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Saturday Night and Sunday Morning

By

Publisher: HarperCollins Publishers

3.7
(173)

Language:English | Number of Pages: 240 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish

Isbn-10: 0007205023 | Isbn-13: 9780007205028 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History

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Book Description
With a new introduction by Richard Bradford. Alan Sillitoe's classic novel of the 1950s, reissued to coincide with the 50th anniversary of its original publication. Working all day at a lathe leaves Arthur Seaton with energy to spare in the evenings. A hard-drinking, hard-fighting young rebel, he knows what he wants, and he's sharp enough to get it. Before long, his carryings-on with a couple of married women is local gossip. But then one evening he meets a young girl in a pub, and Arthur's life begins to look less simple! First published in 1958, 'Saturday Night and Sunday Morning' achieved instant critical acclaim and helped to establish Alan Sillitoe as one of the greatest British writers of his generation. The film of the novel, starring Albert Finney, transformed British cinema and was much imitated.
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  • 4

    autumn-2013, published-1958, nottingham, play-dramatisation, fradio, radio-4, britain-england, debut Read from September 02 to 09, 2013

    "Don't let the bastards get you down"

    The Theme tune

    BBC ...continue

    autumn-2013, published-1958, nottingham, play-dramatisation, fradio, radio-4, britain-england, debut Read from September 02 to 09, 2013

    "Don't let the bastards get you down"

    The Theme tune

    BBC BLURB: 'Angry young man' Arthur Seaton rages against the boredom of his factory machinist job and home life with 'dead from the neck up' parents.

    Determined to avoid a similar slide into domestic drudgery, Arthur is a risk-taking womaniser, enduring each tedious week in the knowledge that the weekend's thrills are to come. But Arthur takes a risk too far, inflicting life-shattering consequences on those around him.

    Sound Design: David Chilton Spot Effects: Alison McKenzie Production Manager: Sarah Tombling Director: Carl Prekopp

    Producer: Lucinda Mason Brown A Goldhawk Essential production for BBC Radio 4.

    Arthur Seaton Joe Dempsie Aunt Ada Shirley Anne Field Brenda Natalie Grady Winnie Sarah Smart Harold Seaton Philip Fox Vera Seaton Julia Hills Fred Seaton Ashley Cook Barman Ashley Cook Margaret Seaton Victoria Brazier Soldier Victoria Brazier Mrs Bull Rachel Atkins Robboe Stephen Critchlow Loudmouth Stephen Critchlow Jack Graeme Hawley Policeman Graeme Hawley Em’ler Lorna Jones Undertaker Man Sean Baker Bus Conductor Paul Stonehouse Billy Felix Lailey

    Fantastic Production this, with a music-of-the-times as a backdrop.

    Arthur Seaton is a solipsistic wide-boy just a smidgeon short of full-blown sociopath and masterly crafted by Sillitoe.

    3* The Loneliness of the Long-Distance Runner 4* Saturday Night and Sunday Morning 3* Collected Stories 1 like

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  • 4

    'la vita passava come una zagaglia nell'azzurro; dietro c'erano le incerte memorie del passato, davanti un'ancora più incerta coscienza della morte, e il presente era punteggiato d'incontri con ...continue

    'la vita passava come una zagaglia nell'azzurro; dietro c'erano le incerte memorie del passato, davanti un'ancora più incerta coscienza della morte, e il presente era punteggiato d'incontri con brenda in certe belle serate quando le strade erano calde e piene di vita e nuvole luminose di luna passavano veloci sopra i tetti. facevano l'amore in salotto o in camera e sentivano quell'oceano suburbano addormentarsi intorno alla loro minuscola barchetta d'intoccabile speranza e felicità.'

    alan sillitoe, un ken loach della letteratura e membro degli 'angry young men' dei fifties, inizia a 14 anni a lavorare al tornio in una fabbrica di bici proprio come il protagonista di questa sua opera prima. arthur seaton, ribelle di una nottingham grigia della working class, mi ha ricordato invece l'aldino fancazzista del 'tirar mattina' di umberto simonetta nella sua anch'essa grigia milano anni'60. peccato per la mancanza di sviluppo dei personaggi di contorno e per il finale un po' tirato per i capelli, in cui il sabato sera, metafora della giovinezza dove tutto sembra concesso e la vita appare infinita, lascia spazio alla domenica mattina, la presunta raggiunta maturità o meglio un poco convinto approdo dettato più dalle convenzioni e dalla convenienza. con tanti saluti al ribellismo...

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  • 3

    Ho trovato i personaggi delle storie de La solitudine del maratoneta interessanti e pieni di sfaccettature. Eppure, nonostante la possibilità offerta dal romanzo di scavare più a fondo, di "dare ...continue

    Ho trovato i personaggi delle storie de La solitudine del maratoneta interessanti e pieni di sfaccettature. Eppure, nonostante la possibilità offerta dal romanzo di scavare più a fondo, di "dare più corpo" ad il protagonista della storia, ho trovato l'Arthur Seaton di Sabato sera, domenica mattina piattino e prevedibile. Anche la storia scorre su binari piuttosto scontati senza grosse sorprese. Poi c'è il Sillitoe degli Angry Young Men che è sempre piacevole da leggere, ma anche in questo caso la parte sociale della storia, pur facendo sempre da sfondo, non raggiunge la potenza visiva dei racconti. Insomma, a meno che proprio non siate interessati a leggervi tutto ciò che gli Angry Young Men hanno scritto, di Sillitoe mi limiterei a la Solitudine del maratoneta.

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  • 4

    El retrato de la vida en una ciudad industrial británica posterior a la Segunda Guerra Mundial, una sociedad que deja poco sitio a la esperanza. Es cierto, como dice Lahierbaroja en su comentario, ...continue

    El retrato de la vida en una ciudad industrial británica posterior a la Segunda Guerra Mundial, una sociedad que deja poco sitio a la esperanza. Es cierto, como dice Lahierbaroja en su comentario, que no tiene una trama evidente y clásica y eso despista un poco. Pero a medida que he ido avanzando me ha ido gustando más y no precisamente porque los personajes resulten agradables o "te caigan bien". En realidad son personas bastante del montón pero de un montón con muchos defectos. La gente se embrutece delante del televisor, el alcohol es algo habitual tanto en hombres como mujeres, la vida que llevan les anima a buscar "anestesias" para soportarla. Todo está relatado y descrito sin tomar partido, de manera muy aséptica, el autor te expone lo que hay y tú te formas tu propia opinión. Resumiendo, una buena novela de un escritor poco popular y del que había leído relatos (entre ellos el famoso "La soledad del corredor de fondo") y que en una narración de mayor extensión mantiene un alto nivel. La recomiendo.

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  • 4

    Dove vanno i pesci quando muoiono?

    La classe operaia andrà mai in Paradiso? Piuttosto improbabile se l'operaio in questione si chiama Arthur Seaton ed è nato dalla penna di A. Sillitoe. Un romanzo pieno di rabbia, questo Sabato ...continue

    La classe operaia andrà mai in Paradiso? Piuttosto improbabile se l'operaio in questione si chiama Arthur Seaton ed è nato dalla penna di A. Sillitoe. Un romanzo pieno di rabbia, questo Sabato sera, domenica mattina. Di resistenza alla rassegnazione di una vita scandita dai ritmi meccanici del tornio. Di risse, di sbronze, di incontri clandestini, di paghe spese per acquistare abiti alla moda, di pub gremiti di frequentatori abituali, di mariti che trascurano le mogli, di mogli che tradiscono i mariti. Vita di una cittadina inglese industrializzata, dal cielo grigio di nubi, di fumo di ciminiere, di routine, di minacce di guerra all'orizzonte. Difficile parlare di Sabato sera, domenica mattina senza fare citazioni. E dire che le recensioni che contengono righe e righe di citazioni proprio non mi piacciono: i libri, alla fine, possiamo leggerli da noi... Eppure pensando a questo romanzo, non se ne può fare a meno. Ci sono alcuni passi che sembrano sottolinearsi da soli, per restare impressi nella memoria. Un potere immaginifico che ti fa vedere Arthur immerso nei suoi pensieri e nella sua insofferenza al tornio, o ubriaco al pub, con l'inseparabile birra, o di ritorno a casa, per le strade buie e bagnate di Nottingham. Ho scelto alcuni brani perchè consegnarli alla mia libreria su Anobii è come metterli al sicuro nel prezioso scrigno della memoria. "Non appena mettevi piede fuori dalla fabbrica non pensavi più al lavoro. Ma il bello era che non ci pensavi nemmeno quando eri al tornio. Cominciavi la giornata tagliando e trapanando cilindri d’acciaio con molta cura, ma a poco a poco le tue azioni diventavano automatiche e ti dimenticavi della macchina e del rapido movimento delle mani e delle braccia e del fatto che stavi tagliando, fresando e filettando nell’ordine dei millimetri. Il rumore dei carrelli che andavano su e giù e l’assordante frastuono delle cinghie che sbattevano scivolavano fuori dalla tua coscienza dopo una mezz’ora, senza incidere sulla qualità del lavoro che stavi facendo; dimenticavi i passati litigi con il capo e cominciavi a pensare ad episodi piacevoli che ti erano capitati o che speravi ti capitassero in futuro. Se la tua macchina lavorava bene [...] e i tuoi movimenti seguivano un buon ritmo, eri quasi felice. Potevi sognare ad occhi aperti tutta la giornata. E la sera, quando ti sentivi le braccia e le gambe come se te le avessero stirate su una ruota di tortura, entravi in un mondo caldo e confortante fatto di pub e di puttane, che in futuro ti avrebbe fornito la materia grezza per altri sogni ad occhi aperti davanti al tornio” (pag. 69-70) “Ma ascolta, questo tornio è il mio più grande amico perchè mi aiuta a pensare, ed è qui che sbagliano perchè so di non essere il solo. Un giorno loro abbaieranno e noi non correremo nel recinto come un branco di pecore. Un giorno accenderanno tutte le luci, batteranno le mani e diranno: “Avanti, ragazzi. Mettetevi in fila e prendete i vostri soldi. Non vogliamo che facciate la fame”. Ma forse qualcuno di noi preferirà la fame, e allora cominceranno i guai”. (pag. 285) “Be’, tutto sommato la vita è bella, se non ti butti giù, e se sai che questo immenso mondo non ha ancora sentito parlare di te, no, neanche lontanamente, ma ormai ci manca pochissimo”. (pag. 307) Wow, un secchio di acqua fredda in faccia...

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