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Scheletri

By Stephen King

(1134)

| Paperback | 9788878245730

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Book Description

Una raccolta di racconti siglata dal «mago» Stephen King che, con il suo stile inimitabile, ha fuso immagini di orrore antiche come il mondo con l'iconografia della vita quotidiana dell'America contemporanea. Nelle varie storie compaiono una macchina Continue

Una raccolta di racconti siglata dal «mago» Stephen King che, con il suo stile inimitabile, ha fuso immagini di orrore antiche come il mondo con l'iconografia della vita quotidiana dell'America contemporanea. Nelle varie storie compaiono una macchina che realizza i sogni, ma anche gli incubi; un supermercato che diventa l'ultimo baluardo di un'umanità minacciata; un giocattolo terribile... E poi camion vendicativi, bizzarre maledizioni... Dagli abissi del terrore alle fantasie più raccapriccianti, un'opera straordinaria.

185 Reviews

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    Personalmente amo la forma letteraria del racconto, e questa raccolta di King conferma - ma ne è consapevole l'autore stesso e lo ammette in premessa - che è un terreno difficile e scivoloso. Infatti alcuni racconti di "Scheletri" sono decisamente go ...(continue)

    Personalmente amo la forma letteraria del racconto, e questa raccolta di King conferma - ma ne è consapevole l'autore stesso e lo ammette in premessa - che è un terreno difficile e scivoloso. Infatti alcuni racconti di "Scheletri" sono decisamente godibili ed efficaci, altri...decisamente meno, prevedibili o inconcludenti.

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    diogene said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

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    Qualche nota sui racconti:

    La nebbia Adesso mi rendo veramente conto di quale lavoro superbo ha fatto Darabond nel portarlo sullo schermo. Non solo ha dato più giustificazioni a certe azioni e scelte (nel film la spedizione alla farmacia ha u ...(continue)

    Qualche nota sui racconti:

    La nebbia Adesso mi rendo veramente conto di quale lavoro superbo ha fatto Darabond nel portarlo sullo schermo. Non solo ha dato più giustificazioni a certe azioni e scelte (nel film la spedizione alla farmacia ha una giustificazione più solida, nel racconto sembra quasi una barzelletta), ma lo ha arricchito dove nel racconto certe intuizioni arrivano troppo tirate per i capelli (mi riferisco soprattutto alla reale natura della nebbia), ha arricchito certe situazioni "sociali" che avvengono nel supermercato, ha reso in modo superbo scene che nel racconto sono descritte solo sommariamente, specialmente quella finale che vede la morte della stronza strega. E non tralascio il finale coraggioso e beffardo, che carica la vicenda di significati tutti da intepretare, laddove sulla pagina resta aperto a possibili seguiti. Insomma, il film è decisamente venuto bene, meglio per una percentuale che supera senza problemi il 60%. Se non ci fossero quelle tre scene coi tentacoli, l'uccellone e i ragnoni, sarebbe un capolavoro.
    Ma se il film è venuto bene è merito in parte anche di King, daje, fatemelo dire. La nebbia tutto sommato è un ottimo racconto fantastico, e trasmette come il film un sublime senso di "alienità ambientale" che in King sembra quasi un miracolo. Qui si vede l'aura di Lovecraft aleggiare potente, e si capisce come King si sia fatto trasportare arreso, senza nessun orgoglioso o stupido guizzo d'inventiva propria che in altre sue cose si è sempre manifestato in idee sceme e ridicole. Forse il merito è anche della nebbia, che offusca mostri e sensazioni umane...
    Un bel racconto. Peccato che sia scritto qua e là da cani, ma posso passarci sopra, anche considerando che è opera del King prima stagione.

    Tigri! Cosa brevissima senza alcun valore. Ha di buono che finisce subito e la dimentichi in una loffa.

    La scimmia Una volta Lippi disse: "Gli autori di horror moderni cercano di spaventarci con le mai sopite paure infantili." Questa descrizione si adatta bene a La schimmia, un racconto dove King tenta di far rabbrividire con un giocattolo. Ma, ditemelo, c'è un'idea più balorda di questa? Non penso. Le paure infantili sono belle che superate, oggi usare quegli spauracchi è davvero scemo. Che poi, 'sta scimmia non ho capito se è fautrice del male o se è solo una mera avvisatrice che qualcosa sta per accadere (preponderei per l'ultima ipotesi, visto che sennò sunerebbe da mane a sera e causerebbe stragi). Il finale sul lago è ridicolo, una kinghiata.

    Caino scatenato Belloccio.

    La scorciatoia della signora Todd Ecco la prima cannonata fantastica. Un racconto davvero magnifico, capace nelle fasi avanzate di stimolare il senso del misero riposto nella Natura. Peccato solo che per arrivare a quelle fasi avanzate King si concede una luuunga introduzione. Ma superata la noia delle prime pagine, poi diventa una goduria.

    Il Viaggio Un racconto di SF abbastanza ingenuo. Mi sembra di capire che con la fantascienza King ruzzola male, anche se...

    Marcia nuziale Mainstream. Né carne né pesce, ma è scritto bene.

    Ode del paranoide Una lirica inutile.

    La zattera Considero l'episodio Creepshow una delle cose più belle e orribili del cinema horror. Ancora oggi se lo vedo, mi faccio cogliere dai brividoni (e non capita sovente col cinema horror). Il racconto è abbastanza fedele al corto, fatto salvo il finale (sullo schermo è migliore, secondo me) e un background per la scena principale. Un bel racconto. Bravo King che non ha cercato di spiegare la cosa con una delle sue kinghiate... a dire il vero lo fa, ma è così discreto da sembrare che lanci lì un'ipotesi come un'altra.

    Il word processor degli dei Altra bomba fantastica. Un ottimo racconto, con un finale prevedibile, ma tutto sommato appagante.

    L'uomo che non voleva stringere la mano Ritornano i membri dello strano club del racconto capeggiato dal misterioso Stevens. Considero Il metodo di respirazione una delle cose migliori di King, e dunque mi ha fatto piacere rivedere gli stessi protagonisti e soprattutto lo stesso clima di quel racconto. Sapete se ha scritto altro su ciò?

    Sabbiature ... anche se, con Sabbiature, ribalta la qualità della SF alla King da così a così. Forse perché in questo l'elemento scientifico non è dominante come in Il Viaggio. In ogni caso, ottimo racconto. Il deserto mi ha effettivamente procurato qualche brivido d'inquietudine.

    L'immagine della falciatrice Ancora una bomba fantastica. Bello, molto bello e inquietante.

    Nona Non l'ho capito e quindi lo boccio. Pare che King abbia cercato di far dubitare su tutto quello che accade: è vero? E' falso? E' solo un'allucinazione del protagonista? E se sì, come mai Nona viene vista da altri? E se fosse un'allucinazione con una qualche logica di base, che senso ha la cripta alla fine e i topi nel muro? E a cosa si riferisce il narratore con "ho superato l'ultima prova"? Boh. Ho il sospetto che neanche lui sapesse bene cosa voleva raccontare...

    Per Owen Lirica inutile.

    L'arte di sopravvivere M'è piaciuto, ma mi ha anche deluso. Non è granché credibile come racconto. Una fantasia macabra che chiede troppo alla sospensione dell'incredulità. Il chirurgo si taglia il piede e bum, finisce lì. Ma non dice come ha proceduto, non dice nulla su un sacco di cose che, almeno nella prima apmutazione (quando cioè era ancora relativamente lucido), avrebbero giovato alla credubilità della cosa. Eppure sarebbe stato facile per King informarsi un po'...

    Il camion dello zio Otto 'Nsomma, bellino, anche se troppo lungo, considerato che il succo è fin troppo striminzito.

    Consegne mattutine (Lattaio N. 1) Inutile. Pare un esercizio di stile e nulla più.

    Quattroruote: la storia dei bei lavanderini (Lattaio n. 2) Anche questo gratuito e inutile.

    La nonna Questo è venuto un fracco meglio su schermo. Se non altro perché è meno dispersivo e luungo (a King, e datte 'na regolata). Ah, il ragazzino mi sa che accende la luce due volte in cucina (senza averla mai spenta). Lo tengo come promemoria, perché non ho verificato.

    La ballata della pallottola flessibile Questo mi stava annoiando a morte, ma così tanto che varie volte ho pensato di troncarlo. Troppo luuungo, ma luuuuuungo, non finisce più, per dire una cosa miserevole.

    Il braccio Gradevole, ma poca cosa.

    Nel complesso, una buona raccolta con però strabilianti alti e vertiginosi bassi. Gustose le note sui racconti alla fine, e qualcuna diverte.

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    Gargaros said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

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    Meraviglioso! Concentra le incredibili capacità descrittive di King in piccoli racconti carichi di suspence. I racconti coinvolgono il lettore in un modo in cui solo King può fare, talvolta lasciandoli in apprensione, talvolta disgustandoli, o ancora ...(continue)

    Meraviglioso! Concentra le incredibili capacità descrittive di King in piccoli racconti carichi di suspence. I racconti coinvolgono il lettore in un modo in cui solo King può fare, talvolta lasciandoli in apprensione, talvolta disgustandoli, o ancora impaurendoli. Consigliatissimo agli amanti del genere.

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    Francesca said on Mar 6, 2014 | Add your feedback

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    Libro da cui furono tirati fuori molti film (LA ZATTERA, per esempio, o LA NEBBIA).
    Da leggere

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    Khaleesi said on Nov 21, 2013 | Add your feedback

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    Mi spiace, perchè amo Stephen King, ma questa raccolta proprio non mi piace, a parte il primo racconto gli altri sono piuttosto scontati e noiosi.

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    Sara19851 said on Nov 13, 2013 | Add your feedback

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