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Scheletri

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(2138)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Polacco , Ceco , Ungherese , Chi semplificata , Portoghese

Isbn-10: 8878245739 | Isbn-13: 9788878245730 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Sofia Mohamed Hagi Hassan , Maria Grazia Laviano , Maria Barbara Piccioli , Bruno Amato , Olivia Crosio , Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Una raccolta di racconti siglata dal «mago» Stephen King che, con il suo stile inimitabile, ha fuso immagini di orrore antiche come il mondo con l'iconografia della vita quotidiana dell'America contemporanea. Nelle varie storie compaiono una macchina che realizza i sogni, ma anche gli incubi; un supermercato che diventa l'ultimo baluardo di un'umanità minacciata; un giocattolo terribile... E poi camion vendicativi, bizzarre maledizioni... Dagli abissi del terrore alle fantasie più raccapriccianti, un'opera straordinaria.
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  • 3

    Citazione preferita:

    "Non intendo offrirvi una lunga tesi motivazionale - il bello delle storie vere è che occorre soltanto dire quello che accadde e lasciare che la gente si preoccupi da sola del ...continua

    Citazione preferita:

    "Non intendo offrirvi una lunga tesi motivazionale - il bello delle storie vere è che occorre soltanto dire quello che accadde e lasciare che la gente si preoccupi da sola del perché."

    ha scritto il 

  • 3

    Personalmente amo la forma letteraria del racconto, e questa raccolta di King conferma - ma ne è consapevole l'autore stesso e lo ammette in premessa - che è un terreno difficile e scivoloso. ...continua

    Personalmente amo la forma letteraria del racconto, e questa raccolta di King conferma - ma ne è consapevole l'autore stesso e lo ammette in premessa - che è un terreno difficile e scivoloso. Infatti alcuni racconti di "Scheletri" sono decisamente godibili ed efficaci, altri...decisamente meno, prevedibili o inconcludenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualche nota sui racconti:

    La nebbia Adesso mi rendo veramente conto di quale lavoro superbo ha fatto Darabond nel portarlo sullo schermo. Non solo ha dato più giustificazioni a certe azioni e ...continua

    Qualche nota sui racconti:

    La nebbia Adesso mi rendo veramente conto di quale lavoro superbo ha fatto Darabond nel portarlo sullo schermo. Non solo ha dato più giustificazioni a certe azioni e scelte (nel film la spedizione alla farmacia ha una giustificazione più solida, nel racconto sembra quasi una barzelletta), ma lo ha arricchito dove nel racconto certe intuizioni arrivano troppo tirate per i capelli (mi riferisco soprattutto alla reale natura della nebbia), ha arricchito certe situazioni "sociali" che avvengono nel supermercato, ha reso in modo superbo scene che nel racconto sono descritte solo sommariamente, specialmente quella finale che vede la morte della stronza strega. E non tralascio il finale coraggioso e beffardo, che carica la vicenda di significati tutti da intepretare, laddove sulla pagina resta aperto a possibili seguiti. Insomma, il film è decisamente venuto bene, meglio per una percentuale che supera senza problemi il 60%. Se non ci fossero quelle tre scene coi tentacoli, l'uccellone e i ragnoni, sarebbe un capolavoro. Ma se il film è venuto bene è merito in parte anche di King, daje, fatemelo dire. La nebbia tutto sommato è un ottimo racconto fantastico, e trasmette come il film un sublime senso di "alienità ambientale" che in King sembra quasi un miracolo. Qui si vede l'aura di Lovecraft aleggiare potente, e si capisce come King si sia fatto trasportare arreso, senza nessun orgoglioso o stupido guizzo d'inventiva propria che in altre sue cose si è sempre manifestato in idee sceme e ridicole. Forse il merito è anche della nebbia, che offusca mostri e sensazioni umane... Un bel racconto. Peccato che sia scritto qua e là da cani, ma posso passarci sopra, anche considerando che è opera del King prima stagione.

    Tigri! Cosa brevissima senza alcun valore. Ha di buono che finisce subito e la dimentichi in una loffa.

    La scimmia Una volta Lippi disse: "Gli autori di horror moderni cercano di spaventarci con le mai sopite paure infantili." Questa descrizione si adatta bene a La schimmia, un racconto dove King tenta di far rabbrividire con un giocattolo. Ma, ditemelo, c'è un'idea più balorda di questa? Non penso. Le paure infantili sono belle che superate, oggi usare quegli spauracchi è davvero scemo. Che poi, 'sta scimmia non ho capito se è fautrice del male o se è solo una mera avvisatrice che qualcosa sta per accadere (preponderei per l'ultima ipotesi, visto che sennò sunerebbe da mane a sera e causerebbe stragi). Il finale sul lago è ridicolo, una kinghiata.

    Caino scatenato Belloccio.

    La scorciatoia della signora Todd Ecco la prima cannonata fantastica. Un racconto davvero magnifico, capace nelle fasi avanzate di stimolare il senso del misero riposto nella Natura. Peccato solo che per arrivare a quelle fasi avanzate King si concede una luuunga introduzione. Ma superata la noia delle prime pagine, poi diventa una goduria.

    Il Viaggio Un racconto di SF abbastanza ingenuo. Mi sembra di capire che con la fantascienza King ruzzola male, anche se...

    Marcia nuziale Mainstream. Né carne né pesce, ma è scritto bene.

    Ode del paranoide Una lirica inutile.

    La zattera Considero l'episodio Creepshow una delle cose più belle e orribili del cinema horror. Ancora oggi se lo vedo, mi faccio cogliere dai brividoni (e non capita sovente col cinema horror). Il racconto è abbastanza fedele al corto, fatto salvo il finale (sullo schermo è migliore, secondo me) e un background per la scena principale. Un bel racconto. Bravo King che non ha cercato di spiegare la cosa con una delle sue kinghiate... a dire il vero lo fa, ma è così discreto da sembrare che lanci lì un'ipotesi come un'altra.

    Il word processor degli dei Altra bomba fantastica. Un ottimo racconto, con un finale prevedibile, ma tutto sommato appagante.

    L'uomo che non voleva stringere la mano Ritornano i membri dello strano club del racconto capeggiato dal misterioso Stevens. Considero Il metodo di respirazione una delle cose migliori di King, e dunque mi ha fatto piacere rivedere gli stessi protagonisti e soprattutto lo stesso clima di quel racconto. Sapete se ha scritto altro su ciò?

    Sabbiature ... anche se, con Sabbiature, ribalta la qualità della SF alla King da così a così. Forse perché in questo l'elemento scientifico non è dominante come in Il Viaggio. In ogni caso, ottimo racconto. Il deserto mi ha effettivamente procurato qualche brivido d'inquietudine.

    L'immagine della falciatrice Ancora una bomba fantastica. Bello, molto bello e inquietante.

    Nona Non l'ho capito e quindi lo boccio. Pare che King abbia cercato di far dubitare su tutto quello che accade: è vero? E' falso? E' solo un'allucinazione del protagonista? E se sì, come mai Nona viene vista da altri? E se fosse un'allucinazione con una qualche logica di base, che senso ha la cripta alla fine e i topi nel muro? E a cosa si riferisce il narratore con "ho superato l'ultima prova"? Boh. Ho il sospetto che neanche lui sapesse bene cosa voleva raccontare...

    Per Owen Lirica inutile.

    L'arte di sopravvivere M'è piaciuto, ma mi ha anche deluso. Non è granché credibile come racconto. Una fantasia macabra che chiede troppo alla sospensione dell'incredulità. Il chirurgo si taglia il piede e bum, finisce lì. Ma non dice come ha proceduto, non dice nulla su un sacco di cose che, almeno nella prima apmutazione (quando cioè era ancora relativamente lucido), avrebbero giovato alla credubilità della cosa. Eppure sarebbe stato facile per King informarsi un po'...

    Il camion dello zio Otto 'Nsomma, bellino, anche se troppo lungo, considerato che il succo è fin troppo striminzito.

    Consegne mattutine (Lattaio N. 1) Inutile. Pare un esercizio di stile e nulla più.

    Quattroruote: la storia dei bei lavanderini (Lattaio n. 2) Anche questo gratuito e inutile.

    La nonna Questo è venuto un fracco meglio su schermo. Se non altro perché è meno dispersivo e luungo (a King, e datte 'na regolata). Ah, il ragazzino mi sa che accende la luce due volte in cucina (senza averla mai spenta). Lo tengo come promemoria, perché non ho verificato.

    La ballata della pallottola flessibile Questo mi stava annoiando a morte, ma così tanto che varie volte ho pensato di troncarlo. Troppo luuungo, ma luuuuuungo, non finisce più, per dire una cosa miserevole.

    Il braccio Gradevole, ma poca cosa.

    Nel complesso, una buona raccolta con però strabilianti alti e vertiginosi bassi. Gustose le note sui racconti alla fine, e qualcuna diverte.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso! Concentra le incredibili capacità descrittive di King in piccoli racconti carichi di suspence. I racconti coinvolgono il lettore in un modo in cui solo King può fare, talvolta ...continua

    Meraviglioso! Concentra le incredibili capacità descrittive di King in piccoli racconti carichi di suspence. I racconti coinvolgono il lettore in un modo in cui solo King può fare, talvolta lasciandoli in apprensione, talvolta disgustandoli, o ancora impaurendoli. Consigliatissimo agli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 3

    Diciamo che le raccolte di racconti di Stephen King sono un piacevole sollazzo quando si ozia sotto l'ombrellone ma io lo preferisco nei romanzi, anche quelli più prolissi. Scheletri resta comunque ...continua

    Diciamo che le raccolte di racconti di Stephen King sono un piacevole sollazzo quando si ozia sotto l'ombrellone ma io lo preferisco nei romanzi, anche quelli più prolissi. Scheletri resta comunque una raccolta ben riuscita con alcuni racconti veramente interessanti ma che mio malgrado avrei voluto vedere sviluppati senza lesinare parole proprio come è solito fare questo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Introduzione dell'autore migliore che abbia mai letto!

    Nell'introduzione l'autore tenta di spiegare perché continua a scrivere racconti, contro l'argomentazione di un amico secondo cui «i miei romanzi fruttavano bene, mentre i racconti non ...continua

    Nell'introduzione l'autore tenta di spiegare perché continua a scrivere racconti, contro l'argomentazione di un amico secondo cui «i miei romanzi fruttavano bene, mentre i racconti non ricompensavano della fatica di scriverli». Non si tratta di soldi, ma di una necessità personale: «Non si scrive pensando in termini di paga oraria, guadagni annui e nemmeno bilancio complessivo di un'intera carriera [...] Alla resa dei conti, non lo si fa nemmeno per amore, anche se sarebbe bello poterlo credere. Lo si fa perché non farlo sarebbe un suicidio. [...] Non lo si fa per denaro. Lo si fa perché altrimenti ci stai male».

    Ma riconosce che probabilmente i lettori preferirebbero che questo libro fosse un romanzo «perché la maggior parte di voi ha dimenticato il piacere speciale del racconto» e fa un suggestivo paragone sentimentale per spiegare la differenza tra romanzo e racconto: «Leggere un buon romanzo è per molti versi come avere una relazione sentimentale lunga e soddisfacente. [...] Un racconto è come un bacio veloce, nel buio, ricevuto da uno sconosciuto. Naturalmente non è la stessa cosa di una relazione o un matrimonio, ma un bacio può essere dolcissimo, e nell'intrinseca brevità del gesto risiede la sua speciale attrazione».

    Ammette anche che «scrivere racconti non è diventato più facile per me nel corso degli anni: al contrario, è diventato più difficile [ma] meglio continuare a dispensare baci rischiando di essere preso a schiaffi di tanto in tanto, che rinunciarci completamente».

    Infine ringrazia il lettore, «il destinatario di tutto questo lavoro», e lo invita a seguirlo: «Ora aggrappati al mio braccio, Tieniti forte. Visiteremo luoghi oscuri, ma io credo di sapere la strada. Tu bada solo a non lasciarmi il braccio. E se dovessi baciarti nel buio, non sarà niente di grave: è solo perché tu sei il mio amore». [fonte: Wikipedia]

    ha scritto il 

  • 4

    Scheletri - by zio Steve

    Una raccolta in pieno stile King dove è possibile ritrovare i temi cari all'autore del Maine. Infatti si passa dall'horror puro che l'ha reso famoso alla fantascienza,al fantastico a storie di vita ...continua

    Una raccolta in pieno stile King dove è possibile ritrovare i temi cari all'autore del Maine. Infatti si passa dall'horror puro che l'ha reso famoso alla fantascienza,al fantastico a storie di vita vissuta che l'autore come sempre descrive con maestria. In tutto i racconti lo stile è impeccabile,e anche le storie meno riuscite si lasciano leggere che è un piacere. Spesso i racconti sono pieni di quella nostalgia dei tempi passati tanto cara a King,cosi come sono pieni di descrizioni psicologiche dei personaggi nonostante si tratti di storie brevi. Ovviamente la raccolta non è esente da difetti,visto che soffre di un fastidioso altalenare fra perle di narrativa a racconti davvero trascurabili. Spicca "La nebbia" su tutte le storie,seguita da "La nonna" e "La zattera". Nota di merito anche per "Il viaggio" e "L'arte di sopravvivere".

    ha scritto il 

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