Saxophone Street Blues

Di

Editore: Las Vegas

3.3
(23)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8895744012 | Isbn-13: 9788895744018 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
La notte del 30 settembre 1999 una ragazza viene violentata ed uccisa a Saxophone Street. La mattina del 1° ottobre un bus dell'azienda pubblica di trasporti viene abbandonato di fronte alle vetrine di un grande magazzino. All'interno, cinque cadaveri. Un dj, un criminale appena uscito di galera, un boss mafioso, un ragazzo, un vecchio poliziotto. Tutti morti. E nessuno innocente: tutti quanti hanno passato la notte a Saxophone Street.
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  • 2

    esercizio

    MI dispiace, non sono riuscito ad apprezzarlo. Preferisco di più la seconda parte della storia in sé.
    Una bella scrittura ma vanificata in una trama, un contesto che a me non ha detto nulla e per ques ...continua

    MI dispiace, non sono riuscito ad apprezzarlo. Preferisco di più la seconda parte della storia in sé.
    Una bella scrittura ma vanificata in una trama, un contesto che a me non ha detto nulla e per questo, lo ritengo un puro esercizio di stile

    ha scritto il 

  • 5

    "La gente odia tutto ciò che non capisce, e tende a non capire un cazzo".

    Piccolo capolavoro!
    A cominciare dal luogo in cui si svolge la storia, il ghetto di Saxophone Street, sino ai personaggi, mondi calamitati a morirci ammazzati... il loro sangue non è molto diverso dal ...continua

    Piccolo capolavoro!
    A cominciare dal luogo in cui si svolge la storia, il ghetto di Saxophone Street, sino ai personaggi, mondi calamitati a morirci ammazzati... il loro sangue non è molto diverso dal rosso sugo di pomodoro Pulp Royale.
    Samuel Brown, il poliziotto solitario come un baobab nella savana.
    June, la figlia del vento con i capelli colorati di mille diverse fragranze (mio personaggio preferito).
    JVC, negro appena uscito di prigione.
    Tony Ajello, il mafioso amante del jazz... la musica che suona Dio!
    Moog il DJ.
    Freddie Dvorak il nerd... personaggio perfetto!

    El Nino e le lettere dall'inferno...

    Scritto benissimo!
    Aspro e autentico.
    Le descrizioni sono come rasoiate, lasciano segni e cicatrici!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Dividerò questo commento in due parti, per spiegare il perché delle tre stelline.

    Tecnica narrativa: l'autore ha grande padronanza della lingua e la prosa non sbava, è sempre precisa e adeguata al gen ...continua

    Dividerò questo commento in due parti, per spiegare il perché delle tre stelline.

    Tecnica narrativa: l'autore ha grande padronanza della lingua e la prosa non sbava, è sempre precisa e adeguata al genere. Inoltre, è apprezzabile lo sforzo di rendere diverse le varie voci dei protagonisti (anche se con qualche, piccolissima, forzatura). Interessante la sperimentazione sulla struttura del romanzo e l'introduzione del sicario che si presenta sul palco, rompendo la linearità della trama, belli anche gli STOP per spiegare alcuni termini o per altre divagazioni piacevoli. Se dovessi fermarmi alla parte tecnica, darei 5 stelline senza pensarci, ma...

    Trama: la trama non è molto originale (punto a parte, a me non interessa granché l'originalità) ma il problema è un altro, ovvero: la trama non è riuscita a prendermi come si deve. Non so, nonostante ci siano morti/disgrazie/squallore/pulp non sono riuscita a sentire queste cose, da un lato forse perché si sente troppo il narratore anche quando non ce n'era bisogno, dall'altro perché ci si concentra sulla tecnica narrativa e per me era come se vedessi la storia attraverso un caleidoscopio. Per quanto la tecnica sia buona, ho arrancato con la lettura e mi sono ritrovata più volte a sospendere per prendere fiato.

    Voto finale: 6½/10.

    Una nota sulla veste editoriale: bella e curata, con solo due refusi in tutto il testo.

    ha scritto il 

  • 1

    delusione...

    Non tirerò fuori la fola della giovane eta' perché grandi scrittori scrivevano cult anche più giovani. A me e' parso tutto molto finto...un ricalcare i temi e lo stile e il linguaggio tipico di chi e' ...continua

    Non tirerò fuori la fola della giovane eta' perché grandi scrittori scrivevano cult anche più giovani. A me e' parso tutto molto finto...un ricalcare i temi e lo stile e il linguaggio tipico di chi e' influenzato da stereotipi...forse la struttura del libro e' interessante ma il resto non mi ha preso nemmeno un po'. Un libro egocentrico dove sembrano contare di più le definizioni e le citazioni che il resto...

    ha scritto il 

  • 0

    "Un'altra cosa che mi piaceva di quegli anni è che per la prima volta non era più necessario essere un anarchico per ascoltare il punk, e non dovevi necessariamente vestirti come un idiota per apprezz ...continua

    "Un'altra cosa che mi piaceva di quegli anni è che per la prima volta non era più necessario essere un anarchico per ascoltare il punk, e non dovevi necessariamente vestirti come un idiota per apprezzare l'hip-hop. Beatles o Rolling Stones? Tutti e due, contemporaneamente."

    "Unire, un'idea discreta, un'idea umana.
    Ma dividere è un'idea ancora migliore. Un'idea diabolica.
    Creare una massa di persone che pensano di essere una diversa dall'altra. Una massa in cui ognuno non vuole essere come l'altro, anzi, vuole essere migliore dell'altro, deve essere il migliore in assoluto."

    un finto pulp scritto da un probabile hikikomori.

    ha scritto il