Scheletri

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(2242)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Polacco , Ceco , Ungherese , Chi semplificata , Portoghese

Isbn-10: 8878245739 | Isbn-13: 9788878245730 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Olivia Crosio , Tullio Dobner , Maria Barbara Piccioli , Maria Grazia Laviano , Sofia Mohamed Hagi Hassan , Bruno Amato

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Una raccolta di racconti siglata dal «mago» Stephen King che, con il suo stile inimitabile, ha fuso immagini di orrore antiche come il mondo con l'iconografia della vita quotidiana dell'America contemporanea. Nelle varie storie compaiono una macchina che realizza i sogni, ma anche gli incubi; un supermercato che diventa l'ultimo baluardo di un'umanità minacciata; un giocattolo terribile... E poi camion vendicativi, bizzarre maledizioni... Dagli abissi del terrore alle fantasie più raccapriccianti, un'opera straordinaria.
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  • 3

    Voto: 6
    Skeleton Crew è la seconda raccolta di racconti brevi di King, ed è nettamente inferiore al suo predecessore. Il problema più grande è forse quello del largo periodo di tempo in cui il materia ...continua

    Voto: 6
    Skeleton Crew è la seconda raccolta di racconti brevi di King, ed è nettamente inferiore al suo predecessore. Il problema più grande è forse quello del largo periodo di tempo in cui il materiale è stato scritto, tanto che si ritrovano vertiginosi bassi composti in gioventù, ma anche diversi alti di produzione più tarda. Altalenante, in sostanza.
    Seguono note sui singoli racconti.

    The Mist: 7
    Non male, ci sono alcune stonature ma nel complesso è un solido racconto (semi)apocalittico in cui la causa della parte soprannaturale viene lasciata giustamente avvolta nell'ambiguità.

    Here There Be Tygers: 4
    Irrilevante. Chiaramente un'opera più che giovanile.

    The Monkey: 5
    Classico raccontino sul classico giocattolo posseduto. Non brutto ma dimenticabile.

    Cain Rose Up: 4
    Una bazzecola, vedi Here There Be Tygers.

    Mrs. Todd's Shortcut: 8
    Finalmente si fa sul serio. Lo zione si sposta a Castle Rock e regala un racconto dalla premessa decisamente originale, denso di mistero, e con una protagonista memorabile.

    The Jaunt: 6
    Si sconfina sul sci-fi e il risultato non è male, nonostante qualche ingenuità.

    The Wedding Gig: 5
    Gangster story dalle premesse curiose, ma sa da incompiuto.

    Paranoid: A Chant: 4
    La poesia non è di certo il forte di King.

    The Raft: 7
    Qui ci si immerge nell'orrore puro, e King sforna un racconto violento, cinicamente misogino e non privo di tocchi di houmor nero.

    Word Processor of the Gods: 8
    Anche qui voliamo alto: racconto breve, compatto e intriso di gustoso cinismo (fa sorridere dall'incredulità come il protagonista decida di liberarsi senza remore alcune di moglie e figlio).

    The Man Who Would Not Shake Hands: 7
    Ritorna il club per storie inquietanti di The Breathing Method, la cui atmosfera soffusa, assieme allo stile molto classico della narrazione, è forse il punto di forza di questo racconto.

    Beachworld: 5
    Molto bella l'atmosfera della prima parte, statica ed esistenziale, ma alla fine il racconto vira verso il trash.

    The Reaper's Image: 6
    Sinistro e vagamente gotico, ha una bella atmosfera ma avrei voluto qualcosa di più corposo date le premesse.

    Nona: 7
    Violento e intriso di romanticismo oscuro.

    For Owen: 3
    Un'altra poesia, nonché la peggiore.

    Survivor Type: 6
    Piuttosto buono. Ogni tanto si fa fatica a sospendere l'incredulità, ma è molto cruento e il protagonista è talmente sgradevole che ci si ritrova quasi a godere del suo destino.

    Uncle Otto's Truck: 7
    Lo zione ha un'ossessione per i veicoli posseduti (Christine, Trucks, From a Buick 8), e anche qui non si risparmia. Ennesima ambientazione Castle Rockiana, buona narrazione in prima persona, finale inquietante. Forse un po' troppo lungo in rapporto al contenuto.

    Morning Deliveries (Milkman #1): 7
    Mah, a me è decisamente piaciuto, in pochissime pagine concentra una buona dose di ironia e cattiveria gratuita.

    Big Wheels: A Tale of the Laundry Game (Milkman #2): 5
    A differenza del precedente, a cui è collegato, questo risulta sfilacciato e abbastanza raffazzonato.

    Gramma: 8
    Questo è un perfetto esempio del King puramente orrorifico al suo meglio. Trama ridotta all'osso, il classico tema kinghiano delle paure infantili al centro del racconto, e una narrazione che altro non è se non la trasposizione su carta del processo mentale orrorifico del protagonista. Molto gustosi poi i tocchi lovecraftiani e il vago sentore da b-movie.

    The Ballad of the Flexible Bullet: 8
    Forse il migliore della raccolta, è un excursus nella schizofrenia, un caso di folie à deux che scava nel rapporto tra la scrittura e la follia con una lucidità impressionante.

    The Reach: 6
    Non male, dal sapore gotico, ma medio.

    ha scritto il 

  • 3

    17 anni...

    King dà spazio a multiformi paure, da quelle più classiche a quelle più stravaganti. L'incedere narrativo e le creazioni spaventose sono quelle dei tempi d'oro, i racconti sono stati elaborati nell'ar ...continua

    King dà spazio a multiformi paure, da quelle più classiche a quelle più stravaganti. L'incedere narrativo e le creazioni spaventose sono quelle dei tempi d'oro, i racconti sono stati elaborati nell'arco di ben diciassette anni, ovvero nel periodo più fertile in cui l'autore sfornava i suoi romanzi più celebri e amati,non solo il soprannaturale, c'è anche la violenza quotidiana,
    abbonda la fantascienza,e tanto altro....

    ha scritto il 

  • 2

    Se ne salvano pochissimi :(

    Come mi è già capitato con altre raccolte di racconti di King,anche questa volta sono pochi quelli che si salvano:
    La nebbia e La zattera sono i migliori, a cui aggiungerei La scorciatoia della signor ...continua

    Come mi è già capitato con altre raccolte di racconti di King,anche questa volta sono pochi quelli che si salvano:
    La nebbia e La zattera sono i migliori, a cui aggiungerei La scorciatoia della signora Todd, ma solo perchè mi ha fatto sorridere, Il word processor degli dei (sarebbe bello averne uno!!!) e L'uomo che non voleva stringere la mano.

    Tutto sommato, però, non è un libro che consiglierei

    ha scritto il 

  • 4

    La nebbia - ****1/2
    Tigri! - ***
    La scimmia - ***1/2
    Caino scatenato - **1/2
    La scorciatoia della signora Todd - *****
    Il viaggio - ****
    Marcia nuziale - ***1/2
    Ode del paranoide - **1/2
    La zattera -
    ...continua

    La nebbia - ****1/2
    Tigri! - ***
    La scimmia - ***1/2
    Caino scatenato - **1/2
    La scorciatoia della signora Todd - *****
    Il viaggio - ****
    Marcia nuziale - ***1/2
    Ode del paranoide - **1/2
    La zattera - ****
    Il word processor degli dei - *****
    L'uomo che non voleva stringere la mano - ****
    Sabbiature - **1/2
    L'immagine della Falciatrice - **
    Nona - *****
    Per Owen - ***
    L'arte di sopravvivere - ***1/2
    Il camion dello zio Otto - ****
    Consegne mattutine (Lattaio nr. 1) - **
    Quattroruote: La storia dei bei lavanderini (Lattaio nr. 2) - ***
    La nonna - *****
    La ballata della pallottola flessibile - ***
    Il braccio - ***

    ha scritto il 

  • 4

    Dove le cose accadono perché accadono

    La raccolta comprende racconti scritti fra il 1968 e il 1985, dagli anni del college, con un King adolescente arrabbiato e ancora un po’ acerbo, a quelli della piena maturità e produttività letteraria ...continua

    La raccolta comprende racconti scritti fra il 1968 e il 1985, dagli anni del college, con un King adolescente arrabbiato e ancora un po’ acerbo, a quelli della piena maturità e produttività letteraria. Sono racconti di fantascienza, horror, gialli, fantasy, ma anche storie di persone e situazioni credibili. Alcuni sono capolavori assoluti del terrore, in cui da condizioni normali ci si trova catapultati in circostanze da incubo senza via d’uscita, che in un attimo spazzano via ogni certezza e punto di riferimento. Dopo avere letto “La nebbia”, “La zattera”, “La scimmia”, una spesa al supermercato, un bagno al lago, un vecchio giocattolo ritrovato in un baule susciteranno qualche inquietudine. E forse, dopo “Il word processor degli dei”, esiteremo prima di schiacciare il tasto “delete” . O magari lo faremo con più soddisfazione. Dove le cose accadono perché accadono. Stupendo racconto non horror “Il braccio”, sulla vecchiaia e la morte, metafora del viaggio della vita in attesa dell’inevitabile conclusione. Morire è ricongiungersi ai morti? Non mi sono piaciuti, invece, “Caino scatenato”, tema poi sviluppato in “Ossessione”, tragicamente imitato e superato nella realtà, “Nona”, con un detestabile King nel diario di uno psicopatico assassino, “Il lattaio” 1 e 2, assolutamente trash, “L’arte di sopravvivere”, storia horror demenziale di un medico su un’isola deserta. King non è mai andato molto d’accordo con la medicina: è una scienza, non se ne possono stravolgere i fondamenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Citazione preferita:

    "Non intendo offrirvi una lunga tesi motivazionale - il bello delle storie vere è che occorre soltanto dire quello che accadde e lasciare che la gente si preoccupi da sola del per ...continua

    Citazione preferita:

    "Non intendo offrirvi una lunga tesi motivazionale - il bello delle storie vere è che occorre soltanto dire quello che accadde e lasciare che la gente si preoccupi da sola del perché."

    ha scritto il 

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