Schiavo d'amore

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 509)

4.1
(704)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 619 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8845921557 | Isbn-13: 9788845921551 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franco Salvatorelli

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Rosa

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Descrizione del libro
Il secondo e più celebre romanzo di W. Somerset Maugham, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare. Maugham precisò in diverse occasioni che "Schiavo d'amore" non era "un'autobiografia, ma un romanzo autobiografico" - e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell'esistenza, era solo il protagonista di una finzione. Il lettore è quindi libero di seguire Philip prima durante gli studi a Heidelberg, poi negli anni della bohème parigina, e alla fine per tutto il lungo e tormentato amore per Mildred. Dal libro è stato tratto nel 1934 il film "Schiavo d'amore" con Bette Davis nei panni di Mildred.
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  • 5

    William Somerset Maugham - Schiavo d'amore

    Libro splendido al pari de Il filo del rasoio. Maugham si rivela ancora una volta spettacolare ed io sono rimasto nuovamente conquistato da un suo lavoro. Scrittore che sicuramente viene un po' sottov ...continua

    Libro splendido al pari de Il filo del rasoio. Maugham si rivela ancora una volta spettacolare ed io sono rimasto nuovamente conquistato da un suo lavoro. Scrittore che sicuramente viene un po' sottovalutato qui in Italia forse per via del suo pessimismo ma io credo che questo sia uno scrittore che va assolutamente recuperato, senza alcun dubbio.

    Schiavo d'amore è la storia di Philp Carey seguita passo per passo dal momento in cui rimane orfano di madre, dopo aver perso anche il padre, fino all'età adulta (o quantomeno fino ai trent'anni). Si può etichettare questo libro come un romanzo di formazione, ma c'è molto di più, c'è la volontà da parte dell'autore di riflettere sul senso più profondo della vita, c'è amore, morte, povertà e miseria, c'è tutta la freschezza dei vent'anni quando si pensa di essere padroni del mondo e della propria vita, c'è la sofferenza per amore non corrisposto, in un ambiente che mi ha ricordato molto spesso Dickens, da cui credo Maugham abbia preso ispirazione.

    La scrittura di Muagham può risultare semplice, a tratti quasi da romanzo rosa, in realtà la prosa è di rara pulizia, con concetti espressi sempre in maniera chiara. Ovviamente l'autore deve anche essere interpretato, quindi molti concetti dovranno essere ottenuti andando a fondo nel libro, sforzandosi ci capire quello che lo scrittore vuole comunicarci, per una storia che, come dice Mugham in apertura, non è proprio un'autobiografia ma quasi.

    Schiavo d'amore è un libro che farà soffrire in alcuni tratti, un libro che porta una visione della vita quasi di sacrificio, di rinuncia, di stenti, spesso l'unico spiraglio è l'amore, di cui si strugge il protagonista, anche se il messaggio finale è che è difficile se non impossibile trovare un senso della vita, il nostro Philip trova un suo significato nella famiglia, nella procreazione, ancor prima che nella propria realizzazione personale. Forse un concetto che al giorno d'oggi è andato un po' perduto, dove ormai ciò che conta sono i traguardi personale, mentre la famiglia, i figli, spesso purtroppo passano in secondo piano.

    Come anche ne Il filo del rasoio le ambientazioni che ci regala Mugham sono splendide. Parigi e Londra vengono rese con grandissimo fascino senza lesinare talvolta anche lo squallore di certe vie, di certe zone non proprio signorili. Due città che hanno molto fascino e che non sempre è facile rendere in maniera attraente su carta. Mugham a mio parere ci riesce benissimo, catturando chi legge.

    Come ho detto inizialmente il libro per me merita tantissimo. Non so se sia meglio Il filo del rasoio, ma credo che siano entrambi due capolavori, o meglio due romanzi che sono riusciti a smuovermi dentro tante sensazioni, tanti sentimenti che magari si credono sopiti e che leggendo certi libri ritornano prepotentemente a galla. Fatevi un piacere, leggete questo autore, mi ringrazierete!

    ha scritto il 

  • 4

    Manuale d'amore

    Questo libro è un manuale di vita. Tutti i ragazzi dovrebbero leggerlo per capire come NON ci si comporta con le donne e soprattutto come non bisogna farci trattare.
    Il libro piace ed appassiona, ci s ...continua

    Questo libro è un manuale di vita. Tutti i ragazzi dovrebbero leggerlo per capire come NON ci si comporta con le donne e soprattutto come non bisogna farci trattare.
    Il libro piace ed appassiona, ci sono un po' di momenti di noia (per questo motivi non do il massimo dei voti) ma in definitiva è un bel libro che tutti gli appassionati di "classici" troveranno piacevole da leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    Ma secondo lui la vita doveva essere vissuta e non dipinta.

    Schiavo d’amore, nell’accezione originale Of human bondage, un’idea molto più ampia dei legami, o dei legacci piuttosto, che l’individuo inc ...continua

    Ma secondo lui la vita doveva essere vissuta e non dipinta.

    Schiavo d’amore, nell’accezione originale Of human bondage, un’idea molto più ampia dei legami, o dei legacci piuttosto, che l’individuo incontra nel corso delle sua esistenza.
    È il romanzo che viene letto dallo speaker sul satellite in “Cronache del dopobomba” di Philip K. Dick, ed è questo che ha stuzzicato la mia curiosità, di capire che cosa aveva da dare questo libro a un’umanità che doveva assolutamente ricostruire dopo un’apocalisse nucleare.

    Il titolo italiano è limitante e ingannevole, dà l’idea che questo libro forse un po’ troppo corposo sia un romanzo rosa.
    Si tratta invece di una storia molto più ampia, la storia di una vita. Un romanzo dal taglio “alla Dickens” modernizzato, comincia con un orfano, per di più disabile, che deve costruirsi un’esistenza.
    Non è solo un’educazione sentimentale, ma anche una riflessione sul ruolo dell’arte e, soprattutto, un tentativo esistenziale di affrancarsi dalla religione prima e dalla morale precostituita poi, alla ricerca di una libertà assoluta di cui Filippo (in questa vecchia edizione si ritrova il gusto vintage per la traduzione dei nomi propri) sarebbe l’arbitro ultimo delle proprie azioni.

    Solo che tutto questo crolla. Maugham, la cui ironia è sottile ma molto feroce nel colpire i suoi personaggi, dopo aver demolito a colpi di sarcasmo una bohéme parigina mutuata dai romanzi ma piena di magagne non da poco quando la si vive praticamente, tira una bella mazzata a Filippo e alle sue velleità quasi superomistiche.
    Mettendogli sulla strada Mildred, rozza, ignorante, senza nessun valore o interesse comune con il protagonista ma, soprattutto, capace di mostrargli solo disprezzo.
    Il grande amore, quello che occupa la parte più corposa del romanzo, è un amore malato, quello di un uomo che si piega, si umilia, si fa del male per inseguire una donna che disprezza a sua volta.

    Ma, è bene ricordarlo, non è il solo elemento. Il romanzo è un vero bildungsroman con un finale edificante, e la fine delle grandi speranze quando ci si accorge che non portano a nulla. C’è un bouquet di personaggi secondari molto ben dipinti. Ci sono informazioni e curiosità su come si formava un medico nell’Inghilterra di inizio novecento, cose che oggi fanno rabbrividire.
    Certo, è un libro lungo. Molto lungo, forse, in proporzione alla storia che racconta. Ma non è privo di fascino, passaggi divertenti e, davvero, permette di entrare in sintonia con il protagonista: il suo dolore e la sua dabbenaggine, le sue riflessioni e i suoi sentimenti, il percorso della sua psicologia dall’idea che la vita non abbia alcun senso alla rivelazione che forse è possibile trovarlo, e senza andare lontano.

    Filippo resta in Inghilterra, per la scoperta dell’oriente e i vagabondaggi bisogna rivolgersi alle opere successive di Maugham.

    ha scritto il 

  • 4

    Al di là del titolo italiano, forse un po’ riduttivo, questo romanzo di Maugham si presenta come un classico romanzo di formazione, avvolto in atmosfere vittoriane e con precisi riferimenti autobiogra ...continua

    Al di là del titolo italiano, forse un po’ riduttivo, questo romanzo di Maugham si presenta come un classico romanzo di formazione, avvolto in atmosfere vittoriane e con precisi riferimenti autobiografici. Però, questa definizione sarebbe semplicemente riduttiva in quanto una prosa elegante e un impianto narrativo curato e niente affatto banale, conduce il lettore attraverso un percorso lungo e complesso di passaggio alla vita adulta e di avviamento ai sentimenti . Philip , il protagonista, tenace, testardo, masochista si presenta da subito come un personaggio poco simpatico. Nell’avventura con Mildred, un vero tizzone d’inferno, volgare, ignorante e cattivissima il suo comportamento è a dir poco incomprensibile! Non si capisce come si possa giungere a farsi tanto male. Poi, procedendo nella lettura ( e perché sì, si è avvinti dalla prosa sinuosa di Maugham!!) si capisce che Philip vuole forse toccare gli estremi del dolore per mettere alla prova la propria volontà. Non è tutto sommato un perdente ma dimostra una incontestabile tenacia nel ribellarsi agli aspetti più farisei, repressivi ed ipocriti della religione e della società.

    ha scritto il 

  • 4

    I tormenti del giovane Philip

    L'eleganza un po' civettuola delle sue opere successive (penso a Il filo del rasoio e a Il velo dipinto) cede qui il passo a una storia quasi dickensiana, dove la formazione del protagonista Philip vi ...continua

    L'eleganza un po' civettuola delle sue opere successive (penso a Il filo del rasoio e a Il velo dipinto) cede qui il passo a una storia quasi dickensiana, dove la formazione del protagonista Philip viene vissuta dal lettore con grande immedesimazione. Sono stato trascinato in giro per l'Europa nelle vicende di Philip, intenerendomi e disprezzandolo, arrabbiandomi per la sua debolezza e gioendo per la sua maturazione.
    Il titolo originale, Of human bondage, chiama in causa un campione di varie schiavitù dell'uomo vissute in prima persona da Philip Carey; certo la scelta italiana - Schiavo d'amore - è tuttavia comprensibile perchè va a focalizzarsi su quella centrale, la fissazione amorosa di Philip nei confronti dell'ingrata e volatile Mildred. Una storia da mangiarsi le unghie fino al sangue, claustrofobica al limite dell'irritante (avrei voluto addentare il kindle), un tunnel fuori dal quale è bello poi riprendere il respiro ad ampie boccate.
    Maugham scrive in modo divino, è in grado di afferrare il lettore per il bavero, torturarlo di pizzicotti, fargli sentire i morsi della fame per poi lasciarlo cullare nell' idillio campestre del Kent, accoglierlo in un languido focolare domestico.

    ha scritto il 

  • 4

    Maugham era un grandissimo scrittore,purtroppo molto sottovalutato.Questo libro sa fare il confronto tra un uomo dedito con passione e verità al suo amore ed un altro che millanta solo,che falsifica,c ...continua

    Maugham era un grandissimo scrittore,purtroppo molto sottovalutato.Questo libro sa fare il confronto tra un uomo dedito con passione e verità al suo amore ed un altro che millanta solo,che falsifica,che usa il sentimento solo per la scalata sociale,due "tipi umani"caratteristici anche della nostra società,qui descritti con perizia maniacale.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'eccezionale esperienza di vita

    Mi si venga pure a dire che Somerset M. non è uno scrittore di profondità abissali, uno che - in un'epoca di romanzi rivoluzionari (siamo negli anni in cui Kafka pubblica Il processo e germoglia l'Uli ...continua

    Mi si venga pure a dire che Somerset M. non è uno scrittore di profondità abissali, uno che - in un'epoca di romanzi rivoluzionari (siamo negli anni in cui Kafka pubblica Il processo e germoglia l'Ulisse di Joyce, per dire) - si è limitato a una narrativa di stampo prettamente ottocentesco, senza grandi scossoni o guizzi geniali. E' vero. Ma ciò nulla toglie alla bellezza a tutto tondo di questo "classico" romanzo di formazione. In cui ogni sentimento umano è analizzato con una puntualità scabrosa che suscita nel lettore una straordinaria empatia. Più che un'interessante lettura, Schiavo d'amore è un'eccezionale esperienza di vita. (Con l'augurio di non incrociare mai una Mildred sul nostro cammino o, alla peggio, di non innamorarcene mai.)

    ha scritto il 

  • 4

    La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode

    “Philip ricordò quel re orientale, il quale, volendo conoscere la storia dell'uomo, si vide portare da un saggio cinquecento volumi: troppo occupato dagli affari di Stato, lo pregò di fargliene un ria ...continua

    “Philip ricordò quel re orientale, il quale, volendo conoscere la storia dell'uomo, si vide portare da un saggio cinquecento volumi: troppo occupato dagli affari di Stato, lo pregò di fargliene un riassunto. Dopo vent'anni il saggio tornò e la sua storia era condensata in cinquanta volumi; ma il re, troppo vecchio ormai per leggere tante pagine, lo pregò ancora una volta di riassumerle. Passarono altri vent'anni e il saggio, decrepito e canuto, raccolse in un solo volume le cognizioni che il re aveva cercate, ma il re era sul letto di morte e non aveva più il tempo di leggere neanche quello. E allora il saggio gli riassunse la storia dell'uomo in una riga: è nato, ha sofferto ed è morto.”

    Il libro, quasi un diario, racconta la vita di Philip, piccolo orfano colpito da una malformazione al piede; descrive la sua educazione, i suoi desideri, i suoi amori e le sue esperienze fino al momento in cui diventa uomo capace di prendere in mano il suo destino.
    Il cuore del racconto è il suo amore per Mildred, una donna senza scrupoli, volgare, stupida e ingrata che lo umilia, lo rende passivo e da cui non riesce mai a staccarsi completamente. Una donna di cui nota i difetti, che lo sfrutta e che si fa mantenere con una figlia avuta da un altro. Per questo amore Philip si rovina sia economicamente che psicologicamente. A volte la perfidia di questa donna sembra quasi incredibile.

    "Non sapeva perché l'amasse. Aveva letto delle idealizzazioni che avvengono in amore, ma egli la vedeva esattamente come era: né divertente né intelligente: dotata di una mente volgare e di una furberia altrettanto volgare, che lo disgustava. Nessuna generosità, nessuna dolcezza. Philip trovava spiacevole il suo seno piatto e i suoi fianchi troppo stretti e detestava la volgarità della sua pettinatura. Odiava e disprezzava se stesso perché l'amava. Si sentiva smarrito. Amava quella donna come non aveva mai amato prima. Non gli importava nulla dei suoi difetti. Comunque, non avevano alcun significato per lui. Gli sembrava come se una forza estranea agisse contro la sua volontà, contro il suo interesse ".

    Poi finalmente uno spiraglio di luce interviene nella sua vita. Il lavoro, l’incontro con un uomo buono e la sua famiglia che lo accoglie come un parente, l’amore per una ragazza che sfocia in qualcosa di bello e positivo. Un amore che però non cancellerà il ricordo della donna volgare, ormai diventata prostituta, che Philip idealizzerà fino alla fine.
    L’autore ha una straordinaria capacità di rendere lo stato d’animo di Philip, il suo giudizio sul mondo che lo circonda, la sua sofferenza, il suo sentirsi oppresso da una quotidianità che detesta e lo inaridisce, il suo pessimismo.

    “La vita non aveva alcun significato, l'uomo non aveva alcuna importanza. Philip esultò come aveva esultato nella sua giovinezza quando si era liberato dal fardello della religione; gli sembrava ora di essere alleviato dall'ultima responsabilità e di sentirsi per la prima volta veramente libero. La sua nullità si trasformava in forza, ed improvvisamente egli si sentiva uguale al destino spietato che si era accanito contro di lui; se la vita non aveva significato, il mondo non aveva più crudeltà. L'insuccesso non aveva alcuna importanza e il successo non significava nulla. Così piccolo nella massa formicolante di esseri umani che per breve tempo occupavano la superficie della terra, si sentiva onnipotente perché aveva strappato al caos il segreto della sua inesistenza. I pensieri si soverchiavano tumultuosamente l'un l'altro nel suo cervello; ed egli respirò a lungo con gioconda soddisfazione. Aveva voglia di cantare e di saltare; da molti mesi non si sentiva così felice.”

    Philip riesce a capire quindi che ciascuno è al mondo solo per sé, imparando a pretendere meno così dai propri simili. Nel complesso il libro è abbastanza interessante e profondo, anche se forse troppo prolisso e dettagliato in molte parti. Probabilmente alcune minuziose descrizioni, poco funzionali al romanzo, potrebbero essere tranquillamente eliminate favorendone la leggibilità.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo racconto che mi ha ricordato in alcuni punti i romanzi di Dickens. Il protagonista e'Philip Carey , orfano di entrambi i genitori che viene allevato dagli zii materni molto religiosi e a ...continua

    Un bellissimo racconto che mi ha ricordato in alcuni punti i romanzi di Dickens. Il protagonista e'Philip Carey , orfano di entrambi i genitori che viene allevato dagli zii materni molto religiosi e alquanto bigotti. Seguiamo questo bambino nella sua formazione, nella sua crescita, nella sua educazione, nelle sue scelte di vita e nei suoi amori. Questi ultimi hanno una parte molto importante nella storia . E’ la passione travolgente che Philip ha, per Mildred Rogers il tema principale del racconto. Mildred e’ una donna volgare che accetta i suoi regali, ma gli preferisce un uomo più ricco che però non può sposarla, e’ una donna che non si fa scrupoli a tornare da lui con una figlia per farsi mantenere e che decide poi di sposarlo quando oramai lui è totalmente disgustato da lei. E’ questo l’amore che rovina Philip, sia economicamente che nell’anima. Grazie all’ incontro con un uomo buono e la sua famiglia che lo accoglie come un parente, e l’amore per la figlia , Philip riesce ad uscire da questo vortice di distruzione e a vivere serenamente il suo futuro. C’e’ una punta di amarezza, però: questo antico amore non si cancellerà mai e il ricordo della donna accompagnera’ Philip, come un fantasma. Nonostante il romanzo sia lungo, l’ho letto con piacere , e lo consiglio perche’ la storia sa sottolineare i lati buoni e cattivi della vita.

    ha scritto il 

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