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Book Description

Esistono ancora i generi letterari? Si può ancora parlare di fantascienza, giallo, horror, noir? Ed esiste davvero oggi una letteratura mainstream? Una scrittura che possa mantenersi incontaminata dalla tecnologia, dalla violenza, dal mistero di una Continue

Esistono ancora i generi letterari? Si può ancora parlare di fantascienza, giallo, horror, noir? Ed esiste davvero oggi una letteratura mainstream? Una scrittura che possa mantenersi incontaminata dalla tecnologia, dalla violenza, dal mistero di una realtà che ci viene sempre più presentata come puro intrattenimento? Questa antologia ospita le voci più innovative delle ultime tre generazioni di narratori americani, spaziando dal postmoderno al cyberpunk e alle ultime avanguardie. E trova una possibile risposta a questi quesiti in una difficile e creativa navigazione lungo territori di confine. 28 storie che intendono provocare e scuotere il lettore.

7 Reviews

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    In questa antologia, che ho appena sfogliato, molte cose non le ho capite, altre non le ho cercate ed altre ancora mi sono sembrate così strane da non volerle neanche avvicinare. Mi sono però imbattuto nel brevissimo racconto di Tom Robbins "Sonate a ...(continue)

    In questa antologia, che ho appena sfogliato, molte cose non le ho capite, altre non le ho cercate ed altre ancora mi sono sembrate così strane da non volerle neanche avvicinare. Mi sono però imbattuto nel brevissimo racconto di Tom Robbins "Sonate al chiaro di luna del cuscino scoreggione". Ecco un racconto breve che mi sarebbe piaciuto scrivere.

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    lcmiller said on Sep 5, 2010 | Add your feedback

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    Una mezza delusione questa antologia avant pop pubblicata un decennio fa da Fanucci ed oggi quasi introvabile. Direi che la caratteristica comune a tutti, o quasi, i racconti è che sembrano irrimediabilmente "datati". E molti di questi sono ambientat ...(continue)

    Una mezza delusione questa antologia avant pop pubblicata un decennio fa da Fanucci ed oggi quasi introvabile. Direi che la caratteristica comune a tutti, o quasi, i racconti è che sembrano irrimediabilmente "datati". E molti di questi sono ambientati nel futuro! Di qualche autore, come ad esempio Jaffe, sarebbe il caso di approfondire la conoscenza. Se solo qualche editore si degnasse di pubblicare qualcosa in italiano.

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    salvaspir said on May 28, 2010 | Add your feedback

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    Science fiction e avanguardia

    Oggi la così detta fantascienza (science fiction) esaurisce il suo compito di genere per vestire i panni di un linguaggio totale, di un vero e proprio codice primario e modellizzante (rubo gli aggettivi a Lotman). Modificatisi i punti di riferimento, ...(continue)

    Oggi la così detta fantascienza (science fiction) esaurisce il suo compito di genere per vestire i panni di un linguaggio totale, di un vero e proprio codice primario e modellizzante (rubo gli aggettivi a Lotman). Modificatisi i punti di riferimento, la realtà non appare più immediatamente all’occhio dell’osservatore, sì piuttosto essa arriva già elaborata dai codici della cultura di massa, dall’infinito intrattenimento mediatico, dal ‘rumore bianco’ della tecnologia che ha inevitabilmente deformato e contraffatto pensiero e percezione del singolo. La fantascienza oggi nella letteratura diventa necessaria almeno quanto era necessario il realismo per cogliere gli aspetti più caratteristici della società europea nell’ottocento. Oggi Zola dovrebbe scrivere come Ballard per realizzare il suo impegno di osservatore e testimone del suo tempo. La mia tesi è che solo la fantascienza riesca a dare espressione al problema del conflitto tra realtà e stati di percezione mediaticamente (cioè culturalmente) alterati che diventano inevitabilmente l’iperrealtà in cui viviamo e interagiamo socialmente. In effetti ciò che chiamo realtà è comunque qualcosa di precostituito e di ‘culturale’, lo è sempre stato dai tempi di Zola e degli impressionisti. Tuttavia la differenza tra la realtà tradizionale e quella che io chiamo l’iperrealtà è prima di tutto una differenza quantitativa che, per eterogenesi dei fini, diviene qualitativa. Insomma l’avvento dei media globali ha modificato in maniera sostanziale il nostro modo di guardare alle cose e inevitabilmente di pensare. Tutto il nostro immaginario oggi dipende radicalmente dalla rete di connessioni virtuali, dalle forme e dagli archetipi della cultura pop. E siccome è diventato impossibile pensare ‘fuori’ da questo continuo condizionamento, è altresì velleitario credere di dare un contributo personale e non condizionato da quelle forme e da quegli archetipi. Anche il più purista tra gli scrittori deve scegliere tra mistificazione o conformismo. Eppure esiste una via di uscita da questa impasse. L’originalità e la forza di molti dei racconti contenuti nell’antologia Schegge d’America, mi ha convinto che qualcosa nelle letteratura si stia muovendo. Restiamo tuttavia nei territori impervii dell’avanguardia e dentro quel codice che abbiamo definito necessario: la science fiction, o fantascienza. Il movimento ha un suo nome e un suo ‘padrino’. L’hanno chiamato Avant Pop e il suo corifeo di maggior spicco è Larry McCaffery. Nella ricca postfazione ai testi ivi raccolti, McCaffery esplicita con chiarezza e proprietà le caratteristiche del movimento AvantPop. Il saggio di McCaffery si caratterizza per un notevole acume sociologico e per la sua capacità di cogliere gli aspetti più determinanti della profonda mediatizzazione che interessa le civiltà evolute. Il legame essenziale che si viene a stabilire tra nuovi modelli di scrittura e immaginario pop è subito esplicitato:
    “L’Avant Pop associa l’attenzione della pop art verso beni di consumo e i mass media allo spirito sovversivo e alle radicali innovazioni formali dell’avanguardia. L’Avant Pop condivide con la pop art la consapevolezza cruciale che non sono le risorse tradizionali della cultura alta – la bibbia, il mito, i classici consacrati dell’arte, la pittura, la musica e la letteratura – bensì quelle della cultura popolare a offrire ai cittadini delle nazioni postindustriali le immagini chiave, i personaggi e gli archetipi narrativi, le metafore, i punti di riferimento e le allusioni che servono a spiegare chi siamo, che cosa vogliamo, di che cosa abbiamo paura, e come ci vediamo proiettati nel mondo”.
    La grande messe prodotta diuturnamente dall’industria culturale viene estrapolata, mischiata, elaborata, trasformata in maniera creativa dall’artista della nuova avanguardia letteraria. I testi antologizzati sono d’altronde i più vari. Accanto agli autori maggiori: Paul Auster, Robert Coover, Don DeLillo, quelli che hanno fatto la fortuna della letteratura postmoderna e massimalista, troviamo i maestri del cyberpunk: William Gibson e Bruce Sterling; scrittrici postfemministe; una manciata di autori nuovi e sconosciuti al lettore italiano; e i prodigi della nuova scrittura americana: David Foster Wallace e William Vollmann. Concedo che gran parte delle sfumature e delle allusioni implicate nei processi di trasformazione e rielaborazione delle icone della cultura pop, possano sfuggire al lettore italiano perché profondamente radicati nella cultura d’America. Non tutti ricorderanno i dettagli del processo a O.J. Simpson, oggetto del racconto straniante e mascherato di Paul di Filippo (Alibi Pulp); e probabilmente niente sapranno di un altro processo scandalo d’Oltreoceano che vedeva imputati due fratelli accusati dell’assassinio dei propri genitori, da cui per paradossale filiazione viene costruito il racconto di Mark Leyner (Oh, Fratello!); e così via. Ciononostante, sfumature e nuances a parte, il linguaggio e le implicazioni testuali e strutturali di questi racconti sono devastanti. La lettura è ostica e in molti punti il linguaggio appare oscuro nelle sue implicazioni metaforiche e simboliche. Penso al testo di Vollmann (Le incarnazioni del’assassino) in cui lo scivolamento del linguaggio in regioni infere è continuo; ma questa opacità, questa continua traslatio dalla nuda referenzialità al simbolo o metatesto, crea una suggestione potente: l’ambiguità del messaggio accresce la sua forza poetica. Si trova poi un ampio catalogo delle forme del non-finito, del testo-frammento, della costruzione enciclopedica che è - per ovvie ragioni - anti-narrativa e aperta. Praticamente ogni modello testuale, dalla scienza, dalla giurisprudenza, dalla teologia, dai testi sacri, dalla televisione, può essere sfruttato e integrato nella fiction narrativa. È una rivoluzione che al lettore italiana è toccata solo in parte.

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    fbrz said on Sep 17, 2009 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi sono piaciuti i racconti di Laidlaw, Federman e Jaffe, un po' meno quello scritto da Di Filippo (interessante sicuramente, bello... non so), Sterling riesce ad arrivare a essere carino (il che non è poi 'sto gran complimento...).
    Mi sono piac ...(continue)

    Mi sono piaciuti i racconti di Laidlaw, Federman e Jaffe, un po' meno quello scritto da Di Filippo (interessante sicuramente, bello... non so), Sterling riesce ad arrivare a essere carino (il che non è poi 'sto gran complimento...).
    Mi sono piaciuti anche Katz e Webb, interessante ma un po' troppo ridondante anche David Foster Wallace.
    Menzione d'obbligo anche per Tom Robbins, che qualunque cosa scriva mi fa godere...

    Per me comunque i pezzi migliori (quelli che mi hanno colpito maggiormente) sono stati sicuramente la postfazione di McCaffery (illuminante) e l'estratto da Arc d'X di Erickson che ho apprezzato di più in questa versione breve che in forma di romanzo. Quest'ultimo è senza dubbio notevole ma un po' troppo pesante nella parte centrale. Se poi devo dire di averlo compreso compiutamente allora... beh, lasciamo perdere.

    (1999)

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    Iguana Jo said on Jul 17, 2008 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sembra che per questa antologia siano stati scelti apposta i racconti più brutti di ognuno degli autori coinvolti.

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    Lorenz said on Jan 18, 2008 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (144)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 457 Pages
  • ISBN-10: 8834706293
  • ISBN-13: 9788834706299
  • Publisher: Fanucci
  • Publish date: 1998-09-01
  • Also available as: Others
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