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Sarrasine

Di

Editore: SE

3.8
(249)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8877104058 | Isbn-13: 9788877104052 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Farinazzo

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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    Roland Barthes è stato un uomo bizzarro e fuori dagli schemi oltre che scrittore e semiologo raffinato. Visse interamente nello scorso secolo e morì, come ogni persona di buon senso dovrebbe voler morire, investito da un furgone di una lavanderia: un lavaggio all’anima, un passaggio verso un altr ...continua

    Roland Barthes è stato un uomo bizzarro e fuori dagli schemi oltre che scrittore e semiologo raffinato. Visse interamente nello scorso secolo e morì, come ogni persona di buon senso dovrebbe voler morire, investito da un furgone di una lavanderia: un lavaggio all’anima, un passaggio verso un altrove e amen. Scrisse tanto, Barthes, e di ogni cosa che fosse musica, fotografia, wrestling o Proust. Di letteratura, soprattutto.

    Il suo capolavoro, S/Z, è l‘analisi puntuale di un racconto di Balzac, Sarrasine, fatta con uno scopo preciso ed essenziale: definire come la narrazione sia il frutto di un contratto dove qualcuno dà e qualcuno prende, dando qualcos’altro in cambio. Un contratto ineluttabile, onnipresente, vitale.

    Sarrasine è la storia di uno scultore follemente innamorato di Zambinella, una cantante d’opera. Prima di morire Sarrasine ne traduce la bellezza in un’opera presa poi a modello da un pittore per immortalare Adone. Anni dopo la bella Madame de Rochefide vede il quadro e chiede ad un uomo di raccontarle la storia che il quadro nasconde. La sera successiva i due si incontrano e lui, ai piedi della poltrona dove lei è seduta, comincia a raccontare, svelandole la natura maschile di quella cantante.

    Il contratto, per vederla come Barthes, è evidente: Madame de Rochefide vuole conoscere il segreto, il narratore vuole Madame e nessuno dei due, alla fine, sarà soddisfatto.

    Ma quanto vale un racconto? Quando è equo uno scambio? Quando vale la pena di ogni contratto? Non si sa mai prima, non si sa se lo sforzo sarà ripagato, riconosciuto, premiato. Se il corrispettivo sarà equo o se qualcuno avrà più dell’altro.

    Ma non dovrebbe essere questo lo scopo. Quello che ci dice Barthes è che dietro a ogni cosa umana esiste sempre un racconto, una storia, una narrazione che dovremmo ricercare, scoprire e scambiare. Dietro ogni attività si fondono letteratura e economia e il successo è solo nella ricerca, nell’impegno, nella voglia di approfondire, nell’attenzione. Nella curiosità e nello scambio, non in altro.

    Perché senza curiosità e scambio le fondamenta crollano, le navi affondano, i popoli vanno in guerra e le cose finiscono. Perché, come scrisse Calvino al termine de Le città invisibili, ‘l’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio’.

    http://studiolombarddca.wordpress.com/2014/07/09/libero-scambio/

    ha scritto il 

  • 4

    Edizione delle più antiche trovata in una bancarella vicino la Sorbona, per 3 euro. Novella di Balzac, un estratto delle sue descrizioni argute e uno splendido condensato della sua tecnica ineguagliata nel dipingere la commedia umana. Barthes dedicherà a questo breve racconto, che si legge in un ...continua

    Edizione delle più antiche trovata in una bancarella vicino la Sorbona, per 3 euro. Novella di Balzac, un estratto delle sue descrizioni argute e uno splendido condensato della sua tecnica ineguagliata nel dipingere la commedia umana. Barthes dedicherà a questo breve racconto, che si legge in un pomeriggio, un saggio intero. Bataille lo includerà nella lista degli esempi più significativi di narrazione.

    Per calarvi nell'atmosfera: https://www.youtube.com/watch?v=iRuo0CDxqPc

    ha scritto il 

  • 0

    Piccolo racconto che ha un bellissimo inizio con la descrizione di un ballo nella dissoluta Parigi dell'800. La storia di Sarrasine e tutta la metafora che c'è dietro sull'arte, però, non l'ho colta in pieno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Sempre sontuosa la scrittura di Balzac, sempre un vero viaggio nel tempo! La novella, complice la brevità, si legge in poche ore. Memorabili le pagine iniziali, un piccolo prologo in cui il narratore descrive un ballo dell'alta borghesia parigina della prima metà dell'800, con tutto lo sfarzo che ...continua

    Sempre sontuosa la scrittura di Balzac, sempre un vero viaggio nel tempo! La novella, complice la brevità, si legge in poche ore. Memorabili le pagine iniziali, un piccolo prologo in cui il narratore descrive un ballo dell'alta borghesia parigina della prima metà dell'800, con tutto lo sfarzo che si portava dietro. Memorabili anche certe pagine seguenti, quelle sulla nascita dei primi tormenti amorosi. Abbiamo dunque un narratore, che nel descrivere i fasti dell'arricchita famiglia Lanty ne descrive anche i misteri: chi è il vecchietto che ogni tanto fa capolino nel salone, abbigliato all'antica, ingioiellato, ma rinsecchito e quasi mummificato, vera immagine di morte in confronto alla vita del ballo e alla bellezza della giovane Marianine Lanty? La compagna del narratore vede uno splendido dipinto, raffigurante un Adone, e il narratore decide di raccontarle la vicenda del vecchietto (che si scoprirà poi essere il modello dell'Adone stesso). Una vicenda che trasporta ancora in un altro secolo, a metà 1700, nel mondo delle botteghe di scultori, del bel canto e dei teatri di Roma. Qui il giovane scultore "genio ribelle" Sarrasine fa la conoscenza della cantante lirica Zambinella, e ne nasce un amore a tratti ingenuo, a tratti morboso, fino ad arrivare quasi alla follia nell'attimo in cui Sarrasine scopre che Zambinella non è esattamente quel che sembra, ma un essere "né donna né uomo", per citare Anne Rice. Una creatura condannata all'infelicità, un'aberrazione troppo grande perfino per essere nominata. Qualcuno che viene definito sempre semplicemente "infelice", che non potrà mai amare o essere riamato davvero, e che avrebbe condannato Sarrasine a una vita in cui ogni donna sarebbe stata cancellata, poiché sempre confrontata con "la Zambinella" dell'ideale. Una novella dunque di amore e morte, di erotismo mancato, affresco fastoso del mondo del teatro italiano settecentesco e di quella società parigina in cui il soldo è tutto, in cui puoi anche avere ammazzato tua madre ma se hai i soldi verrai sempre rispettato. Non mi trovo, tuttavia, del tutto d'accordo con l'esasperata interpretazione erotico-narcisistica proposta nella post-fazione. Forse è un limite mio, ma io tutte queste rispondenze speculari non le ho viste. Inoltre, il discorso del "pene mancante" viene a decadere per il semplice fatto che la procedura medica di castrazione dell'epoca prevedeva che a essere asportato non fosse il pene, ma "soltanto" lo scroto, cosa che chi ha curato la postfazione sembra ignorare. Inoltre, sbaglierò ma mi sa che questa novella è stata di ispirazione per il bel romanzo "A cry to Heaven" di Anne Rice.

    ha scritto il 

  • 4

    storia di inganni

    e di castrazione. E' un racconto carino con un prologo, un uomo e una donna sono ad un ballo e incontrano il vecchio misterioso padrone di casa, forse; una narrazione(apparentemente senza legame con la storia precedente) in cui si racconta la storia dello scultore Sarrasine che viene ingannato da ...continua

    e di castrazione. E' un racconto carino con un prologo, un uomo e una donna sono ad un ballo e incontrano il vecchio misterioso padrone di casa, forse; una narrazione(apparentemente senza legame con la storia precedente) in cui si racconta la storia dello scultore Sarrasine che viene ingannato da un eunuco che crede una donna e viene ucciso per amore. Infine la conclusione che spiega il tutto: il vecchio mostro è la/il eunuco invecchiato. Raccontino pregno!

    ha scritto il 

  • 3

    Uno splendido salone, dalle pareti d'oro e d'argento, dai lampadari scintillanti, sfavillante di candele, dove brulicavano, si agitavano e sfarfallavano le più belle donne di Parigi, le più ricche, le più titolate, splendenti, sfarzose, abbaglianti di diamanti! fiori sulla testa, sul petto, tr ...continua

    Uno splendido salone, dalle pareti d'oro e d'argento, dai lampadari scintillanti, sfavillante di candele, dove brulicavano, si agitavano e sfarfallavano le più belle donne di Parigi, le più ricche, le più titolate, splendenti, sfarzose, abbaglianti di diamanti! fiori sulla testa, sul petto, tra i capelli, disseminati sugli abiti, e ghirlande ai loro piedi. Correvano leggeri fremiti di gioia, passi voluttuosi facevano volteggiare le trine, i merletti, le mussole intorno ai fianchi delicati. Qualche sguardo troppo vivo lampeggiava qua e là, eclissava le luci, il fuoco dei diamanti, e animava ancor più cuori troppo ardenti. Si sorprendevano altresì cenni di testa troppo significativi per gli amanti, e atteggiamenti negativi per i mariti... (pag. 3)

    ha scritto il