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Scarpe italiane

By Henning Mankell, Giorgio Puleo (Translator)

(541)

| Hardcover | 9788831794152

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Book Description

Fredrik Welin, ex-chirurgo, si ritira in una piccola isola al largo della costa orientale della Svezia. C’è un mistero nella sua vita, qualcosa, che lui definisce «la catastrofe», l’ha spinto a cercare la solitudine e a creare una barriera tra sé e il mondo.
Ma un mattino, quasi un miraggio, lo Continue

Fredrik Welin, ex-chirurgo, si ritira in una piccola isola al largo della costa orientale della Svezia. C’è un mistero nella sua vita, qualcosa, che lui definisce «la catastrofe», l’ha spinto a cercare la solitudine e a creare una barriera tra sé e il mondo.
Ma un mattino, quasi un miraggio, lo raggiunge una donna amata in gioventù che lui abbandonò senza averle mai dato una spiegazione. È Harriet: ora è malata e vuole che Fredrik mantenga una sua antica promessa.

Critics

  • Scarpe italiane

    La trama e le recensioni di Scarpe italiane, romanzo di Henning Mankell edito da Marsilio. Fredrik Welin, ex-chirurgo, si ritira in una piccola isola al largo della costa orientale della Svezia. C'è un mistero nella sua vita, qualcosa, che lui defini ... (read full critics)

    Qlibri published on Tue, 23 Nov 2010

7 Reviews

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  • stoic calm (*)

    Lette le prime pagine, mi son detto "forte! forte!".
    Pagina dopo pagina, inchiodato lì. Frasi che parevano via crucis, vuoi per il dolore dell'io narrante, vuoi per la necessità di fermarmi su ogni singola parola.
    Periodi brevi, la stanchezza di un uomo che si trascina - completamente solo - la si l ... (continue)

    Lette le prime pagine, mi son detto "forte! forte!".
    Pagina dopo pagina, inchiodato lì. Frasi che parevano via crucis, vuoi per il dolore dell'io narrante, vuoi per la necessità di fermarmi su ogni singola parola.
    Periodi brevi, la stanchezza di un uomo che si trascina - completamente solo - la si legge, tutta, in quei periodi. Ridotti all'essenziale. Giornate uguali l'una all'altra, trascorse in una solitudine assoluta che, prima ti nega la possibilità di parlare, poi si porta via pure la voglia di pensare troppo e troppo a lungo.
    Una solitudine che è miseria, di quella miseria che vai a cercarti, come se ti dovesse spettare, lì che, impaziente, la reclami.
    Lontano da tutto, un'isola sperduta, carica di neve, circondata dal mare che in superficie s'è fatto ghiaccio.
    Fredrik non ha retto a un dolore che l'ha sconvolto o, piuttosto, ha deciso di fottersi l'esistenza?
    Affascinante l'idea di trascinar la propria croce in solitudine, vero Fredrik?
    Steso sul letto, la serranda della finestra aperta, tutto bianco fuori ché la neve cadeva giù copiosa. Fantastico.
    Le prime cinquanta pagine mi han fatto ben sperare, suonavano un pò così

    Life is running out quickly
    And I'm pondering where to begin
    I try and feel some kind
    Of hollow and empty

    Dolore, rimpianti, abbandoni, solitudine.

    Mi son ritrovato a sperare si trattasse di un libro di quelli tosti, di quelli che tonificano almeno quanto il freddo tutto attorno la casa di Fredrik e quanto quello fuori dalla mia finestra.
    Poi qualcosa è andato storto.
    Ebbene, continuando a leggere, la sensazione quella d'essermi imbattuto in un polpettone. La narrazione che si popola di personaggi che, anziché dare ossigeno alla storia, la soffocano. Qualcosa che non va nella caratterizzazioni.
    Come dire, tanta carne aggrappata a uno scheletro sottile. Mi stupisco mica che non regga.
    Harriet, Louise, Agnes e le sue ragazze.
    Un gran potenziale sprecato, ecco quel che mi son ripetuto di pagina in pagina. Con la lettura sono andato avanti, sì, la speranza quella che i personaggi potessero acquistare, di colpo, uno spessore.
    Tante solitudini che non entrano in contatto, cosa normale; assai meno, per me che leggo, il fatto che non si trovino parole capaci di metterle a nudo.
    E così non ho capito le scelte, mi son sfuggiti i contesti.
    La storia degli scandinavi, poi, di quelli che nei libri vengon visti abbandonare la civiltà preferendole la vita nelle foreste. Che dire? Per quanto mi riguarda, ha rotto le palle.
    Ho sperato in un libro che mi prendesse a calci, mi scuotesse. E invece niente.
    La natura umana la intuisci solo se - a tuo rischio e pericolo - ti fai vicino.
    Con Mankell m'è parso d'esser osservatore distante.
    Pensare che, sotto quel sottile strato di ghiaccio, c'era il mare.

    http://www.youtube.com/watch?v=srkati1DDxs

    (*) titolo, versi e brano. Tutta farina dei The dining Rooms

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    Candido Altrove said on Feb 9, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Un ottimo Mankell non poliziesco

    tutti i temi e gli stati d'animo gia' cari al Mankell poliziesco( di cui non ho perso una riga) in un libro che funziona.
    Autunno della vita per un solitario malinconico protagonista su un'isola brulla del sud della Svezia.Personaggi dal passato verranno a cambiare per sempre la sua vita.

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    Dododoc said on Jan 30, 2012 | Add your feedback

  • adoro tutta la produzione di Mankell e questo che non è un giallo, mi è piaciuto in modo particolare. Bella la storia, bellissimo il modo di scrivere

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    Ferrera said on Jan 23, 2012 about the eBook edition | Add your feedback

  • Bello,intenso più di 4 stelle.
    E pur se le scarpe sono una metafora amorosa e sessuale - e si ritorna spesso nel libro sul tema dell’importanza delle calzature, Scarpe italiane non è un romanzo d’amore, piuttosto un romanzo sul rimpianto d’amore, sull’incapacità di riconoscere il valore dei sentime ... (continue)

    Bello,intenso più di 4 stelle.
    E pur se le scarpe sono una metafora amorosa e sessuale - e si ritorna spesso nel libro sul tema dell’importanza delle calzature, Scarpe italiane non è un romanzo d’amore, piuttosto un romanzo sul rimpianto d’amore, sull’incapacità di riconoscere il valore dei sentimenti nel momento in cui li viviamo, sulla pietas che finisce per prendere il posto dell’amore.
    Ed è anche un romanzo sulla capacità di affrontare le proprie colpe, pagando il prezzo che c’è da pagare

    C’è un tipo di solitudine che è solamente nordica: è questa la nostra prima riflessione, dopo aver terminato la lettura di Scarpe italiane di Henning Mankell.
    Perché ci pare impossibile identificare la solitudine assoluta, quella del corpo e dell’anima, con il blu del cielo e del mare del Mediterraneo, con il calore del sole. Mentre il bianco di ghiaccio e neve a perdita d’occhio, il gelo che stringe il cuore in una morsa, sono l’assenza di colore di chi vive da solo e la mancanza di palpiti di chi non ha affetti.
    Come è per il protagonista di questo romanzo, un uomo di sessantasei anni che una volta era un chirurgo e adesso vive nella casa dei nonni, in un’isola di un arcipelago al largo di Stoccolma. Assolutamente solo, con un vecchio cane, un gatto e un formicaio, la sua solitudine interrotta dalle visite del postino che arriva a giorni fissi in hydrocopter.
    Ogni mattina lui fa un buco nel ghiaccio e si immerge nell’acqua gelida.
    Per sentirsi vivo.
    Per punirsi, forse.
    Perché Fredrik Welin accenna ripetutamente al fatto di aver interrotto la carriera tredici anni prima, senza dircene il motivo fino a quasi metà libro, ma possiamo anche immaginarlo. Un giorno sul ghiaccio appare una figura - e questa è una scena così incisiva, che intuiamo così densa di significato.
    Perché la figura intabarrata avanza spingendo davanti a sé un girello ed è la donna che Welin aveva amato e lasciato in asso trentasette anni prima.
    La donna che cammina sul ghiaccio del passato è gravemente ammalata ed è venuta a cercare l’innamorato di un tempo per esigere da lui l’adempimento di una promessa: che la porti a vedere il lago di cui le aveva parlato, dove suo padre aveva portato lui, bambino di dieci anni.
    Inizia quindi il viaggio di questi due personaggi, verso dove? Il lago incantato? L’attimo magico dell’amore della giovinezza? O la morte?
    Perché la morte sembra essere sempre in agguato in queste pagine; come se l’alce morto, o il cane, o il gabbiano, o la vecchia signora alla cui casa arrivano guidati da un cane fedele, o la ragazza che gira con una spada da samurai, non fossero altro che un’anticipazione della morte di Harriet, tenuta a bada da medicine e alcool, mentre Welin si prende cura di lei con tiepido affetto che non è certo amore.
    Il viaggio dei giovani è sempre un viaggio di scoperta, o di formazione; un viaggio di due persone anziane è un viaggio di resa dei conti, anche se c’è una scoperta che Welin farà. E chissà se la sua vita sarebbe stata diversa, se avesse saputo prima. E comunque la consapevolezza improvvisa di aver causato tanto dolore lo porta inevitabilmente anche a riaprire la pagina della sua sconfitta come medico.
    Alla fine del libro, dopo che così tanto è successo in così poco tempo, Fredrik Welin è un uomo diverso, non sente più la necessità di immergersi nel buco nel ghiaccio e la solitudine gli pesa - c’è sempre ammenda possibile per chi ha il coraggio di riconoscere gli errori.
    Libro molto bello, che ha la tristezza di un tramonto su una distesa ghiacciata, la malinconia della vita che sta per terminare.
    Ed è meglio tenersi pronti per la fine.

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    Cinzia said on Jan 15, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Innanzitutto non è un poliziesco ma poi è un Mankell insolito anche perché prende alcune degli elementi migliori dei sui rinomati gialli, l'introspezione dei personaggi, che fa molto Bergman, il gelido paesaggio svedese, qui utilizzato come una sorta di correlativo oggettivo dei sentimenti congelati ... (continue)

    Innanzitutto non è un poliziesco ma poi è un Mankell insolito anche perché prende alcune degli elementi migliori dei sui rinomati gialli, l'introspezione dei personaggi, che fa molto Bergman, il gelido paesaggio svedese, qui utilizzato come una sorta di correlativo oggettivo dei sentimenti congelati del protagonista, i rapporti tra i personaggi e la pervasiva struttura sociale scandinava, per tessere una storia a tratti struggente e convincente.

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    il guardiano said on Jan 11, 2012 about the Mass Market Paperback edition | Add your feedback

  • mo dopo avele letto questa mi faccio una flebo???

    E' una battuta però c'è un pò di verità (sarà perchè e autore che conosco e apprezzo però quanto è triste tutta la storia, trovo poche cose positive sarà il finale non so spiegarmelo ogni persona ci può leggere ed interpretarlo come vuole ma sottolineo parte con un velo di tristezza e così tutto fi ... (continue)

    E' una battuta però c'è un pò di verità (sarà perchè e autore che conosco e apprezzo però quanto è triste tutta la storia, trovo poche cose positive sarà il finale non so spiegarmelo ogni persona ci può leggere ed interpretarlo come vuole ma sottolineo parte con un velo di tristezza e così tutto fino alla fine

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    Marcelloripa said on Jan 10, 2012 about the eBook edition | Add your feedback

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