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Sauce ciego, mujer dormida

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Publisher: TusQuets

3.8
(1226)

Language:Español | Number of Pages: 448 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , German , Portuguese , Dutch , French , Polish , Italian

Isbn-10: 8483835320 | Isbn-13: 9788483835326 | Publish date: 

Translator: Lourdes Porta

Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
En los veinticuatro relatos que componen este volumen, Murakami introduce elementos fantásticos y oníricos, mezcla con calculada ambigüedad el sueño y la vigilia, se sirve de referentes como el jazz o permite que los cuervos hablen, pero, sobre todo, crea personajes inolvidables, enfrentados al dolor o al amor, o vulnerables y necesitados de afecto. Basta un detalle nimio para que algunos de esos personajes se suman en la melancolía tras atisbar de pronto el lado oscuro que ocultan los actos cotidianos. Unos, como el protagonista de «El séptimo hombre», intentan superar, muchos años después, la pérdida de su mejor amigo, acaecida en la infancia; otros sienten el impulso de pasear por el zoológico los días de fuerte viento. Preparar la comida puede ser la excusa perfecta para desentenderse de los problemas ajenos, como en «El año de los espaguetis», pero a veces la realidad se impone, como en «Hanalei Bay», donde una madre acude a recoger el cadáver de su hijo surfista tras morir atacado por un tiburón. En «Viajero por azar» la casualidad propicia la reconciliación entre un hermano y una hermana, enemistados durante diez años, y en «El espejo», un vigilante nocturno narra su terrorífica experiencia con un fantasma.
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  • 4

    Sólo he leído dos novelas de Murakami, una de las cuales no me gustó, así que no sabía qué esperar de sus relatos. Gracias a Dios no me ha decepcionado en lo absoluto y creo que en estos relatos, por ...continue

    Sólo he leído dos novelas de Murakami, una de las cuales no me gustó, así que no sabía qué esperar de sus relatos. Gracias a Dios no me ha decepcionado en lo absoluto y creo que en estos relatos, por su misma composición, demuestra con creces el talento que tiene para enganchar al lector y mezclar, de manera sutil, la realidad y la fantasía, de tal modo que aunque narra hechos "cotidianos", estos no resultan aburridos, sino todo lo contrario: fascinan, impelen a seguir leyendo y encontrar qué sucede, pues el descenlace dista mucho de ser común.

    Uno no sabe qué esperar de Murakami y creo que esta es su mejor y peor cualidad. En el caso de esta compilación, sirve como ventaja. Cada relato es un mundo nuevo, en donde nada está escrito y el factor sorpresa siempre está presente. Murakami explora la psicología humana, así como la vida cotidiana desde ángulos extraños, desde la fantasía y la metáfora; no da soluciones, plantea preguntas y deja que el lector se responda, creando así una serie de cuentos muy ricos.

    Mi favorito es "El espejo" seguido de "El mono de Shinagawa" y son, sin duda para los iniciados en la obra de Murakami, la condensación de los temas que suele tratar en sus relatos, sean éstos cortos o novelas. Recomiendo la lectura de esta compilación pues así sabrán si desean continuar leyéndolo o no. Incluso tiene un extracto de lo que después llegó a ser Tokio Blues. Si les gusta adelante, sino, es mejor que no gasten más su dinero y su tiempo en él.

    said on 

  • 4

    24 racconti che coprono 20 anni della vita e della produzione di Haruki Murakami. In alcuni si sente che era molto molto giovane, in altri si ritrova la sua scrittura più matura. Bello
    "Sapete cosa pe ...continue

    24 racconti che coprono 20 anni della vita e della produzione di Haruki Murakami. In alcuni si sente che era molto molto giovane, in altri si ritrova la sua scrittura più matura. Bello
    "Sapete cosa penso? Che noi esseri umani non dobbiamo temere la paura in sé. La paura esiste, è vero. Si mostra prendendo forme diverse, e a volte opprime la nostra vita... La cosa più terribile però, è voltare le spalle alla paura, chiudendo gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos'altro..."

    said on 

  • 3

    ...Cosa?

    Haruki Murakami è diventato, da quando nel 2008 lessi 'Nejimaki-dori kuronikuru', uno dei miei romanzieri preferiti, lo considero uno dei migliori scrittori degli ultimi trent'anni, anche quando obbie ...continue

    Haruki Murakami è diventato, da quando nel 2008 lessi 'Nejimaki-dori kuronikuru', uno dei miei romanzieri preferiti, lo considero uno dei migliori scrittori degli ultimi trent'anni, anche quando obbiettivamente crea lavori non così consueti.
    E 'Mekurayanagi, to nemuru onna' è sicuramente uno di questi. A ciò che io ritengo assoluti capolavori della psiche, quali 'Suputoniku no koibito', 'Afutā Dāku' e 'Umibe no Kafuka', non vanno purtroppo ad aggiungersi altri romanzi/raccolte di racconti che, a mio avviso, o rasentano una banalità grottesca, oppure il nonsense più totale (per me leggere 'Zō no shōmetsu' è stato un vero e proprio dramma psicologico).
    Insomma, Murakami, sebbene mantenga uno stile degno dei premi che ha vinto, è alquanto incostante, e se da una parte è in grado di suscitare in me profonde emozioni, dall'altra fa nascere in me il desiderio di lanciare i suoi libri dalla finestra.
    La raccolta 'I salici ciechi e la donna addormentata' è sicuramente il risultato di queste due diverse facce di Murakami.
    Alcuni racconti (Hanalei Bay, I gatti antropofagi, I salici ciechi e la donna addormentata e Lo specchio)toccano nel profondo, anche senza toccare temi troppo complessi, semplicemente fanno leva sul sentire umano, sul senso di disperazione, smarrimento ed alienazione.
    A parte pochi altri titoli che al momento non ricordo, il resto, per me, è una brodaglia nonsense senza capo né coda.
    Apprezzo veramente tantissimo il modo 'garbato' di Murakami di descrivere scene surreali, al limite della credibilità, ma ci sono volte in cui questo elemento risulta troppo pesante, e rischia veramente di rendere la storia sterile e fine a se stessa.
    Nonostante non sia affatto entusiasta di questa lettura (che ho preferito, a suo tempo, ad altri suoi romanzi ben migliori) Murakami è pur sempre Murakami, ed il suo stile- la sua capacità di rendere importante e meraviglioso anche un granello di polvere- arriva dritto all'anima. Motivo per cui, anche se delusa, non posso detestarlo ♥

    said on 

  • 4

    Una serie di racconti con atmosfere sempre in bilico tra surreale e realtá, spesso anch'essa non proprio comprensibile, con temi che toccano quasi sempre la solitudine e la comprensione/incomprensione ...continue

    Una serie di racconti con atmosfere sempre in bilico tra surreale e realtá, spesso anch'essa non proprio comprensibile, con temi che toccano quasi sempre la solitudine e la comprensione/incomprensione (di se stessi e/o degli altri). Per chi conosce l'autore si trovano citazioni o anticipazioni di vari romanzi.

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  • 5

    Nonostante non ami la forma del racconto, questa raccolta di Murakami mi sta piacendo molto più della precedente...

    Finito. E mai raccolta di racconti fu così piacevole :D

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Racconti assurdi e meno assurdi

    In questa raccolta sembra di trovare il mondo di Murakami alla rinfusa... mi spiego meglio. Lette tutte assieme, queste storie sembrano esperimenti mirati alla realizzazione di un romanzo. Non so a ch ...continue

    In questa raccolta sembra di trovare il mondo di Murakami alla rinfusa... mi spiego meglio. Lette tutte assieme, queste storie sembrano esperimenti mirati alla realizzazione di un romanzo. Non so a che anni risalgano, ma è questa l'impressione che mi hanno dato. Infatti, alcuni racconti sono interessanti e coinvolgenti ma si perdono molto nella fine, quasi sempre deludente. Il modo di scrivere però, come sempre, è scorrevole e piacevole. Sono presenti anche alcune storie autobiografiche interessanti, anche se trovo di maggiore interesse le storie inventate!
    Le mie storie preferite sono state "La scimmia di Shinagawa" (di cui ho apprezzato anche il finale), "La pietra a forma di rene che si spostava ogni giorno", "Hanalei Bay" (ma la fine non mi ha entusiasmato), "Percorsi del caso" (tratto da una storia vera, basata sulla vita di un amico di Murakami). Il racconto "Granchi" l'ho trovato senza senso e quando sono arrivata alla fine l'ho trovato del tutto banale; "L'uomo di ghiaccio" sembrava interessante all'inizio ma poi diventa così assurdo da sembrare forzato; non parliamo dello "splendore e decadenza delle ciambelle a cono", un breve racconto surreale abbastanza inutile; "Tony Takitani" poteva essere una bella storia, ma il finale l'ha rovinata completamente; "Il settimo uomo" l'ho trovato molto bello e commovente; mi è piaciuto molto "I gatti antropofagi" ma non in finale... l'ho letto proprio mentre ero in Grecia, luogo in cui è ambientato il racconto.

    said on 

  • 4

    Venticinque ottimi racconti di Murakami che si leggono con avido piacere e che ogni volta ti lasciano una sensazione di ansia, di "incomprensione" per il mondo nel quale viviamo. È davvero questo il m ...continue

    Venticinque ottimi racconti di Murakami che si leggono con avido piacere e che ogni volta ti lasciano una sensazione di ansia, di "incomprensione" per il mondo nel quale viviamo. È davvero questo il mondo? dove togliendo anche un piccolo strato della superficie, spesso banale, ci si accorge che sotto c'è molto altro?

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