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Saturday

By Ian McEwan

(216)

| Paperback | 9780099469681

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Book Description

The critical response to Saturday must be making Ian McEwan a very happy man (not that his virtually unassailable position as Britain's leading novelist has been in doubt). While contemporaries (and rivals) Martin Amis and Will Self have had m Continue

The critical response to Saturday must be making Ian McEwan a very happy man (not that his virtually unassailable position as Britain's leading novelist has been in doubt). While contemporaries (and rivals) Martin Amis and Will Self have had much more hit-or-miss records recently, each new McEwan novel gleans a host of plaudits, and Atonement has been generally hailed as his masterpiece. Saturday may not enjoy quite such acclaim, but it's a remarkably accomplished piece of work, as richly drawn and characterised as anything he has written.

McEwan's protagonist is neurosurgeon Henry Perowne, a man comfortably ensconced in an enviable upper middle class existence. His wife is a successful newspaper lawyer, his daughter Daisy a budding poet. But as he wakes one Saturday morning and witnesses a plane accident through his window, he is not yet aware that this is a harbinger of a sustained assault on all that he holds dear. It's a McEwan trademark to begin his novels with a striking or violent rupture of everyday existence, but this opening is a prelude to his most impressively sustained narrative yet. It's the publication day of Henry's daughter's poetry collection, but a chance encounter with a drunken trio emerging from a lap-dancing club ends violently, even as a march against the war in Iraq streams past nearby. And this encounter with the menacing Baxter, main antagonist of the group, is to have fateful consequences. As Saturday progresses, Henry is forced to examine every aspect of his life and beliefs, not least his attitude to the war.

Unlike many of his peers, McEwan is not content to reduce the issues of the war to simple opposition, in which Tony Blair is characterised as a war criminal. Henry has treated a victim of Saddam's brutality, and although a comic encounter with the Prime Minister himself is a highlight of the book, both Henry (and his creator) are obliged to consider the complex skein of the conflict from all sides. While there are missteps (the poetic daughter, Daisy, is thinly drawn), McEwan's invigorating and trenchant novel is an unmissable experience. --Barry Forshaw

321 Reviews

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    Il viaggio di Henry Perowne attraverso un sabato qualunque non è un semplice affastellarsi di gesti e abitudini quotidiane. Il suo procedere ansioso non è semplicemente effetto dell'insonnia notturna. C'è dell'altro: c'è un'inquietudine esistenziale, ...(continue)

    Il viaggio di Henry Perowne attraverso un sabato qualunque non è un semplice affastellarsi di gesti e abitudini quotidiane. Il suo procedere ansioso non è semplicemente effetto dell'insonnia notturna. C'è dell'altro: c'è un'inquietudine esistenziale, un senso di disagio che si insinua man mano che il giorno prende forma. Un sentirsi in bilico. Il sabato di McEwan diventa metafora di una "fin de siècle" destinata a non portare nulla di buono, a sconvolgere le certezze. Il sabato diventa un salto tra uno ieri noto e un domani dove tutto può essere messo in discussione. La guerra, il terrorismo, la morte sono ombre che infiltrano le mura domestiche. E proprio la riaffermazione di un senso domestico di serenità e pace, oltre che un pacifico rifiuto dell'accanimento, costituiranno il precario rimedio per affrontare l'approdo alla domenica.

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    Cascas87 said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

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    Sabato - Ian McEwan è un libro di un pensatore ossessivo, parla di ciò che accade in un solo giorno, soprattutto nella testa del protagonista.
    Pensieri affollano la mente, veloci, velocissimi, ripetitivi, nostalgici, lenti, assurdi.

    Rispetto a lib ...(continue)

    Sabato - Ian McEwan è un libro di un pensatore ossessivo, parla di ciò che accade in un solo giorno, soprattutto nella testa del protagonista.
    Pensieri affollano la mente, veloci, velocissimi, ripetitivi, nostalgici, lenti, assurdi.

    Rispetto a libri dove, nello stesso numero di pagine si riesce a raccontare una vita intera, che ne so, penso a "La zia Marchesa" di Agnello Hornby, qui sono 24 ore, che sembrano non finire mai.

    Ho dovuto superare un fastidio e una repulsione ad una scrittura, ad un ritmo, ad uno stile spaventante, pieno di dettagli chirurgici saltati cercando di tenere gli occhi chiusi fino a quando sarebbero finiti e sperando finissero prima della fine del libro.

    Poi, come tutte le cose, ho iniziato a cogliere le analogie.
    Passare il tempo - della vita o nel leggere il libro qui metaforicamente, a cercare di evitare il fastidio e sperare che ci sia altro che mi aspetta.

    Notare come rincorriamo pensieri che diventano preoccupazioni e poi in un lampo, più forte, qualcosa arriva a fare battere il cuore forte e farci accorgere che le cose che amiamo sono tutte in una stanza, ci arrabbiamo troppo e ci incartiamo di pensieri inutili.

    I pericoli sono fuori dalla finestra e poi dentro una stanza, entrano in un giorno che pensavamo fosse di tutto riposo, e mi chiedo allora se il riposo ogni tanto non dobbiamo prenderlo proprio da noi stessi, da quei pensieri inutili che non ci fanno compagnia ma ci tengono in ostaggio.

    No, non sto di fatto consigliando di leggerlo.
    Mi chiedevo leggendolo perché scegliere questo stile, questa angoscia e questo ritmo se invece posso continuare a sorridere beatamente con Francesco Piccolo?

    Ecco, in fondo anche i pensieri possiamo sceglierli noi, e se si affollano inutili, ricoloriamoli.
    Se quello che succede nella mente è spaventoso, possiamo scegliere semplicemente altri pensieri.

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    Energia Creativa said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

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    SABATO

    Se ignoriamo alcune pagine, relative alla descrizione di una partita di squash e di alcuni interventi neurochirurgici, emozionanti come il manuale di funzionamento della lavatrice, il romanzo scorre lucido e intrigante. La scrittura auto compiacente ...(continue)

    Se ignoriamo alcune pagine, relative alla descrizione di una partita di squash e di alcuni interventi neurochirurgici, emozionanti come il manuale di funzionamento della lavatrice, il romanzo scorre lucido e intrigante. La scrittura auto compiacente di McEwan è come sempre stilisticamente perfetta. Il plot si sviluppa in un giorno, un sabato accuratamente organizzato dal protagonista. Una giornata che si svolgerà però in maniera diversa da quanto programmato a causa del traumatico incontro con un uomo mentalmente disturbato. Ma d’altronde, come afferma anche l’autore, il mondo esterno e i suoi imprevisti non possono essere esclusi dal microcosmo famigliare. "Ho pensato, perché non concepire il mio personaggio come un uomo che ha un matrimonio felice, adora il suo lavoro e non ha problemi con i figli, salvo scoprire poi che è il resto ciò che lo fa stare male: il mondo esterno".

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    Gabriele said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

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    E' Ian McEwan!

    E' il classico romanzo di McEwan, grandissimo stile e capacità di raccontare gli aspetti più sottili della vita in maniera mai banale e sofisticata.
    E' la storia che si svolge in un sol giorno, un sabato nella vita del protagonista. Una giornata cost ...(continue)

    E' il classico romanzo di McEwan, grandissimo stile e capacità di raccontare gli aspetti più sottili della vita in maniera mai banale e sofisticata.
    E' la storia che si svolge in un sol giorno, un sabato nella vita del protagonista. Una giornata costellata da eventi apparentemente sconvolgenti e realmente eclatanti, intrisa di tutta una miriade di pensieri e sensazioni descritte con grande maestria, a volte fin troppo manierista.
    Quello che rimane non è tanto la vicenda, particolare e avvincente nella sua linearità, quanto proprio questa infinita sequenza di parole a tratteggiare le pieghe di una giornata che poteva non essere così fuori dal comune.
    Bello anche se non tra i suoi migliori.

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    Sandro said on May 30, 2014 | Add your feedback

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