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Scatti per Pasolini

Catalogo della mostra (Falconara Marittima, 1-17 aprile 2005)

Di

Editore: 5 Continents Editions

4.8
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8874392338 | Isbn-13: 9788874392339 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

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Descrizione del libro
Un'esposizione di foto inedite che Mario Dondero, fotoreporter di fama internazionale, fece a Pier Paolo Pasolini negli anni '70.
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  • 5

    prendi l'arte e mettila da parte (o fotocopiala)

    Ad Arte Fiera quest'anno io ho passato la metà del tempo a lamentarmi con la mia amica Cristina sulla solita questione povertà, che questo nostro stato di cose prima o poi dovrà finire e che la libertà è una cosa fantastica, ma quando non hai soldi è un po' un problema essere liberi e anche tranq ...continua

    Ad Arte Fiera quest'anno io ho passato la metà del tempo a lamentarmi con la mia amica Cristina sulla solita questione povertà, che questo nostro stato di cose prima o poi dovrà finire e che la libertà è una cosa fantastica, ma quando non hai soldi è un po' un problema essere liberi e anche tranquilli, figuriamoci coltivare desideri materiali di un qualche lusso. Insomma tutto un blablabla piagnucoloso, e questo solo perché c'era in vendita una fotografia di Dondero che avrei voluto moltissimo e che costava duemila euro, una cifra affrontabile quindi per persone normali con lavori normali e vite normali, ma per me che di normale non ho alcunché di questi tempi, una cifra impossibile. E così mentre intorno a noi insopportabili riccastri si davano da fare nell'acquisto dei vari Fontana e De Chirico e Alighiero&Boetti, noi vagavamo immerse nella bellezza e nei discorsi su rapine e illegalità varie, scroccando a intervalli regolari caffè e calici di prosecco qua e là, ad esempio infiltrandoci ad un vicino convegno, forse farmaceutico. E intanto io rimuginavo senza sosta su come trovare al più presto quegli stupidi duemila per la foto, e obbligavo la Cristina a tornare ripetute volte a guardarla, ma in realtà queste mie lamentatazioni erano stemperate da scemenze e risate a tutto spiano poiché, si sa, ad Arte Fiera c'è davvero un'umanità assurda. Per dirne una, a un certo punto succede che una signora elegante accanto a noi lancia un gridolino impazzito rivolto a due sue amiche altrettanto eleganti e il gridolino dice così: "Ragazze, correte! Qui c'è un Pistoletto!" Le amiche strabuzzano entrambe gli occhi, si precipitano stacchettando come cuccioli di bisonte e io e la Cri scivoliamo rapidamente ai lati per non essere travolte, mentre passando una delle due emette altri gridolini che così dicono: "Dove? Dove? Pisto! Pisto!" Pisto??? Eh vabbè, Pisto sarà Pisto, se hai l'animo di una groupie alto-borghese, ma io invece, che sono una modesta, all'uscita mi innamoro di un semplice poster di una mostra di Beuys del 1978, costo 250 euro, e neanche qui ahimè posso arrivare, ma questo giro mi faccio lasciare il recapito dal venditore, che è assai gentile e mi dà il suo cellulare comunicandomi che sta a Rovigo, ed è un attimo andare a trovarlo quando avrò almeno questi 250, se non gli stramaledetti 2000 per Dondero. E così me ne vado, lasciando ad altri fortunati foto e poster, ma tornando a casa, capita che incontro un amico di ritorno anche lui da Arte Fiera, uno che è universalmente conosciuto come persona saggissima (universalmente, nel senso di Bologna Universe) e anche a lui attacco la pezza sulla perduta foto ma il saggio mi osserva serafico, si accarezza la barba, mi lascia blaterare tipo per dieci minuti, poi mi dice scusa Giovanna ma se tu te la metti in casa quella foto, poi la vedete solo te e i tuoi amici, invece magari così la compra una galleria e la vedono tutti, no? Ma poi che problema è, domani vai in Sala Borsa, ti prendi un bel libro di Dondero dove c'è quella foto, fai una bella fotocopia, la metti sotto vetro, te l'appendi in casa e te la guardi tutto il giorno se vuoi. Alla fine dove sta la differenza? Boh, io sono ammutolita, non sapevo bene che dire, una fotocopia come una fotografia? Mi son sentita strana, come se il buon Valerio mi avesse toccata in un qualche punto sensibile, come se io avessi avuto un'idea un po' del cazzo a desiderare che quella fotografia fosse mia e soltanto mia, un desiderio incoerente, poco compagnoso diciamo. D'altronde se lui è universalmente riconosciuto come saggio ci sarà un motivo, e quindi alla fine mi son convinta, ho preso questo libro e farò così, fotocopia sotto vetro e via, e già che mi trovo magari mi confeziono da me pure un paio di Fontana da rivendere, in fondo cosa ci vorrà mai. Va bene così quindi, mi son lasciata alle spalle ogni frustrazione, e su questa edizione di Arte Fiera mi rimane un unico rimpianto, perché alla fine, arte o non arte, una certa stupiderìa deve sempre prevalere su ogni altra cosa: per tutto il tempo io e la Cristina avremmo voluto fare la gag di andare da un gallerista molto sciccoso e chiedergli quanto costasse una meravigliosa tela di Music, pronunciandolo però non come lo Zoran che fu, ma come invece fu la canzone di Madonna negli anni novanta, così giusto per vedere la sua espressione inorridita, ma soprattutto se noi fossimo riuscite a rimanere serie durante il dialogo. Poi non abbiamo mica avuto il coraggio di farlo, ed è stato un peccato, ma su questa cazzata ci abbiamo riso su mezzo pomeriggio, e ci siamo anche promesse che se una delle due diventa un po' ricca quella tela di Music ce la compriamo al volo e ce la mettiamo in casa tutta per noi, in barba ai vecchi saggi comunisti, ma soprattutto alle sciure milanesi con i Pisto in salotto.

    ha scritto il