Schiavo d'amore

Di

Editore: Mondadori

4.1
(727)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 741 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ada Salvatore

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Rosa

Ti piace Schiavo d'amore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    il romanzo che diede popolarità a Maugham non tradisce la fama che regalò all'autore. romanzo di formazione coinvolgente ed arguto in cui si ritrovano tra le righe che narrano la vita del protagonista ...continua

    il romanzo che diede popolarità a Maugham non tradisce la fama che regalò all'autore. romanzo di formazione coinvolgente ed arguto in cui si ritrovano tra le righe che narrano la vita del protagonista discussioni e considerazioni pungenti che danno corpo al romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Schiavo d'amore

    Questo libro è assolutamente fantastico, ho seguito il protagonista con tutte le mie energie, ho sofferto per lui, a volte mi faceva quasi rabbia, è veramente bello essere coinvolti così tanto in una ...continua

    Questo libro è assolutamente fantastico, ho seguito il protagonista con tutte le mie energie, ho sofferto per lui, a volte mi faceva quasi rabbia, è veramente bello essere coinvolti così tanto in una storia.

    ha scritto il 

  • 4

    "La pioggia cadeva ugualmente sul giusto e sul reprobo e per niente c'era un come e un perchè"

    Povero Philip! Ho sofferto con lui e partecipato delle mille disavventure accadutegli, a volte lo avrei preso a schiaffi...Ho trovato riflessioni molto profonde e dettagli di vita vissuta la cui nitid ...continua

    Povero Philip! Ho sofferto con lui e partecipato delle mille disavventure accadutegli, a volte lo avrei preso a schiaffi...Ho trovato riflessioni molto profonde e dettagli di vita vissuta la cui nitidezza si spiega solo con l'autobiografia, Philip è, almeno in parte, Maugham stesso, la balbuzie si è trasformata in un piede equino, il carattere è quello di un uomo gentile se pur ostico e riservato, e l'autore stesso ammette di aver sempre avuto la tendenza a lasciarsi maltrattare dalle persone amate e di aver invece maltrattato le persone che lo amavano. Una storia poderosa e,secondo me, molto ben narrata, a parte il finale che mi è parso un pò rappezzato ma immagino che il lieto fine in certi periodi letterari fosse d'obbligo...

    ha scritto il 

  • 4

    Schiavo d'amore narra la storia di Phil, partendo dall’infanzia fino all’età matura, un percorso di crescita tormentato per vari motivi, non ultimo un difetto fisico che accrescerà la sua timidezza e ...continua

    Schiavo d'amore narra la storia di Phil, partendo dall’infanzia fino all’età matura, un percorso di crescita tormentato per vari motivi, non ultimo un difetto fisico che accrescerà la sua timidezza e insicurezza. E’ la storia della progressiva liberazione di un giovane inglese dall'opprimente rete di pregiudizi e di mediocri moralismi in cui è stata avviluppata la sua infanzia. La conquista di una coscienza equilibrata e di un più razionale rapporto con il mondo avviene per Philip Carey, il protagonista, attraverso la "discesa agli inferi" di un amore passionale e degradante e, poi, attraverso la serenità redentrice di un altro amore, semplice e luminosamente consolatore. Considerato Attraverso la storia di Phil, Maugham trasmette riflessioni accurate sul genere umano, sulla vita e sul senso stesso della vita, è davvero un romanzo complesso e di grande respiro, uno dei più rappresentativi di tutta la letteratura inglese di primo novecento. Non ultimo, le riflessioni sulla passione e sull’amore, sulle differenze dei sentimenti e degli stati d’animo sono particolarmente belle e innovative rispetto ai tempi in cui il romanzo vide la luce. Maugham accompagna Phil attraverso la rivelazione che l’amore non è sofferenza, l’amore è serenità e leggerezza d’animo, l’amore non è tormento e inquitudine bensì è sicurezza e pienezza. Il romanzo uscì nel 1915, fu subito accolto favorevolmente rendendo Maugham popolare. Dovette specificare più volte che non era una autobiografia della sua vita ma un romanzo autobiografico, Philip Carey, come lui era orfano, come lui medico e come lui attratto dalle passioni, insomma Maugham riflette sul carattere del protagonista sentimenti e riflessioni che lui stesso conosce bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Magnifico romanzo autobiografico con il quale Maugham descrive e narra mirabilmente la prima parte della sua vita tra Inghilterra, Germania e Francia, ma, e non sarebbe Maugham se non lo facesse, cont ...continua

    Magnifico romanzo autobiografico con il quale Maugham descrive e narra mirabilmente la prima parte della sua vita tra Inghilterra, Germania e Francia, ma, e non sarebbe Maugham se non lo facesse, contestualmente offre un mirabile affresco di questi paesi tra fine 800 e primi del 900.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che costituisce una lettura affascinante e irritante allo stesso tempo. Affascinante per le riflessioni che suscita, per la levigatezza dello stile e per la profondità psicologica. Irritante ...continua

    Un libro che costituisce una lettura affascinante e irritante allo stesso tempo. Affascinante per le riflessioni che suscita, per la levigatezza dello stile e per la profondità psicologica. Irritante per il ritmo a volte troppo lento e per il ricorrere di situazioni assurde e irrazionali che mettono a dura prova la pazienza di chi legge. Nonostante la fatica della lettura, il lato affascinante per me ha prevalso.

    E’ la semplice e realistica storia di un giovane, della sua crescita e maturazione, dall’infanzia fino alle soglie della maturità: la vita con gli spigolosi zii dopo la perdita dei genitori, la durezza del collegio, i tormentati amori e le rare amicizie, la variegata formazione intellettuale, le difficili scelte di vita.

    Dickens combinò questo stesso materiale per produrre il movimentato e coinvolgente David Copperfield. Nulla di più diverso dallo stile di Maugham, più sommesso, ma anche più raffinato e riflessivo. L’introverso Philip Carey non colpisce inizialmente per una spiccata personalità: né brutto né bello, né brillante né sciocco, non eroico ma neanche meschino. E’ tuttavia dotato di una generosità e di una capacità di introspezione che riscattano la sua scarsissima simpatia e le sue carenti (quando non disastrose) doti relazionali.

    Molte delle sue migliori qualità gli derivano dalla sua passione per la lettura, rievocata in un passaggio che è diventato una celebre citazione: “Insensibilmente si formò in lui la più squisita abitudine del mondo, l'abitudine di leggere: ignorava che così si preparava un rifugio contro quasi tutti i dolori della vita; ma non sapeva neppure che creava per se stesso un mondo irreale che avrebbe reso quello reale di ogni giorno una sorgente di amare delusioni”.

    Le vicissitudini della vita lo costringeranno spesso a mettere temporaneamente da parte i libri, ma il giovane non smetterà mai di interrogarsi. Sono proprio le sue continue riflessioni – sulla religione, sul significato dell’esistenza, sulle relazioni umane… – a formare la spina dorsale del romanzo, a condurre il protagonista a delle importanti scoperte che lo aiuteranno infine ad accettare la sua vita e a riappacificarsi con se stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Schiavo d'amore o... incapace d'amare?

    Philip è orfano, cresciuto da uno zio avaro e gretto e da una zia amorevole e succube. Ha un piede equino. E ha un carattere schivo, musone cinico e pure un po' arrogante.
    Schiavo di una passione senz ...continua

    Philip è orfano, cresciuto da uno zio avaro e gretto e da una zia amorevole e succube. Ha un piede equino. E ha un carattere schivo, musone cinico e pure un po' arrogante.
    Schiavo di una passione senza speranze per una donnetta volgare e succhiasoldi che disprezza e lo disprezza, Philip perde completamente la testa e la dignità.
    Ma è incapace, secondo me, di sentimenti veri.
    Dopo oltre seicento pagine di descrizioni, riflessioni sul senso della vita, della morte, dell'arte ecc , Philip si accontenta di raccogliere la felicità che gli è stata offerta da una giovane bella sana robusta e di poche parole. Forse è più di quanto meritasse.

    Titolo terribile. Ben scritto, ma troppo lungo.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia di Philip Carey è la storia di un uomo infelice perché profondamente minato dalla consapevolezza di essere un diverso agli occhi del mondo.
    Un difetto congenito, infatti, lo condurrà alla no ...continua

    La storia di Philip Carey è la storia di un uomo infelice perché profondamente minato dalla consapevolezza di essere un diverso agli occhi del mondo.
    Un difetto congenito, infatti, lo condurrà alla non accettazione di se stesso.
    Il romanzo racconta il suo percorso di crescita, soprattutto interiore, dalla fanciullezza fino ai trent'anni muovendo i primi passi dalla canonica bigotta di Balckstable, dove vive con gli zii adottivi, fino a giungere alla totale accettazione e consapevolezza di sé in un assolato sabato di una Londra iridescente e dai toni pastello.
    Nella sua condizione di orfano, sfiorato costantemente dall'imbarazzo per il suo handicap, Philip crescerà cercando di colmare i vuoti esistenziali attraverso l'utilizzo di brillanti doti intellettive sviluppate grazie all'amore per i libri; queste capacità lo condurranno alla ricerca costante del bello estetico e, attraverso l'amore per l'arte e le discussioni filosofiche intessute con erranti amici artisti incontrati durante i suoi vagabondaggi europei alla ricerca di uno status quo, si creerà un insolito contesto di sicurezza.
    Il romanzo è pervaso da atmosfere bohémien consumate in localini sbiaditi del Quartiere latino di Parigi, dove le discussioni prendono vita e si compiono davanti a bicchierini d'assenzio, qui elevati a bevanda purificatrice dell'io.
    Philip è fondamentalmente un uomo buono ma foderato di sano egoismo, un egoismo scaturito dai valori borghesi di cui è infarcito. Egli inseguirà costantemente una felicità chimera e, innamoratosi dell'amore, si getterà in una storia con una donna priva di compassione, egoista ed ottusa che riuscirà a far nascere in lui uno spirito masochista e servile. Pur restando lucido sul paradosso della sua condizione di "schiavo", non potrà farne a meno e lotterà nel tempo per liberarsi di questo sentimento nefasto.
    Sullo sfondo della vita di Philip si muovono diversi contesti e scenari, personaggi talvolta anonimi o ritratti indimenticabili come l'amico poeta Cronshaw, che fornirà al protagonista la chiave per comprendere il suo personalissimo senso della vita.
    Filo conduttore del romanzo e della formazione di Philip sarà, infatti, un tappeto persiano regalatogli da quest'ultimo.
    In quell'oggetto apparentemente insignificante viene racchiuso un significato sfuggente che si rivelerà a Philip un pomeriggio di un giorno qualunque, camminando in una Londra che sembra non dargli scampo.
    La Londra sullo sfondo è una città meravigliosamente statica che, pur avviandosi verso la modernità, vede scorrere nei titoli di coda le ombre dei grandi scrittori vittoriani e molti, infatti, sono i rimandi ad essi.
    È questo un romanzo di formazione completo, dai contorni esistenzialisti, altamente introspettivo e profondamente inglese, che lascia ampio respiro a dialoghi eloquenti e ben strutturati dove il piacere assoluto sta proprio nel poter godere dell'evoluzione del pensiero del protagonista.
    Lo stile di scrittura è stranamente lineare e scorrevole, pur discorrendo di tematiche varie e arzigogolate.
    In alcuni punti è un po' prolisso ma sempre altamente godibile.
    Maugham dipinge il personaggio di Philip a sua immagine e somiglianza prendendo spunti dalla sua biografia personale e questo rende il romanzo ancor più apprezzabile ed intimo per un lettore che ne fa la conoscenza.
    Per me è stato un romanzo catalizzante.
    Sorprendente per gli interrogativi che è riuscito ad aprire, gratificante nelle risposte e toccante nelle vicende umane.
    Le insicurezze del protagonista, in fondo, accomunano tutti noi esseri umani in transito su questa Terra.
    Ne consiglio fortemente la lettura.
    Romanzo brillante come il suo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ho imparato che le ombre sono colorate. "

    Ho letto questo libro a 16 anni per la prima volta e, sebbene la storia mi fosse piaciuta, devo ammettere che molti dei significati non li avevo ben capiti. L'ho riletto adesso,e ho quindi avuto modo ...continua

    Ho letto questo libro a 16 anni per la prima volta e, sebbene la storia mi fosse piaciuta, devo ammettere che molti dei significati non li avevo ben capiti. L'ho riletto adesso,e ho quindi avuto modo di accorgermi di molte cose importanti che non ricordavo neanche, quindi è come se mi fossi avvicinata a un libro totalmente nuovo.
    Innanzitutto la traduzione italiana del titolo è molto riduttiva : Filippo è uno schiavo d'amore, sì, ma l'amore qui ,pur essendo importante, occupa un ruolo "marginale". Prima di essere schiavo del suo amore per Mildred (della quale risulta odioso anche solo il nome), Filippo è schiavo di molte altre cose : della sua infermità, della sua timidezza, della difficoltà a trovare la sua giusta strada, dell'incapacità a trovare il vero senso e il vero scopo della vita ; è schiavo della sua troppa bontà di carattere, dei suoi sentimenti ,della solitudine . Ecco perchè credo che il titolo originale in inglese renda molto di più l'idea. Ho apprezzato moltissimo questo libro anche perchè mi son quasi totalmente rivista nella figura di Filippo : anche io, come lui, sento il peso di molte cose : non riuscire a trovare un significato nella vita ; non sapere,soprattutto, cosa fare della mia vita ,quale strada prendere, cosa tentare ; anche io, come lui, ho passato molti anni a fare tentativi e imboccare strade che ho poi abbandonato perchè rivelatesi infruttuose e insoddisfacenti ; anche io, come lui, vorrei avere lati del mio carattere completamente diversi. E' stato perciò un romanzo che mi ha dato molto da riflettere, e credo che molti lettori si possano rispecchiare nella figura del protagonista, soprattutto al giorno d'oggi. E' veramente un manuale di vita, purtroppo sottovalutato a quanto vedo, ma bisogna assolutamente leggerlo.
    Verso la fine del libro Filippo riesce a capire qual è il senso della vita : spero ,prima o poi, di riuscirci anche io.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per