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Schiavo d'amore

By W. Somerset Maugham

(375)

| Paperback | 9788845921551

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Book Description

Il secondo e più celebre romanzo di W. Somerset Maugham, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare. Maugham precisò in diverse occasioni che "Schiavo d'amore" non era "un'autobiografia, ma un romanzo au Continue

Il secondo e più celebre romanzo di W. Somerset Maugham, quello che già alla sua uscita, nel 1915, fece di lui uno scrittore immensamente popolare. Maugham precisò in diverse occasioni che "Schiavo d'amore" non era "un'autobiografia, ma un romanzo autobiografico" - e che Philip Carey, pur essendo orfano come lui, medico come lui, e come lui attratto dai lati meno dominabili dell'esistenza, era solo il protagonista di una finzione. Il lettore è quindi libero di seguire Philip prima durante gli studi a Heidelberg, poi negli anni della bohème parigina, e alla fine per tutto il lungo e tormentato amore per Mildred. Dal libro è stato tratto nel 1934 il film "Schiavo d'amore" con Bette Davis nei panni di Mildred.

101 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un bellissimo racconto che mi ha ricordato in alcuni punti i romanzi di Dickens. Il protagonista e'Philip Carey , orfano di entrambi i genitori che viene allevato dagli zii materni molto religiosi e alquanto bigotti. Seguiamo questo bambino nella sua ...(continue)

    Un bellissimo racconto che mi ha ricordato in alcuni punti i romanzi di Dickens. Il protagonista e'Philip Carey , orfano di entrambi i genitori che viene allevato dagli zii materni molto religiosi e alquanto bigotti. Seguiamo questo bambino nella sua formazione, nella sua crescita, nella sua educazione, nelle sue scelte di vita e nei suoi amori. Questi ultimi hanno una parte molto importante nella storia . E’ la passione travolgente che Philip ha, per Mildred Rogers il tema principale del racconto. Mildred e’ una donna volgare che accetta i suoi regali, ma gli preferisce un uomo più ricco che però non può sposarla, e’ una donna che non si fa scrupoli a tornare da lui con una figlia per farsi mantenere e che decide poi di sposarlo quando oramai lui è totalmente disgustato da lei. E’ questo l’amore che rovina Philip, sia economicamente che nell’anima. Grazie all’ incontro con un uomo buono e la sua famiglia che lo accoglie come un parente, e l’amore per la figlia , Philip riesce ad uscire da questo vortice di distruzione e a vivere serenamente il suo futuro. C’e’ una punta di amarezza, però: questo antico amore non si cancellerà mai e il ricordo della donna accompagnera’ Philip, come un fantasma. Nonostante il romanzo sia lungo, l’ho letto con piacere , e lo consiglio perche’ la storia sa sottolineare i lati buoni e cattivi della vita.

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    Roby66 said on May 4, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Splendido, avvincente, con un finale orwelliano che mi ha lasciata un po' delusa.

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    Kriska said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    E’ una storia di formazione in cui il protagonista, Philip Carey, affronta la vita con il peso di un'infanzia infelice e di un piede equino.
    Seguiremo questo bambino per tutte le pagine del romanzo; nella sua formazione, nella sua crescita, nella su ...(continue)

    E’ una storia di formazione in cui il protagonista, Philip Carey, affronta la vita con il peso di un'infanzia infelice e di un piede equino.
    Seguiremo questo bambino per tutte le pagine del romanzo; nella sua formazione, nella sua crescita, nella sua educazione, nelle sue scelte di vita, a volte giuste a volte sbagliate, e nei suoi amori: l’avventura con una donna più grande di lui che un po’ lo disgusta, l’amore per una donna volgare e ingrata che lo umilierà spesso e da cui non riuscirà mai a staccarsi completamente, e l’amore silenzioso e luminoso della figlia di un amico, amore che chiuderà il romanzo con l’effettiva liberazione di Philip.
    Con una punta di amarezza, però… Infatti, è un amore che non cancellerà mai il ricordo della donna volgare che è diventata una prostituta, e di cui Philip inseguirà sempre il fantasma. Ma il finale è comunque positivo, non è sdolcinato e quasi fastidioso come alcuni lieti fine: è il finale è adatto al romanzo. Secco, sofferto, ma speranzoso.

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    Aspa said on Nov 11, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Particularly with this book Maugham proves to be an exceptional analyser of the human soul. I think everyone has had one of Philip's thoughts in mind at least once in a lifetime and it is almost impossible not to feel an emotional involvement in his ...(continue)

    Particularly with this book Maugham proves to be an exceptional analyser of the human soul. I think everyone has had one of Philip's thoughts in mind at least once in a lifetime and it is almost impossible not to feel an emotional involvement in his affairs. I had to leave the book for three days in a point that I considered dramatic.
    It's no wonder that "on human bondage" and "The razor's edge" are regarded as the best of Maugham's production.

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    Chase Insteadman Mountbatten said on Nov 2, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Ma le parti noiose della vita non andrebbero tagliate dai romanzi?

    Mi ci è voluto qualche giorno per mettere a fuoco il problema di questo romanzo. Poi Hitchcock mi è venuto in aiuto. Così ho capito che una narrazione diventa letteratura se racconta la vita con le parti noiose o poco significative tagliate. Maugham ...(continue)

    Mi ci è voluto qualche giorno per mettere a fuoco il problema di questo romanzo. Poi Hitchcock mi è venuto in aiuto. Così ho capito che una narrazione diventa letteratura se racconta la vita con le parti noiose o poco significative tagliate. Maugham invece in questo romanzo di formazione che è in realtà un diario scritto in terza persona, non ci fa mancare nulla. E così si passa dalle dotte discussioni sulla pittura di Manet alla minuziosa descrizione dello scialletto che portava Mildred, dalle riflessioni avvitate di Phil sul senso della vita, alle disquisizioni sulle regole che la moglie di un vicario deve seguire per fare la spesa. Molte delle pagine scritte sembrano racconti a sé stanti, inutili all’ economia della storia.
    Certo si impara molto sull’ Inghilterra leggendo Maugham, sulla visione classista della società, peraltro condivisa da Phil, sulla povertà e sordidezza della Londra di fine ottocento, sul concetto di donna considerato allora desiderabile, semplice, in carne, senza pretese di intellettualità o di raffinatezza, sull’ incapacità di considerare positivamente le emozioni, sulla negatività di lasciarsi andare alla passione. E la sensazione è che lo scrittore Maugham, nonostante il titolo scelto per questo romanzo-diario, sia egli stesso talmente intriso di questa mentalità inglese, da essere del tutto incapace di raccontare le emozioni e le passioni del suo personaggio.
    Mildred, il grande amore di Phil, è affermato ma non spiegato. Phil non può fare a meno di lei, eppure la trova quasi brutta, la descrive piatta e anemica, la disprezza come persona per la sua incultura piccolo borghese e per le sue bugie, viene da lei sistematicamente maltrattato. L’amica Norah invece ha senso dell’umorismo, intelligenza, calore umano. Ci informa Maugham che Phil era felice di stare con lei, parlarci era divertente e interessante. Norah gli restituisce fiducia in se stesso, gli guarisce tutte le ferite dell’ anima. Phil ammirava il suo coraggio, il suo ottimismo, la sua continua sfida nei confronti del destino. Ma, conclude Maugham, non l’amava affatto.
    Allora da lettrice mi chiedo: ma di che amore mi sta parlando Maugham? E’ evidente che il suo concetto di amore e il mio non coincidono affatto. In realtà, l’idea che mi sono fatta è che Maugham le donne non le abbia mai amate, ma che in questo diario-romanzo parzialmente autobiografico non abbia avuto il coraggio di ammetterlo. Ma al di là della vigliaccheria dell’uomo, è soprattutto lo scrittore qui che fallisce. E così la trama del tappeto persiano metafora della vita, splendida ma senza significato, nel caso di Maugham non è neanche splendida.

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    Cxr said on Aug 22, 2013 | 3 feedbacks

  • 5 people find this helpful

    Troppo lungo
    Troppe pagine
    Philip troppo poco empatico
    Mildred troppo odiosa
    Troppo divagare

    non lo consiglierei come lettura

    6/10

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    Marta said on Jul 5, 2013 | 3 feedbacks

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