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Schlachthof 5

oder der Kinderkreuzzug

By

Verleger: Rowohlt

4.1
(7140)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 207 | Format: Mass Market Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , Portuguese , Spanish , French , Italian , Finnish , Swedish , Polish , Catalan , Greek , Czech , Romanian

Isbn-10: 3499115247 | Isbn-13: 9783499115240 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Others

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Da quando ho iniziato a scrivere articoli di commento dopo ogni mia lettura, è la prima volta che mi trovo in difficoltà a parlare di un libro. Credo che “Mattatoio n. 5” di Kurt Vonnegut (Feltrinelli ...weiter

    Da quando ho iniziato a scrivere articoli di commento dopo ogni mia lettura, è la prima volta che mi trovo in difficoltà a parlare di un libro. Credo che “Mattatoio n. 5” di Kurt Vonnegut (Feltrinelli, pagine 196, 8,50 euro) sia un libro importante, ovvero uno di quei romanzi che nel famoso bagaglio culturale del lettore non dovrebbero mancare, ma si deve fin dall’inizio sapere che cosa si sta per leggere. Questo è un libro sulla guerra, un libro sulla morte, sulla vita, sui paradossi, sui viaggi nel tempo e sui tralfamadoriani e su un pianeta che si chiama Tralfamadore. E’ un libro contro la guerra e contro tutte le guerre, è la visione disincantata e disillusa del giovane Billy Pilgrim, drammaticamente protagonista del bombardamento di Dresda.

    Continua su....
    https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/08/07/kurt-vonnegut-mattatoio-n-5/

    gesagt am 

  • 0

    De inutiltate bellorum

    Se l'intenzione era scrivere un libro sull'inutilità della guerra e sulla difficoltà di attribuire un senso alla vita e alla morte, credo che sia un libro perfettamente riuscita, nella forma e nel con ...weiter

    Se l'intenzione era scrivere un libro sull'inutilità della guerra e sulla difficoltà di attribuire un senso alla vita e alla morte, credo che sia un libro perfettamente riuscita, nella forma e nel contenuto.

    gesagt am 

  • 5

    Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
    il coraggio di cambiare le cose che posso,
    e la saggezza per conoscerne la differenza.

    gesagt am 

  • 3

    La storia non riesce a coinvolgere emotivamente e non rende la guerra un evento atrocemente drammatico perché l'uso dei salti spazio-temporali (sia nel passato che nel futuro) e il viaggio in un piane ...weiter

    La storia non riesce a coinvolgere emotivamente e non rende la guerra un evento atrocemente drammatico perché l'uso dei salti spazio-temporali (sia nel passato che nel futuro) e il viaggio in un pianeta alieno da parte del protagonista, spingono lo stesso e il lettore all'apatia, all'indifferenza sia sul concetto di vita e di morte sia sul corso degli eventi storici, giustificando ogni accadimento importante con la frase "così va la vita".
    La struttura narrativa è composta da una serie di buone idee poco sviluppate ma intrecciate con intelligenza; qualche frase ad effetto (buone per le citazioni), alcuni simpatici aneddoti e un po' di leggera filosofia rendono la lettura semplice e abbastanza piacevole.

    gesagt am 

  • 4

    "Ora stavano cercando di ritrovare il proprio io, il proprio universo. La fantascienza in questo senso era un grosso aiuto"

    Ovvero uno tra i tanti libri che mi attendevano da troppo tempo.
    Avevo dei pregiudizi a riguardo essendomi fatta condizionare da commenti che bollano Vonnegut come pazzoide scatenato. Tendendo conto ...weiter

    Ovvero uno tra i tanti libri che mi attendevano da troppo tempo.
    Avevo dei pregiudizi a riguardo essendomi fatta condizionare da commenti che bollano Vonnegut come pazzoide scatenato. Tendendo conto che sicuramente è uno scrittore che sfugge ai canoni, devo dire che questo racconto mi è piaciuto.
    Se raccontare della guerra, del significato della vita e della morte utilizzando paradossali e comiche situazioni fantascientifiche fa di Vonnegut un pazzo allora io dico "questo pazzo mi piace!".
    Uomini come pedine si muovono in scenari terrestri ed extra a conferma di un destino ineluttabile perché così va la vita

    Tra le cose che Billy Pilgrim non poteva cambiare c'erano il passato, il presente ed il futuro

    gesagt am 

  • 3

    i libri di vonnegut hanno uno strano potere

    non mi ricordo quasi niente di quello che ho letto già dopo qualche settimana

    cercate 'tralfamadoriani' su google e vedrete una manina verde che vi saluta

    n ...weiter

    i libri di vonnegut hanno uno strano potere

    non mi ricordo quasi niente di quello che ho letto già dopo qualche settimana

    cercate 'tralfamadoriani' su google e vedrete una manina verde che vi saluta

    non sono la persona più adatta per recensire questo libro ok

    gesagt am 

  • 4

    è un romanzo drammatico-grottesco-cinico sulla guerra e, in particolar modo, su Dresna. La fantascienza è un piccolo travestimento per meglio attaccare "gli uomini" e creare la denuncia e il giudizio ...weiter

    è un romanzo drammatico-grottesco-cinico sulla guerra e, in particolar modo, su Dresna. La fantascienza è un piccolo travestimento per meglio attaccare "gli uomini" e creare la denuncia e il giudizio da una razza superiore extra-terrestre.

    gesagt am 

  • 3

    Un matto

    Un matto. Ecco cos'è chi ha scritto il Mattatoio.
    All'inizio ti spiazza non poco: è un incomprensibile puzzle.
    Ma come tutti i puzzle, se hai la pazienza di andare avanti, alla fine hti ritrovi davant ...weiter

    Un matto. Ecco cos'è chi ha scritto il Mattatoio.
    All'inizio ti spiazza non poco: è un incomprensibile puzzle.
    Ma come tutti i puzzle, se hai la pazienza di andare avanti, alla fine hti ritrovi davanti agli occhi un affresco potente, coerente, poetico.

    gesagt am 

  • 2

    Per quanto tempo è per sempre? A volte solo un secondo.

    Non riesco a farmelo piacere più di tanto. Intendiamoci, il libro è pieno di genialate e di alcune intuizioni notevoli. Questa, sulla natura del tempo, ad esempio:

    "Billy Pilgrim dice che l'universo n ...weiter

    Non riesco a farmelo piacere più di tanto. Intendiamoci, il libro è pieno di genialate e di alcune intuizioni notevoli. Questa, sulla natura del tempo, ad esempio:

    "Billy Pilgrim dice che l'universo non è, agli occhi dei tralfamadoriani, una distesa di puntini luminosi. I tralfamadoriani sono in grado di vedere dov'è stata ogni stella e dove sta andando, sichhé i cieli, per loro, sono pieni di sottili spaghetti luminosi. E i tralfamadoriani non vedono gli esseri umani come creature a due gambe. Li vedono come grandi millepiedi: "con gambette da bambini a un capo e gambe da vecchi all'altro", dice Billy Pilgrim"

    Il problema, in un libro che alla fin fine parla di guerra e vorrebbe esorcizzarla, è che le parti migliori sono quelle dove il protagonista "salta" sul pianeta Tralfamadore, grazie alla sua capacità di viaggiare nel tempo. Ci sono, in quei passaggi, riflessioni davvero succose e illuminazioni notevoli sulla natura stessa dell'uomo, ma il tutto viene lasciato in sospeso per seguire le peregrinazioni (che non sia a caso il cognome Pilgrim, in inglese "pellegrino"?) del protagonista tra le sue memorie e i suoi sbalzi temporali, mettendo a dura prova il lettore nel riavvolgere il filo logico e consequenziale del racconto.
    Passa alla storia anche il personaggio di Kilgore Trout, lo sgangherato scrittore di fantascienza che ritorna ciclicamente in altre opere di Vonnegut e che sparge qua e là perle di nonsense prese direttamente dalle sue sfortunate e incomprese opere (il robot con l'alito cattivo che sparge napalm sugli umani, il terrestre rapito e gabbato dagli alieni, ecc...).

    Se le parti migliori sono quelle più grottescamente assurde, ci dev'essere un problema. Le lunghe descrizioni dei fatti di Dresda e della deportazione di Billy sono sincopate e talvolta illeggibili e lo stile di scrittura è pesantissimo proprio perché volutamente ironico. Si sorride a denti stretti qualche volta ma dopo poche pagine il gioco stanca e l'effetto sdrammatizzante si perde a favore di un'irritazione incontenibile per l'inconcludenza della storia e per le continue ripetizioni (si leggono credo un milione di volte "Dresda", "Così va la vita", "E così via" e una tonnellata di espressioni gergali americane).

    Insomma, non fa ridere, non diverte, non entusiasma e, allo stesso tempo, non commuove nemmeno dal momento che gli orrori della guerra sono affrontati lateralmente, in una sorta di circumnavigazione basata più sull'eccentricità di alcuni personaggi e sulle loro stramberie piuttosto che sugli avvenimenti reali. A convincere c'è solo la parte relativa al viaggio in treno dopo la cattura da parte dei tedeschi, nella quale emerge chiaramente il vissuto dell'autore che si lascia andare ad alcuni toccanti dettagli e fa affiorare tutta la malinconia e l'angoscia derivanti dalla consapevolezza della condizione umana.
    Forse il messaggio del libro sta tutto qui e, in qualche modo, riesce anche a passare grazie ad alcune freddissime ma efficaci ironie:

    "Un'altra volta Billy sentì Rosewater dire a uno psichiatra: "Mi sa che voialtri dovrete tirar fuori un mucchio di nuove magnifiche bugie, se vorrete che alla gente non passi la voglia di vivere".

    Peccato. Perché Vonnegut ha dimostrato di saper fare di meglio.

    (il titolo della recensione non è preso da Vonnegut. E' la risposta che il Bianconiglio dà ad Alice. Mi sembrava appropriato)

    gesagt am 

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