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Sanctuary

(Vintage International)

By

Publisher: Vintage

4.0
(408)

Language:English | Number of Pages: 336 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , French , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0679748148 | Isbn-13: 9780679748144 | Publish date:  | Edition 1st Vintage International Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Molto più scorrevole di quanto pensassi, scrittura eccelsa (forse un po' vecchia la traduzione), ma le cinque stelle non se le merita per una ragione: anche in questo romanzo, così come in Mentre morivo, l'ho trovato freddo, distaccato, come se prendesse le distanze da quel che scrive, lucido ana ...continue

    Molto più scorrevole di quanto pensassi, scrittura eccelsa (forse un po' vecchia la traduzione), ma le cinque stelle non se le merita per una ragione: anche in questo romanzo, così come in Mentre morivo, l'ho trovato freddo, distaccato, come se prendesse le distanze da quel che scrive, lucido analizzatore dei fatti. Un po' verista, insomma. Comunque gran bella lettura.

    said on 

  • 3

    Una lettura altalenante, dalla noia, all'incomprensione, alla curiosità.Certo non posso dire che mi abbia lasciata indifferente, proprio la sua stranezza mi ha spinto ad andare avanti.... un filo a tratti così sottile che rischiava di rompersi.Molto particolare, non certo scorrevole, ma con delle ...continue

    Una lettura altalenante, dalla noia, all'incomprensione, alla curiosità.Certo non posso dire che mi abbia lasciata indifferente, proprio la sua stranezza mi ha spinto ad andare avanti.... un filo a tratti così sottile che rischiava di rompersi.Molto particolare, non certo scorrevole, ma con delle descrizioni perfette, un'ironia pungente e dei passi molto dolci e suggestivi.
    Lontano, per me, da "Mentre morivo", che ho apprezzato molto di più.

    said on 

  • 3

    L'ingiustizia correrà sempre più lesta di te Orazio.

    Una lettura sofferta. Per la trama disturbante, per il male che serpeggia in ogni pagina, per la disperazione che invade i protagonisti ma anche purtroppo per la scrittura di Faulkner che ho trovato confusa, pesante, forse un po' datata. Non è stata una lettura scorrevole, forse ho anche poco tem ...continue

    Una lettura sofferta. Per la trama disturbante, per il male che serpeggia in ogni pagina, per la disperazione che invade i protagonisti ma anche purtroppo per la scrittura di Faulkner che ho trovato confusa, pesante, forse un po' datata. Non è stata una lettura scorrevole, forse ho anche poco tempo per dedicarmi a un libro come vorrei, ma ho sentito spesso il bisogno di fermarmi e leggere altro.

    said on 

  • 4

    «Tra il dolore e il nulla, scelgo il dolore»

    E' stata una dura prova portata al termine perchè, nonostante la a dir poco vetusta traduzione abbia messo a dura prova la mia pazienza, ne vale comunque la pena.
    Considero questo libro una ballata nera in cui le voci dei vari personaggi si rincorrono, s'incrociano, si sviluppano una nell'a ...continue

    E' stata una dura prova portata al termine perchè, nonostante la a dir poco vetusta traduzione abbia messo a dura prova la mia pazienza, ne vale comunque la pena.
    Considero questo libro una ballata nera in cui le voci dei vari personaggi si rincorrono, s'incrociano, si sviluppano una nell'altra, niente è scontato e niente è come sembra. Non c'è il bene e il male come convenzionalmente lo conosciamo, il bene può essere ottusità e perbenismo, il male fascino e trasgressione. Spesso la tragedia è filtrata dall'humour, nero anch'esso e si ha come l'impressione che l'autore si sia molto divertito a costruire queste rocambolesche esistenze sempre border line.
    Ora ho capito quanta distanza separi quest'uomo del profondo sud dai suoi contemporanei e sicuramente proseguirò la scoperta.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    “Era una giornata grigia, d'una estate grigia, d'un anno grigio...”

    Fernanda Pivano racconta che alla pubblicazione di "Santuario" frotte di persone andavano a comprarlo. Lo facevano avvolgere in carta pesante così da non far intravedere la copertina del libro acquistato. Questi primi lettori, poi, rimasero sconvolti dalla lettura scabrosa.
    Era il 1931.
    ...continue

    Fernanda Pivano racconta che alla pubblicazione di "Santuario" frotte di persone andavano a comprarlo. Lo facevano avvolgere in carta pesante così da non far intravedere la copertina del libro acquistato. Questi primi lettori, poi, rimasero sconvolti dalla lettura scabrosa.
    Era il 1931.
    In un'introduzione apparsa alla riedizione Faulkner scrisse:
    Questo libro è stato scritto tre anni fa. Per me adesso rappresenta un'idea meschina perchè fu concepito deliberatamente per far quattrini
    La trama sconvolgente, pertanto, aveva l'obiettivo del guadagno (pare che Faulkner con i proventi abbia ristrutturato casa...) ma non per questo il romanzo ne risulta sminuito. Faulkner. impreziosisce una storia truce con una scrittura unica. Se si pensa poi che è stato scritto dalle 18 alle 6 di mattino mentre faceva il turno di notte nell'azienda del carbone...
    Difficoltà
    Mi sono sentita un po' presa in giro da questo mio primo Faulkner. 
    Durante la lettura mi devo spesso soffermare, riflettere e spesso tornare indietro di qualche pagina. “C'è qualcosa che mi sfugge. Mi sono rincoglionita di colpo e non capisco? “. Lo stile diciamo arcaico non aiuta ma imbriglia ed imbroglia. E come se non bastasse ci sono salti temporali ed elementi della storia che non vengono chiaramente spiegati.
    E' un romanzo che necessita di interpretazione e possibilmente di una rilettura.
    Gli aggettivi: a volontà
    aveva un ciuffo di capelli paglierini, bruciati dal sole, stopposi, laidi. Aveva gli occhi chiari, furbi, una barbetta morbida, accesa, color oro, sudicio
    ed è solo un esempio...
    Una tragedia
    Santuario ha tutti gli elementi tipici di una tragedia greca. Primo fra tutti il fato. Ci sono segni che ne fanno intuire il nero orizzonte (Ella vide l'albero (…) le sembrò che fosse la logica e disastrosa fine di una serie di circostanze nella quale era stata coinvolta ).
    Horace è l'unico personaggio che cercherà di sviare il destino mosso da un grande senso di giustizia. Ma come tutti anch'egli dovrà soccombere a ciò che è stato già scritto.
    Santuario .
    E' evidente l'intento di giocare con i nomi e legarli alla loro sorte.
    Temple (Tempio) è la giovane dalle lunghe gambe bionde che verrà brutalizzata e quindi oltraggiata in ciò che ha di più sacro.
    Orazio/Horace (Orazione) avvocato che cercherà in tutti i modi di scagionare un innocente rappresenta la speranza o almeno l'atto concreto di un tentativo.
    Il titolo stesso Santuario è interpretabile simbolicamente. Un santuario è un luogo circoscritto e sacro quindi intoccabile. Esso va rispettato e difeso. Qui il “ santuario” è la borghesia che si rivela ipocrita nel suo pensare perbenista e nel suo agire invece depravato ma che comunque detiene il potere del pensiero comune. Occorre dunque che sia difesa. Occorre tenere fuori dalla porta tutto ciò che è sconveniente, bruciare ciò che inquina. Personaggio rappresentativo di quest'idea è Narcissa (sorella di Orazio) che tramando riesce a far tornare tutte le cose al proprio posto. E chi arriva dalla feccia ritorni dov'era.
    Non è, pertanto, importante chi trasgredisce (non a caso è giustiziato un innocente) ma la che la punizione sia effettuata senza riguardi.

    Penso che ho avuto quello mi spettava. E' inutile combatterlo

    said on 

  • 2

    Santuario alla deriva

    Il mio primo Faulkner. Una sofferenza leggerlo. Una storia spietata, in cui tutti sono in balia del destino e della propria parte oscura, nessuna redenzione e nessuna speranza.
    Ambientato nel sud, durante la grande depressione americana ed il proibizionismo, la vicenda ruota attorno ad un m ...continue

    Il mio primo Faulkner. Una sofferenza leggerlo. Una storia spietata, in cui tutti sono in balia del destino e della propria parte oscura, nessuna redenzione e nessuna speranza.
    Ambientato nel sud, durante la grande depressione americana ed il proibizionismo, la vicenda ruota attorno ad un manipolo di personaggi divorati da una vita senza speranza -non importa l'estrazione sociale- di bambini senza vita, giovani e adulti senza coscienza, in un turbinio di vicende che sottolineano la povertà spirituale dell'essere umano.
    Ho trovato la scrittura di Falkner faticosissima, non so se sia stata peggiorata dalla traduzione non avendo l'originale a disposizione; situazioni e personaggi spuntano all'improvviso nella storia, si comprendono vagamente solo nelle vicende successive e spesso sono degli abbozzi, come a sottolineare l'insignificanza di queste vite e della vita stessa, in cui tutto si compie inesorabilmente, senza alcuna giustizia.
    Sì, l'ho letto con fatica questo racconto della "deriva umana".
    Questo Santuario vuoto, come il corpo di Temple.

    said on 

  • 5

    un pugno allo stomaco

    Quando inizi ad approcciarti a “Santuario” ti senti un lettore smarrito, confuso, solo. Ti sembra manchi qualcosa, un nesso logico, un filo invisibile che colleghi ad esempio le passeggiate con i discorsi nella distilleria perché niente viene annunciato. Ma poi procedi e pagina dopo pagina inc ...continue

    Quando inizi ad approcciarti a “Santuario” ti senti un lettore smarrito, confuso, solo. Ti sembra manchi qualcosa, un nesso logico, un filo invisibile che colleghi ad esempio le passeggiate con i discorsi nella distilleria perché niente viene annunciato. Ma poi procedi e pagina dopo pagina incontri l’America ai tempi del Proibizionismo, la povertà delle campagne, il degrado che si percepisce tra questi disperati, ognuno disperato a suo modo ma tutti insieme annaspano nel fango. Cogli la violenza, la povertà, la disperazione che sfoceranno in crimini terrificanti. In questo il registro e il lessico scelti dall'autore sono perfetti allo scopo: tanti aggettivi, tantissime descrizioni che ti collocano sulla scena ,osservata dal vero e ricostruita con le parole, pagine che mantengono perfettamente in equilibrio trama e stile.

    «Il tempo non è poi questo gran male, dopotutto. Basta usarlo bene, e si può tirare qualsiasi cosa, come un elastico, finché da una parte o dall'altra si spacca, e eccoti lì, con tutta la tragedia e la disperazione ridotta a due nodini fra pollice e indice delle due mani.»

    Un romanzo nero, cupo in cui tutto precipita verso la sconfitta e la morte passando per l’ipocrisia, la stupidità e lo sfacelo di tante vite Non nascondo la difficoltà della lettura che soprattutto all’inizio ti costringe anche a qualche rilettura ma se permetterai a Temple di diventarti amica ,tutte le perplessità e le fatiche saranno subito dimenticate per lasciare spazio alla gradevolissima sensazione di aver messo in libreria un gran bel romanzo.

    said on 

  • 5

    Santuario

    Chi sono io per recensire Faulkner.....
    Un libro meraviglioso nel suo odore di whisky, sigarette, sudore e tanta cattiveria....
    Un affresco dell'animo umano malato, sporco, corrotto.
    Una scrittura magistrale....

    said on 

  • 4

    Quello che stupisce di Faulkner e' la sua capacità di sorprendere il lettore con una scrittura "per immagini" che va oltre quella di qualunque altro autore. Ogni cosa prende vita dalle sue pagine in maniera così assoluta che chi legge e' costretto a soffermarsi dietro a ogni sfumatura, ogni minim ...continue

    Quello che stupisce di Faulkner e' la sua capacità di sorprendere il lettore con una scrittura "per immagini" che va oltre quella di qualunque altro autore. Ogni cosa prende vita dalle sue pagine in maniera così assoluta che chi legge e' costretto a soffermarsi dietro a ogni sfumatura, ogni minimo dettaglio che fa si che una cosa sia quella e non un'altra. Santuario forse non sarà forse il suo miglior libro, ma nasconde nelle sue pagine tutta la drammaticità dell'universo di Faulkner, affresco impietoso della realtà americana della prima metà del novecento.

    said on 

  • 5

    Dovendo catalogare Santuario lo inserirei tra i romanzi satirici. Una storia grottesca, delle scene surreali, personaggi fortemente caricaturali. Anche il titolo, in un romanzo che descrive la violazione dei valori e della morale della società borghese (violazione che trova la sua personificazion ...continue

    Dovendo catalogare Santuario lo inserirei tra i romanzi satirici. Una storia grottesca, delle scene surreali, personaggi fortemente caricaturali. Anche il titolo, in un romanzo che descrive la violazione dei valori e della morale della società borghese (violazione che trova la sua personificazione nel Tempio dei valori femminili, primo fra tutti la purezza) è volontariamente ironico.
    Faulkner non vuole fare il moralizzatore, si limita a prendere in giro tutti, con grande verve. Soprattutto, lo fa attraverso una scrittura sublime, la cui traduzione oramai datata di Paola Ojetti contribuisce a rafforzarne il fascino. Una scrittura attenta a centellinare le rivelazioni, spetta a chi legge il compito di mettere insieme i tasselli e ricostruire la vicenda - impresa che, salvo rare eccezioni, non si rivela comunque troppo ardua.
    Se proprio si vuol trovare un difetto, va detto che la seconda parte del romanzo è forse meno coinvolgente della prima. I primi capitoli si leggono letteralmente in apnea, con un costante senso di tensione e attesa di ciò che sta per succedere. La vicenda, dopo il misfatto, continua su livelli altissimi ma la presa emotiva sul lettore un po’ si indebolisce.
    Quello che non viene meno, alla fine, è la convinzione di aver letto un capolavoro.

    said on 

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