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Scene dalla vita di un villaggio

Di

Editore: Feltrinelli

3.6
(231)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8807018020 | Isbn-13: 9788807018022 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Loewenthal

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele,Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece, in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benny Avni, capo del consiglio del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo cinque parole:"Non ti preoccupare di me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola - e questo è quanto. Non sapremo mai dov'è finita la moglie di Benny Avni. Né sapremo mai l'identità di quella strana donna con pantaloncini kaki e scarpe da passeggiata, che improvvisamente appare davanti all'agente immobiliare Tossi Sasson. O cosa è successo al nipote di Gili Steiner, che doveva venire al villaggio con l'ultimo autobus, ma non si è mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Ariel Zelnick. Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, vissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, il ritorno e il disturbo, in attesa del momento della rivelazione.
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  • 4

    Visioni

    Amos Oz racconta le storie di varie persone e del villaggio israeliano nel quale abitano, Tel Ilan. Il posto lo immagino collinare, le case immerse nella vegetazione verde scura dei paesi mediterranei, con aranceti e palme. Questo si sta lentamente trasformando da località rurale a paesino chic d ...continua

    Amos Oz racconta le storie di varie persone e del villaggio israeliano nel quale abitano, Tel Ilan. Il posto lo immagino collinare, le case immerse nella vegetazione verde scura dei paesi mediterranei, con aranceti e palme. Questo si sta lentamente trasformando da località rurale a paesino chic dove trascorrere il fine settimana e il cambiamento mina la calma apparente nella quale il luogo sembra immerso. L’agente immobiliare blandisce una vedova proprietaria di una vecchia villa fascinosa, costruita secondo un modello orientale: con l’intenzione di buttarla giù e costruire qualcosa di nuovo. Un avvocato molto untuoso tenta di circuire un uomo e la vecchia madre, sempre per una proprietà immobiliare. In realtà sotto una calma apparente serpeggiano strani pensieri, incubi, eventi arcani, come sparizioni senza spiegazione, un tentativo di rivelare i propri sentimenti naufragato nella vergogna, personaggi che compaiono in vari racconti e dai quali ci si aspetta qualcosa che non accade. Gli abitanti del villaggio si conoscono e si frequentano in vario modo, per esempio nei ritrovi mensili a casa di una coppia, dove si cena e si cantano canzoni della tradizione ebraica. In queste serate l’elettricità dei vari personaggi converge nello stesso luogo e questa tensione sembra indurre il protagonista dell’ultimo racconto a raggiungere una stanza nella quale avrà una visione non collocabile in un luogo e in un tempo preciso ma non per questo meno spaventosa. Amos Oz è uno straordinario narratore: in un breve libro evoca una grande quantità di suggestioni ed emozioni e lascia la sensazione che tutto debba ancora concludersi: arriverà il nipote della dottoressa? L’agente immobiliare uscirà dal sotterraneo o rimarrà lì incantato? Cosa faranno la professoressa, il vecchio padre, il collaboratore palestinese?

    ha scritto il 

  • 5

    I racconti contenuti in questo libro sono tutti bellissimi, particolari, hanno anche, ognuno di loro, un finale aperto; io direi, sono quasi senza un finale, per lasciare al lettore il piacere di inventarselo. Mi ha molto colpito la scrittura di Amos Oz, scorrevole ma davvero intensa, con descriz ...continua

    I racconti contenuti in questo libro sono tutti bellissimi, particolari, hanno anche, ognuno di loro, un finale aperto; io direi, sono quasi senza un finale, per lasciare al lettore il piacere di inventarselo. Mi ha molto colpito la scrittura di Amos Oz, scorrevole ma davvero intensa, con descrizioni e metafore che ogni scrittore dovrebbe utilizzare per rendere la sua opera più accattivante. Consigliatissimo e un cinque stelle piene questo libro lo merita!

    ha scritto il 

  • 4

    I misteri di Tel Ilan

    Tel Ilan è un ameno villaggio israeliano che può vantare almeno un secolo di storia. Un secolo non sembra molto, ma in un Paese come Israele è un'eternità. In otto racconti, Amos Oz ci fa entrare dentro le case di alcuni degli abitanti di Tel Ilan, ci racconta le loro vicende e si addentra in que ...continua

    Tel Ilan è un ameno villaggio israeliano che può vantare almeno un secolo di storia. Un secolo non sembra molto, ma in un Paese come Israele è un'eternità. In otto racconti, Amos Oz ci fa entrare dentro le case di alcuni degli abitanti di Tel Ilan, ci racconta le loro vicende e si addentra in quei circuiti emozionali e mentali di cui ogni essere umano è portatore, più o meno consapevole. Ogni "scena" è progettata per interrompersi e finire nel nulla, senza alcun accenno di soluzione. Non c'è mai un autentico epilogo, qualunque esso sia. Oz costruisce un impianto perfetto, ci fa addentrare nei misteri, nelle paure, nei vari ed inspiegabili moti umani per poi abbandonarci nel nulla tra domande senza risposta. Per questo non sapremo mai come finiranno le storie che ci racconta. Uno stratagemma letterario non proprio originalissimo che però fornisce il vantaggio di indurre chi legge a riflettere sulle inconcludenze che costellano sistematicamente la vita. Leggiamo una storia per trovare una soluzione, un finale, magari persino un happy end, ma la realtà non si comporta esattamente come un romanzo. Amos Oz, attraverso "Scene dalla vita di un villaggio", è capace di trasmettere lo stesso senso di incompletezza e di confusa incertezza che può caratterizzare la vita di chiunque...

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/oz-amos-scene-dalla-vita-di-un-villaggio.html

    ha scritto il 

  • 4

    In Israele un paese che ha 100 anni è vecchio. Ci sono i problemi della convivenza con i vecchi, le serate musicali, i nuovi ricchi, i turisti, i misteri irrisolti. Finale alla Buzzati.

    ha scritto il 

  • 0

    No, non ce la posso fare... per ora l'abbandono... Sono arrivata alla seconda scena di vita di un villaggio e non ho provato il minimo interesse. In questo momento non è la lettura che fa per me. Riconosco tuttavia l'eccellente stile dell'autore.

    ha scritto il 

  • 2

    questo libro mi ha lasciata un pò perplessa...ogni storia lascia un finale in sospeso e la fine stessa del libro non sono riuscita a collegarla con tutto il resto..forse da rileggere meglio!

    ha scritto il 

  • 5

    Sette storie interrotte, ambientate nel villagio di Tel Ilan e con gli stessi personaggi che di volta in volta ruotano, diventando protagonisti, comprimari o semplici comparse; ma non esiste successione cronologica e dunque non sapremo se l'immobiliarista Sasson sarà liberato dalla cantina nella ...continua

    Sette storie interrotte, ambientate nel villagio di Tel Ilan e con gli stessi personaggi che di volta in volta ruotano, diventando protagonisti, comprimari o semplici comparse; ma non esiste successione cronologica e dunque non sapremo se l'immobiliarista Sasson sarà liberato dalla cantina nella quale lo ha rinchiuso la bella e misteriosa Yardenia; che fine abbia fatto il nipote di Ghili; perchè l'avvocato Maftzir vanti diritti sulla casa di Arieh Zelnik. Ci dispiace, perchè avremmo creduto che alla fine le piccole vicende si riannodassero. L'ottava storia è apparentemente estranea alle altre ed è narrata in prima persona, in un luogo forse d'espiazione o d'esilio, che ignoriamo se e in quale relazione sia con Tel Ilan. Lo stile magistrale di Amos Oz è fluido e intenso, un bagno caldo. Ci regala delle istantanee, o meglio delle clip con zoom e fermo-immagine riuscendo ad attrarre l'attenzione sui dettagli minuti: d'altra parte, in fondo non accade niente (salvo il goffo approccio amoroso di Kobi). Piccole esistenze ordinate e un rimpianto personale per la vita nel kibbutz (a pagina 168, la serata canora con "canzoni di un tempo nel quale tutto era chiaro a tutti"). Allora quel che - forse - accadrà è lasciato alla preferenza del lettore: la sofferenza e l'insofferenza, il disagio che accomuna tutti i personaggi forse prenderanno corpo o forse si riassorbiranno nella routine. Una bella lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo è azzeccatissimo, infatti vengono raccontate con maestria e dovizia di particolari diverse scene di vita quotidiana di un villaggio israeliano. I personaggi si ritrovano da una all'altra, ma gli episodi sono tutti scollegati e spesso alcuni non hanno una conclusione definitiva. Attenzio ...continua

    Il titolo è azzeccatissimo, infatti vengono raccontate con maestria e dovizia di particolari diverse scene di vita quotidiana di un villaggio israeliano. I personaggi si ritrovano da una all'altra, ma gli episodi sono tutti scollegati e spesso alcuni non hanno una conclusione definitiva. Attenzione quindi a non voler sapere a tutti i costi come finiscono le storie!

    ha scritto il 

  • 4

    Oz sa rendere favola quello che scrive, anche la descrizione della vita quotidiana in un villaggio, passando da un abitante/personaggio all'altro per mezzo di un filo di lana che li lega.
    piccoli misteri che evocano quelli che da sempre si pone l'uomo, costituiscono la trama multipla di un romanz ...continua

    Oz sa rendere favola quello che scrive, anche la descrizione della vita quotidiana in un villaggio, passando da un abitante/personaggio all'altro per mezzo di un filo di lana che li lega. piccoli misteri che evocano quelli che da sempre si pone l'uomo, costituiscono la trama multipla di un romanzo fatto di racconti.

    ha scritto il