Sangue, ossa e burro. L'involontaria educazione di uno chef ribelle

Di

3.7
(19)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 300 | Formato: Altri

Isbn-10: 884527151X | Isbn-13: 9788845271519 | Data di pubblicazione: 

Genere: Cucina, Cibo & Vini

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  • 4

    Le autobiografie hanno sempre un sapore incredibile, hanno più sugo degli altri libri. Anzi no, esistono libri sapidi e che lasciano l’acquolina in bocca, che ne vorremmo leggere ancora e se sono stor ...continua

    Le autobiografie hanno sempre un sapore incredibile, hanno più sugo degli altri libri. Anzi no, esistono libri sapidi e che lasciano l’acquolina in bocca, che ne vorremmo leggere ancora e se sono storie vere o meno non ha nessuna importanza.

    Le autobiografie non sono ne migliori ne peggiori ma dietro c’è qualcuno che si è fatto violenza, o lo ha fatto per terapia, e che racconta pezzi di sé più o meno convenienti ma che comunque hanno sempre una funzione. Un senso ed un significato.

    Io chi fosse Gabrielle Hamilton, cosa fosse il Prune non lo sapevo (o meglio ne avevo sentito parlare soltanto) ma adesso che ho terminato il libro son contento di averla incontrata.

    Le quattrocento pagine scorrono che è una meraviglia e arrivare in fondo è facilissimo.

    La scrittura è piena e coinvolgente, vividissima e racconta di questa relazione stretta tra cibo e memorie. Questa cosa non è soltanto esplicitata dalla chef ma è palpabile ad ogni pagina come se lo avesse scritto nel DNA, come se la cucina ed il cibo fossero dei buchi neri alla cui gravità non si può scappare.

    Il Sangue è quello della famiglia da cui nasce, le Ossa sono quelle che si fa nella vita e nel lavoro di ricerca di sé stessa, il Burro sono la realizzazione professionale ed i figli.

    E forse meno carnale e più morbida e grassa l’ultima parte è quella che mi ha appassionato meno.

    Una cosa a cui dovete fare attenzione sono i tanti refusi e le imprecisioni nella traduzione che in certi casi danno una sorta di sfasamento nei lettori più accorti.

    http://alfuoco.wordpress.com/2014/02/23/sangue-ossa-e-burro/

    ha scritto il 

  • 3

    Tra romanzo e moda

    Innegabile che dall'avvento di Ramsey vi sia stato un boom di interesse nei confronti delle cucine e il mondo dei libri ne é stato notevolmente influenzato.
    Inizialmente si avevano ricettari/diari di ...continua

    Innegabile che dall'avvento di Ramsey vi sia stato un boom di interesse nei confronti delle cucine e il mondo dei libri ne é stato notevolmente influenzato.
    Inizialmente si avevano ricettari/diari di esploratori culinari che desideravano codificare la cucina nostrana, si é passati quindi ai ricettari "della nonna" (che lentamente son diventati piú umani e accessibili a tutti) e ora, quasi di soprassalto, nascono biografie estremamente personali.
    Sangue, ossa e burro rientra pienamente in questa categoria, nel bene e nel male. L'argomento principale non é la cucina, ma l'autrice stessa (usando il rapporto col cibo come filo conduttore) e la sensazione é quella di leggere un romanzo generazionale.
    Pur non negando la qualitá del testo, ho abbandonato il libro perché prendeva troppo alla lontana argomenti che speravo trattasse con piú attenzione (dilungandosi nel raccontare esperienze e ricordi, per me, poco inerenti).

    ha scritto il