Sauce ciego, mujer dormida

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Publisher: TusQuets

3.8
(1302)

Language: Español | Number of Pages: 448 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Catalan , German , Portuguese , Dutch , French , Polish , Italian

Isbn-10: 8483835320 | Isbn-13: 9788483835326 | Publish date: 

Translator: Lourdes Porta

Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
En los veinticuatro relatos que componen este volumen, Murakami introduce elementos fantásticos y oníricos, mezcla con calculada ambigüedad el sueño y la vigilia, se sirve de referentes como el jazz o permite que los cuervos hablen, pero, sobre todo, crea personajes inolvidables, enfrentados al dolor o al amor, o vulnerables y necesitados de afecto. Basta un detalle nimio para que algunos de esos personajes se suman en la melancolía tras atisbar de pronto el lado oscuro que ocultan los actos cotidianos. Unos, como el protagonista de «El séptimo hombre», intentan superar, muchos años después, la pérdida de su mejor amigo, acaecida en la infancia; otros sienten el impulso de pasear por el zoológico los días de fuerte viento. Preparar la comida puede ser la excusa perfecta para desentenderse de los problemas ajenos, como en «El año de los espaguetis», pero a veces la realidad se impone, como en «Hanalei Bay», donde una madre acude a recoger el cadáver de su hijo surfista tras morir atacado por un tiburón. En «Viajero por azar» la casualidad propicia la reconciliación entre un hermano y una hermana, enemistados durante diez años, y en «El espejo», un vigilante nocturno narra su terrorífica experiencia con un fantasma.
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  • 2

    Mah sempre racconti un pò fuffa e alcuni o alcune parti molto ripetitive con altri racconti o storie di altri romanzi ripresi qua e la...

    said on 

  • 3

    Murakami in pillole

    In discordanza con altri commenti che ho letto, a me non pare che la dimensione “racconto” si addica particolarmente alla narrativa di Murakami, sebbene possa trattarsi piuttosto di una mia personale ...continue

    In discordanza con altri commenti che ho letto, a me non pare che la dimensione “racconto” si addica particolarmente alla narrativa di Murakami, sebbene possa trattarsi piuttosto di una mia personale scarsa propensione a tale genere di formato.

    Nei racconti di “I salici ciechi e la donna addormentata” i temi cari al grande autore giapponese ci sono tutti ed anzi alcuni spunti sembrano prefigurare il canovaccio da cui lo scrittore trarrà, con ben altra avvolgente potenza, uno dei suoi romanzi. Ma è come se questi frammenti si fermassero allo stato di schizzo, di idea, a volte molto suggestiva in tipico stile Murakami a volte meno, in cui la parola “fine” giunge troppo presto a spezzare l’incantesimo che spesso non ha avuto neppure il tempo di cominciare a stimolare la fantasia del lettore.

    I romanzi più riusciti dell’autore hanno una struttura inafferrabile, un procedere onirico, che non sai dove possa portare e a cui ci si abbandona seguendo le divagazioni del racconto e le peregrinazioni di un personaggio di solito piuttosto opaco in un mondo dalle sfumature cangianti e nel rapporto con personaggi sfuggenti e dal comportamento spesso contraddittorio. La magia della narrazione di M. si produce un po’ alla volta dall’accumulo di temi, situazioni, dialoghi anche spiazzanti che, non sùbito ma una volta inoltrati nelle pieghe della storia, genera un mondo sfaccettato e caleidoscopico, un puzzle che può essere assemblato in diverse maniere dalla fantasia del lettore oltre che dall’abilità dell’autore.

    Lasciati a sé stessi e isolati i frammenti di questo puzzle (i racconti) possono ancora emanare la loro qualità suggestiva ma più spesso si appannano e si esauriscono nell’arco della lettura del racconto, dimenticati quando si inizia il successivo.

    Non a caso è proprio nei racconti più lunghi, come ad esempio l’ultimo della raccolta, che tale suggestione ha l’opportunità di manifestarsi, mentre il fatto stesso che i racconti inclusi siano ben 24 fa sì che in diversi casi si tratti di fotografie, immagini, spezzoni che a me sembrano esercizi, prove d’autore, più che forme narrative compiute. Lasciano una percezione di assenza, sospensione e incompiutezza che a volte, almeno in me, rischia di generare una vaga insoddisfazione e una sensazione di gioco fine a sé stesso e in parte ripetitivo.

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  • 5

    splendido

    Devi superare i primi quattro racconti. Questi ultimi sono così banali, inconsistenti e sconclusionati che ti fanno girare il libro per leggere, in copertina, il nome dell' autore. Ma dopo, dopo si sp ...continue

    Devi superare i primi quattro racconti. Questi ultimi sono così banali, inconsistenti e sconclusionati che ti fanno girare il libro per leggere, in copertina, il nome dell' autore. Ma dopo, dopo si spalanca un mondo: tutta la gamma delle emozioni vi è rappresentata. Poesia e bellezza, surreale e cruda realtà si mescolano in trame sempre diverse, che leggi di fila, una dietro l' altra, senza fiato, perché le fil rouge è la maestria di un grandissimo narratore.

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  • 3

    Il mio rapporto con Murakami è altalenante; ho adorato Dance dance dance e odiato Norwegian wood, ho apprezzato La fine del mondo e il paese delle emraviglia e disprezzato a Sud del confine. Questo li ...continue

    Il mio rapporto con Murakami è altalenante; ho adorato Dance dance dance e odiato Norwegian wood, ho apprezzato La fine del mondo e il paese delle emraviglia e disprezzato a Sud del confine. Questo libro di racconti lunghi un ventennio è un bignami dei miei rapporti con lui. I temi sono multipli e lo stile è diverso, va dal Carveresco del racconto che da il titolo alla raccolta (o di Hanalei bay) al simbolismo più smaccato di La scimmia di Shinagawa (o Storia di una zia povera, che però ha un sentore di Buzzati), nel mezzo ci stanno alcuni racconti del Murakami che apprezzo di più quello equidistante dal verosimile e dall'assurdo come in Nausea 1979, Nell'anno degli spaghetti o Granchi, con qualche incursione nell'assurdo non standard (per lui) come ne Splendore e decadenza delle ciambelle a cono. Nel complesso quindi ha tutti i pregi e tutti i difetti dei suoi libri; una certa noia, banalità e sensazione di falso quando parla di fatti realistici, una leggerezza e verosimglianza quando aprli di eventi fantastici.
    Nel complesso però la sensazione è stata più positiva che altro.

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  • 1

    Non comprate questo libro. Andate in biblioteca o in una di quelle grandi librerie dove ci sono divanetti, comode seggiole, morbide panchine. Prendete questo libro dallo scaffale, se proprio siete inc ...continue

    Non comprate questo libro. Andate in biblioteca o in una di quelle grandi librerie dove ci sono divanetti, comode seggiole, morbide panchine. Prendete questo libro dallo scaffale, se proprio siete incuriositi dall'autore, dal titolo, dalla quarta di copertina, dalla copertina. Sedetevi sui sopra citati posti a sedere. Aprite il libro e leggete, tra tutti i 24 racconti, solo ed esclusivamente: lo specchio; i gatti antropofagi; il settimo uomo - il più bello; Tony Takitani; i percorsi del caso.
    Tutti gli altri non sono degni di essere letti: l'incompletezza, spesso la caratteristica di qualsivoglia racconto breve, raggiunge in quest'opera il suo apice, la mancanza di senso e significato il suo paradiso, la noia la sua apoteosi, la passione di leggere la sua tomba.

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