Saper vedere l'architettura

Saggio sull'interpretazione spaziale dell'architettura

Di

Editore: Einaudi

4.0
(137)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8806201069 | Isbn-13: 9788806201067 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Manuale

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Descrizione del libro
Avete mai pensato alla vostra casa, all'ufficio, alla scuola, al cinema, alla trattoria, ai negozi, alle strade e alle piazze che frequentate? Avete mai visto gli spazi entro i quali vivete? Avete riflettuto sul valore specifico dell'architettura, rispetto a quello delle altre arti figurative? Che differenza c'è tra la vostra abitazione e un tempio, o un arco di trionfo? Il giudizio che diamo su un monumento di Bramante o di Borromini è basato su criteri diversi da quelli su cui si fonda l'apprezzamento di un'opera di Terragni, di Le Corbusier o di Wright? L'architettura è un'arte «astratta», oppure ha precisi contenuti? Saper vedere l'architettura risponde a questi interrogativi: il suo proposito è di rivelare il segreto, l'essenza spaziale dell'architettura, affinché anche voi sappiate vedere gli ambienti in cui spendete tanta parte della vostra esistenza. Il volume, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1948, è stato via via aggiornato fino alla ventunesima edizione. Accolto dalla critica mondiale e dal pubblico con eccezionale favore, è considerato come il primo tentativo di promuovere un'educazione all'architettura valida per tutti.
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  • 5

    Prima mia lettura di Zevi, e credo di aver iniziato dal punto giusto. Il libro inizia pian piano, con un paio di capitoli interlocutori - e a dirla tutta un po' stizziti nei confronti degli altri stor ...continua

    Prima mia lettura di Zevi, e credo di aver iniziato dal punto giusto. Il libro inizia pian piano, con un paio di capitoli interlocutori - e a dirla tutta un po' stizziti nei confronti degli altri storici e studiosi dell'architettura. Ma poi arriva il capitolo quarto (che occupa la più parte del libro), un vero capolavoro di analisi e didattica che tratteggia una "antistoria" dell'architettura (parole di Zevi poste in conclusione al libro) che creerebbe in chiunque, grazie a intuizioni e metafore particolarmente acute, curiosità rispetto allo studio e alla comprensione degli spazi in cui viviamo. Per me capolavoro - e appena finita la lettura si ha già la sensazione che diventerà un testo di riferimento cui tornare più e più volte, per scoprirne tutti i tesori.

    ha scritto il 

  • 0

    Uaaaaah

    che strumento strepitoso per imparare a guardare e interpretare l'architettura, a giudicarla con discernimento. Bruno Zevi è un maestro della materia, con un approccio aperto, capace di contributi int ...continua

    che strumento strepitoso per imparare a guardare e interpretare l'architettura, a giudicarla con discernimento. Bruno Zevi è un maestro della materia, con un approccio aperto, capace di contributi interdisciplinari, e un'abilità straordinaria di analisi, spiegazione e sintesi.
    Questo è un testo che ha il pregio di incorporare contenuti di livello accademico con una qualità espositiva e divulgativa che raramente ho osservato.
    La passione che attraversa tutto il libro è contagiante e chi sente l'esigenza intellettuale e spirituale di saperne di più sugli spazi che abitiamo troverà in questo testo un punto di partenza o una tappa ideale.

    Un assaggio:
    "...dovunque esiste una compiuta esperienza spaziale da vivere, nessuna rappresentazione è sufficiente, dobbiamo noi andare, noi essere inclusi, divenire e sentirci parte e metro dell’organismo architettonico, dobbiamo noi stessi spaziare. Tutto il resto, comprese le simulazioni indotte dal computer, è utile didatticamente, necessario praticamente, fecondo intellettualmente; ma è mera allusione e funzione preparatoria di quell’ora in cui, con tutti noi stessi fisici e spirituali e anzitutto umani, viviamo gli spazi con un’adesione integrale ed organica. Che è l’ora dell’architettura."

    ha scritto il 

  • 4

    "La pittura agisce su due dimensioni, anche se può suggerirne tre o quattro. La scultura agisce su tre dimensioni, ma l'uomo ne resta all'esterno, separato, guarda dal di fuori le tre dimensioni. L'ar ...continua

    "La pittura agisce su due dimensioni, anche se può suggerirne tre o quattro. La scultura agisce su tre dimensioni, ma l'uomo ne resta all'esterno, separato, guarda dal di fuori le tre dimensioni. L'architettura invece è come una grande scultura scavata nel cui interno l'uomo penetra e cammina".

    ha scritto il