Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Satyricon

By Petronio

(21)

| eBook | 9788858601518

Like Satyricon ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

L'amore, l'erotismo, l'avventura, le risate, la perdita, il dolore: il Satyricon contiene tutti gli ingredienti che cerchiamo in un romanzo. E lo fa dalla distanza di circa duemila anni. Aprire il volume di Petronio è come entrare in una gelateria e Continue

L'amore, l'erotismo, l'avventura, le risate, la perdita, il dolore: il Satyricon contiene tutti gli ingredienti che cerchiamo in un romanzo. E lo fa dalla distanza di circa duemila anni. Aprire il volume di Petronio è come entrare in una gelateria e affondare la mano nuda nella vaschetta del pistacchio. Salvo poi, con stupore e sospetto, accorgersi che la temperatura del gelato è bollente.

125 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    La satira, ai tempi di Roma

    Dunque: come si può deridere i costumi romani, specie nell'ambito sociale e sessuale, riuscendo, nel medesimo tempo anche a criticarli?
    Semplice: descrivendo le imprese picaresche di un gruppo di personaggi romani, inclini ai vizi della tavola, alla ...(continue)

    Dunque: come si può deridere i costumi romani, specie nell'ambito sociale e sessuale, riuscendo, nel medesimo tempo anche a criticarli?
    Semplice: descrivendo le imprese picaresche di un gruppo di personaggi romani, inclini ai vizi della tavola, alla promiscuità sessuale (con maschi o con femmine non fa differenza) e succubi delle credenze religiose più incomprensibili.
    La lettura è piacevole, in una prosa miscelata, spesso, con parti di poesia declamate da alcuni dei protagonisti.
    Molto carina la parte finale in cui il protagonista, non riuscendo a soddisfare una donna crotonese, fatto picchiare da questa, si affida ad una coppia di vecchie per guarire il suo strumento di piacere.

    Is this helpful?

    Mariceli said on Oct 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che pecca non poterci dire satirici.

    Da qualche parte c’è Petronio - il Petronio che conosco io non è il consigliere di Nerone: è il servitore del consigliere, gli prende il nome per dare un cappello in più alla sua opera giullaresca: “Chapeau!” – guancia nel palmo, gomito a fare perno ...(continue)

    Da qualche parte c’è Petronio - il Petronio che conosco io non è il consigliere di Nerone: è il servitore del consigliere, gli prende il nome per dare un cappello in più alla sua opera giullaresca: “Chapeau!” – guancia nel palmo, gomito a fare perno, che si chiede: “Come lo finisco, il mio romanzo? E come lo inizio? Deciso questo, saprei pure come continuarlo. Altrimenti lo lascio così, magari tra qualche secolo cominceranno a credere che c’era un intero andato perduto a causa delle censure o del fatto che gli amanuensi, arrivati a determinati passi, avevano poi la mano troppo occupata per continuarne la copiatura… E non sospetteranno che la mia opera è proprio la somma sghemba dei suoi frammenti.”

    Non la metterei giù così dura da ridurla alla domanda: discendiamo dai Vangeli o dal Satyricon? Perché la risposta, italiana, è ahimè ovvia: non discendiamo né dagli uni né dagli altri, ma, per abbondante quieto-vivere, a domanda si risponde: dai Vangeli; perché, senza averli letti, dai Vangeli si-sa che a leggerli ci si salva dopo la morte, mentre del Satyricon, senza averlo letto, si-sente che è roba per gente perduta, e se lo si legge non si cambia poi idea di molto.

    Ho letto entrambi e maluccio, tra i dieci e i venti anni, e del Satyricon, per esempio, ne avevo un ricordo molto più confuso. Ora, grazie alla nuova traduzione a dargli compattezza e modernità, nel Satyricon – per le sue mutilazioni lo è ancor di più – riconosco un’opera che a pubblicarla, oggi di oggi e in tutti gli oggi del passato e del futuro, è coraggiosa e dissacrante e onesta come pochissime altre. Un’opera eccezionale. Che viene sempre rifiutata e che rientra sempre di straforo.

    I Vangeli invece sono il contrario: è un’opera normativa, conclamata; ma non se la fila nessuno e secondo me sono più i lettori del Satyricon che non lo dicono che, tra quelli che lo dicono, dei Vangeli – e a dirla tutta mi sa che sono di più quelli che leggono i Vangeli e non lo dicono che quelli che non li leggono e dicono di farlo, almeno tutte le domeniche (come se ascoltare qualcuno che ne legge brani a suo uso corrispondesse a aver letto e per intero e per conto proprio)!

    Leggendo della cena di Trimalcione ho cominciato a sospettare delle interpolazioni: questa non è letteratura, è critica politica dei costumi del potere dall’inchiostro ancora fresco!, insomma, è letteratura-letteratura.

    Senza esagerare però, come fanno certe interpretazioni di maniche larghissime: di “Satyricon” ce n’è troppo poco per dare un giudizio complessivo. La coppia Encolpio e Gitone resta ineguagliata, condivido, e nessun personaggio è riuscito a scalzare dall’immaginario il posto occupato da Trimalcione; la novella della matrona di Efeso e quella dell’efebo di Pergamo sono di una irriverenza caustica intatta, le situazioni proposte – entro i limiti abbozzati – originali dopo circa duemila anni, e almeno altri due personaggi hanno dei caratterini unici: Ascilto è – anche anatomicamente – ben stagliato, assieme al poetazzo Eumolpo il palpone, ma… MA COSA?

    C’è tanta di quell’umanità in ascolto e di simpatia verso le gesta e i gestacci umani nel Satyricon che è uno spreco, non organizzarne letture pubbliche. Non dico tutti i giorni. Magari solo qualche stralcio, la domenica. Fosse pure per variare un po’.

    Is this helpful?

    Coda said on Mar 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “Utres inflati ambulamus” (“Camminiano come otri gonfiati”): la condizione umana nel “Satyricon” di Petronio

    “Non multum oportet consilio credere, quia suam habet fortuna rationem.”(“Mai fidarsi troppo di quel che si ha in animo di fare, perché la sorte ha una sua logica.”): così scrive l’enigmatico autore latino Petronio in un frammento del celebre romanzo ...(continue)

    “Non multum oportet consilio credere, quia suam habet fortuna rationem.”(“Mai fidarsi troppo di quel che si ha in animo di fare, perché la sorte ha una sua logica.”): così scrive l’enigmatico autore latino Petronio in un frammento del celebre romanzo “Satyricon” (PETRONIO, “Satiricon”, traduzione, commento e note di Guido Reverdito, Garzanti, Milano 2012, pp. 134-135).
    Il testo, giunto non completo, ma mutilo dell’inizio e della fine, oltre che frammentario in molte parti, racconta le avventure “scandalose” e “pre-picaresche” del giovane studente Encolpio e dell’amante Gitone. Il tutto è raccontato in prima persona dal protagonista, colpito dalla terribile maledizione in seguito ad un furto sacrilego nel tempio di Priapo in una “Graeca urbs” difficilmente identificabile. Nel corso delle numerose avventure, i due ragazzi, accompagnati, prima, da Ascilto e, in seguito, dal sedicente poeta Eumolpo, sperimentano il degrado morale della società romana del primo secolo dopo Cristo in età neroniana. Tra prostitute, ladri, liberti arricchiti come Trimalchione (PETRONIO, op. cit. 2012, pp. 34-127), mercanti, matrone passionali come Circe (PETRONIO, op. cit. 2012, pp. 232-245), la civiltà latina ci appare crogiolo d’innumerevoli vizi. I personaggi principali stessi vivono di espedienti in nome d’un piacere concretissimo.
    Gli studiosi, nel tempo, hanno messo in risalto i problemi sia riguardanti l’identità dell’autore, forse identificabile, seguendo la testimonianza della storico latino Tacito, con un “Petronius arbiter elegantiae” vicino a Nerone, sia la complessità dell’opera. In particolare, gli storici hanno spesso sottolineato l’obiettività realistica e il taglio cronachistico della narrazione.
    L’opera, però, dopo la lettura, “scandalizza” davvero noi lettori moderni? O lo “scandalo” serve per denunciare pessimisticamente l’inarrestabile decadenza etica? Lo scritto non potrebbe, allora, divenire atto “politico” d’accusa nei confronti del potere neroniano folle e corrotto, con spunti, purtroppo, validi anche nell’epoca odierna?
    Leggendo, infatti, le varie sezioni rimaste, il giudizio, forse, potrebbe essere modificato. Le critiche del retore Agammenone nei confronti della scuola del periodo, ad esempio, incapace di formare individui responsabili, i giudizi negativi verso genitori “iperprotettivi” e ambiziosi (PETRONIO, op. cit. 2012, pp. 2-5), l’opinione comune sulla cultura considerata un “nulla” (PETRONIO, op. cit. 2012, pp. 135-137), l’esaltazione dei nuovi ricchi ignoranti come gli amici del liberto Trimalchione (PETRONIO, op. cit. 2012, pp. 34-127) sono soltanto alcuni dei interessanti aspetti del testo “profeticamente” attuali.
    Il volume, dunque, risulta, anche grazie ad un latino vario, mescolanza di linguaggio colto e popolare, grande conoscenza poetica ed intento parodistico, uno dei affascinanti “misteri” irrisolti della letteratura latina.

    Per saperne di più
    •PETRONIO, “Satiricon”, traduzione, commento e note di Guido Reverdito, Garzanti, Milano 2012.

    Is this helpful?

    Paola Bonfadini said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Satyricon

    Nonostante l'importanza dell'opera dal punto di vista storico-letterario, non ne consiglierei la lettura a nessuno se non per necessità di studio

    Is this helpful?

    Giulia Hippa said on Apr 24, 2013 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book

Groups with this in collection