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Sarum

Di

Editore: Club degli editori

4.1
(380)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1072 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000055102 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tilde Riva

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il romanzo infinito. Un'opera dalle dimensioni grandiose: diecimila anni di storia dal'era glaciale ai giorni nostri. L'ascesa e la decadenza, la miseria e la gloria, gli odi e gli amori di cinque famiglie ora unite e ora divise dall'imprevedibile, travolgente corso degli eventi.
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  • 4

    il libro infinito, non trovo altre definizioni! infinito per il lasso temporale che copre, infinito per il numero di pagine, infinito per il tempo che ci ho messo IO a leggerlo! Il libro è bello, un capolavoro per la struttura e gli intrecci delle famiglie... ma alla lunga per me è diventato un i ...continua

    il libro infinito, non trovo altre definizioni! infinito per il lasso temporale che copre, infinito per il numero di pagine, infinito per il tempo che ci ho messo IO a leggerlo! Il libro è bello, un capolavoro per la struttura e gli intrecci delle famiglie... ma alla lunga per me è diventato un insieme di piccoli singoli libri.. un libro per ogni epoca storica inglese: momento storico sempre accuratamente spiegato (forse anche un pò troppo) mentre i personaggi restavano li in sospeso... salvo poi ritrovarli a volte nei ricordi o nelle caratteristiche delle varie successive discendenze.. ci sono capitoli che catturano.. e capitoli che ti permettono di leggere altri libri tra un epoca storica e quella successiva! Ma alla fine ne vale la pena!

    ha scritto il 

  • 3

    anche se precedente, mi ha ricordato gli ultimi due libri di alberto angela, in cui la finzione si mette al servizio della Storia. col pretesto di raccontare Sarum/Salisbury, ripercorre la storia d'inghilterra dalla preistoria all'altro ieri alle quattro e tre quarti (o meglio, il 1985), risultan ...continua

    anche se precedente, mi ha ricordato gli ultimi due libri di alberto angela, in cui la finzione si mette al servizio della Storia. col pretesto di raccontare Sarum/Salisbury, ripercorre la storia d'inghilterra dalla preistoria all'altro ieri alle quattro e tre quarti (o meglio, il 1985), risultando senz'altro interessante per quanto riguarda il lato storico, ma purtroppo noioso e senza mai uno briciolo di soddisfazione nel romanzo, anche quando l'intreccio promette più che bene. tutto sommato val la pena leggerlo, magari diluendolo con altro, visto che sono mille e rotte pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    farsi 1ooo pagine in 13 giorni qualcosa vorrà pur dire, vorrà pur dire qualcosa quando un libro di un autore che non hai mai sentito ti tiene lì sulle sue pagine con una storia folle e appassionante che è LA storia. Si parte giusto un po di tempo fa, all'incirca all'ultima glaciazione, per arriva ...continua

    farsi 1ooo pagine in 13 giorni qualcosa vorrà pur dire, vorrà pur dire qualcosa quando un libro di un autore che non hai mai sentito ti tiene lì sulle sue pagine con una storia folle e appassionante che è LA storia. Si parte giusto un po di tempo fa, all'incirca all'ultima glaciazione, per arrivare al 1985. Con i dovuti salti temporali ( e ci mancherebbe...) ritroviamo sempre gli stessi tipi che vivono nella stessa piana attraversata da 5 fiumi e da quell'altro fiume ancor più grande che è il Tempo in un vorticoso e avvincente flusso. Bella sorpresa.

    ha scritto il 

  • 2

    Solo storia, niente letteratura

    .....scommessa interessante ed affascinante: raccontare la storia di un luogo (Salisbury in Inghilterra) lungo tutta la storia.... Rutherfurd parte bene, le parti migliori sono all'inizio: il protagonista resta sempre il luogo, attraversato da molti popoli e molti personaggi, che risultano "di pa ...continua

    .....scommessa interessante ed affascinante: raccontare la storia di un luogo (Salisbury in Inghilterra) lungo tutta la storia.... Rutherfurd parte bene, le parti migliori sono all'inizio: il protagonista resta sempre il luogo, attraversato da molti popoli e molti personaggi, che risultano "di passaggio" mentre i fiumi, la collina gessosa, le valli e l'altopiano restano....Purtroppo nella seconda parte il cambio di stile e di struttura nuociono al romanzo (da episodi di 100-200 pagine ben centrati in un periodo limitato a una specie di narrazione continua con brevi episodi di raccordo lungo sei secoli....), la storia si fa più complessa e l'autore sposta l'interesse dal luogo alle famiglie che ha creato, risultandomi tedioso, scontato e non più originale.... Superiore ai "PIlastri della Terra" di Follett (ma non ci voleva molto)...

    ha scritto il 

  • 3

    22.09.12 (in lettura)
    pagina 194 di 1076
    I primi due capitoli sono un po' piatti a mio avviso. Il fatto di mescolare storia e romanzo è intrigante, però voglio pensare che la poca azione sia dovuta all'epoca descritta all'inizio di questo romanzo piuttosto che allo stile dell'autore. Vedremo.. ...continua

    22.09.12 (in lettura) pagina 194 di 1076 I primi due capitoli sono un po' piatti a mio avviso. Il fatto di mescolare storia e romanzo è intrigante, però voglio pensare che la poca azione sia dovuta all'epoca descritta all'inizio di questo romanzo piuttosto che allo stile dell'autore. Vedremo..

    01.10.12 (abbandonato) Ho deciso di non proseguire nella lettura. Non è che lo bocci, anzi; è carino, ma non mi ha preso quasi per nulla. E' un po' piatto. Secondo me il difetto maggiore che ho riscontrato (non nel libro in sé, ma in relazione ai miei gusti) è che i personaggi sono poco approfonditi. E' pur vero che i primi capitoli possono andare avanti anche per molte pagine, ma la caratterizzazione dei personaggi è superficiale, lasciata tale per i fini della narrazione storica, e ciò fa sì che non mi sia affezionato ad essi. Così, con il passare del tempo, ho perso interesse nella lettura. Ribadisco, comunque, che il mescolare storia e finzione sia una scelta interessante. Forse è il genere "romanzo storico" che non fa per me.

    ha scritto il 

  • 2

    Il grosso limite di questo libro sono i troppi salti temporali. Si passa nell'arco di 60-100 pagine da una storia all'altra. I collegamenti storici, territoriali, discendenziali, non sono sufficienti per mantenere viva la mia curiosità, almeno non oltre le 500 pagine (che invece sono 1100). Mi fa ...continua

    Il grosso limite di questo libro sono i troppi salti temporali. Si passa nell'arco di 60-100 pagine da una storia all'altra. I collegamenti storici, territoriali, discendenziali, non sono sufficienti per mantenere viva la mia curiosità, almeno non oltre le 500 pagine (che invece sono 1100). Mi fai abbandonare il primo gruppo di personaggi, fai la stessa cosa con il secondo...poi con il terzo, basta. E invece no, si continua a saltare avanti, senza più tornare indietro, con decine di personaggi. Non c'è il tempo di immedesimarsi. Troppo lungo, freddo e ripetitivo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un luogo e coloro che lo hanno abitato; una discendenza che parte quasi dagli albori della vita sulla terra e che trasporta il lettore attraverso immagini di territori meravigliosi e storie avvincenti. Sarum è un libro che non deve assolutamente mancare nella libreria di chi ama le saghe storiche ...continua

    Un luogo e coloro che lo hanno abitato; una discendenza che parte quasi dagli albori della vita sulla terra e che trasporta il lettore attraverso immagini di territori meravigliosi e storie avvincenti. Sarum è un libro che non deve assolutamente mancare nella libreria di chi ama le saghe storiche e l'avventura. Bellissimo!

    ha scritto il 

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