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Schiuma

Il romanzo della «Feccia» turca

Di

Editore: Einaudi

3.4
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806151908 | Isbn-13: 9788806151904 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: A. Orsi

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il romanzo della feccia turca. Arriva in italia il libro che ha scioccato eaffascinato i lettori tedeschi. L'opera prima di uno scrittore figlio diemigranti turchi in Germania che racconta la spietata lotta per l'affermazioneindividuale e sociale di un gruppo di reietti per lingua, censo e cultura. Unlibro duro e impietoso che mostra il volto feroce dell'integrazione razzialein Europa.
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  • 5

    La vera storia di Ertan Ongun.

    Scrittore turco, Zaimoglu, raccoglie in "Schiuma" 135 racconti ( o meglio storie) che documentano la vita del 25 enne turco, tossicodipendente Ertan Ongun, giovane dealer che a causa delle sue azioni criminali vive entrando ed uscendo dal carcere.
    Con un linguaggio duro e diretto Zaimoglu ...continua

    Scrittore turco, Zaimoglu, raccoglie in "Schiuma" 135 racconti ( o meglio storie) che documentano la vita del 25 enne turco, tossicodipendente Ertan Ongun, giovane dealer che a causa delle sue azioni criminali vive entrando ed uscendo dal carcere.
    Con un linguaggio duro e diretto Zaimoglu ci parla di identità ed integrazione, rendendo questo romanzo forte e crudo. Il libro si presenta come una sorta di intervista- sfogo del giovane Ertan.
    Zaimoglu ci racconta uno spaccato di realtà: quella dei bassifondi dove vivono gli emarginati: giovani turchi chiamati "Kanaken" ( Canachi), termine dispregiativo per indicare persone di origine straniera, precisamente turca.
    Il romanzo vede come protagonisti personaggi borderline: prostitute, drogati, spacciatori, violenti che sono tutti legati e accomunati da un unico importante aspetto: la lingua, carica di rabbia e di ricerca di un'identità sociale. Quest'ultima, da quanto si può comprendere dalle storie di Ertan, si può realizzare solo nella propria divesità e mettendo un muro nei confronti del resto, ovvero la popolazione tedesca, i cosiddetti "Alemannen", ridicoli nei loro stili di vita e costumi, così indifferenti e insofferenti verso gli stranieri. Ma è proprio la lingua a definire l'identità dei giovani turchi, che non si riconoscono né nel tedesco che hanno imparato a scuola, né tantomeno nel turco che parlano a casa con i loro padri. Allo stesso modo non si sentono figli della Germania ( dove vengono emarginati e definiti canachi) e ugualmente nella loro terra d'origine ( dove sono considerati deutschlander). Non resta a loro, dunque, che attingere dalla strada quello che li intendifica: parole, gesti, modi di dire. Trovano modo di esprimersi in una lingua tutta loro, quella canaca appunto. Si tratta di un tedesco "sporco", "macchiato" dall'influenza della lingua turca ( giusto per citare il libro, Amina Koyum!) Il libro in italiano, proprio per questo, toglie un po' di "magia" e non permette di gustare appieno la lingua che poi è, a mio avviso, quello che trascina di più il lettore tra le pagine ( più che le stesse vicende di Ertan, che comunque sono pazzesche e meritano la lettura : vedi storia del criceto, che al di là di tutto fa morire dal ridere). Sembra quasi di esser trasportati nei ghetti americani dove si sentono esclamazioni tipo "eh yo man" e musica rap: infatti Zaimoglu, nel riportare le storie di Ertan, trascrive questa sorta di slang, di lingua metropolitana, una lingua del ghetto. Troviamo numerosi volgarismi che talvolta ci imbarazzano ma allo stesso tempo danno idea di come si esprima Ertan. Lo vedi davanti agli occhi mentre distrugge un locale nazista, o mentre deruba, strafatto, una sala giochi. Una lingua fisica, sensuale che ha molto a che vedere con la fisicità.
    "Schiuma" sembra immergerci un contensto che non ammette dialogo: due mondi così vicini ( quello degli immigrati e quello dei tedeschi) che però non riescono a comunicare. Nonostante ciò a libro finito uno spiraglio c'è, altrimenti Ertan perché si vuole raccontare?
    Certo, di base resta un forte rabbia.
    E' un libro che racconta molto di una realtà che è sconosciuta ai più. L'emarginazione è una brutta bestia e per quanto poco, la conoscenza del background tedesco credo sia fondamentale per poter comprendere fino in fondo un libro come questo.

    " Questo non è uno stato di diritto, a questa merda non ci credo. Non ci sono leggi giuste, a questa merda non ci credo. C'è solo il potere e i potenti e poi l'impotenza e gli impotenti, ecco tutto. La Germania si è truccata un po' la faccia per far vedere: ecco, da noi anche i detenuti hanno i loro diritti, siamo uno stato democratico. Ma quando poi si lavano la faccia e la Germania mostra il suo vero volto, allora è tutto diverso. Ed è proprio così, amina koyum."

    Ps. perché Einaudi non ristampa il libro??!!

    Pps. esiste il film, in tedesco, "kayak attack"

    http://www.youtube.com/watch?v=dtWpj_37DaE

    ha scritto il 

  • 5

    L'importanza del racconto

    Schiuma non è un libro facile da digerire.
    Pubblicato nel 1997 è un testo ancora, purtroppo, iperattuale.

    Uscito dal catologo Einaudi, come molti libri meritevoli, è difficile da trovare.
    Edizione ragionata e tradotta in modo impeccabile. L'introduzione della traduttrice è bell ...continua

    Schiuma non è un libro facile da digerire.
    Pubblicato nel 1997 è un testo ancora, purtroppo, iperattuale.

    Uscito dal catologo Einaudi, come molti libri meritevoli, è difficile da trovare.
    Edizione ragionata e tradotta in modo impeccabile. L'introduzione della traduttrice è bellissima perchè da consigli sul modo in cui leggere il libro, una guida per un mondo, quello turco in Germania, che altrimenti sarebbe incomprensibile.

    Romanzo crudo, con un'abilità di linguaggio migliore di quella di Carver. Tutto è perfettamente equilibrato, non una parola in più. Secco e scorrevole, è la narrazione orale che viene tramandata.

    In questo libro Zaimoglu diventa un cantastorie, un Omero dei nostri tempi crudo e un pò sboccato.
    Libro da leggere tutto d'un fiato, i pensieri ti assalgono alla fine tutti insieme.
    Ecco qualche estratto:

    Dalla Postfazione a cura dell'autore.

    "Mi ha raccontato tutto questo perché crede che oggi non vale più la storia di Cristiane F. e dei "ragazzi dello zoo di Berlino", oggi la storia da raccontare è quella dei figli di immigrati la cui vita è o sarà come quella che Ertan ci fa conoscere. Il messaggio di Ertan è: ecco i canachi (parola dispregiativa per turco) da cui voi tedeschi volete star lontani. Ci siamo e corrispondiamo perfettamente alla vostra idea e alle vostre paure."

    ha scritto il 

  • 3

    La banalità del male

    Nelle intenzioni dell’autore questo libro doveva essere una sorta di continuazione della storia di Cristiane F. e dei ragazzi dello Zoo di Berlino, solo che i reietti, gli esclusi all’interno della società tedesca questa volta sono i ragazzi turchi anziché i drogati.


    Il valore del libro, s ...continua

    Nelle intenzioni dell’autore questo libro doveva essere una sorta di continuazione della storia di Cristiane F. e dei ragazzi dello Zoo di Berlino, solo che i reietti, gli esclusi all’interno della società tedesca questa volta sono i ragazzi turchi anziché i drogati.

    Il valore del libro, se lo vogliamo trovare, risiede nel fatto che è una testimonianza diretta circa la vita di questi ragazzi emarginati turchi. Questa testimonianza poi, pur essendo sotto forma di libro, quindi scritta, è una testimonianza orale. Chiaramente è una semplice trascrizione di una intervista fatta dall’autore ad uno di questi ragazzi turchi che racconta le sue bravate (pestaggi, uccisioni, risse, droga, carcere…). Nessun valore sociologico e neppure letterario.

    Un’ultima considerazione che mi viene da fare è che tutte le volte che mi si offre l’opportunità di entrare in contatto con questo tipo di realtà consolido la mia opinione circa… la banalità del male.

    ha scritto il 

  • 4

    kanak sprak (3 stelle perchè, tradotto in italiano, perde forza)

    All'apparenza soltanto la testimonianza di un tossico, spacciatore e gangster raccolta da uno scrittore di lingua tedesca, entrambi di origine turca.
    Le avventure-disavventure si svolgono in germania, nelle città di amburgo e kiel;le storie sono crude e l'autore le riporta restando fedele al ...continua

    All'apparenza soltanto la testimonianza di un tossico, spacciatore e gangster raccolta da uno scrittore di lingua tedesca, entrambi di origine turca.
    Le avventure-disavventure si svolgono in germania, nelle città di amburgo e kiel;le storie sono crude e l'autore le riporta restando fedele al linguaggio del protagonista narrante, quello della strada, colorato dallo slang.
    Ma il libro è molto di più, è un punto di vista sulla germania di oggi, la locomotiva della "fortezza europa", che nella sua corsa pare non voler prestare attenzione alla xenofobia che dilaga all'interno dei suoi confini e all'altra faccia della medaglia, le gang di immigrati di seconda e terza generazione (iconograficamente vicine a quelle degli stati uniti... pistole donne-oggetto e soldi).
    I racconti divengono un modo per mostrare senza ipocrisia queste realtà estreme, skins e giovani immigrati...la cultura dell'odio ad accumunarli.
    Il libro è anche esoprattutto incentrato sulla lingua, quel kanaksprak (fusione di turco e tedesco) per forza di cose penalizzato dalla traduzione; una riflessione sui cambiamenti cui sono soggette le lingue "vive", in particolare gli idiomi delle nazioni caratterizzate da forte presenza di immigrati.
    In definitiva Zaimoglu è l'autore di un volume ben scritto, una testimonianza del dovere di porre all'attenzione quanto accade nell'europa di oggi, della necessità che dialogo e vera integrazione (diritti e doveri uguali per tutti) comincino a prevalere, una ricerca sul linguaggio.

    La rabbia dei giovani di origine turca affidata alla musica e il dibattito sulla lingua che cambia dal punto di vista della comunità italiana in germania:

    http://www.instoria.it/home/alpa_gun.htm

    http://www.myspace.com/alpathegun

    http://www.corritalia.de/?l=775

    ha scritto il 

  • 5

    Veramente sarebbe una raccolta di racconti collegati da un filo conduttore, più che un romanzo. Vabbè. Alcune storie non sono granché, ma ce ne sono almeno due-tre fenomenali: "La storia dei canachi di merda" (p. 40), che già solo con quella uno come Fatih Akin potrebbe farci un gran film, "La st ...continua

    Veramente sarebbe una raccolta di racconti collegati da un filo conduttore, più che un romanzo. Vabbè. Alcune storie non sono granché, ma ce ne sono almeno due-tre fenomenali: "La storia dei canachi di merda" (p. 40), che già solo con quella uno come Fatih Akin potrebbe farci un gran film, "La storia della morte di Omer" (p. 66) e poi quella subito dopo, con la rapina alla steakhouse. E sebbene il libro sia un libro-confessione (quella del tossicomane e gangster Ertan Ongun), dunque in teoria nasca più con funzione di documento che come opera letteraria, l'autore Feridun Zaimoglu ha saputo dargli anche uno stile efficiente e compatto: niente capoversi, frasi brevi e concise, i dialoghi privi di virgolettati, inseriti direttamente nel corpo del testo, che - lo ribadisco - anche stilisticamente ha una sua barbara eleganza, una crudezza che conferisce potenza a ciascun racconto, anche a quelli meno efficaci dal punto di vista del materiale narrativo.

    ha scritto il