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Sangre derramada

By

Publisher: Seix Barral

3.4
(707)

Language:Español | Number of Pages: 464 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Swedish , Catalan , Portuguese , Polish , German , Dutch

Isbn-10: 8432228591 | Isbn-13: 9788432228599 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Es verano en Suecia, cuando brilla el sol de medianoche y el largo invierno ha sido olvidado. En este tiempo mágico, una sacerdotisa luterana, Mildred, es hallada muerta con signos de tortura en la ciudad de Kiruna. Mildred era una declarada feminista, una luchadora amada y odiada por igual. Está claro que no todos en Kiruna aceptan que una mujer sea sacerdote, pero tres meses después del brutal asesinato la policía sigue sin tener un pista. Rebecka Martinsson vuelve a Kiruna, el lugar donde creció, a realizar una gestión para el bufete de abogados de Estocolmo en el que trabaja. Sin embargo, pronto se ve envuelta en este misterioso caso: Anna-Maria Mella, la policía local de Kiruna, acude a Rebecka en busca de ayuda; sabe que sólo ella es capaz de desenmascarar la oscura verdad que esconden los habitantes de esta gélida ciudad.
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  • 3

    El libro es un poco flojo. Creo que tiene demasiados personajes secundarios de relleno que no aportan demasiado a la trama pero en los que se centra en exceso. Sin embargo es entretenido de leer. ...continue

    El libro es un poco flojo. Creo que tiene demasiados personajes secundarios de relleno que no aportan demasiado a la trama pero en los que se centra en exceso. Sin embargo es entretenido de leer.

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  • 4

    A Jukkasjärvi

    "Mi alzo e guardo fuori dalla finestra. È l'una e un quarto, ma è chiaro come in pieno giorno. Le ombre dei vecchi pini sul confine della proprietà si allungano verso la casa. Mi sembrano tante bracci ...continue

    "Mi alzo e guardo fuori dalla finestra. È l'una e un quarto, ma è chiaro come in pieno giorno. Le ombre dei vecchi pini sul confine della proprietà si allungano verso la casa. Mi sembrano tante braccia tese. Mani che si protendono verso di me dalle loro tombe senza pace."

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  • 2

    2,5/5

    Anche questo come il suo prequel non mi ha per niente convinto, l'unica parte degna di nota e quando parla di Zanna Gialla, per il resto è una storia tirata troppo per le lunghe annoiando non poco. ...continue

    Anche questo come il suo prequel non mi ha per niente convinto, l'unica parte degna di nota e quando parla di Zanna Gialla, per il resto è una storia tirata troppo per le lunghe annoiando non poco.

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  • 3

    Lo considero un libro carino ma non eccezionale.. Non mi ha lasciato granchè e tranne un paio di personaggi che mi sono stati simpatici la trama non é mai salita di pathos ma al contrario si é intiepi ...continue

    Lo considero un libro carino ma non eccezionale.. Non mi ha lasciato granchè e tranne un paio di personaggi che mi sono stati simpatici la trama non é mai salita di pathos ma al contrario si é intiepidita subito ..
    Francamente darei solo tre stelle ma un pò' tirate ..

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  • 3

    Me ha gustado más que el anterior libro de la autora, pero aun asi sigo prefiero las sagas de otras autoras de novela negra como Nele Nehaus o Camilla Lackberg.
    Me ha resultado más interesante el caso ...continue

    Me ha gustado más que el anterior libro de la autora, pero aun asi sigo prefiero las sagas de otras autoras de novela negra como Nele Nehaus o Camilla Lackberg.
    Me ha resultado más interesante el caso a investigar y por eso es por lo que me ha gustado más que "Aurora Boreal". Me hubiera gustado que Rebecka, principal protagonista en la anterior novela, tuviera un mayor protagonismo.
    Entretenido y fácil y rápido de leer; pero no es un libro que deje huella.

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  • 3

    Pseudo-seguito di "Tempesta solare", forse persino più piacevole da leggere (in molti non sono d'accordo con me, e anche se condivido in parte le critiche che ho letto, l'ho trovato discreto). Nel suo ...continue

    Pseudo-seguito di "Tempesta solare", forse persino più piacevole da leggere (in molti non sono d'accordo con me, e anche se condivido in parte le critiche che ho letto, l'ho trovato discreto). Nel suo piccolo, ottima lettura per chi pensa che i paesi scandinavi siano scevri da disonestà, moralismo e problemi sociali.

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  • 3

    Senza infamia ne lode.... e mi spiace.... non ci metto mai così tanto tempo per leggere un libro... ma proprio non decollava... e poi: mi si può spiegare perchè riesumare un personaggio del libro prec ...continue

    Senza infamia ne lode.... e mi spiace.... non ci metto mai così tanto tempo per leggere un libro... ma proprio non decollava... e poi: mi si può spiegare perchè riesumare un personaggio del libro precendente che fondamentalmente non fa nulla se non la figura di una pazza da rinchiudere??????

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  • 2

    La scrittura e lo svolgimento della trama sono molto confusi, e se non fosse per questa confusione il finale sarebbe abbastanza telefonato. Lascia veramente poco.

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  • 1

    IL SANGUE VERSATO

    Asa Larsson, avvocato fiscalista, è nata a Kiruna, paese all’estremo nord della Svezia, ai confini con la Finlandia. E’ autrice di una serie di thriller che hanno come protagonista l’Avvocato Rebecka ...continue

    Asa Larsson, avvocato fiscalista, è nata a Kiruna, paese all’estremo nord della Svezia, ai confini con la Finlandia. E’ autrice di una serie di thriller che hanno come protagonista l’Avvocato Rebecka Martinsson. In Italia è stato pubblicato, con il titolo di “Tempesta solare”, il primo libro della serie e questo è il secondo episodio. Pluripremiata e incoronata regina del giallo scandinavo, con questo libro ha vinto nel 2004 il Premio dell’Accademia di Svezia per il miglior giallo.
    E’ proprio nei pressi di Kiruna, paese di nascita dell’autrice, che si svolge il racconto: Mildred Nilsson, pastore della chiesa locale, viene trovata barbaramente assassinata. Il suo cadavere pende, sorretto da una catena, dalla balconata dell’organo quando viene casualmente notato dalla sacrestana giunta a deporre un mazzo di fiori ai piedi dell’altare.
    Rebecka Martinsson è una giovane donna distrutta dagli avvenimenti raccontati nel libro precedente (ho capito solo che ha ucciso tre persone per legittima difesa). Non riesce più a lavorare, non riesce a darsi pace. I colleghi dello Studio Legale cercano di aiutarla in tutti i modi e di non farle perdere il contatto con il mondo reale.
    Per questo Rebecka, desiderosa di solitudine, viene convinta ad accompagnare un collega che per lavoro si deve recare nei pressi del suo luogo di nascita ( anche qui, ci sono dei conflitti irrisolti che non è dato sapere se non si legge il precedente libro).
    Suo malgrado, Rebecka si trova coinvolta in questo nuovo omicidio che le farà rischiare, ancora una volta, la sua stessa vita e soprattutto la sanità mentale.
    Il pastore Mildred Nilsson, il cui spirito aleggia nel libro e tormenta i pensieri di chi l’ha amata e di chi l’ha odiata, è un personaggio controverso e decisamente rivoluzionario: femminista convinta, ha fondato un gruppo di studi biblici (il gruppo Maddalena); concede rifugio alle donne maltrattate; ha istituito una associazione per la protezione di una lupa che si aggira nei territori ecclesiastici; non è in buoni rapporti con il circolo della caccia locale; si batte per far entrare una “ quota rosa” nelle alte cariche della Chiesa; è sposata ma è lesbica a tutti gli effetti e vive con intensità una relazione nascosta.
    Da tutto ciò si può capire la forza e la molteplicità di sentimenti che ella è sempre riuscita a suscitare, sia da viva che da morta.
    Delle indagini si occupa anche l’Ispettrice di Polizia Anna-Maria Mella ( personaggio presente anche nel primo libro), appena tornata al lavoro dopo la sua quarta gravidanza, insieme al collega Sven Erik Stalnacke.
    Il libro, che inizia come un giallo vero e proprio, si trasforma velocemente in un romanzo di natura psicologica: la piccola comunità di cui Mildred era pastore si delinea velocemente in tutti i suoi disequilibri portando alla luce impulsi e bassezze dell’animo umano, amorevolezze ed affettività, voglie di riscatto, rancori, odio.
    Una comunità racchiusa, conservatrice, maschilista, incastonata in un paesaggio freddo, innevato, solitario, immenso, capace però di aprirsi improvvisamente allo scintillio del sole così come ad una sotterranea speranza che potrà sciogliere la morsa del gelo invernale. Storia nella storia è quella della lupa Zampe Gialle, che scacciata dal branco, sopravvive al rigido inverno e alla fame con l’uso della sua metaforica vitalità e con grande coraggio.
    La scrittura è nitida, con periodi brevi, spesso frammentati. La trama si snoda sonnolenta e soporifera, senza un minimo accenno di suspance. I continui richiami al libro precedente fanno il resto e indispongono il lettore che li ignora. I protagonisti, a parte qualche piccola eccezione, sono fastidiosi e insoddisfacenti sotto ogni punto di vista. Al lettore non viene dato il più piccolo indizio per congetturare o immaginare gli sviluppi della storia. Lo dice anche l’autrice, alla fine del libro” Nelle mie storie, dio sono io. I personaggi a volte potranno anche agire di loro volontà, ma sono io che li ho inventati”. Faranno dunque ciò che lei dirà loro di fare. Forse è per questo che, con un colpo di bacchetta magica, risolve il giallo all’improvviso lasciando domande e risposte a mezz’aria senza preoccuparsi dei suoi lettori. Che volete? L’autrice-dea fa quel che le aggrada. Io però, posso non comprare mai più nessuno dei suoi libri. Vi pare poco?

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