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Sangue ribelle

Di

Editore: Plesio (Aurendor)

3.9
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8890646233 | Isbn-13: 9788890646232 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
“Sangue Ribelle" è ambientato in un mondo vessato da un Impero dominante, che ha imposto la sua cultura e la sua religione su ogni provincia. Il romanzo si snoda attorno a tre distinte ribellioni, le cui trame s’intrecciano fino a un comune epilogo.
Un capo tribù che cerca di portare in salvo la sua gente, un membro della nobiltà che lotta affinché la storia e le tradizioni delle sue terre non vengano cancellati, e, infine, un non-morto (o presunto tale), che si unisce alla causa della Regina degli Stracci, la signora di un esercito di ombre, intenzionata a muovere guerra all'Impero e a tutti i viventi.
La sorte comune di queste vicende, porterà alla luce una dura realtà. Una storia cruda, reale e ben orchestrata, che metterà a nudo i lati più oscuri della razza umana.
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  • 4

    Recensione di 'Sangue Ribelle' di Alessio Banini

    Citazione dal libro

    “Nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma. Un cadavere diventa polvere, e si disperde nel vento. L’acqua evapora, e torna in cielo per formare la pioggia. Tutto ha un ...continua

    Citazione dal libro

    “Nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma. Un cadavere diventa polvere, e si disperde nel vento. L’acqua evapora, e torna in cielo per formare la pioggia. Tutto ha un prezzo, persino la magia. Il dolore è parte della vita, così come il piacere: questa è la lezione che ho appreso all’Accademia, questa è la lezione che ho appreso dagli antecessor. Per affrontare veramente il cambiamento, c’è bisogno del sacrificio più grande.”

    TRAMA – Sangue Ribelle è ambientato in un mondo vessato da un Impero dominante, che ha imposto la sua cultura e la sua religione su ogni provincia. Il romanzo si snoda attorno a tre distinte ribellioni, le cui trame s’intrecciano fino a un comune epilogo. Un capo tribù che cerca di portare in salvo la sua gente, un membro della nobiltà che lotta affinché la storia e le tradizioni delle sue terre non vengano cancellati, e, infine, un non-morto (o presunto tale), che si unisce alla causa della Regina degli Stracci, la signora di un esercito di ombre, intenzionata a muovere guerra all’Impero e a tutti i viventi. La sorte comune di queste vicende, porterà alla luce una dura realtà. Una storia cruda, reale e ben orchestrata, che metterà a nudo i lati più oscuri della razza umana.

    L’AUTORE - Alessio Banini, nato nel 1983 nella provincia di Siena, vive una vita modesta nei pressi di Montepulciano. Laureato in antropologia, sfrutta le tematiche della sua formazione accademica per arricchire le sue opere. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo di narrativa fantastica, La razza maledetta (0111 Edizioni).

    RECENSIONE

    A dir la verità, all'inizio mi ero quasi messa la mano sul cuore e stavo rinunciando a leggere questo libro, ma non perché fosse noioso o poco scorrevole, ma perché essendo una lettrice ancora poco ferrata nel genere fantasy, ero un attimo in difficoltà a districarmi in una trama così ben congeniata e veramente ben sviluppata. Premetto che chi cerca un romanzo tradizionalmente fantasy e una semplice lettura di elfi,fate o quant'altro, non è adatto a questo tipo di libro, ma visto che anche la sottoscritta si era già un po' annoiata a trovare i soliti e quasi scontati sviluppi di un romanzo fantasioso, ha trovato in questo genere di lettura qualcosa di diverso, quasi un'idea impensabile per la creazione di un fantasy che nella sua violenta e cruenta distopia ci avvicina così tanto alla realtà dei fatti della vita, molto più che di un romanzo contemporaneo veramente ambientato ai nostri tempi. Molto spesso nell'ambito di un fantasy c'è sempre una sorta di Prescelto che lotta in mezzo al bene e al male e nella maggior parte si arriva ad una conclusione positiva, dove quasi sempre il bene vince su tutto. Qui troviamo una sorta di cornice davvero particolare che fa da sfondo al romanzo, si pensa sempre che la trama sia essenziale e più importante di qualsiasi altra cosa per uno scrittore, invece in questo caso è lo sfondo a diventare il vero protagonista delle vicende di ogni personaggio. E ciò che fuorvia il lettore è proprio la diversità della storia in se stessa che non distingue sempre in maniera chiara il bene dal male, creando una sorta di crisi di coscienza del lettore, che alla fine non può far altro che arrivare alla fine del libro per scoprire la vera essenza di questa opera. Tre voci narranti ognuna di loro raccontata con gli occhi del protagonista del capitolo: la storia dell'ex sensale Elifas Levi, l'anima di un non-morto che sembra quasi essersi scordato della sua vita passata intorno ai piaceri e ai lussi dell'Accademia sensale, ma che all'improvviso ritrova il proprio sangue corrotto dall'arrivo della Regina degli Stracci. Quest'ultima sarà una figura misteriosa, nominata anche Morso dell'Oscurità attorniata da infinite Ombre al suo macabro servizio. Anche qui si nota quanta creatività ci sia stata nel voler creare personaggi fantasy così distanti dal solito stereotipo letterario, mentre al seguito di questi due personaggi verrà poi inserito quello di Aisha, una bambina sensale che si ritrova prescelta dalla Regina degli Stracci per riuscire a portare avanti il suo terrificante piano di vendetta. Se Levi non riesce a comprendere la vera natura della Regina degli Stracci e il suo vero scopo, dall'altra ci sono due personaggi che hanno ben chiari i propri scopi. Naven, il Custode, e quindi capo della Tribù Antecessor, che decide dopo tanto tempo di silenzio e sopportazione di ribellarsi al potere dell'Impero e lottare per la propria rinascita e sopravvivenza. Gli Antecessor sono una sorta di popolazione primitiva dedita alla caccia e alle attività più umili, ricca di individui possenti e tatuati, i quali sono considerati come bestie dagli Imperiali. Nessuno di loro potrà mai essere comparato ad un umano. Lo scopo di Naven è quello di fuggire a malincuore dalla propria terra e rischiare di intraprendere un viaggio pericoloso, attraverso il quale la vita della sua cara tribù potrebbe finire per sempre. Uno dei suoi obiettivi è riuscire, nonostante tale sacrificio possa andare contro al volere delle sacre divinità dei Lasi, di raggiungere l'Ay e accettare di mischiare la loro Razza con quella di una tribù che abita nella parte più orientale del villaggio. Rischiare il tutto, facendo il sacrificio più grande, anche quello di andare contro il loro Dio Golan e mischiarsi ad una tribù di sconosciuti, pur di salvare la propria discendenza e il proprio sangue.

    L'ultimo punto di vista sarà Steven Shillar, un nobile che si vedrà derubato delle proprie terre dall'Impero di cui lui stesso fa parte. Ma il vero colpo di scena verrà rappresentato dal suo fratello minore Gordon, il quale alla fine della storia ci farà comprendere la sua essenziale importanza nella trama.

    Come si può vedere Banini non tralascia niente, e arrivando sino alla fine non lascia niente di inspiegato o insensato. Una dimensione narrante fine a se stessa che ci porta ancora una volta a riflettere attraverso un'ambientazione differente, a come gli Antecessor (come molte popolazioni nella storia dei tempi), sia soggiogata al volere dell'Impero. Un Impero pervaso dalle anime di sensali ricchi e affascinati soltanto da una vita superficiale e dedita ai piaceri più dissoluti. L'autore ci fa capire quanto l'importanza del Sangue e della propria discendenza sia necessaria e che sia ancora oggi uno dei pochi valori da custodire preziosamente: l'unico vero motivo per lottare veramente. E scoprire solo alla fine quanto in una storia così cruenta, rocambolesca e violenta possa esserci molto più amore che in una trama romantica. Il sapore della vendetta gustato freddo a causa sempre di un sentimento che si sovrappone all'amore, quindi ciò che fa muovere da milioni di anni il mondo. Conferisco al libro quattro stelle, e confido di sentir parlare ancora molto di questo autore così in gamba! Una lettura consigliata a chi vuole rimanere positivamente stupito da un fantasy!

    Francesca Ghiribelli.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente male!

    Nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma. Un cadavere diventa polvere, e si disperde nel vento. L’acqua evapora, e torna in cielo per formare la pioggia. Tutto ha un prezzo, persino la ...continua

    Nulla si crea o si distrugge, tutto si trasforma. Un cadavere diventa polvere, e si disperde nel vento. L’acqua evapora, e torna in cielo per formare la pioggia. Tutto ha un prezzo, persino la magia. Il dolore è parte della vita, così come il piacere:

    questa è la lezione che ho appreso all’Accademia, questa è la lezione che ho appreso dagli antecessor. Per affrontare veramente il cambiamento, c’è bisogno del sacrificio più grande.

    Sono queste le prima parole che si leggono sulla quarta di copertina e che con disarmante semplicità, aprono le porte del mondo di Sangue Ribelle , di Alessio Banini. Niente spoiler, tranquilli, potete andare avanti a leggere. Finito da pochi minuti, eccomi qui a parlarvene con l’emozione ancora fresca, anche se sono convinta che le vicende narrate in questo romanzo non sfumeranno facilmente nella memoria. Un lavoro schietto, un viaggio disincantato in un mondo fantastico che appare più reale che mai, passando attraverso il filtro dell’umanità che Alessio studia e conosce bene. E si sente! Mettete lo zaino sulle spalle, che partiamo per un viaggio dove il finale non è per nulla scontato.

    Sangue Ribelle

    (Sinossi): “Sangue Ribelle" è ambientato in un mondo vessato da un Impero dominante, che ha imposto la sua cultura e la sua religione su ogni provincia. Il romanzo si snoda attorno a tre distinte ribellioni, le cui trame s’intrecciano fino a un comune epilogo. Un capo tribù che cerca di portare in salvo la sua gente, un membro della nobiltà che lotta affinché la storia e le tradizioni delle sue terre non vengano cancellati, e, infine, un non-morto (o presunto tale), che si unisce alla causa della Regina degli Stracci, la signora di un esercito di ombre, intenzionata a muovere guerra all'Impero e a tutti i viventi. La sorte comune di queste vicende, porterà alla luce una dura realtà. Una storia cruda, reale e ben orchestrata, che metterà a nudo i lati più oscuri della razza umana.

    Tutto dannatamente vero: trama, personaggi e ambientazione si sviluppano con un equilibrio naturale, una completezza che non chiede giri di parole e passa attraverso i pensieri dei protagonisti in un flusso che trascina in un modo assolutamente credibile. Le tre vicende sono raccontate con il mezzo di capitoli molto brevi, tre o quattro pagine per personaggio o gruppo coinvolto. Non c’è stasi, non ci sono picchi o discese nel climax, ma un costante, quasi impercettibile crescendo che conduce a un finale carico di potenza. Il linguaggio è schietto, ma non povero, facile da divorare, svelto come i capitoli che si susseguono in una marcia fluida e sempre più accattivante. Per parlarne meglio, entriamo in qualche dettaglio.

    Elifas Levi: Ex-allievo dell’Accademia dei sensali, è forse un non-morto. Di sicuro il suo sangue è corrotto, i suoi peccati per una vita dissoluta, scialacquata nella spasmodica, maniacale ricerca delle emozioni a ogni costo, ne tormentano la coscienza, una costante erosione che passa attraverso le mille domande prive di risposta che si infligge. Sa che deve scontare molto, ma non sa come - e se - questo possa salvarlo. Il personaggio è cupo, profondo, silenzioso. Dialoga però tantissimo con se stesso, tormentandosi con domande che per lo più hanno il sapore del rimorso. Interpreta la realtà che lo circonda con la tristezza che lo pervade, senza però risultare mai pesante o lamentoso. Il suo bisogno di accettare rassegnato un destino che non conosce, a coronamento di un tragitto di espiazione, si scontra con i picchi di speranza che un essere umano non può fare a meno di sentire affiorare, anche quando sa che i propri peccati sono troppo gravi per essere assolti. Un bel personaggio, il cuore e il pensiero dell’intero romanzo.

    Naven Odur: Custode del Rhuk-La, tribù di selvaggi, conosciuti con il nome razziale di antecessor, racchiusa in una regione assediata dal deserto. Naven appartiene a una razza che si sta estinguendo. Profondamente legati a leggi di onore e a tradizioni antiche, gli antecessor sono visti da fuori come selvaggi sanguinari, devoti a riti blasfemi e sacrifici ripugnanti. Ma quando il punto di vista cambia, ecco che diventano un popolo che lotta strenuamente per onorare le proprie origini, gli avi, i legami e la purezza di sangue, perché un sangue corrotto è espressione della malevolenza di spiriti malvagi. Un popolo decimato da un patto di schiavitù, racchiuso in un recinto senza mura, pressato dal deserto che avanza e dalla scarsità del bestiame di caccia e afflitto dalla nascita di “deformi”, generati da linee di sangue sempre meno pure. Un popolo che rischia l’estinzione. In questo scenario, Naven, proprio come Elifas, risulterà un uomo combattuto, costretto dalla sua posizione a prendere decisioni che lui stesso metterà in discussione dentro di sé a ogni passo. È un uomo che si pone domande, che fluttua tra il dubbio e la determinazione, vittima e fautore al contempo del destino che non sarà solo suo. Naven somiglia molto a Elifas, a volte anche troppo.

    Aisha: Ragazzina dell’Accademia sensale. La sua mente è ormai corrotta dall’ixazhim, la droga di cui tutti i sensali abusano per stordirsi nella loro caccia indiscriminata all’emozione. Non ha un passato che ricordi o che le interessi ricordare e le esperienze del presente sono intense, anche se effimere. Attraverso di lei l’autore riesce a rappresentare tutti i vizi e l’estremismo della mentalità sensale. È capricciosa, incostante, folle, imprevedibile, affamata di esperienze. Laddove gli altri piangono per il dolore, lei è capace di scoppiare a ridere divertita. È ambigua e incomprensibile e forse per questo risulta essere il personaggio che spicca di più, rispetto alla pacata, razionale consapevolezza che guida le azioni di tutti gli altri.

    Steven Shillar: È un nobile ulzhim, cittadino dell’Impero. A differenza di tutti gli altri nobili, lui ha scelto di non cercare i privilegi della corte e della capitale, ma rimane strettamente legato alle proprie terre, Signore della Rocca di Lago Verde. Ama i suoi campi, i suoi giardini, la pace distaccata dalla vita della corte che tutti gli altri invece anelano. Ha studiato la tribù degli antecessor, vivendo tra loro per mesi, e ne ha scritto libri che sono stati utili all’Impero per soggiogarli meglio. Tuttavia anche lui si pone molte domande sulla morale, sul corso che una civiltà deve seguire per crescere. Nei suoi salotti, si intrattiene qualche volta con altri nobili ed è attraverso i loro discorsi politici, filosofico-culturali che l’autore racconta meglio l’ambientazione, le civiltà coinvolte, le differenze razziali che portano i dominatori a considerare se stessi migliori dei dominati. Steven risulta così una porta aperta dentro due culture messe a confronto, uno strumento per l’ambientazione, più che un personaggio a tutto tondo.

    Dovrei forse menzionare anche la Regina degli Stracci, che è sì una protagonista, ma è più una figura astratta, simbolica, che poco si esprime come personaggio, ma che comunque influenza gli altri. Interessante e misteriosa, è meglio lasciarla scoprire al lettore.

    Sangue Ribelle

    Pulito, semplice, assolutamente lineare. Alessio contrappone alla profondità dei concetti, una naturalezza della discorsività, ricorrendo spesso al dialogo interiore per raccontare, attraverso i personaggi, ciò che il lettore dovrebbe vedere o sentire. Non ci sono grandi descrizioni, ma pennellate rapide che tratteggiano un paesaggio lasciato poi alle righe successive per l’approfondimento. C’è della ripetitività nei concetti, eppure mai fastidiosa, tutt’altro. Il flusso è talmente lineare che non si può fare a meno di esserne coinvolti e partecipi, pienamente catturati nella sospensione dell’incredulità. I dialoghi funzionano e forse gli unici a sbiadire un po’, rendendosi forse un po’ troppo uniformi sono i personaggi in sé. In verità, questo potrebbe essere tutto sommato il proposito dell’autore, perché laddove talvolta le storie sono raccontate dai suoi eroi, in questo caso avviene l’esatto contrario. Sono le vicende a dettare il ritmo, e l’umanità, i pregi e i difetti dell’essere umano in sé, sono raccontati dalla storia, da ciò che accade e da come accade. Il perché è facile da intuire, da leggere tra le righe, spontaneo confrontarlo poi , a libro chiuso, con la nostra storia, la nostra umanità.

    Non ho ancora avuto l’opportunità di conoscerlo come si deve, per cui per una volta dovrò davvero affidarmi a quanto scritto sulla copertina, sperando non me ne vogliate. Alessio Banini, nato nel 1983 nella provincia di Siena, vive una vita modesta nei pressi di Montepulciano. Laureato in antropologia, sfrutta le tematiche della sua formazione accademica per arricchire le sue opere. Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo di narrativa fantastica, La Razza Maledetta. Approfondimenti sull’ambientazione dei suoi romanzi possono essere trovati sul sito Daemon Inside , dove è anche possibile scaricare gratuitamente alcuni racconti brevi.

    Sangue Ribelle

    Alessio non fa del moralismo. Quello lo lascia al lettore. Lui racconta solo le vicende e gli stessi personaggi prendono atto di ciò che accade quando lo comprendono, quando ne capiscono le conseguenze, senza mai giudicare se non loro stessi, nell’eterno dubbio di aver intrapreso la strada sbagliata. E questo mi è piaciuto molto di questo lavoro. Nonostante si abbia la sensazione di fare una passeggiata, strada facendo si comincia a prendere parte dell’emozione, e si arriva verso la fine con quelle classiche aspettative che ci tengono incollati alle ultime pagine. Se tutto sembra così naturale, non è tuttavia scontato l’esito, altro grande pregio. Qualche difetto non manca: alcune imperfezioni grammaticali, per fortuna abbastanza rare, e forse quell’occhio distaccato che non ci fa mai entrare davvero nei panni dei personaggi. Li comprendiamo in un modo molto profondo, ma non partecipiamo mai veramente alla loro emozione. Questo può essere un bene per chi non cerca il coinvolgimento emotivo, ma una lettura che comunque lascia un bel segno e un ottimo sapore. Come un vino leggero, piacevole che però non da alla testa (così immagino sia più intuitivo il concetto ^_^ ). Concludendo, merita senza dubbio, e trascina con sé la competenza dell’autore, quella di chi studia l’uomo e che forse trova nello spazio, nel tempo e nelle dimensioni anche inventate, quegli stessi, dannati vizi e virtù che lo rendono prevedibile e imprevedibile al contempo.

    GENERE: fantasy COLLANA: Aurendor PAGINE: 212 PREZZO: 13,50 € iva inclusa ISBN: 978-88-906462-3-2

    Per tutti, sul sito di Plesio Editore, è a disposizione l'Anteprima. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo testo è stato una piccola sorpresa. Interessante, e nei personaggi, e nelle scelte narrative, soprattutto nella parte finale. Splendida la figura della regina degli stracci, molto evocativa. ...continua

    Questo testo è stato una piccola sorpresa. Interessante, e nei personaggi, e nelle scelte narrative, soprattutto nella parte finale. Splendida la figura della regina degli stracci, molto evocativa. Non so se l'autore apprezzi Erikson, e magari è solo frutto della loro formazione comune, ma ho trovato molti punti di contatto nelle tematiche con maree di mezzanotte. Certo, per il resto sono due opere antitetiche e approcciare questo testo aspettandosi Erikson sarebbe quanto di più sbagliato. Consigliato a chi apprezza nel fantasy una matrice antropologica e sociologica, sconsigliato altrimenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Sangue Ribelle è un romanzo breve, incisivo e particolare. Breve perchè tutto sommato supera di poco le duecento pagine. Incisivo perchè non si perde in divagazioni narrative o episodi descrittivi ...continua

    Sangue Ribelle è un romanzo breve, incisivo e particolare. Breve perchè tutto sommato supera di poco le duecento pagine. Incisivo perchè non si perde in divagazioni narrative o episodi descrittivi fine a se stessi. Particolare perché vuole, sì, essere un romanzo fantasy, ma con quel tocco speciale, proveniente dal background dell'autore, che conferisce una profondità umana, quasi antropoligica, alla storia. Il libro acquista solidità e coerenza grazie al meticoloso world-building che traspare sin dai primi capitoli e che si concretizza in un'ambientazione comune a tutti i volumi costituenti il ciclo di Daemon Inside, i cui avvenimenti sono inscindibilmente legati. Così come finiscono per intrecciarsi le trame presenti nel romanzo, una per ciascun elemento portante dell'ambientazione: il sovrannaturale, l'Impero e gli antecessor. La prima di queste è forse la più degna di nota, in quanto vede come protagonisti tre personaggi (Elifas Levi, Aisha e la Regina degli Stracci) davvero difficili da dimenticare e che, grazie alle proprie peculiarità, suscitano continuamente l'interesse del lettore (basti pensare alla particolarissima Accademia dei Sensali). Nel corso della narrazione si trova anche occasione di prendersi a cuore il dramma del popolo antecessor, libero e schiavo allo stesso tempo, che deve affrontare il sacrificio della rivolta per poter sopravvivere contro la tirannia dell'Impero, sebbene vada così incontro ad un futuro del tutto incerto, nel quale sarà in gioco la conservazione della purezza del sangue e delle proprie tradizioni. Ma prima della conclusione delle danze, l'Impero dovrà fronteggiare la minaccia di un nemico inaspettato, con un gran bel colpo di scena e una serie di eventi finali davvero memorabili, nei quali pare quasi di cogliere elementi comuni alla produzione letteraria di Steven Erickson. Dell'autore colpisce l'abilità, già matura, di raccontare una storia interessante con uno stile brillante ed una prosa eccellente, a volte cruda ma efficace, senza disdegnare sovente (e, per la verità, in certi passaggi anche troppo) né il messaggio socio-antropologico né l'introspezione emotiva, elementi che fanno di questo fantasy, un romanzo positivamente anomalo e, proprio per questo, degno di nota.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un fantasy per tutti. Devi andare oltre la bella storia, la magia, l'epicità e quant'altro caratterizza questo genere. La storia è stata intrigante, ambientazione e risvolto antropologico mi ...continua

    Non è un fantasy per tutti. Devi andare oltre la bella storia, la magia, l'epicità e quant'altro caratterizza questo genere. La storia è stata intrigante, ambientazione e risvolto antropologico mi hanno ricordato parecchio Erikson(non è un caso che io abbia iniziato a leggere Venti di Morte proprio ora). Rispetto ai racconti precedenti c'è stato, a mio avviso, un grande salto in avanti a livello stilistico. C'è decisamente meno ridondanza e non si avverte più la sensazione di essere considerati "lettori stupidi". Mi piacciono le storie di vendetta(anche in questo caso Erikson!!!) e secondo me i diversi filoni narrativi sono stati intrecciati piuttosto bene. L'unico POV, se così lo si può chiamare, che non ho apprezzato è stato Steven: mi è sembrato un modo un po' forzato di fornire una riflessione sulle Razze e sul concetto di Impero e Religione. Ad ogni buon conto, bravo Alessio, sei sulla buona strada =)

    ha scritto il 

  • 3

    È un fantasy che mi è sembrato assai particolare, quello che mi appresto a recensire. Desidero cominciare parlando dell’aspetto che mi è piaciuto di più, ovvero l’ambientazione: se anche voi ...continua

    È un fantasy che mi è sembrato assai particolare, quello che mi appresto a recensire. Desidero cominciare parlando dell’aspetto che mi è piaciuto di più, ovvero l’ambientazione: se anche voi non ne potete più della terra popolata da elfi canterini e da dolci fatine, se ne avete fin sopra i capelli di prescelti, amuleti da distruggere/recuperare e maghi barbuti, e soprattutto se ormai vi viene l’orticaria a solo sentir nominare la classica “lotta tra bene e male”, Sangue ribelle è senz’altro il romanzo che fa per voi. Spesso mi sento dire che la chiave per creare un buon romanzo fantasy – sapendo che ultimamente l’originalità sembra andata a farsi benedire – sia inventarsi una trama totalmente fuori dal comune, con tantissimi elementi innovativi e neppure la più vaga ombra di uno stereotipo: certo, può essere un’idea, ma a lettura ultimata posso dire che Alessio Banini è riuscito nel difficile intento pur senza fare niente di tutto ciò. Il punto forte del suo libro, infatti, non sta nella trama (che comunque reputo assai ben fatta), ma nel background, ovvero il contesto che fa da sfondo a essa. Come accennavo poco fa, il mondo di Sangue ribelle non è il solito mondo di leggende e di eroi ormai stra-utilizzato: qui non c’è spazio per gli eroi, né per la differenza tra buoni e cattivi; qui le parole d’ordine sono morte, oppressione, schiavitù, ricerca perenne e frenetica delle emozioni e del piacere derivato da esse. In questa terra, descritta in modo così crudo e realista, si muovono i vari protagonisti, le cui vicende si alternano e si intrecciano capitolo dopo capitolo. A proposito dei protagonisti, devo dire che mi sono piaciuti molto, in particolare Elifas Levi e la sua bizzarra “compagna di viaggio”, la giovane Aisha: sono tutti eroi alquanto improbabili, dato che ciascuno di essi agisce per sé senza badare a etiche o a ideali (come ho già detto, infatti, è impossibile poterli catalogare tra i “buoni” oppure tra i “cattivi”), ma l’ottima caratterizzazione che ha saputo dar loro l’autore li ha dotati di uno spessore psicologico non da poco. La trama entra fin da subito nel vivo, tanto che da lettrice sono stata subito catapultata nel complesso universo che fa da sfondo a Sangue ribelle. Un pregio che ho senz’altro apprezzato parecchio è che Banini non sa cosa significhi allungare il brodo ricorrendo a parole o addirittura a intere scene inutili: fatta eccezione per qualche aggettivo e avverbio di troppo – che comunque non danno nell’occhio, nell’insieme – tutto scorre in modo lineare, senza mai perdere il filo. Si tratta di una narrazione molto asciutta e spedita, insomma… forse a tratti persino troppo: in alcuni passi, come ad esempio il finale, avrei preferito qualche parola in più, giusto per darmi il tempo di assimilare il tutto. Questo tuttavia non ha tolto niente alla piacevolezza della storia. C’è stato un’unica caratteristica dello stile – che ho trovato quasi impeccabile, pur non avendomi particolarmente catturata – che mi ha lasciata insoddisfatta: si tratta, in generale, di quello che potrei definire l’“aspetto esteriore” del romanzo. Sorvolando sulla rilegatura che lascia davvero a desiderare (la colla che unisce la copertina alle pagine è distribuita male, tanto che le pagine risultano ondulate e si fa non poca fatica solamente per tenere aperto il libro), infatti, anche l’impaginazione è parecchio mal fatta: a volte il titolo del capitolo e il capitolo stesso sono in due pagine separate, e spesso alla fine di un capitolo si viene a creare una pagina bianca tranne per l’ultima parola. Insomma, bastava un minimo di attenzione per impaginarlo in modo più piacevole per gli occhi: così come appare mi è sembrato terribilmente tirato via… ed è un peccato, per un romanzo in cui la casa editrice stessa credeva molto, come si trova scritto nel “pensiero dell’editore” posto a fine libro. Ve lo consiglio, ad ogni modo, perché seppure a una prima occhiata non prometta granché (anche l’occhio vuole la sua parte, del resto), si tratta di sicuro di un titolo interessante che possiede un generoso pizzico di novità, che non può che regalare almeno una ventata d’aria fresca al triste panorama del fantasy nostrano.

    Recensione completa qui: http://pensieridinchiostro.wordpress.com/2012/09/16/recensione-sangue-ribelle/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Che dire di questo librino appena chiuso... innanzitutto, complimenti alla Plesio e al fiuto con cui sceglie sempre dei libri nonché autori interessanti. Sangue Ribelle è il primo romanzo di ...continua

    Che dire di questo librino appena chiuso... innanzitutto, complimenti alla Plesio e al fiuto con cui sceglie sempre dei libri nonché autori interessanti. Sangue Ribelle è il primo romanzo di narrativa fantastica scritto da Alessio Banini. E' all'apparenza un piccolo libretto che si crede di leggere tutto di un fiato ma che in realtà (almeno per la sottoscritta) causa non pochi problemi. I capitoli sono suddivisi in voci narranti che apparentemente non hanno nulla a che vedere tra di loro, ma man mano che la storia prosegue si intrecciano e tutto risulta più chiaro. Una suddivisione simile l'avevo trovata mentre leggevo La Guerra dei Regni di Tourtledove (che mi ha tolto 10 anni di pazienza durante la lettura mettendomi addosso pure un bel po' di sonno.. mi spiego... i suoi erano 6 tomoni mi pare che inizialmente presentavano personaggi che mai si sarebbero potuti incrociare... l'azione era come se si svolgesse all'esterno di una ragnatela e man mano che i libri si susseguivano si arrivava al centro di questa ragnatela). Ecco, Alessio ha impostato una storia molto simile dove i protagonisti non sanno neppure di esistere nelle menti degli altri eppure, man mano che la storia prosegue gli intrecci si verificano e tutto o quasi si spiega. E' la storia di Elifas un sensale non - morto che segue ciecamente la Regina degli Stracci perché crede di essere una pedina nei suoi piani di vendetta contro l'Impero.. Personaggio molto introspettivo Elifas Levi, sono miriadi le domande che si pone su quello che sta compiendo e mi sono pure chiesta se fosse realmente morto oppure no considerando quanta coscienza ancora avesse per se stesso e per gli altri. E' la storia di Naven,Custode degli Antecessor del Rhuk - La, popolazione costretta alla schiavitù dall'impero ed utilizzati unicamente per i lavori più umili (una popolazione che molto mi fa pensare ai masai in Africa o addirittura agli indiani d'America, costretti nelle riserve da una forza superiore). Interessante la storia di questo popolo, le sue tradizioni e l'ossessione verso il proprio sangue e le proprie tradizioni visto come unico scopo di vita dell'intera tribù. E' la Storia di Aisha, ragazzina sensale completamente e perennemente fatta di ogni tipo di droga pesante conosciuta a quel mondo, lei che ricerca (come un tempo Elifas) disperatamente ogni tipo di emozione per sentirsi viva e troverà la via per provarne e sperimentarne sempre di nuove. Questi i personaggi principali, anche se esistono anche altre voci narranti. Devo dire che ho trovato il libro davvero originale, inizialmente tutte queste ripetizioni sull'importanza e l'ossessione del sangue mi avevano un po' scocciata, ma andando avanti si capisce quanto servano per giungere alle battute finali che ti lasciano a bocca aperta e lasciatemelo dire, con un bel po' di amaro in bocca. Se vi aspettate un libro a lieto fine, bhe dipende qual è il lieto fine a cui auspicate, non iniziate neppure a leggerlo, ma se volete un libro che vi faccia riflettere sulla condizione umana e su molto altro, allora è un libro adatto a voi. Ccomplimenti

    ha scritto il