Santuari

Per

4.0
(440)

Language: Català | Number of Pàgines: 301 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , German , Spanish , French , Portuguese

Isbn-10: 8496520196 | Isbn-13: 9788496520196 | Data publicació: 

També disponible com: Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
Violenta, dura e implacable, Santuario fue concebida por William Faulkner (1897-1962) con el único propósito de ganar dinero. Sus tres personajes principales: el idealista Horace Benbow, la joven Temple Drake, víctima no del todo inocente, y el gánster Popeye, encarnación del vicio y del mal, son tres piezas más del complejo y fascinante rompecabezas que es el imaginario condado de Yoknapatawpha. A través de ellos, Faulkner, que recibió el premio Nobel de Literatura en 1949, profundiza, en un tono trágico, pesimista y desesperanzado, no exento de humor, en los aspectos más sombríos del alma humana.
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  • 4

    Potente, essenziale, raffinato. E complesso

    La prima cosa che mi ha colpito in questo libro di Faulkner, scritto nel 1931, è lo stile, asciutto, essenziale, complesso, frammentato, quasi cinematografico, raffinato, direi “emozionale”. Uno stile ...continua

    La prima cosa che mi ha colpito in questo libro di Faulkner, scritto nel 1931, è lo stile, asciutto, essenziale, complesso, frammentato, quasi cinematografico, raffinato, direi “emozionale”. Uno stile sicuramente moderno e all’avanguardia, considerato l’anno in cui è stato scritto.

    "Odora di nero', pensò Benbow; 'odora come quella roba nera che sgorgò dalla bocca di Madame Bovary e le colò sul velo da sposa appena le alzarono la testa."

    La seconda cosa è la gestione del tempo, che nel romanzo si restringe e si dilata in continuazione, con improvvise accelerazioni seguite da frenate contemplative di una situazione, dell’attimo.

    "Il tempo non è poi questo gran male, dopotutto. Basta usarlo bene, e si può tirare qualsiasi cosa, come un elastico, finché da una parte o dall'altra si spacca, e eccoti lì, con tutta la tragedia e la disperazione ridotta a due nodini fra pollice e indice delle due mani."

    La terza cosa è lo scarso ammiccamento al lettore. Nulla viene concesso, il lettore si deve guadagnare tutto, con impegno. Frasi non immediate, salti temporali, azioni non raccordate. In effetti, sotto questo punto di vista, Faulkner aiuta a diventare ottimi lettori.

    "Era come se la femminilità fosse una corrente che si diffondesse attraverso un filo lungo al quale fosse attaccato un certo numero di identiche lampadine."

    La quarta cosa è il simbolismo, il gioco con le parole, molto accentuato. I personaggi agiscono come corpi che fanno cose, corpi che soffrono, che si emozionano, corpi violati. Sembrano persone che si lasciano vivere attorno ad una ragazzina di diciassette anni, Temple, il cui giovane corpo sembra condannato ad essere profanato, a soffrire, a rigirasi nel letto, a danzare in una sala da ballo, in attesa di "afflosciarsi in un angolo" quando la tensione viene meno. Il tempio (Temple), la sigaretta pendente, la pannocchia, la bocca, ogni cosa ha un significato multiplo.

    Ma ciò che mi ha colpito di più è la capacità di esprimere emozioni anche senza descrivere espressamente e direttamente gli accadimenti, che sono quasi sempre sottintesi. La capacità di descrivere avvenimenti senza raccontarli.

    Il libro è per me assolutamente straordinario fino al capitolo diciotto circa. Tensione pura. Poi questa cala bruscamente per riprendere, ma solo marginalmente, nel finale. La storia, spezzettata, sottintesa, suggerita, flebile, mescolata, metaforica, si ricompone magicamente solo alla fine, mostrando una scena che è ancora più dolorosa di quanto si pensava.

    Significati? Una società dove nessuno paga per il male che ha fatto, ma tutti pagano per il male che non hanno saputo fare, un mondo dove il confine tra buono e cattivo si scioglie, dove c'è un po' di tenebra anche nella luce più accecante.
    Qual è il santuario violato da cui prende il nome il romanzo? La protagonista, Temple? La sua purezza? La giustizia? Il perbenismo falso delle persone? Forse tutte queste cose insieme? Chissà quanti significati mi sono perso, data la complessità del libro; libro ricco, che merita certamente, per questo, una approfondita rilettura.

    Magnifico libro, oserei dire quasi perfetto. Ma l’ultima stella, quella del piacere di lettura, del coinvolgimento del cuore, oltre che della testa, quella no, non riesco a dargliela.

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  • 5

    stanco di leggere su recensioni, fascette e introduzioni "atmosfere alla faulkner" chiedendomi cosa significasse mi son deciso finalmente a leggerlo, questo faulkner, per di più con un certo timore re ...continua

    stanco di leggere su recensioni, fascette e introduzioni "atmosfere alla faulkner" chiedendomi cosa significasse mi son deciso finalmente a leggerlo, questo faulkner, per di più con un certo timore reverenziale: ne avevo letto come di un autore difficile, che mette a dura prova il lettore.
    la verità è che "santuario" mette sì a dura prova il lettore, ma non per lo stile o la prosa, ma per il contenuto: un libro duro, aspro, che non fa sconti a nessuno, in cui quasi nessun personaggio sembra uscirne bene, in cui la società e la legge vengono dipinte come accecate dai pregiudizi.
    fece scandalo all'epoca, e a dirla tutta a raccontar la trama probabilmente non si rischia di lasciar indifferente l'ascoltatore neppure adesso...

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  • 5

    "Dopo tutto, dobbiamo proteggere la società, anche quando pare che alla società non occorra protezione"

    Un noir? Un thriller psicologico? Una satira sociale? Un 'pulp' ante litteram?

    Difficile definire questo romanzo. Impossibile richiuderlo in un solo genere. Stordisce per il modo in cui è scritto. Pe ...continua

    Un noir? Un thriller psicologico? Una satira sociale? Un 'pulp' ante litteram?

    Difficile definire questo romanzo. Impossibile richiuderlo in un solo genere. Stordisce per il modo in cui è scritto. Per la modernità di temi e di tecnica narrativa. Sembra quasi una sceneggiatura. I capitoli son sequenze. Sfalsate, temporalmente e logicamente.
    Questo modo di raccontare la storia, che si basa sul non detto, sulle capacità del lettore di raccappezzarsi e colmare col ragionamento gli spazi bui della narrazione, intriga e avvince.

    Il ritmo. Stringente. Angosciante fino al culmine che si raggiunge nel capitolo 18.

    "Mentre la strada che il giorno prima aveva percorso cominciava a fuggire all'indietro sotto le ruote come se si avvolgesse attorno a un rocchetto, e intanto sentiva che il sangue le colava lentamente giù tra le gambe."

    E poi. Una decisa virata. Un crollo di tensione. Pensavi sì sì.. di leggere un libro che parlava di innocenza violata, pensavi sì sì... che la simbologia in fondo in questo caso era semplice: la protagonista dello stupro si chiama Temple e torna col il titolo del romanzo Santuario, appunto... E invece.

    «Non posso rimanere inerte davanti all'ingiustizia...»

    Io l'ho letto come un libro sull'impotenza. In tante accezioni. Ma quella che mi ha più colpito è l'impotenza di fronte all'ingiustizia. L'impossibilità di combattere contro la società corrotta che si auto protegge.

    "La corruzione nasce anche dall'assistere al male, anche per disgrazia; non si può contrattare, trafficare, nella putrefazione..."

    Il nero, il marcio, la putrefazione... Il tanfo, l'odore di mucido, che è mucido come il silenzio impotente ed ignobile della connivenza.

    E come tacere del linguaggio. Simbolico. Ricco di immagini suggestive. Di odori. Di colori.Di suoni. Di umori.

    Ma, non solo. Con questo romanzo si riesce anche a sorridere. Uno humor ovviamente nero, nerissimo che più nero non si può. Che inquieta e disturba. E fa pensare.

    In sintesi: una lettura P A Z Z E S C A.

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  • 4

    Aunque argumentativamente ya no nos pueda escandalizar ni sorprender, "Santuario", del genial William Faulkner, sigue siendo una extraordinaria novela que todavía subyuga e hiere.
    Como lector pude enc ...continua

    Aunque argumentativamente ya no nos pueda escandalizar ni sorprender, "Santuario", del genial William Faulkner, sigue siendo una extraordinaria novela que todavía subyuga e hiere.
    Como lector pude encontrar en ella numerosas cualidades narrativas; pero también áridos silencios que te arrebatan y te enarbolan si eres bastante perspicaz: es más importante a veces lo que se elude y no se muestra explícitamente, que lo que verdaderamente se cuenta o se transmite.
    Una marejada rasposa y febril, que deja bien a las claras que el mal está casi siempre por encima de lo que consideramos el bien. Y que nos arrastra y que nos pisotea sin ningún tipo de contemplaciones.
    Faulkner deja sin lugar a dudas su sello: dando condición de verdad a lo excesivo, a lo grotesco y a lo escabroso.
    Un sur sombrío y en descomposición, en el que se despiertan los más deleznables y horrorosos apetitos de los que se pueda regodear o atracar la humanidad.
    Una alegoría sucia y asquerosa a la putrefacta maldad.
    No me extraña que multitud de autores siguieran la senda marcada por este escritor de talento tan sin igual.

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  • 5

    Claustrofobico, essenziale: tagli cinematografici con cambi di scena senza nessuno preavviso per il povero lettore, dialoghi che danno per scontate cose che sempre il povero lettore ignora, occhi ciec ...continua

    Claustrofobico, essenziale: tagli cinematografici con cambi di scena senza nessuno preavviso per il povero lettore, dialoghi che danno per scontate cose che sempre il povero lettore ignora, occhi ciechi, occhi come grumi di muco o di morbida gomma nera, occhi di falso celeste pallido, occhi color fango a indicare l'indifferenza, il male, l'essere abbietto che si diventa quando si perde l'innocenza, e intorno a questo, la bocca incessantemente aperta di Temple dove tutto viene inghiottito a indicare l'altra apertura che pure con poca convinzione si è lasciata profanare; il Sud, la provincia americana che inghiotte tutto, anche la mediocrità e l'inettitudine di chi ha perso i grandi sogni per sempre. Tutto questo è Santuario, questo e molto altro che di sicuro mi sono persa nella prima lettura, arrancando dietro le immagini scomposte dei personaggi, cercando motivazioni alla loro ambiguità, subendo il ritmo incalzante dei flussi di coscienza, non capendo passaggi, tornando indietro, rigodendomi la bellezza della scrittura. E che scrittura. Che scrittore! Per fortuna doveva essere la sua "cheap opera", la sua opera "da poco", concepita unicamente allo scopo di far soldi, e che questa affermazione sia una presa in giro (come sostiene Materassi) da parte di Faulkner verso il pubblico e la critica che tanto non avrebbero capito nulla, e si sarebbero goduti della lettura solo gli aspetti pruriginosi, tutto questo ha ben poca importanza, quali siano stati i veri propositi di F, intendo dire. Quello che importa è scoprire sempre di più come F. sia tra i più grandi scrittori del '900 americano. Per me, il più grande. Da rileggere.

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  • 4

    Libro scritto con lo scopo di fare soldi : scrivere per soldi non significa prostituire il proprio talento, se quel talento ti permette di pagare l'affitto e di procurarti pane e companatico, ma piut ...continua

    Libro scritto con lo scopo di fare soldi : scrivere per soldi non significa prostituire il proprio talento, se quel talento ti permette di pagare l'affitto e di procurarti pane e companatico, ma piuttosto imparare a scrivere una storia che sia immediatamente comprensibile alla prima lettura, senza annoiare.
    Gli anni '30 del '900 sono il periodo dei primi, reciproci condizionamenti tra cinema e letteratura e Hollywood consegna a Faulkner la precisione del dialogo e della frase breve e fa di Santuario una gangster- novel crudele, violenta, lirica, dalla sintassi quadrata ben lontana dalla complessità del flusso di coscienza de L'Urlo e il Furore.

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  • 5

    "ci si trova nel marcio anche solo a guardare il male, anche per caso; non si può contrattare, mercanteggiare, con il marciume…" (cap. 17, pag.123)

    Quinto romanzo di Faulkner che leggo. Ed ho trovat ...continua

    "ci si trova nel marcio anche solo a guardare il male, anche per caso; non si può contrattare, mercanteggiare, con il marciume…" (cap. 17, pag.123)

    Quinto romanzo di Faulkner che leggo. Ed ho trovato in "Santuario" (e con mia grande sorpresa) anche molte pagine di un humor nero che più nero non si puo leggendo le quali ho riso senza freni. Tutto avrei immaginato tranne che avrei potuto non dico ridere ma financo sorridere leggendo un Faulkner. Ecco, con "Santuario" mi è successo

    Hanno ragione tutti quelli che dicono che "Santuario" è (io dico "anche") l'anticipazione del pulp etc. Ma che classe, ragazzi. Che raffinatezza di scrittura. Che magistrale uso del "non detto". Grande letteratura, romanzo semplicemente formidabile.

    Da segnalare anche l'introduzione al romanzo scritta dello stesso Faulkner, molto opportunamente posta alla fine del volume ed altrettanto opportunamente accompagnata da una Nota di Mario Materassi.

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  • 5

    potente. Non racconta quasi niente, bisogna capire.

    Son più disgustosi i delinquenti o gli ipocriti farisei?
    "Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato". ........con q ...continua

    Son più disgustosi i delinquenti o gli ipocriti farisei?
    "Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato". ........con quel che segue. Ma in realtà fanno vita gaudente e quanto alla punizione nell'aldilà noi non ci crediamo e loro sono convinti di meritarsi un premio
    Nota: la traduzione ha quasi la mia età, e disturba un po' : chi userebbe termini come siffatta, goletto, straccali?

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