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Scendi, Mosè

Di

Editore: Mondadori (Oscar Narrativa, 1314)

4.2
(95)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 434 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8804333626 | Isbn-13: 9788804333623 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Edoardo Bizzarri ; Prefazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Scendi, Mosè comprende sette racconti pubblicati per la prima volta in volume a New York nel 1942, dopo essere apparsi separatamente su riviste. Strettamente legati tra loro, svolgono ciascuno una vicenda del tutto indipendente.
I protagonisti appartengono a un unico clan, quello dei McCaslin-Edmonds, e gli episodi si riferiscono a vari momenti della loro lunga saga, a partire dagli anni della Guerre Civile.
Tema dominante, sempre ricorrente nella narrativa faulkneriana, è quello delle relazioni tra bianchi e neri e dell'attaccamento alla terra d'origine che li accomuna. Il racconto centrale "L'orso" è considerato dalla critica una delle pagine più belle dello scrittore americano. La ricchezza delle sfumature e la poesia del linguaggio fanno di questi racconti-epopea l'opera più matura di William Faulkner.
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  • 4

    Let My People Go

    Stati Uniti d’America, Anno del Signore 1940. Faulkner dedica il libro alla sua mammy nera: “a mammy Caroline Barr, Mississippi (1840 – 1940); che è nata in schiavitù e ha dato alla mia famiglia una fedeltà senza riserve né calcolo e alla mia infanzia una devozione e un amore incommensurabili” ...continua

    Stati Uniti d’America, Anno del Signore 1940. Faulkner dedica il libro alla sua mammy nera: “a mammy Caroline Barr, Mississippi (1840 – 1940); che è nata in schiavitù e ha dato alla mia famiglia una fedeltà senza riserve né calcolo e alla mia infanzia una devozione e un amore incommensurabili”. Una dedica/manifesto di … Black Faulkner.
    Le vicende dei discendenti, Bianchi e Neri, legittimi e illegittimi, del capostipite Lucius Quintus Carothers McCaslin, dai primi dell’Ottocento agli anni ’40. Sette racconti interconnessi e pieni di rimandi e di personaggi ricorrenti o romanzo vero e proprio? Nella sua bella prefazione, Nadia Fusini ci dice che Faulkner protesta con la casa editrice che, nella prima edizione, lo ha intitolato “Go down, Moses and other stories” e scrive: “è un romanzo. Se lo ristampate, intitolatelo Go down, Moses e basta; è con questo titolo che ve l’ho spedito otto anni fa”. Ma se la domanda fosse: è un libro? allora la risposta non può che essere: no, non è un libro. È un film. È un magnifico film … bianco e nero (!), anni ’50, quello che Faulkner ti mette sotto il naso. Ma non un qualsiasi film in bianco e nero, no, un film americano, di quelli che solo loro sanno fare. Con le musiche giuste, le facce giuste, le inquadrature giuste, essenziali, commoventi, profonde … così: https://www.youtube.com/watch?v=u0CRAavN4EI !
    Ancora Nadia Fusini: “per Faulkner il ‘nero’ è un uomo che ama la vita, ne ha l’istinto, ne sente il ritmo. È un popolo che, pur soggetto ad un trattamento disumano, ha fede e continua a credere nella salvezza”. Non è un caso forse che, sessant’anni dopo, Cormac McCarthy (è proprio un’eresia considerarlo il … nipotino di Steinbeck e Faulkner?), nel suo Sunset Limited, affidi al Nero il compito di salvare da sé stesso il Bianco. E lo strumento usato dal Nero è proprio la Bibbia, il Libro per elezione degli antichi padroni del popolo nero americano.
    Questo, a proposito della condizione dei neri americani, quanto scriveva Walter White, Segretario della NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) a Sturges, regista di Sullivan's Travels (1941): “I want to congratulate and thank you for the church sequence in Sullivan's Travels. This is one of the most moving scenes I have seen in a moving picture for a long time. But I am particularly grateful to you, as are a number of my friends, both white and colored, for the dignified and decent treatment of Negroes in this scene. I was in Hollywood recently and am to return there soon for conferences with production heads, writers, directors, and actors and actresses in an effort to induce broader and more decent picturization of the Negro instead of limiting him to menial or comic roles. The sequence in Sullivan's Travels is a step in that direction and I want you to know how grateful we are”.
    Sono passati settant’anni dalla dedica a mammy Caroline ma, a ben vedere, è da credere che il vecchio Moses stia ancora litigando con il Pharaoh …

    ha scritto il 

  • 0

    "Parlava della verità. La verità che è una. Non cambia. Comprende tutto quello che tocca il cuore - onore e orgoglio e giustizia e coraggio e amore. Capisci ora?"

    Come semi gettati in aria dalla mano tozza e ruvida del patriarca, dispersi entro un piccolo raggio, distanti o vicini gli uni agli altri secondo le caotiche geometrie di un disegno determinato in larghissima parte dal caso, stanno i membri della sfortunata genia dei McCaslin sulla terra.
    U ...continua

    Come semi gettati in aria dalla mano tozza e ruvida del patriarca, dispersi entro un piccolo raggio, distanti o vicini gli uni agli altri secondo le caotiche geometrie di un disegno determinato in larghissima parte dal caso, stanno i membri della sfortunata genia dei McCaslin sulla terra.
    Una terra che non appartiene loro (e non importa per quanti decenni, per quanti secoli essi ne siano stati custodi), ma solo e per sempre a Dio, al quale, infine, ritornerà; una terra marcia, troppo scura e bagnata perché ne venga fuori qualcosa di veramente buono.
    Una terra ugualmente venerata, custode ed ispiratrice della speranza in una lotta utile non solo a sopravvivere ma anche ad avere in prestito (nulla è regalato, nulla si possiede) il tempo che serve a divenire uomini (cacciando un orso assurto ormai a simbolo della Natura stessa) e donne (con bambini da partorire e crescere), a trovare una propria verità (scoria che rimane sul fondo del setaccio dopo che tutto il superfluo è colato giù attraverso la fitta maglia).
    Dai (pochi) semi che riescono a perdurare, nascono fili di cotone e di canapa (un cotone via via meno morbido e candido, una canapa via via meno resistente e ruvida) destinati ad un continuo intrecciarsi-separarsi.
    Fragili, coraggiosi, spavaldi, umili, irrimediabilmente soli andranno infine tutti incontro al coltello che li reciderà.

    ha scritto il 

  • 1

    Basta !
    Per la prima volta interrompo la lettura; addirittura ciò è accaduto nel racconto che passa per un capolavoro: l'Orso.
    Certo, qualche pagina bellissima. Però,in generale, non solo non sono riuscito a seguire la trama, ma addirittura ho letto pagine su pagine senza assolutamen ...continua

    Basta !
    Per la prima volta interrompo la lettura; addirittura ciò è accaduto nel racconto che passa per un capolavoro: l'Orso.
    Certo, qualche pagina bellissima. Però,in generale, non solo non sono riuscito a seguire la trama, ma addirittura ho letto pagine su pagine senza assolutamente capire di cosa caspita parlassero.
    Prosa disarticolata, punteggiatura quasi inesistente.

    ha scritto il 

  • 4

    Con Faulkner non si sbaglia mai e il suo Go Down Moses (Einaudi, 2013), nella freschissima traduzione di Nadia Fusini, è un altro momento piacevole da dedicarsi. Non si può non amare il Sud di Faulkner, fatto di terra, legami familiari, terre selvagge e relazioni tra razze.


    Basta leggere c ...continua

    Con Faulkner non si sbaglia mai e il suo Go Down Moses (Einaudi, 2013), nella freschissima traduzione di Nadia Fusini, è un altro momento piacevole da dedicarsi. Non si può non amare il Sud di Faulkner, fatto di terra, legami familiari, terre selvagge e relazioni tra razze.

    Basta leggere con attenzione “L’orso”, uno dei momenti più alti della narrativa faulkneriana, per comprendere quanto la natura selvaggia in Faulkner incide sulla nascita e sulla vita delle persone del Sud.

    http://www.ilrecensore.com/wp2/2013/05/go-down-moses/

    ha scritto il 

  • 5

    Sette racconti ambientati nell'Arkansas, il cui filo conduttore è lo sguardo che abbraccia oltre un secolo di vicende familiari, ai tempi dello schiavismo e poi della libertà, e personaggi, neri, rossi e bianchi, le cui azioni sono contrassegnate da dignità e coraggio e onore e orgoglio e pietà e ...continua

    Sette racconti ambientati nell'Arkansas, il cui filo conduttore è lo sguardo che abbraccia oltre un secolo di vicende familiari, ai tempi dello schiavismo e poi della libertà, e personaggi, neri, rossi e bianchi, le cui azioni sono contrassegnate da dignità e coraggio e onore e orgoglio e pietà e amore di libertà e giustizia. Un mondo perduto in cui gli uomini, tutti gli uomini, pur nelle complesse relazioni anche psicologiche tra diverse razze, prima da vivi e poi da morti, erano parte integrante della terra, della foresta, della natura, dove la caccia era un rito, un'avventura epica, il tutto raccontato con un linguaggio denso di poesia e di pathos, talvolta iperbolico, contrassegnato da flussi di coscienza piuttosto ariticolati, punti di vista multipli e numerosi salti temporali. Veramente molto belli.

    ha scritto il 

  • 5

    Ike non sa prevedere quando nel Sud si potranno sposare un bianco con una "negra", ritornasse in vita e vedesse addirittura un presidente di quel colore chissà cosa penserebbe. Personaggio indimenticabile questo Ike, un nuovo Cristo con la saggezza buddhista. Ma nessuna rivelazione ha illuminato ...continua

    Ike non sa prevedere quando nel Sud si potranno sposare un bianco con una "negra", ritornasse in vita e vedesse addirittura un presidente di quel colore chissà cosa penserebbe. Personaggio indimenticabile questo Ike, un nuovo Cristo con la saggezza buddhista. Ma nessuna rivelazione ha illuminato il suo agire, solo la morte di un cervo gli ha imposto di vivere all'altezza di quel gesto iniziatico. La caccia come metafora della vita come dovrebbe essere vissuta, forse bisognerebbe far leggere questo scritto ai cacciatori nostrani, ma dubito che comprenderebbero.

    ha scritto il 

  • 0

    traduzione edoardo bizzarri, prima edizione marzo 1947

    - fu
    - il fuoco e il focolare
    - pantalone in nero
    - gente d'un tempo
    - l'orso
    - autunno nel delta
    - scendi, mosè

    ha scritto il