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Scale di fuoco

Di

Editore: Fazi

3.4
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8881128799 | Isbn-13: 9788881128792 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nella pittoresca giungla di artisti della Montparnasse anni Trenta, Lillian e Jay si incontrano e intessono una tormentata storia d'amore. Jay, pittore versatile e irriverente, rappresenta per Lillian la liberazione dai pregiudizi e dalle convenzioni borghesi di cui è prigioniera, ma la sua presa di coscienza assomiglia più a un'educazione artistica che sentimentale. Le innumerevoli avventure erotiche in cui Jay - ispirato allo scrittore Henry Miller - si perde, l'entrata in scena dell'enigmatica ballerina Djuna, della fascinosa Helen e dell'incantevole Sabina, costringono Lillian a confrontarsi con l'immagine riflessa di altre donne e a scoprire dentro di sé forme d'amore fino a quel momento inespresse. In un caleidoscopico alternarsi di emozioni, i personaggi e le situazioni si scompongono e si ricompongono creando ogni volta nuovi scenari, come nell'ultima sfida dove il Giocatore di Scacchi tenta di trasformare un party troppo convenzionale in un intreccio magico e surreale di seduzioni, incontri e confessioni.
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  • 4

    Una vera goduria i fini ritratti psicologici dei tanti personaggi, molti dei quali sono delle meteore ma, seppur "marginali" non risultano "minori".
    Tanti ritratti (ma non tutti) che, come i puntini di un quadro impressionista, se osservati dalla giusta distanza ci mostrano un unico volto: ...continua

    Una vera goduria i fini ritratti psicologici dei tanti personaggi, molti dei quali sono delle meteore ma, seppur "marginali" non risultano "minori".
    Tanti ritratti (ma non tutti) che, come i puntini di un quadro impressionista, se osservati dalla giusta distanza ci mostrano un unico volto: quello di un'Anais Nin dalla personalità multisfaccettata.
    Suggestivo il surreale party conclusivo, al quale mi sembra d'aver realmente partecipato. Eccomi lì, seduta in un angolo che offra un'ampia visuale.
    Ho molto apprezzato la prosa, come dire?, asciutta e sintetica: ciò che qui si risolve (forse non è il verbo adatto da usare!) in circa 150 pg. avrebbe richiesto più del doppio dello spazio se fosse nato dalla penna di tanti altri autori.

    ha scritto il 

  • 2

    "Quando attaccava dei bottoni sui vestiti di Jay, Lillian insieme ai bottoni cuciva i frammenti sparsi e incoerenti delle idee di lui, delle sue invenzioni, dei suoi sogni incompiuti. Lei non faceva che tessere, cucire e rammendare perchè dentro di lui non c'era il filo della connessione, nessuna ...continua

    "Quando attaccava dei bottoni sui vestiti di Jay, Lillian insieme ai bottoni cuciva i frammenti sparsi e incoerenti delle idee di lui, delle sue invenzioni, dei suoi sogni incompiuti. Lei non faceva che tessere, cucire e rammendare perchè dentro di lui non c'era il filo della connessione, nessuna conoscenza in materia di rammendo, nè una trama di continuità o riparazione. Se Jay si lasciava scappare una parola avvelenata come la freccia di un primitivo, non cercava mai l'antidoto per rimediare, non teneva mai conto delle conseguenze fatali dei suoi atti."

    "Lillian attaccava un bottone e intanto rimetteva insieme i brandelli delle sue ostinazioni; ne attaccava un altro e cuciva le sue parole, sempre troppo slegate; intesseva i loro giorni insieme per farne una tappezzeria; le loro parole insieme, i loro vissuti insieme, che lui disperdeva e dilaniava."

    ha scritto il 

  • 3

    "Lillian attaccava un bottone e intanto rimetteva insieme i brandelli delle sue ostinazioni; ne attaccava un altro e cuciva le sue parole, sempre troppo slegate; intesseva i loro giorni insieme per farne una tappezzeria; le loro parole insieme, i loro vissuti insieme, che lui disperdeva e dilani ...continua

    "Lillian attaccava un bottone e intanto rimetteva insieme i brandelli delle sue ostinazioni; ne attaccava un altro e cuciva le sue parole, sempre troppo slegate; intesseva i loro giorni insieme per farne una tappezzeria; le loro parole insieme, i loro vissuti insieme, che lui disperdeva e dilaniava"

    "Lillian era rimasta in attesa con la sensazione di avere un enorme buco al posto del cuore; nulla che si potesse chiamare cuore o sangue pulsante, ma un foro da cui passava l'aria, aperto da una grossa pallottola sparata con mira infallibile"

    ha scritto il