Like Sappiano le mie parole di sangue?
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Book Details
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(121)
- Libri Italiani
- Softcover 260 Pages
- Edition: 1
- ISBN-10: 8817017655
- ISBN-13: 9788817017657
- Publisher: Rizzoli 24/7
- Pub date: Aug 01, 2007
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| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788817017657 | Softcover | €16.50 | €5.77 | IBS.IT |
È difficile recensire sappiano le mie parole di sangue di babsi jones. L’autrice infatti ha volutamente circondato se stessa e la sua opera di un fitto alone di mistero. Della sua vita si sa solamente che è italiana, quarantenne, laureata in lingue slave, amante degli pseudonimi ed ex Pr dell’indust ... (continue)
È difficile recensire sappiano le mie parole di sangue di babsi jones. L’autrice infatti ha volutamente circondato se stessa e la sua opera di un fitto alone di mistero. Della sua vita si sa solamente che è italiana, quarantenne, laureata in lingue slave, amante degli pseudonimi ed ex Pr dell’industria musicale.
Ha definito il suo libro un quasi romanzo, scelta che le è costata il rimprovero di wu ming, secondo cui porsi al di fuori dei generi letterari sarebbe solo un espediente per impedire le critiche. Per wu ming questo libro farebbe parte di una nuova corrente letteraria, da loro denominata nuova epica italiana. A mio modesto parere, hanno ragione entrambi. Lo scopo dell’autrice è di trasmettere al lettore l’orrore della guerra, oltretutto dal punto di vista dei serbi, additati dall’opinione pubblica internazionale come gli spregevoli carnefici dell’ultima guerra balcanica nonostante abbiano subito a loro volta migliaia di morti. Il metodo migliore è naturalmente il reportage giornalistico, ma del reportage ha la forma e non il contenuto, non essendo stata presente nei luoghi e nel periodo che racconta, ovvero la settimana del 2004 che precedette la presa di mitrovica da parte degli albanesi. Tuttavia dalle interviste rilasciate s’intuisce che ha viaggiato spesso in Yugoslavia, forse in altri periodi di guerra, forse ha parlato con dei sopravvissuti, ma se anche così non fosse non importa, perché il risultato è talmente intenso che credo farebbe diventare pacifista anche il più convinto dei guerrafondai. Ed è proprio l’intensità del suo linguaggio e la sua personalissima capacità di descrivere atteggiamenti e sentimenti che le valgono l’appellativo di “epico”.
Sappiano le mie parole di sangue è un verso che amleto pronuncia mentre vede passare le truppe dirette in battaglia. È, per lui e per la jones, un proposito che riguarda sia lo stile che la vita, poiché segna la consapevolezza di dover abbandonare la sfera privata del proprio dolore per condividere quello dell’intera comunità. Le parole della jones sanno realmente di sangue, passano attraverso esse il lezzo di città prive di fognature e di acqua corrente, il rumore degli spari, il silenzio del coprifuoco che i pochi rimasti sanno preannunciare l’arrivo degli invasori, il sapore nauseabondo dei pochi cibi disponibili. È un libro che consiglio vivamente, anche se richiede "uno stomaco forte" per sopportare la crudezza di certe scene...
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