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Savana padana

Di

Editore: TEA

3.5
(86)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8850229186 | Isbn-13: 9788850229185 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    Savana padana

    Eccezionale e travogente.
    Una storia tragicomica quasi demenziale, per il livello dei suoi personaggi rimanendo comunque logica e verosimile.
    Descrizione dei personaggi e delle ambientazioni di ottimo livello capace di far entrare il lettore nel racconto.
    Davvero un bel romanzo ...continua

    Eccezionale e travogente.
    Una storia tragicomica quasi demenziale, per il livello dei suoi personaggi rimanendo comunque logica e verosimile.
    Descrizione dei personaggi e delle ambientazioni di ottimo livello capace di far entrare il lettore nel racconto.
    Davvero un bel romanzo perccato la brevità.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorpresa positiva. Nella calura della pianura attorno a Padova si svolge questa storia che sembra tratta da uno spaghetti-western.
    Un gruppo di personaggi negativi, nessuno fortunatamente troppo simpatico ma purtroppo tutti dannatamente verosimili, si scontra per il possesso di una partita ...continua

    Sorpresa positiva. Nella calura della pianura attorno a Padova si svolge questa storia che sembra tratta da uno spaghetti-western.
    Un gruppo di personaggi negativi, nessuno fortunatamente troppo simpatico ma purtroppo tutti dannatamente verosimili, si scontra per il possesso di una partita di droga. Da un lato la banda di italiani che vivacchia nel paesello, dall'altro una comitiva di zingari arrivati per la festa del Santo, in mezzo un maresciallo poco ligio al dovere. Lo scontro è inevitabile così come il regoleamento dei conti.
    Selvaggio e crudele quanto basta ma altrettanto realistico.

    ha scritto il 

  • 1

    Righetto sa scrivere. Anche abbastanza bene. Se poi avesse anche qualcosa da dire sarebbe un gran romanzo. Invece, luoghi comuni, personaggi macchietta, stereotipi a ripetizione, idee rubate qua e là da altri libri o addirittura da film (guardatevi The Snatch e saprete di cosa sto parlando), sono ...continua

    Righetto sa scrivere. Anche abbastanza bene. Se poi avesse anche qualcosa da dire sarebbe un gran romanzo. Invece, luoghi comuni, personaggi macchietta, stereotipi a ripetizione, idee rubate qua e là da altri libri o addirittura da film (guardatevi The Snatch e saprete di cosa sto parlando), sono il materiale di questo libro. Un po' penoso.

    ha scritto il 

  • 3

    Ero ben disposta, davvero...se secondo Lansdale, Righetto "è uno dei più bravi e intelligenti autori del nuovo noir", accidenti, ho pensato.
    E invece no. Un po' di cocaina, parecchi morti, i criminali veneti che tramano in dialetto al bar, i cinesi che complano i bal e pallano con la elle, ...continua

    Ero ben disposta, davvero...se secondo Lansdale, Righetto "è uno dei più bravi e intelligenti autori del nuovo noir", accidenti, ho pensato.
    E invece no. Un po' di cocaina, parecchi morti, i criminali veneti che tramano in dialetto al bar, i cinesi che complano i bal e pallano con la elle, gli zingari che zingareggiano...va tutto bene, ma per essere ironici e dissacranti e crudeli bisogna anche avere una storia e saperla scrivere.

    ha scritto il 

  • 3

    Righetto, ripercorre le orme di Carlotto: e vai ancora con un noir tutto veneto! Forse un "già visto", forse "succede proprio tutto là". Apprezzabile lo stile letterario: il romanzo d’esordio di questo autore padovano si legge rapidamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Una savana densamente popolata

    Fauna strana nella vasta savana veneta E' questo il senso del libro. E con mano lieve veniamo trascinati in una vicenda che porta all'autodistruzione i personaggi che la popolano. C'é chi ne approfitta, chi a stento ci capisce qualcosa e chi infine non si accorge proprio di niente. Con intermezzi ...continua

    Fauna strana nella vasta savana veneta E' questo il senso del libro. E con mano lieve veniamo trascinati in una vicenda che porta all'autodistruzione i personaggi che la popolano. C'é chi ne approfitta, chi a stento ci capisce qualcosa e chi infine non si accorge proprio di niente. Con intermezzi in dialetto veneto da sbellicarsi è una storia colma di vita vera.

    ha scritto il 

  • 4

    Ah povera Italia, Ormai ze ‘nda tuto ramengo!

    Una storia incendiaria. Una scrittura arguta e dissacrante (Massimo Carlotto).


    Questa è la frase riportata sulla fascetta rossa, ma io aggiungerei anche coinvolgente e assolutamente ben scritto. Il romanzo è ambientato nella bassa padana, un fiume a nord e un fiume a sud. Il Bre ...continua

    Una storia incendiaria. Una scrittura arguta e dissacrante (Massimo Carlotto).

    Questa è la frase riportata sulla fascetta rossa, ma io aggiungerei anche coinvolgente e assolutamente ben scritto. Il romanzo è ambientato nella bassa padana, un fiume a nord e un fiume a sud. Il Brenta da una parte il Piovego dall’altra. Due corsi d’acqua che stringono a tenaglia una terra piatta umida e tignosa, dove il freddo invernale è malefico e l’afa d’estate mortifera. Tra queste campagne c’è San Vito. Ed è questo il paese in cui la fanno da padrone tre bande rivali, quella di casa capeggiata da Ettore Bisato detto Il bestia, la banda di zingari la cui mente è il vecchio Ramos e i cinesi con a capo Chen Il tigre che sputa in ogni dove. Convivono tranquillamente senza pestarsi i piedi e a tenerli a bada ci prova anche Tommaso Fetente uomo meschino e parecchio “maraglione”, Fetente era il comandante della stazione dei Carabinieri di Noventa e San Vito era nella sua area. Viveva al nord da trent’anni e ancora parlava campano. Sposato con due figli, il primo ultrà del Padova sotto provvedimento Daspo e il secondo noto pederasta, Fetente amava solo tre cose nella vita, ma per queste tre provava tutta la passione e tutto l’ardore del mondo: la sambuca Molinari, le prostitute di colore e Padre Pio; ma un imperdonabile passo falso degli zingari darà vita ad una vera e propria carneficina.

    Ho conosciuto Matteo Righetto con Bacchiglione Blues (suo secondo romanzo, Savana Padana è il primo rieditato molto intelligentemente da Tea) e mi ha conquistata da subito. Trovo il suo stile irresistibile, ironico e arguto, la scrittura scorrevole e avvincente. I personaggi sono incredibili e sconclusionati e, a partire dai soprannomi, sono tutto un programma. Ma Righetto non si ferma a questo, non si ferma neanche alla trama, va oltre e ci presenta uno spaccato di una realtà che ci appartiene e che è sempre più presente, in cui in un paese che potrebbe essere in un posto qualsiasi, si trovano a convivere italiani poco tolleranti e stranieri, il tutto sottolineato dal dialetto veneto, quello degli zingari e il particolare modo di parlare italiano che hanno i cinesi.

    Matteo Righetto è uno dei più bravi e intelligenti autori del nuovo noir (Joe R. Lansdale)

    Matteo Righetto vive a Padova, dove è nato nel 1972. un suo racconto è stato selezionato per l’antologia Venice Noir curata da Maxim Jakubowski per Akashic Books (New York). Dirige il festival letterario internazionale Supergulp, che si tiene ogni anno a Padova e ha fondato recentemente Scuola Twain. Savana Padana è il suo romanzo d’esordio.

    Bravo Matteo e benvenuto al pulp noir di casa nostra…..

    ha scritto il 

  • 0

    SAVANA PADANA di Matteo Righetto

    Ho letto questo libro tutto d’un fiato e mi ha lasciato una sensazione netta: Matteo Righetto sa trattare bene la lingua riuscendo a essere credibile anche quando fa parlare i suoi personaggi in dialetto (cosa difficile e rara).


    Savana padana, uscito originariamente nel 2009 (Zona ed.), e ...continua

    Ho letto questo libro tutto d’un fiato e mi ha lasciato una sensazione netta: Matteo Righetto sa trattare bene la lingua riuscendo a essere credibile anche quando fa parlare i suoi personaggi in dialetto (cosa difficile e rara).

    Savana padana, uscito originariamente nel 2009 (Zona ed.), e riproposto in edizione rivista dall’autore da TEA, è il romanzo d’esordio di Matteo Righetto, scrittore padovano che si occupa di letteratura per l’infanzia come di letteratura pulp/noir. Assieme a Matteo Strukul ha redatto il Manifesto Sugarpulp e dirige il festival letterario Sugarpulp che si tiene a Padova e ha fondato Scuola Twain.
    Savana padana è la storia di un regolamento di conti che ci viene raccontato iniziando dalla fine per poi ripartire dall’inizio e procedere fino all’inevitabile scontro finale. Una guerra tra bande che ruota attorno a una statua di Sant’Antonio e al mistero che porta in sé.
    Il romanzo è ambientato nella campagna veneta tra il Brenta e il Piovego, in un paese spaccato da una strada “lunga e dritta”, un paese come ce ne sono tanti. Una chiesa, qualche casa e due bar, uno da una parte e uno dall’altra. Tra questi due bar si incrociano i personaggi che danno vita alla storia.
    In questa Savana padana si muovono, come animali predatori, bande di delinquenti che si dividono/contendono il territorio. Ci sono i malavitosi locali e poi ci sono gli zingari e i cinesi. Tutti abbozzati con tratti forti, i personaggi sono ben riconoscibili, stanno al confine col lo stereotipo e il caricaturale, tratteggiati da una scrittura eccessiva, grottesca e paradossale anche nei suoi slittamenti linguistici che creano un pastiche che ha i suoi migliori risultati nei numerosi dialoghi di cui è disseminato il romanzo. Un meticciato linguistico che si esplicita in una lingua che fa proprie variabili diatopiche, diafasiche e diastratiche armonizzandole in un impasto fluido e fortemente espressivo.
    Il territorio è molto più di un semplice sfondo, anzi sembra essere il protagonista principale attorno al quale Matteo Righetto ha fatto crescere la storia, un racconto funzionale al dire di una terra, il Veneto. Certo è un Veneto fantastico quello di cui Righetto accentua alcuni tratti reali deformandoli fino al ridicolo, adoperando come arma preferita una forte dose di ironia graffiante e corrosiva.
    La prima parte del romanzo è più descrittiva e vorrebbe preparare a una seconda parte dal ritmo serrato che trova l’apice nel finale (e con conseguente colpo di scena). In questo il libro mi sembra riuscito a metà, io non sono un accanito lettore di noir, ma ho capito abbastanza presto dove andava la storia e il colpo di scena finale è un mezzo colpo di scena che aggiunge poco al racconto. Mentre la scelta di una narrazione cinematografica incide positivamente sul ritmo, l’intreccio a tratti troppo lineare e consequenziale in modo ingenuo è un limite, come è un limite il voler troppo spesso spiegare, il raccontare invece di farci vedere.

    Detto questo, complessivamente Savana padana è un libro che scorre veloce, una lettura piacevole soprattutto per chi conosce quel dialetto veneto che Righetto utilizza così bene da rendere l’elemento linguistico l’aspetto più interessante del libro.
    http://aaawantedbook.blogspot.it/2012/10/savana-padana-di-matteo-righetto.html

    ha scritto il 

  • 3

    Poco adatto a chi non conosce il dialetto veneto, le battute non le capirebbero. Non mi ha entusiasmato ne' la storia, forse un po' banale, ne' il modo di scrivere, i personaggi sono scontati e qualche battuta un po' scurrile decisamente fuori tempo. Si legge in un pomeriggio.

    ha scritto il