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Sarebbe bastata una lettera

Di

3.5
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri

Isbn-10: 881704847X | Isbn-13: 9788817048477 | Data di pubblicazione: 

Genere: Biography

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Descrizione del libro
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  • 5

    ...una vita, semplicemente...

    Come avevo anticipato, continuo con la conoscenza di questa donna straordinaria, fortunata scoperta recente. Dopo le meravigliose pagine di Come Pagine di un libro (che, in ordine cronologico, è l'ultimo che lei ha scritto), ho fatto un passo indietro per risalire al primo libro di memorie pubbli ...continua

    Come avevo anticipato, continuo con la conoscenza di questa donna straordinaria, fortunata scoperta recente. Dopo le meravigliose pagine di Come Pagine di un libro (che, in ordine cronologico, è l'ultimo che lei ha scritto), ho fatto un passo indietro per risalire al primo libro di memorie pubblicato nel 1963, scritto quando aveva 42 anni. Anche questo libro non mi ha assolutamente deluso, anzi.. Una conferma che questa donna sa scrivere come nessun altro di tutto, anche argomenti scomodi e delicati, con una naturalezza che ti lasciano disarmato. In questo suo primo libro di memorie Diana comincia a ricordare dall'infanzia, l'infanzia privilegiata di una ricca borghese inglese, per passare agli anni della scuola, i tre anni ad Oxford, gli amori, il sesso, le delusioni, la guerra, un periodo di inutilità (che da una donna così - mi sembra di conoscerla personalmente - non ti saresti aspettato), sino ad arrivare a una vera e proprio rinascita grazie al lavoro come editore e alla scoperta della scrittura. Una vita raccontata con una semplicità e una naturalezza incredibile da una donna che nell'ultimo capitolo di questo libro ha anche il coraggio di definirsi non intelligente... Continua il mio immedesimarmi con lei in molti pensieri e modi di fare, la qual cosa dovrebbe cominciare ad inquietarmi, ormai! :) Continuerò con la lettura delle sue opere, è come se avessi riscoperto in soffitta il diario scritto di una nonna, senza alcun dubbio una donna straordinaria, e li stia divorando.

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni frase del primo memoir della Athill è un piccolo scritto morale.
    Uno vola sulle righe, legge pagina dopo pagina con grande facilità, ma si potrebbe dedicare un'ora al senso praticamente di ogni paragrafo. Incredibile effetto trompe -l'oil fra 'frivolezza' da biografia femminile e riflession ...continua

    Ogni frase del primo memoir della Athill è un piccolo scritto morale. Uno vola sulle righe, legge pagina dopo pagina con grande facilità, ma si potrebbe dedicare un'ora al senso praticamente di ogni paragrafo. Incredibile effetto trompe -l'oil fra 'frivolezza' da biografia femminile e riflessione filosofica cruda sulla vita (v. Simone de Beauvoir)

    ha scritto il 

  • 4

    Un continuo lavorio di rielaborazione

    L'autrice è tosta, simpatica, schietta; l'ambientazione inglese non manca di fascino; la vicenda umana mi dice molto - ma ho fatto una fatica immane cercando di intuire come ogni singola frase potesse essere nell'originale inglese, per apprezzarla di più (...).

    ha scritto il 

  • 3

    A differenza di "Da qualche parte verso la fine, equilibrato ed empatico con il lettore, questo memoir risulta troppo autoreferenziale e soprattutto decisamente prolisso in alcuni passaggi. Comunque la Athill conosce le "parole" e l'educazione sentimentale" di una giovane inglese, in un'era ancor ...continua

    A differenza di "Da qualche parte verso la fine, equilibrato ed empatico con il lettore, questo memoir risulta troppo autoreferenziale e soprattutto decisamente prolisso in alcuni passaggi. Comunque la Athill conosce le "parole" e l'educazione sentimentale" di una giovane inglese, in un'era ancora perbene, ha il suo indiscusso fascino.

    ha scritto il 

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