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Scheletri

Di

Editore: Sperling & Kupfer

3.8
(2174)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Svedese , Chi tradizionale , Olandese , Polacco , Ceco , Ungherese , Chi semplificata , Portoghese

Isbn-10: 8878245739 | Isbn-13: 9788878245730 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Olivia Crosio , Tullio Dobner , Maria Barbara Piccioli , Maria Grazia Laviano , Sofia Mohamed Hagi Hassan , Bruno Amato

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Una raccolta di racconti siglata dal «mago» Stephen King che, con il suo stile inimitabile, ha fuso immagini di orrore antiche come il mondo con l'iconografia della vita quotidiana dell'America contemporanea. Nelle varie storie compaiono una macchina che realizza i sogni, ma anche gli incubi; un supermercato che diventa l'ultimo baluardo di un'umanità minacciata; un giocattolo terribile... E poi camion vendicativi, bizzarre maledizioni... Dagli abissi del terrore alle fantasie più raccapriccianti, un'opera straordinaria.
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  • 2

    Se ne salvano pochissimi :(

    Come mi è già capitato con altre raccolte di racconti di King,anche questa volta sono pochi quelli che si salvano:
    La nebbia e La zattera sono i migliori, a cui aggiungerei La scorciatoia della signor ...continua

    Come mi è già capitato con altre raccolte di racconti di King,anche questa volta sono pochi quelli che si salvano:
    La nebbia e La zattera sono i migliori, a cui aggiungerei La scorciatoia della signora Todd, ma solo perchè mi ha fatto sorridere, Il word processor degli dei (sarebbe bello averne uno!!!) e L'uomo che non voleva stringere la mano.

    Tutto sommato, però, non è un libro che consiglierei

    ha scritto il 

  • 4

    La nebbia - ****1/2
    Tigri! - ***
    La scimmia - ***1/2
    Caino scatenato - **1/2
    La scorciatoia della signora Todd - *****
    Il viaggio - ****
    Marcia nuziale - ***1/2
    Ode del paranoide - **1/2
    La zattera -
    ...continua

    La nebbia - ****1/2
    Tigri! - ***
    La scimmia - ***1/2
    Caino scatenato - **1/2
    La scorciatoia della signora Todd - *****
    Il viaggio - ****
    Marcia nuziale - ***1/2
    Ode del paranoide - **1/2
    La zattera - ****
    Il word processor degli dei - *****
    L'uomo che non voleva stringere la mano - ****
    Sabbiature - **1/2
    L'immagine della Falciatrice - **
    Nona - *****
    Per Owen - ***
    L'arte di sopravvivere - ***1/2
    Il camion dello zio Otto - ****
    Consegne mattutine (Lattaio nr. 1) - **
    Quattroruote: La storia dei bei lavanderini (Lattaio nr. 2) - ***
    La nonna - *****
    La ballata della pallottola flessibile - ***
    Il braccio - ***

    ha scritto il 

  • 4

    Dove le cose accadono perché accadono

    La raccolta comprende racconti scritti fra il 1968 e il 1985, dagli anni del college, con un King adolescente arrabbiato e ancora un po’ acerbo, a quelli della piena maturità e produttività letteraria ...continua

    La raccolta comprende racconti scritti fra il 1968 e il 1985, dagli anni del college, con un King adolescente arrabbiato e ancora un po’ acerbo, a quelli della piena maturità e produttività letteraria. Sono racconti di fantascienza, horror, gialli, fantasy, ma anche storie di persone e situazioni credibili. Alcuni sono capolavori assoluti del terrore, in cui da condizioni normali ci si trova catapultati in circostanze da incubo senza via d’uscita, che in un attimo spazzano via ogni certezza e punto di riferimento. Dopo avere letto “La nebbia”, “La zattera”, “La scimmia”, una spesa al supermercato, un bagno al lago, un vecchio giocattolo ritrovato in un baule susciteranno qualche inquietudine. E forse, dopo “Il word processor degli dei”, esiteremo prima di schiacciare il tasto “delete” . O magari lo faremo con più soddisfazione. Dove le cose accadono perché accadono. Stupendo racconto non horror “Il braccio”, sulla vecchiaia e la morte, metafora del viaggio della vita in attesa dell’inevitabile conclusione. Morire è ricongiungersi ai morti? Non mi sono piaciuti, invece, “Caino scatenato”, tema poi sviluppato in “Ossessione”, tragicamente imitato e superato nella realtà, “Nona”, con un detestabile King nel diario di uno psicopatico assassino, “Il lattaio” 1 e 2, assolutamente trash, “L’arte di sopravvivere”, storia horror demenziale di un medico su un’isola deserta. King non è mai andato molto d’accordo con la medicina: è una scienza, non se ne possono stravolgere i fondamenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Citazione preferita:

    "Non intendo offrirvi una lunga tesi motivazionale - il bello delle storie vere è che occorre soltanto dire quello che accadde e lasciare che la gente si preoccupi da sola del per ...continua

    Citazione preferita:

    "Non intendo offrirvi una lunga tesi motivazionale - il bello delle storie vere è che occorre soltanto dire quello che accadde e lasciare che la gente si preoccupi da sola del perché."

    ha scritto il 

  • 3

    Personalmente amo la forma letteraria del racconto, e questa raccolta di King conferma - ma ne è consapevole l'autore stesso e lo ammette in premessa - che è un terreno difficile e scivoloso. Infatti ...continua

    Personalmente amo la forma letteraria del racconto, e questa raccolta di King conferma - ma ne è consapevole l'autore stesso e lo ammette in premessa - che è un terreno difficile e scivoloso. Infatti alcuni racconti di "Scheletri" sono decisamente godibili ed efficaci, altri...decisamente meno, prevedibili o inconcludenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualche nota sui racconti:

    La nebbia Adesso mi rendo veramente conto di quale lavoro superbo ha fatto Darabond nel portarlo sullo schermo. Non solo ha dato più giustificazioni a certe azioni e scelte ...continua

    Qualche nota sui racconti:

    La nebbia Adesso mi rendo veramente conto di quale lavoro superbo ha fatto Darabond nel portarlo sullo schermo. Non solo ha dato più giustificazioni a certe azioni e scelte (nel film la spedizione alla farmacia ha una giustificazione più solida, nel racconto sembra quasi una barzelletta), ma lo ha arricchito dove nel racconto certe intuizioni arrivano troppo tirate per i capelli (mi riferisco soprattutto alla reale natura della nebbia), ha arricchito certe situazioni "sociali" che avvengono nel supermercato, ha reso in modo superbo scene che nel racconto sono descritte solo sommariamente, specialmente quella finale che vede la morte della stronza strega. E non tralascio il finale coraggioso e beffardo, che carica la vicenda di significati tutti da intepretare, laddove sulla pagina resta aperto a possibili seguiti. Insomma, il film è decisamente venuto bene, meglio per una percentuale che supera senza problemi il 60%. Se non ci fossero quelle tre scene coi tentacoli, l'uccellone e i ragnoni, sarebbe un capolavoro.
    Ma se il film è venuto bene è merito in parte anche di King, daje, fatemelo dire. La nebbia tutto sommato è un ottimo racconto fantastico, e trasmette come il film un sublime senso di "alienità ambientale" che in King sembra quasi un miracolo. Qui si vede l'aura di Lovecraft aleggiare potente, e si capisce come King si sia fatto trasportare arreso, senza nessun orgoglioso o stupido guizzo d'inventiva propria che in altre sue cose si è sempre manifestato in idee sceme e ridicole. Forse il merito è anche della nebbia, che offusca mostri e sensazioni umane...
    Un bel racconto. Peccato che sia scritto qua e là da cani, ma posso passarci sopra, anche considerando che è opera del King prima stagione.

    Tigri! Cosa brevissima senza alcun valore. Ha di buono che finisce subito e la dimentichi in una loffa.

    La scimmia Una volta Lippi disse: "Gli autori di horror moderni cercano di spaventarci con le mai sopite paure infantili." Questa descrizione si adatta bene a La schimmia, un racconto dove King tenta di far rabbrividire con un giocattolo. Ma, ditemelo, c'è un'idea più balorda di questa? Non penso. Le paure infantili sono belle che superate, oggi usare quegli spauracchi è davvero scemo. Che poi, 'sta scimmia non ho capito se è fautrice del male o se è solo una mera avvisatrice che qualcosa sta per accadere (preponderei per l'ultima ipotesi, visto che sennò sunerebbe da mane a sera e causerebbe stragi). Il finale sul lago è ridicolo, una kinghiata.

    Caino scatenato Belloccio.

    La scorciatoia della signora Todd Ecco la prima cannonata fantastica. Un racconto davvero magnifico, capace nelle fasi avanzate di stimolare il senso del misero riposto nella Natura. Peccato solo che per arrivare a quelle fasi avanzate King si concede una luuunga introduzione. Ma superata la noia delle prime pagine, poi diventa una goduria.

    Il Viaggio Un racconto di SF abbastanza ingenuo. Mi sembra di capire che con la fantascienza King ruzzola male, anche se...

    Marcia nuziale Mainstream. Né carne né pesce, ma è scritto bene.

    Ode del paranoide Una lirica inutile.

    La zattera Considero l'episodio Creepshow una delle cose più belle e orribili del cinema horror. Ancora oggi se lo vedo, mi faccio cogliere dai brividoni (e non capita sovente col cinema horror). Il racconto è abbastanza fedele al corto, fatto salvo il finale (sullo schermo è migliore, secondo me) e un background per la scena principale. Un bel racconto. Bravo King che non ha cercato di spiegare la cosa con una delle sue kinghiate... a dire il vero lo fa, ma è così discreto da sembrare che lanci lì un'ipotesi come un'altra.

    Il word processor degli dei Altra bomba fantastica. Un ottimo racconto, con un finale prevedibile, ma tutto sommato appagante.

    L'uomo che non voleva stringere la mano Ritornano i membri dello strano club del racconto capeggiato dal misterioso Stevens. Considero Il metodo di respirazione una delle cose migliori di King, e dunque mi ha fatto piacere rivedere gli stessi protagonisti e soprattutto lo stesso clima di quel racconto. Sapete se ha scritto altro su ciò?

    Sabbiature ... anche se, con Sabbiature, ribalta la qualità della SF alla King da così a così. Forse perché in questo l'elemento scientifico non è dominante come in Il Viaggio. In ogni caso, ottimo racconto. Il deserto mi ha effettivamente procurato qualche brivido d'inquietudine.

    L'immagine della falciatrice Ancora una bomba fantastica. Bello, molto bello e inquietante.

    Nona Non l'ho capito e quindi lo boccio. Pare che King abbia cercato di far dubitare su tutto quello che accade: è vero? E' falso? E' solo un'allucinazione del protagonista? E se sì, come mai Nona viene vista da altri? E se fosse un'allucinazione con una qualche logica di base, che senso ha la cripta alla fine e i topi nel muro? E a cosa si riferisce il narratore con "ho superato l'ultima prova"? Boh. Ho il sospetto che neanche lui sapesse bene cosa voleva raccontare...

    Per Owen Lirica inutile.

    L'arte di sopravvivere M'è piaciuto, ma mi ha anche deluso. Non è granché credibile come racconto. Una fantasia macabra che chiede troppo alla sospensione dell'incredulità. Il chirurgo si taglia il piede e bum, finisce lì. Ma non dice come ha proceduto, non dice nulla su un sacco di cose che, almeno nella prima apmutazione (quando cioè era ancora relativamente lucido), avrebbero giovato alla credubilità della cosa. Eppure sarebbe stato facile per King informarsi un po'...

    Il camion dello zio Otto 'Nsomma, bellino, anche se troppo lungo, considerato che il succo è fin troppo striminzito.

    Consegne mattutine (Lattaio N. 1) Inutile. Pare un esercizio di stile e nulla più.

    Quattroruote: la storia dei bei lavanderini (Lattaio n. 2) Anche questo gratuito e inutile.

    La nonna Questo è venuto un fracco meglio su schermo. Se non altro perché è meno dispersivo e luungo (a King, e datte 'na regolata). Ah, il ragazzino mi sa che accende la luce due volte in cucina (senza averla mai spenta). Lo tengo come promemoria, perché non ho verificato.

    La ballata della pallottola flessibile Questo mi stava annoiando a morte, ma così tanto che varie volte ho pensato di troncarlo. Troppo luuungo, ma luuuuuungo, non finisce più, per dire una cosa miserevole.

    Il braccio Gradevole, ma poca cosa.

    Nel complesso, una buona raccolta con però strabilianti alti e vertiginosi bassi. Gustose le note sui racconti alla fine, e qualcuna diverte.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso! Concentra le incredibili capacità descrittive di King in piccoli racconti carichi di suspence. I racconti coinvolgono il lettore in un modo in cui solo King può fare, talvolta lasciandol ...continua

    Meraviglioso! Concentra le incredibili capacità descrittive di King in piccoli racconti carichi di suspence. I racconti coinvolgono il lettore in un modo in cui solo King può fare, talvolta lasciandoli in apprensione, talvolta disgustandoli, o ancora impaurendoli. Consigliatissimo agli amanti del genere.

    ha scritto il 

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