere alla faulkner" chiedendomi cosa significasse mi son deciso finalmente a leggerlo, questo faulkner, per di più con un certo timore re ...continue

    stanco di leggere su recensioni, fascette e introduzioni "atmosfere alla faulkner" chiedendomi cosa significasse mi son deciso finalmente a leggerlo, questo faulkner, per di più con un certo timore reverenziale: ne avevo letto come di un autore difficile, che mette a dura prova il lettore.
    la verità è che "santuario" mette sì a dura prova il lettore, ma non per lo stile o la prosa, ma per il contenuto: un libro duro, aspro, che non fa sconti a nessuno, in cui quasi nessun personaggio sembra uscirne bene, in cui la società e la legge vengono dipinte come accecate dai pregiudizi.
    fece scandalo all'epoca, e a dirla tutta a raccontar la trama probabilmente non si rischia di lasciar indifferente l'ascoltatore neppure adesso...

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  • 5

    "Dopo tutto, dobbiamo proteggere la società, anche quando pare che alla società non occorra protezione"

    Un noir? Un thriller psicologico? Una satira sociale? Un 'pulp' ante litteram?

    Difficile definire questo romanzo. Impossibile richiuderlo in un solo genere. Stordisce per il modo in cui è scritto. Pe ...continue

    Un noir? Un thriller psicologico? Una satira sociale? Un 'pulp' ante litteram?

    Difficile definire questo romanzo. Impossibile richiuderlo in un solo genere. Stordisce per il modo in cui è scritto. Per la modernità di temi e di tecnica narrativa. Sembra quasi una sceneggiatura. I capitoli son sequenze. Sfalsate, temporalmente e logicamente.
    Questo modo di raccontare la storia, che si basa sul non detto, sulle capacità del lettore di raccappezzarsi e colmare col ragionamento gli spazi bui della narrazione, intriga e avvince.

    Il ritmo. Stringente. Angosciante fino al culmine che si raggiunge nel capitolo 18.

    "Mentre la strada che il giorno prima aveva percorso cominciava a fuggire all'indietro sotto le ruote come se si avvolgesse attorno a un rocchetto, e intanto sentiva che il sangue le colava lentamente giù tra le gambe."

    E poi. Una decisa virata. Un crollo di tensione. Pensavi sì sì.. di leggere un libro che parlava di innocenza violata, pensavi sì sì... che la simbologia in fondo in questo caso era semplice: la protagonista dello stupro si chiama Temple e torna col il titolo del romanzo Santuario, appunto... E invece.

    «Non posso rimanere inerte davanti all'ingiustizia...»

    Io l'ho letto come un libro sull'impotenza. In tante accezioni. Ma quella che mi ha più colpito è l'impotenza di fronte all'ingiustizia. L'impossibilità di combattere contro la società corrotta che si auto protegge.

    "La corruzione nasce anche dall'assistere al male, anche per disgrazia; non si può contrattare, trafficare, nella putrefazione..."

    Il nero, il marcio, la putrefazione... Il tanfo, l'odore di mucido, che è mucido come il silenzio impotente ed ignobile della connivenza.

    E come tacere del linguaggio. Simbolico. Ricco di immagini suggestive. Di odori. Di colori.Di suoni. Di umori.

    Ma, non solo. Con questo romanzo si riesce anche a sorridere. Uno humor ovviamente nero, nerissimo che più nero non si può. Che inquieta e disturba. E fa pensare.

    In sintesi: una lettura P A Z Z E S C A.

    said on 

  • 4

    Aunque argumentativamente ya no nos pueda escandalizar ni sorprender, "Santuario", del genial William Faulkner, sigue siendo una extraordinaria novela que todavía subyuga e hiere.
    Como lector pude enc ...continue

    Aunque argumentativamente ya no nos pueda escandalizar ni sorprender, "Santuario", del genial William Faulkner, sigue siendo una extraordinaria novela que todavía subyuga e hiere.
    Como lector pude encontrar en ella numerosas cualidades narrativas; pero también áridos silencios que te arrebatan y te enarbolan si eres bastante perspicaz: es más importante a veces lo que se elude y no se muestra explícitamente, que lo que verdaderamente se cuenta o se transmite.
    Una marejada rasposa y febril, que deja bien a las claras que el mal está casi siempre por encima de lo que consideramos el bien. Y que nos arrastra y que nos pisotea sin ningún tipo de contemplaciones.
    Faulkner deja sin lugar a dudas su sello: dando condición de verdad a lo excesivo, a lo grotesco y a lo escabroso.
    Un sur sombrío y en descomposición, en el que se despiertan los más deleznables y horrorosos apetitos de los que se pueda regodear o atracar la humanidad.
    Una alegoría sucia y asquerosa a la putrefacta maldad.
    No me extraña que multitud de autores siguieran la senda marcada por este escritor de talento tan sin igual.

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  • 5

    Claustrofobico, essenziale: tagli cinematografici con cambi di scena senza nessuno preavviso per il povero lettore, dialoghi che danno per scontate cose che sempre il povero lettore ignora, occhi ciec ...continue

    Claustrofobico, essenziale: tagli cinematografici con cambi di scena senza nessuno preavviso per il povero lettore, dialoghi che danno per scontate cose che sempre il povero lettore ignora, occhi ciechi, occhi come grumi di muco o di morbida gomma nera, occhi di falso celeste pallido, occhi color fango a indicare l'indifferenza, il male, l'essere abbietto che si diventa quando si perde l'innocenza, e intorno a questo, la bocca incessantemente aperta di Temple dove tutto viene inghiottito a indicare l'altra apertura che pure con poca convinzione si è lasciata profanare; il Sud, la provincia americana che inghiotte tutto, anche la mediocrità e l'inettitudine di chi ha perso i grandi sogni per sempre. Tutto questo è Santuario, questo e molto altro che di sicuro mi sono persa nella prima lettura, arrancando dietro le immagini scomposte dei personaggi, cercando motivazioni alla loro ambiguità, subendo il ritmo incalzante dei flussi di coscienza, non capendo passaggi, tornando indietro, rigodendomi la bellezza della scrittura. E che scrittura. Che scrittore! Per fortuna doveva essere la sua "cheap opera", la sua opera "da poco", concepita unicamente allo scopo di far soldi, e che questa affermazione sia una presa in giro (come sostiene Materassi) da parte di Faulkner verso il pubblico e la critica che tanto non avrebbero capito nulla, e si sarebbero goduti della lettura solo gli aspetti pruriginosi, tutto questo ha ben poca importanza, quali siano stati i veri propositi di F, intendo dire. Quello che importa è scoprire sempre di più come F. sia tra i più grandi scrittori del '900 americano. Per me, il più grande. Da rileggere.

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  • 4

    Libro scritto con lo scopo di fare soldi : scrivere per soldi non significa prostituire il proprio talento, se quel talento ti permette di pagare l'affitto e di procurarti pane e companatico, ma piut ...continue

    Libro scritto con lo scopo di fare soldi : scrivere per soldi non significa prostituire il proprio talento, se quel talento ti permette di pagare l'affitto e di procurarti pane e companatico, ma piuttosto imparare a scrivere una storia che sia immediatamente comprensibile alla prima lettura, senza annoiare.
    Gli anni '30 del '900 sono il periodo dei primi, reciproci condizionamenti tra cinema e letteratura e Hollywood consegna a Faulkner la precisione del dialogo e della frase breve e fa di Santuario una gangster- novel crudele, violenta, lirica, dalla sintassi quadrata ben lontana dalla complessità del flusso di coscienza de L'Urlo e il Furore.

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  • 5

    "ci si trova nel marcio anche solo a guardare il male, anche per caso; non si può contrattare, mercanteggiare, con il marciume…" (cap. 17, pag.123)

    Quinto romanzo di Faulkner che leggo. Ed ho trovat ...continue

    "ci si trova nel marcio anche solo a guardare il male, anche per caso; non si può contrattare, mercanteggiare, con il marciume…" (cap. 17, pag.123)

    Quinto romanzo di Faulkner che leggo. Ed ho trovato in "Santuario" (e con mia grande sorpresa) anche molte pagine di un humor nero che più nero non si puo leggendo le quali ho riso senza freni. Tutto avrei immaginato tranne che avrei potuto non dico ridere ma financo sorridere leggendo un Faulkner. Ecco, con "Santuario" mi è successo

    Hanno ragione tutti quelli che dicono che "Santuario" è (io dico "anche") l'anticipazione del pulp etc. Ma che classe, ragazzi. Che raffinatezza di scrittura. Che magistrale uso del "non detto". Grande letteratura, romanzo semplicemente formidabile.

    Da segnalare anche l'introduzione al romanzo scritta dello stesso Faulkner, molto opportunamente posta alla fine del volume ed altrettanto opportunamente accompagnata da una Nota di Mario Materassi.

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  • 5

    potente. Non racconta quasi niente, bisogna capire.

    Son più disgustosi i delinquenti o gli ipocriti farisei?
    "Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato". ........con q ...continue

    Son più disgustosi i delinquenti o gli ipocriti farisei?
    "Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato". ........con quel che segue. Ma in realtà fanno vita gaudente e quanto alla punizione nell'aldilà noi non ci crediamo e loro sono convinti di meritarsi un premio
    Nota: la traduzione ha quasi la mia età, e disturba un po' : chi userebbe termini come siffatta, goletto, straccali?

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