Schiavo d'amore

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca, 509)

4.1
(713)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 619 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8845921557 | Isbn-13: 9788845921551 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franco Salvatorelli

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Rosa

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Descrizione del libro
Il secondo e più celebre romanzo di W. Somerset Maugham, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare. Maugham precisò in diverse occasioni che "Schiavo d'amore" non era "un'autobiografia, ma un romanzo autobiografico" - e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell'esistenza, era solo il protagonista di una finzione. Il lettore è quindi libero di seguire Philip prima durante gli studi a Heidelberg, poi negli anni della bohème parigina, e alla fine per tutto il lungo e tormentato amore per Mildred. Dal libro è stato tratto nel 1934 il film "Schiavo d'amore" con Bette Davis nei panni di Mildred.
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  • 3

    Schiavo d'amore o... incapace d'amare?

    Philip è orfano, cresciuto da uno zio avaro e gretto e da una zia amorevole e succube. Ha un piede equino. E ha un carattere schivo, musone cinico e pure un po' arrogante.
    Schiavo di una passione senz ...continua

    Philip è orfano, cresciuto da uno zio avaro e gretto e da una zia amorevole e succube. Ha un piede equino. E ha un carattere schivo, musone cinico e pure un po' arrogante.
    Schiavo di una passione senza speranze per una donnetta volgare e succhiasoldi che disprezza e lo disprezza, Philip perde completamente la testa e la dignità.
    Ma è incapace, secondo me, di sentimenti veri.
    Dopo oltre seicento pagine di descrizioni, riflessioni sul senso della vita, della morte, dell'arte ecc , Philip si accontenta di raccogliere la felicità che gli è stata offerta da una giovane bella sana robusta e di poche parole. Forse è più di quanto meritasse.

    Titolo terribile. Ben scritto, ma troppo lungo.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia di Philip Carey è la storia di un uomo infelice perché profondamente minato dalla consapevolezza di essere un diverso agli occhi del mondo.
    Un difetto congenito, infatti, lo condurrà alla no ...continua

    La storia di Philip Carey è la storia di un uomo infelice perché profondamente minato dalla consapevolezza di essere un diverso agli occhi del mondo.
    Un difetto congenito, infatti, lo condurrà alla non accettazione di se stesso.
    Il romanzo racconta il suo percorso di crescita, soprattutto interiore, dalla fanciullezza fino ai trent'anni muovendo i primi passi dalla canonica bigotta di Balckstable, dove vive con gli zii adottivi, fino a giungere alla totale accettazione e consapevolezza di sé in un assolato sabato di una Londra iridescente e dai toni pastello.
    Nella sua condizione di orfano, sfiorato costantemente dall'imbarazzo per il suo handicap, Philip crescerà cercando di colmare i vuoti esistenziali attraverso l'utilizzo di brillanti doti intellettive sviluppate grazie all'amore per i libri; queste capacità lo condurranno alla ricerca costante del bello estetico e, attraverso l'amore per l'arte e le discussioni filosofiche intessute con erranti amici artisti incontrati durante i suoi vagabondaggi europei alla ricerca di uno status quo, si creerà un insolito contesto di sicurezza.
    Il romanzo è pervaso da atmosfere bohémien consumate in localini sbiaditi del Quartiere latino di Parigi, dove le discussioni prendono vita e si compiono davanti a bicchierini d'assenzio, qui elevati a bevanda purificatrice dell'io.
    Philip è fondamentalmente un uomo buono ma foderato di sano egoismo, un egoismo scaturito dai valori borghesi di cui è infarcito. Egli inseguirà costantemente una felicità chimera e, innamoratosi dell'amore, si getterà in una storia con una donna priva di compassione, egoista ed ottusa che riuscirà a far nascere in lui uno spirito masochista e servile. Pur restando lucido sul paradosso della sua condizione di "schiavo", non potrà farne a meno e lotterà nel tempo per liberarsi di questo sentimento nefasto.
    Sullo sfondo della vita di Philip si muovono diversi contesti e scenari, personaggi talvolta anonimi o ritratti indimenticabili come l'amico poeta Cronshaw, che fornirà al protagonista la chiave per comprendere il suo personalissimo senso della vita.
    Filo conduttore del romanzo e della formazione di Philip sarà, infatti, un tappeto persiano regalatogli da quest'ultimo.
    In quell'oggetto apparentemente insignificante viene racchiuso un significato sfuggente che si rivelerà a Philip un pomeriggio di un giorno qualunque, camminando in una Londra che sembra non dargli scampo.
    La Londra sullo sfondo è una città meravigliosamente statica che, pur avviandosi verso la modernità, vede scorrere nei titoli di coda le ombre dei grandi scrittori vittoriani e molti, infatti, sono i rimandi ad essi.
    È questo un romanzo di formazione completo, dai contorni esistenzialisti, altamente introspettivo e profondamente inglese, che lascia ampio respiro a dialoghi eloquenti e ben strutturati dove il piacere assoluto sta proprio nel poter godere dell'evoluzione del pensiero del protagonista.
    Lo stile di scrittura è stranamente lineare e scorrevole, pur discorrendo di tematiche varie e arzigogolate.
    In alcuni punti è un po' prolisso ma sempre altamente godibile.
    Maugham dipinge il personaggio di Philip a sua immagine e somiglianza prendendo spunti dalla sua biografia personale e questo rende il romanzo ancor più apprezzabile ed intimo per un lettore che ne fa la conoscenza.
    Per me è stato un romanzo catalizzante.
    Sorprendente per gli interrogativi che è riuscito ad aprire, gratificante nelle risposte e toccante nelle vicende umane.
    Le insicurezze del protagonista, in fondo, accomunano tutti noi esseri umani in transito su questa Terra.
    Ne consiglio fortemente la lettura.
    Romanzo brillante come il suo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ho imparato che le ombre sono colorate. "

    Ho letto questo libro a 16 anni per la prima volta e, sebbene la storia mi fosse piaciuta, devo ammettere che molti dei significati non li avevo ben capiti. L'ho riletto adesso,e ho quindi avuto modo ...continua

    Ho letto questo libro a 16 anni per la prima volta e, sebbene la storia mi fosse piaciuta, devo ammettere che molti dei significati non li avevo ben capiti. L'ho riletto adesso,e ho quindi avuto modo di accorgermi di molte cose importanti che non ricordavo neanche, quindi è come se mi fossi avvicinata a un libro totalmente nuovo.
    Innanzitutto la traduzione italiana del titolo è molto riduttiva : Filippo è uno schiavo d'amore, sì, ma l'amore qui ,pur essendo importante, occupa un ruolo "marginale". Prima di essere schiavo del suo amore per Mildred (della quale risulta odioso anche solo il nome), Filippo è schiavo di molte altre cose : della sua infermità, della sua timidezza, della difficoltà a trovare la sua giusta strada, dell'incapacità a trovare il vero senso e il vero scopo della vita ; è schiavo della sua troppa bontà di carattere, dei suoi sentimenti ,della solitudine . Ecco perchè credo che il titolo originale in inglese renda molto di più l'idea. Ho apprezzato moltissimo questo libro anche perchè mi son quasi totalmente rivista nella figura di Filippo : anche io, come lui, sento il peso di molte cose : non riuscire a trovare un significato nella vita ; non sapere,soprattutto, cosa fare della mia vita ,quale strada prendere, cosa tentare ; anche io, come lui, ho passato molti anni a fare tentativi e imboccare strade che ho poi abbandonato perchè rivelatesi infruttuose e insoddisfacenti ; anche io, come lui, vorrei avere lati del mio carattere completamente diversi. E' stato perciò un romanzo che mi ha dato molto da riflettere, e credo che molti lettori si possano rispecchiare nella figura del protagonista, soprattutto al giorno d'oggi. E' veramente un manuale di vita, purtroppo sottovalutato a quanto vedo, ma bisogna assolutamente leggerlo.
    Verso la fine del libro Filippo riesce a capire qual è il senso della vita : spero ,prima o poi, di riuscirci anche io.

    ha scritto il 

  • 5

    William Somerset Maugham - Schiavo d'amore

    Libro splendido al pari de Il filo del rasoio. Maugham si rivela ancora una volta spettacolare ed io sono rimasto nuovamente conquistato da un suo lavoro. Scrittore che sicuramente viene un po' sottov ...continua

    Libro splendido al pari de Il filo del rasoio. Maugham si rivela ancora una volta spettacolare ed io sono rimasto nuovamente conquistato da un suo lavoro. Scrittore che sicuramente viene un po' sottovalutato qui in Italia forse per via del suo pessimismo ma io credo che questo sia uno scrittore che va assolutamente recuperato, senza alcun dubbio.

    Schiavo d'amore è la storia di Philp Carey seguita passo per passo dal momento in cui rimane orfano di madre, dopo aver perso anche il padre, fino all'età adulta (o quantomeno fino ai trent'anni). Si può etichettare questo libro come un romanzo di formazione, ma c'è molto di più, c'è la volontà da parte dell'autore di riflettere sul senso più profondo della vita, c'è amore, morte, povertà e miseria, c'è tutta la freschezza dei vent'anni quando si pensa di essere padroni del mondo e della propria vita, c'è la sofferenza per amore non corrisposto, in un ambiente che mi ha ricordato molto spesso Dickens, da cui credo Maugham abbia preso ispirazione.

    La scrittura di Muagham può risultare semplice, a tratti quasi da romanzo rosa, in realtà la prosa è di rara pulizia, con concetti espressi sempre in maniera chiara. Ovviamente l'autore deve anche essere interpretato, quindi molti concetti dovranno essere ottenuti andando a fondo nel libro, sforzandosi ci capire quello che lo scrittore vuole comunicarci, per una storia che, come dice Mugham in apertura, non è proprio un'autobiografia ma quasi.

    Schiavo d'amore è un libro che farà soffrire in alcuni tratti, un libro che porta una visione della vita quasi di sacrificio, di rinuncia, di stenti, spesso l'unico spiraglio è l'amore, di cui si strugge il protagonista, anche se il messaggio finale è che è difficile se non impossibile trovare un senso della vita, il nostro Philip trova un suo significato nella famiglia, nella procreazione, ancor prima che nella propria realizzazione personale. Forse un concetto che al giorno d'oggi è andato un po' perduto, dove ormai ciò che conta sono i traguardi personale, mentre la famiglia, i figli, spesso purtroppo passano in secondo piano.

    Come anche ne Il filo del rasoio le ambientazioni che ci regala Mugham sono splendide. Parigi e Londra vengono rese con grandissimo fascino senza lesinare talvolta anche lo squallore di certe vie, di certe zone non proprio signorili. Due città che hanno molto fascino e che non sempre è facile rendere in maniera attraente su carta. Mugham a mio parere ci riesce benissimo, catturando chi legge.

    Come ho detto inizialmente il libro per me merita tantissimo. Non so se sia meglio Il filo del rasoio, ma credo che siano entrambi due capolavori, o meglio due romanzi che sono riusciti a smuovermi dentro tante sensazioni, tanti sentimenti che magari si credono sopiti e che leggendo certi libri ritornano prepotentemente a galla. Fatevi un piacere, leggete questo autore, mi ringrazierete!

    ha scritto il 

  • 4

    Manuale d'amore

    Questo libro è un manuale di vita. Tutti i ragazzi dovrebbero leggerlo per capire come NON ci si comporta con le donne e soprattutto come non bisogna farci trattare.
    Il libro piace ed appassiona, ci s ...continua

    Questo libro è un manuale di vita. Tutti i ragazzi dovrebbero leggerlo per capire come NON ci si comporta con le donne e soprattutto come non bisogna farci trattare.
    Il libro piace ed appassiona, ci sono un po' di momenti di noia (per questo motivi non do il massimo dei voti) ma in definitiva è un bel libro che tutti gli appassionati di "classici" troveranno piacevole da leggere.

    ha scritto il 

  • 0

    Ma secondo lui la vita doveva essere vissuta e non dipinta.

    Schiavo d’amore, nell’accezione originale Of human bondage, un’idea molto più ampia dei legami, o dei legacci piuttosto, che l’individuo inc ...continua

    Ma secondo lui la vita doveva essere vissuta e non dipinta.

    Schiavo d’amore, nell’accezione originale Of human bondage, un’idea molto più ampia dei legami, o dei legacci piuttosto, che l’individuo incontra nel corso delle sua esistenza.
    È il romanzo che viene letto dallo speaker sul satellite in “Cronache del dopobomba” di Philip K. Dick, ed è questo che ha stuzzicato la mia curiosità, di capire che cosa aveva da dare questo libro a un’umanità che doveva assolutamente ricostruire dopo un’apocalisse nucleare.

    Il titolo italiano è limitante e ingannevole, dà l’idea che questo libro forse un po’ troppo corposo sia un romanzo rosa.
    Si tratta invece di una storia molto più ampia, la storia di una vita. Un romanzo dal taglio “alla Dickens” modernizzato, comincia con un orfano, per di più disabile, che deve costruirsi un’esistenza.
    Non è solo un’educazione sentimentale, ma anche una riflessione sul ruolo dell’arte e, soprattutto, un tentativo esistenziale di affrancarsi dalla religione prima e dalla morale precostituita poi, alla ricerca di una libertà assoluta di cui Filippo (in questa vecchia edizione si ritrova il gusto vintage per la traduzione dei nomi propri) sarebbe l’arbitro ultimo delle proprie azioni.

    Solo che tutto questo crolla. Maugham, la cui ironia è sottile ma molto feroce nel colpire i suoi personaggi, dopo aver demolito a colpi di sarcasmo una bohéme parigina mutuata dai romanzi ma piena di magagne non da poco quando la si vive praticamente, tira una bella mazzata a Filippo e alle sue velleità quasi superomistiche.
    Mettendogli sulla strada Mildred, rozza, ignorante, senza nessun valore o interesse comune con il protagonista ma, soprattutto, capace di mostrargli solo disprezzo.
    Il grande amore, quello che occupa la parte più corposa del romanzo, è un amore malato, quello di un uomo che si piega, si umilia, si fa del male per inseguire una donna che disprezza a sua volta.

    Ma, è bene ricordarlo, non è il solo elemento. Il romanzo è un vero bildungsroman con un finale edificante, e la fine delle grandi speranze quando ci si accorge che non portano a nulla. C’è un bouquet di personaggi secondari molto ben dipinti. Ci sono informazioni e curiosità su come si formava un medico nell’Inghilterra di inizio novecento, cose che oggi fanno rabbrividire.
    Certo, è un libro lungo. Molto lungo, forse, in proporzione alla storia che racconta. Ma non è privo di fascino, passaggi divertenti e, davvero, permette di entrare in sintonia con il protagonista: il suo dolore e la sua dabbenaggine, le sue riflessioni e i suoi sentimenti, il percorso della sua psicologia dall’idea che la vita non abbia alcun senso alla rivelazione che forse è possibile trovarlo, e senza andare lontano.

    Filippo resta in Inghilterra, per la scoperta dell’oriente e i vagabondaggi bisogna rivolgersi alle opere successive di Maugham.

    ha scritto il 

  • 4

    Al di là del titolo italiano, forse un po’ riduttivo, questo romanzo di Maugham si presenta come un classico romanzo di formazione, avvolto in atmosfere vittoriane e con precisi riferimenti autobiogra ...continua

    Al di là del titolo italiano, forse un po’ riduttivo, questo romanzo di Maugham si presenta come un classico romanzo di formazione, avvolto in atmosfere vittoriane e con precisi riferimenti autobiografici. Però, questa definizione sarebbe semplicemente riduttiva in quanto una prosa elegante e un impianto narrativo curato e niente affatto banale, conduce il lettore attraverso un percorso lungo e complesso di passaggio alla vita adulta e di avviamento ai sentimenti . Philip , il protagonista, tenace, testardo, masochista si presenta da subito come un personaggio poco simpatico. Nell’avventura con Mildred, un vero tizzone d’inferno, volgare, ignorante e cattivissima il suo comportamento è a dir poco incomprensibile! Non si capisce come si possa giungere a farsi tanto male. Poi, procedendo nella lettura ( e perché sì, si è avvinti dalla prosa sinuosa di Maugham!!) si capisce che Philip vuole forse toccare gli estremi del dolore per mettere alla prova la propria volontà. Non è tutto sommato un perdente ma dimostra una incontestabile tenacia nel ribellarsi agli aspetti più farisei, repressivi ed ipocriti della religione e della società.

    ha scritto il 

  • 4

    I tormenti del giovane Philip

    L'eleganza un po' civettuola delle sue opere successive (penso a Il filo del rasoio e a Il velo dipinto) cede qui il passo a una storia quasi dickensiana, dove la formazione del protagonista Philip vi ...continua

    L'eleganza un po' civettuola delle sue opere successive (penso a Il filo del rasoio e a Il velo dipinto) cede qui il passo a una storia quasi dickensiana, dove la formazione del protagonista Philip viene vissuta dal lettore con grande immedesimazione. Sono stato trascinato in giro per l'Europa nelle vicende di Philip, intenerendomi e disprezzandolo, arrabbiandomi per la sua debolezza e gioendo per la sua maturazione.
    Il titolo originale, Of human bondage, chiama in causa un campione di varie schiavitù dell'uomo vissute in prima persona da Philip Carey; certo la scelta italiana - Schiavo d'amore - è tuttavia comprensibile perchè va a focalizzarsi su quella centrale, la fissazione amorosa di Philip nei confronti dell'ingrata e volatile Mildred. Una storia da mangiarsi le unghie fino al sangue, claustrofobica al limite dell'irritante (avrei voluto addentare il kindle), un tunnel fuori dal quale è bello poi riprendere il respiro ad ampie boccate.
    Maugham scrive in modo divino, è in grado di afferrare il lettore per il bavero, torturarlo di pizzicotti, fargli sentire i morsi della fame per poi lasciarlo cullare nell' idillio campestre del Kent, accoglierlo in un languido focolare domestico.

    ha scritto il 

  • 4

    Maugham era un grandissimo scrittore,purtroppo molto sottovalutato.Questo libro sa fare il confronto tra un uomo dedito con passione e verità al suo amore ed un altro che millanta solo,che falsifica,c ...continua

    Maugham era un grandissimo scrittore,purtroppo molto sottovalutato.Questo libro sa fare il confronto tra un uomo dedito con passione e verità al suo amore ed un altro che millanta solo,che falsifica,che usa il sentimento solo per la scalata sociale,due "tipi umani"caratteristici anche della nostra società,qui descritti con perizia maniacale.

    ha scritto il 

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