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Schiavi di New York

By Tama Janowitz

(18)

| Hardcover

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Book Description

11 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    diciamo che la janowitz non mi fa impazzire come scrittura. e diciamo che forse qualche momento sembra fin troppo abbozzato.
    eppure questo libro finisce per essere una fotografia (verosimile? esagerata? chissà...forse ad aver letto il libro ai tempi ...(continue)

    diciamo che la janowitz non mi fa impazzire come scrittura. e diciamo che forse qualche momento sembra fin troppo abbozzato.
    eppure questo libro finisce per essere una fotografia (verosimile? esagerata? chissà...forse ad aver letto il libro ai tempi il giudizio sarebbe stato più netto...) di quei bassifondi artistici di new york primi anni '80 finiti più o meno nel mito: un sottobosco di artisti veri o presunti che in qualche modo cercano di farcela e altre volte cercano di tirare avanti in maniera quasi casuale e a tratti disperata.
    qualche personaggio ritorna spesso (eleanor e la sua storia con stash, marley mantello) altri appaiono e spariscono in un battito di ciglia, alcune storie sono davvero interessanti, altre assolutamente sciape: bah...

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    intortetor said on Sep 3, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    New York può portarti sulla luna e New York può anche farti mangiare polvere. Vite di artisti, all'estremo confine tra disperata sopravvivenza e fama indiscussa. Vite arruffate che cercano un effimero personale riscatto nell'arte e nel genio ed in qu ...(continue)

    New York può portarti sulla luna e New York può anche farti mangiare polvere. Vite di artisti, all'estremo confine tra disperata sopravvivenza e fama indiscussa. Vite arruffate che cercano un effimero personale riscatto nell'arte e nel genio ed in quell'autorevolezza che l'affermazione sociale e la notorietà sanno dare. L'affermazione sociale e la notorietà che servono più come antidoto alle insicurezze o come anestetico per non sentire i morsi lancinanti di una vita vuota, vacua dedicata con febbrile spasmo alla pennellata che tratteggi il dettaglio, al tocco che ceselli un gioiello, alla sfumatura che perfezioni una scultura. Tana Janowitz tratteggia la quotidianità ingarbugliata di una manciata di artisti andati a far fortuna nella big apple che che invece di fama e di ricchezza si sono trovati a fronteggiare fame ed una vita fatta di piccoli, banali espedienti ed una gigantesca povertà interiore.
    Le storie narrate non sono irresistibili, hanno uno schema ben preciso che tutte seguono in maniera infallibile, alcune non hanno addirittura alcuna trama, nessun ritmo. Ma colpiscono, sarà per lo squallore, sarà perchè le vite degli artisti hanno sempre un loro perchè, sarà perchè l'America...

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    Romina Arena said on Jul 28, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    " siamo sposati da trent'anni, e i nostri caratteri sono molto ben assortiti: lui odia la gente, io l'adoro e parlo con tutti. lui non ci vede tanto ma ha le gambe buone. a me le gambe non funzionano troppo bene, ma la vista sì. e poi, viviamo in app ...(continue)

    " siamo sposati da trent'anni, e i nostri caratteri sono molto ben assortiti: lui odia la gente, io l'adoro e parlo con tutti. lui non ci vede tanto ma ha le gambe buone. a me le gambe non funzionano troppo bene, ma la vista sì. e poi, viviamo in appartamenti separati. "

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    kovalski said on Dec 28, 2011 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Manhattan anni '80 disperata al femminile

    Diciamolo subito: Tama Janovitz non è una grande scrittrice.
    Sicuramente non ha il talento (peraltro spesso sopravvalutato) del “brat pack” dei minimalisti newyorkesi diventati famosi con le loro opere prime negli anni ’80 (Bret Easton Ellis, Jay McI ...(continue)

    Diciamolo subito: Tama Janovitz non è una grande scrittrice.
    Sicuramente non ha il talento (peraltro spesso sopravvalutato) del “brat pack” dei minimalisti newyorkesi diventati famosi con le loro opere prime negli anni ’80 (Bret Easton Ellis, Jay McInerney e David Leavitt i più noti).
    Però questa sua raccolta di racconti – con personaggi soprattutto al femminile – riesce ugualmente a lasciarci la sensazione di una Manhattan disperata e piena di solitudine sotto l’apparenza di lustrini, denaro e successo, che ha caratterizzato la letteratura minimalista di quegli anni.
    Non è imperdibile, ma si legge velocemente e può valere la pena.

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    bluesilk said on Nov 23, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (18)
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Hardcover 246 Pages
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 1987-10-01
  • Also available as: Paperback
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