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Santuari

Per

4.0
(425)

Language:Català | Number of Pàgines: 301 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , German , Spanish , French , Portuguese

Isbn-10: 8496520196 | Isbn-13: 9788496520196 | Data publicació: 

També disponible com: Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
Violenta, dura e implacable, Santuario fue concebida por William Faulkner (1897-1962) con el único propósito de ganar dinero. Sus tres personajes principales: el idealista Horace Benbow, la joven Temple Drake, víctima no del todo inocente, y el gánster Popeye, encarnación del vicio y del mal, son tres piezas más del complejo y fascinante rompecabezas que es el imaginario condado de Yoknapatawpha. A través de ellos, Faulkner, que recibió el premio Nobel de Literatura en 1949, profundiza, en un tono trágico, pesimista y desesperanzado, no exento de humor, en los aspectos más sombríos del alma humana.
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  • 5

    potente. Non racconta quasi niente, bisogna capire.

    Son più disgustosi i delinquenti o gli ipocriti farisei?
    "Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato". ........con q ...continua

    Son più disgustosi i delinquenti o gli ipocriti farisei?
    "Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non importa; ma se giura per l'oro del tempio, resta obbligato". ........con quel che segue. Ma in realtà fanno vita gaudente e quanto alla punizione nell'aldilà noi non ci crediamo e loro sono convinti di meritarsi un premio
    Nota: la traduzione ha quasi la mia età, e disturba un po' : chi userebbe termini come siffatta, goletto, straccali?

    dit a 

  • 4

    Impressioni di getto su cui tornare

    Claustrofobico, essenziale: tagli cinematografici con cambi di scena senza nessuno preavviso per il povero lettore, dialoghi che danno per scontate cose che sempre il povero lettore ignora, occhi ciec ...continua

    Claustrofobico, essenziale: tagli cinematografici con cambi di scena senza nessuno preavviso per il povero lettore, dialoghi che danno per scontate cose che sempre il povero lettore ignora, occhi ciechi, occhi come grumi di muco o di morbida gomma nera, occhi di falso celeste pallido, occhi color fango a indicare l'indifferenza, il male, l'essere abbietto che si diventa quando si perde l'innocenza, e intorno a questo, la bocca incessantemente aperta di Temple dove tutto viene inghiottito a indicare l'altra apertura che pure con poca convinzione si è lasciata profanare; il Sud, la provincia americana che inghiotte tutto, anche la mediocrità e l'inettitudine di chi ha perso i grandi sogni per sempre. Tutto questo è Santuario, questo e molto altro che di sicuro mi sono persa nella prima lettura, arrancando dietro le immagini scomposte dei personaggi, cercando motivazioni alla loro ambiguità, subendo il ritmo incalzante dei flussi di coscienza, non capendo passaggi, tornando indietro, rigodendomi la bellezza della scrittura. E che scrittura. Che scrittore!
    Per fortuna doveva essere la sua "cheap opera", la sua opera "da poco", concepita unicamente allo scopo di far soldi, e che questa affermazione sia una presa in giro (come sostiene Materassi) da parte di Faulkner verso il pubblico e la critica che tanto non avrebbero capito nulla, e si sarebbero goduti della lettura solo gli aspetti pruriginosi, tutto questo ha ben poca importanza, quali siano stati i veri propositi di F, intendo dire. Quello che importa è scoprire sempre di più come F. sia tra i più grandi scrittori del '900 americano. Per me, il più grande.

    Da rileggere.

    dit a 

  • 4

    Molto più scorrevole di quanto pensassi, scrittura eccelsa (forse un po' vecchia la traduzione), ma le cinque stelle non se le merita per una ragione: anche in questo romanzo, così come in Mentre mori ...continua

    Molto più scorrevole di quanto pensassi, scrittura eccelsa (forse un po' vecchia la traduzione), ma le cinque stelle non se le merita per una ragione: anche in questo romanzo, così come in Mentre morivo, l'ho trovato freddo, distaccato, come se prendesse le distanze da quel che scrive, lucido analizzatore dei fatti. Un po' verista, insomma. Comunque gran bella lettura.

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  • 3

    Una lettura altalenante, dalla noia, all'incomprensione, alla curiosità.Certo non posso dire che mi abbia lasciata indifferente, proprio la sua stranezza mi ha spinto ad andare avanti.... un filo a tr ...continua

    Una lettura altalenante, dalla noia, all'incomprensione, alla curiosità.Certo non posso dire che mi abbia lasciata indifferente, proprio la sua stranezza mi ha spinto ad andare avanti.... un filo a tratti così sottile che rischiava di rompersi.Molto particolare, non certo scorrevole, ma con delle descrizioni perfette, un'ironia pungente e dei passi molto dolci e suggestivi.
    Lontano, per me, da "Mentre morivo", che ho apprezzato molto di più.

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  • 3

    L'ingiustizia correrà sempre più lesta di te Orazio.

    Una lettura sofferta. Per la trama disturbante, per il male che serpeggia in ogni pagina, per la disperazione che invade i protagonisti ma anche purtroppo per la scrittura di Faulkner che ho trovato c ...continua

    Una lettura sofferta. Per la trama disturbante, per il male che serpeggia in ogni pagina, per la disperazione che invade i protagonisti ma anche purtroppo per la scrittura di Faulkner che ho trovato confusa, pesante, forse un po' datata. Non è stata una lettura scorrevole, forse ho anche poco tempo per dedicarmi a un libro come vorrei, ma ho sentito spesso il bisogno di fermarmi e leggere altro.

    dit a 

  • 4

    «Tra il dolore e il nulla, scelgo il dolore»

    E' stata una dura prova portata al termine perchè, nonostante la a dir poco vetusta traduzione abbia messo a dura prova la mia pazienza, ne vale comunque la pena.
    Considero questo libro una ballata ne ...continua

    E' stata una dura prova portata al termine perchè, nonostante la a dir poco vetusta traduzione abbia messo a dura prova la mia pazienza, ne vale comunque la pena.
    Considero questo libro una ballata nera in cui le voci dei vari personaggi si rincorrono, s'incrociano, si sviluppano una nell'altra, niente è scontato e niente è come sembra. Non c'è il bene e il male come convenzionalmente lo conosciamo, il bene può essere ottusità e perbenismo, il male fascino e trasgressione. Spesso la tragedia è filtrata dall'humour, nero anch'esso e si ha come l'impressione che l'autore si sia molto divertito a costruire queste rocambolesche esistenze sempre border line.
    Ora ho capito quanta distanza separi quest'uomo del profondo sud dai suoi contemporanei e sicuramente proseguirò la scoperta.

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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    4

    “Era una giornata grigia, d'una estate grigia, d'un anno grigio...”

    Fernanda Pivano racconta che alla pubblicazione di "Santuario" frotte di persone andavano a comprarlo. Lo facevano avvolgere in carta pesante così da non far intravedere la copertina del libro acquist ...continua

    Fernanda Pivano racconta che alla pubblicazione di "Santuario" frotte di persone andavano a comprarlo. Lo facevano avvolgere in carta pesante così da non far intravedere la copertina del libro acquistato. Questi primi lettori, poi, rimasero sconvolti dalla lettura scabrosa.
    Era il 1931.
    In un'introduzione apparsa alla riedizione Faulkner scrisse:
    Questo libro è stato scritto tre anni fa. Per me adesso rappresenta un'idea meschina perchè fu concepito deliberatamente per far quattrini
    La trama sconvolgente, pertanto, aveva l'obiettivo del guadagno (pare che Faulkner con i proventi abbia ristrutturato casa...) ma non per questo il romanzo ne risulta sminuito. Faulkner. impreziosisce una storia truce con una scrittura unica. Se si pensa poi che è stato scritto dalle 18 alle 6 di mattino mentre faceva il turno di notte nell'azienda del carbone...
    Difficoltà
    Mi sono sentita un po' presa in giro da questo mio primo Faulkner. 
    Durante la lettura mi devo spesso soffermare, riflettere e spesso tornare indietro di qualche pagina. “C'è qualcosa che mi sfugge. Mi sono rincoglionita di colpo e non capisco? “. Lo stile diciamo arcaico non aiuta ma imbriglia ed imbroglia. E come se non bastasse ci sono salti temporali ed elementi della storia che non vengono chiaramente spiegati.
    E' un romanzo che necessita di interpretazione e possibilmente di una rilettura.
    Gli aggettivi: a volontà
    aveva un ciuffo di capelli paglierini, bruciati dal sole, stopposi, laidi. Aveva gli occhi chiari, furbi, una barbetta morbida, accesa, color oro, sudicio
    ed è solo un esempio...
    Una tragedia
    Santuario ha tutti gli elementi tipici di una tragedia greca. Primo fra tutti il fato. Ci sono segni che ne fanno intuire il nero orizzonte (Ella vide l'albero (…) le sembrò che fosse la logica e disastrosa fine di una serie di circostanze nella quale era stata coinvolta ).
    Horace è l'unico personaggio che cercherà di sviare il destino mosso da un grande senso di giustizia. Ma come tutti anch'egli dovrà soccombere a ciò che è stato già scritto.
    Santuario .
    E' evidente l'intento di giocare con i nomi e legarli alla loro sorte.
    Temple (Tempio) è la giovane dalle lunghe gambe bionde che verrà brutalizzata e quindi oltraggiata in ciò che ha di più sacro.
    Orazio/Horace (Orazione) avvocato che cercherà in tutti i modi di scagionare un innocente rappresenta la speranza o almeno l'atto concreto di un tentativo.
    Il titolo stesso Santuario è interpretabile simbolicamente. Un santuario è un luogo circoscritto e sacro quindi intoccabile. Esso va rispettato e difeso. Qui il “ santuario” è la borghesia che si rivela ipocrita nel suo pensare perbenista e nel suo agire invece depravato ma che comunque detiene il potere del pensiero comune. Occorre dunque che sia difesa. Occorre tenere fuori dalla porta tutto ciò che è sconveniente, bruciare ciò che inquina. Personaggio rappresentativo di quest'idea è Narcissa (sorella di Orazio) che tramando riesce a far tornare tutte le cose al proprio posto. E chi arriva dalla feccia ritorni dov'era.
    Non è, pertanto, importante chi trasgredisce (non a caso è giustiziato un innocente) ma la che la punizione sia effettuata senza riguardi.

    Penso che ho avuto quello mi spettava. E' inutile combatterlo

    dit a 

  • 2

    Santuario alla deriva

    Il mio primo Faulkner. Una sofferenza leggerlo. Una storia spietata, in cui tutti sono in balia del destino e della propria parte oscura, nessuna redenzione e nessuna speranza.
    Ambientato nel sud, dur ...continua

    Il mio primo Faulkner. Una sofferenza leggerlo. Una storia spietata, in cui tutti sono in balia del destino e della propria parte oscura, nessuna redenzione e nessuna speranza.
    Ambientato nel sud, durante la grande depressione americana ed il proibizionismo, la vicenda ruota attorno ad un manipolo di personaggi divorati da una vita senza speranza -non importa l'estrazione sociale- di bambini senza vita, giovani e adulti senza coscienza, in un turbinio di vicende che sottolineano la povertà spirituale dell'essere umano.
    Ho trovato la scrittura di Falkner faticosissima, non so se sia stata peggiorata dalla traduzione non avendo l'originale a disposizione; situazioni e personaggi spuntano all'improvviso nella storia, si comprendono vagamente solo nelle vicende successive e spesso sono degli abbozzi, come a sottolineare l'insignificanza di queste vite e della vita stessa, in cui tutto si compie inesorabilmente, senza alcuna giustizia.
    Sì, l'ho letto con fatica questo racconto della "deriva umana".
    Questo Santuario vuoto, come il corpo di Temple.

    dit a 

  • 5

    un pugno allo stomaco

    Quando inizi ad approcciarti a “Santuario” ti senti un lettore smarrito, confuso, solo. Ti sembra manchi qualcosa, un nesso logico, un filo invisibile che colleghi ad esempio le passeggiate con i d ...continua

    Quando inizi ad approcciarti a “Santuario” ti senti un lettore smarrito, confuso, solo. Ti sembra manchi qualcosa, un nesso logico, un filo invisibile che colleghi ad esempio le passeggiate con i discorsi nella distilleria perché niente viene annunciato. Ma poi procedi e pagina dopo pagina incontri l’America ai tempi del Proibizionismo, la povertà delle campagne, il degrado che si percepisce tra questi disperati, ognuno disperato a suo modo ma tutti insieme annaspano nel fango. Cogli la violenza, la povertà, la disperazione che sfoceranno in crimini terrificanti. In questo il registro e il lessico scelti dall'autore sono perfetti allo scopo: tanti aggettivi, tantissime descrizioni che ti collocano sulla scena ,osservata dal vero e ricostruita con le parole, pagine che mantengono perfettamente in equilibrio trama e stile.

    «Il tempo non è poi questo gran male, dopotutto. Basta usarlo bene, e si può tirare qualsiasi cosa, come un elastico, finché da una parte o dall'altra si spacca, e eccoti lì, con tutta la tragedia e la disperazione ridotta a due nodini fra pollice e indice delle due mani.»

    Un romanzo nero, cupo in cui tutto precipita verso la sconfitta e la morte passando per l’ipocrisia, la stupidità e lo sfacelo di tante vite Non nascondo la difficoltà della lettura che soprattutto all’inizio ti costringe anche a qualche rilettura ma se permetterai a Temple di diventarti amica ,tutte le perplessità e le fatiche saranno subito dimenticate per lasciare spazio alla gradevolissima sensazione di aver messo in libreria un gran bel romanzo.

    dit a 

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