Schneeland.

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Verleger: Suhrkamp

3.9
(1487)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 210 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi simplified , Chi traditional , Japanese , Spanish , Italian , French , Dutch , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 3518223763 | Isbn-13: 9783518223765 | Publish date:  | Edition 2., Aufl.

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Buchbeschreibung
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    3

    我們讀的是同本書嗎?讀書會選書-雪國

    雪國,有成員提出看過的評論中,舉出這本書跟日本的俳句感覺相像,有許多靜態動態的連結。有成員覺得裡面就是雪景、山景、光景映照和女人,日本文學的雪月花元素使用透徹。有成員感受到黑暗與徒勞浪費的美好,也有成員夏日讀這本書覺得很涼,本書描寫雪國的氛圍全然感受。

    景的描繪無疑的讓大家都喜歡及稱讚,但此書不只有這樣,頹廢的美感與複雜徒勞的情感在成員的討論下,讓我幫這本書大加分,以往喜歡聽書本的譬喻,我在這次討 ...weiter

    雪國,有成員提出看過的評論中,舉出這本書跟日本的俳句感覺相像,有許多靜態動態的連結。有成員覺得裡面就是雪景、山景、光景映照和女人,日本文學的雪月花元素使用透徹。有成員感受到黑暗與徒勞浪費的美好,也有成員夏日讀這本書覺得很涼,本書描寫雪國的氛圍全然感受。

    景的描繪無疑的讓大家都喜歡及稱讚,但此書不只有這樣,頹廢的美感與複雜徒勞的情感在成員的討論下,讓我幫這本書大加分,以往喜歡聽書本的譬喻,我在這次討論沒有特別注意這塊,沒有想特別分析這本書的手法,我想跟書裡面的人一起沉淪感受某些無奈,或許我已感受到島村所體認的徒勞,在島村以為相熟的2人其實只是火車上相談,萍水相逢般的緣分而落淚時,我的情緒已被牽扯在內。

    一. 情感

    (一) 駒子與島村:無奈選擇下的情感。
    長老點出這本書的題材他不愛,很赤裸裸寫出男女感情中的不堪。駒子顯然是有受過教育的女性,想找到好對象,無奈在鄉下沒有適合的,所以遇到東京來的島村就被吸引。島村對駒子也是沒有其他選擇的選擇,當然駒子有吸引他的地方,只是拿來當作是玩玩的對象這是有壓力的。駒子當了藝妓之後或許島村的道德壓力減少了,他們2人之間雖有關係,卻因為駒子身分不會讓她對於他有所期待。(有成員提到駒子對島村有感情,但我其實沒感受到駒子有很喜歡島村……..)

    (二) 徒勞
    1. 把徒勞寫得很美,徒勞中的追求。
    2. 島村這樣冷眼旁觀駒子的追求與情感,認為是徒勞,卻對駒子這樣沒有結果卻又追求的徒勞看到自己本身。
    3. 鐘哥對徒勞很有感,看到書中提出徒勞也想到本身。對不知自己命運如何的小老百姓對生活的掙扎這樣的過程覺得動人。

    (三) 好姑娘、好女人:這是我看書的疑問,為什麼駒子在島村第一次說他是好女孩沒生氣、第二次聽到他說好女人氣到臉鐵青。

    (四)多角關係
    1. 師傅、行男、駒子(這段我不太清楚是怎樣的關係)
    2. 行男、駒子、葉子:駒子對行男的感情好難參透。這局判駒子勝。
    3. 駒子、葉子、島村:島村對葉子有點像得不到的最美。這局判葉子勝。

    (四) 個性對比
    駒子/葉子:駒子忌妒葉子的執著,葉子則認為自己達不到駒子的面對現實。而駒子對葉子所說的”瘋”,討論也覺得是駒子對葉子執著行男的程度認為太過。(不過我覺得駒子也是執著在生命上,讓自己活下去的執著)

    二. 分析

    (一) 時序
    時間前後順序有讓我們稍作討論,作者有跳躍。有成員不喜作者沒把時間感、距離感表現出。而駒子不像一般人好像隨時都可以出現在島村身前,也讓人覺得不合理。
    (二) 對話跳耀
    1. 有些話分不清是誰說的,有成員覺得是否駒子跟島村其實是同一人?駒子其實是島村內心的女性角色。(這好像也可以說明駒子的隨時可出現)
    2. 對話的跳躍,JESSICA感受這是留白的美。

    (三) 譬喻相同一人
    1. 葉子與駒子是同一人:駒子代表女人的外在積極、主動,葉子是代表女人的內在
    2. 島村與駒子是同一人
    (1) 有些對話像是自言自語
    (2) 島村是社會化的存在,駒子是人的內在

    (四) 最後一幕:火花、葉子死亡、銀河
    1. 把葉子的死亡描寫得很美
    2. 葉子死亡時,島村看向銀河,代表島村對葉子的感情是因為有距離而感覺美。

    (五) 對女性的描寫
    1. 以那個時代來說特別不一樣,透過島村眼睛描述,較多都是女性(因為他很愛看妹= =)
    2. 以當時女性來說,駒子無疑是主動的,但以現代的女性看起來,駒子只是被動中的主動而已。
    3. 島村對駒子、葉子的眼神。有成員覺得島村是以看物件的眼神描繪二位女人,有可能是階級由上對下的眼神,也有可能是男性對女性的性別不對等的優越感,這點男性成員跟女性成員感受不同,我自己是對島村看葉子的眼神特別感到不舒服。
    4. 讀書書會女性對作者在書中描繪的某些情節感受不好,大部分男性成員覺得訝異。在女人的美,也有一番討論,作者單純就女性外表的評斷,讓女生覺得女人就只有外表的美?但男性成員的”女人的美是崇高的”這句話我不知怎樣覺得好經典,哈哈。
    讀書會女生對女主角沒共鳴,對現代女性來說駒子還是被動被命運擺弄中多點主動,作者以當代男性文人角度看女性,以現在女生來看覺得那是對女性的印象刻板,女性在他眼裡是美、平凡、空洞。

    5. 把觸覺和視覺放置最大,用以寫書中二個主要的女人,葉子是視覺,駒子是觸覺。在描寫駒子,島村講到的部分都是要很親密的人才看的到的,在這部份很曖昧,但有些對話卻又露骨。
    6. 雅雯提出島村第一次去雪國感受到駒子的美和純真,第二去想不起駒子甚至認不出她,島村隔了一年,對美的追求,從駒子轉移到葉子身上,而駒子也因愛情而落入俗套。

    (六) 嘲諷時事
    我們都笑稱島村是假文青,他寫舞蹈的文章根本就只是到處拼湊,成員猜測是否有在影射當時的某些文人?

    (七) 東方色彩?西方色彩?
    1. 日本文學與西方文學的融合
    2. 雖有東方元素,但比較像印象派的畫,西方色彩濃厚

    (八) 結構主義
    1. 用雪開頭,用火結束。這是文藝中年男子提出,頗有趣的對照,討論了一下,也有不同感想。NANA提出雪是潔白無瑕,最後火出現雪融化,那其實非常髒的,駒子衣服的長擺沾上這些雪融之後的汙物,是否作者也在隱喻。(之後我的腦補是一開始無暇般存在的駒子,在故事最後是否在島村眼中是沾上汙垢的存在呢?)。NIDO在這段則覺得島村是雪,對生命的淡漠,火是駒子對生命的熱情無論如何都想活下去的熱情。
    2. 紅白或是紅白黑的顏色對比常出現。
    3. 昆蟲的意象,比喻生命如同巨大存在中渺小的存在。這樣的意象只有島村看到,駒子卻沒有,駒子努力寫下的筆記或許只是徒勞,沒有意義卻還是去做,讓NIDO覺得很有生命力,很棒。(有成員提到存在主義,讓我聯想到一本書卡繆的薛西弗斯的神話,只是我覺得此書的徒勞而為之寫出來的感覺跟存在主義所說的生命徒勞活出意義的感覺不太相同,這本書給我沒有正面積極反而是頹廢無奈的淒美)

    gesagt am 

  • 4

    Il paese delle nevi è un luogo che si chiama malinconia, silenzio, abbandono. E' il riverbero di questo sentire dalle nevi al cuore dei personaggi, o forse viceversa.
    E' sempre difficile scrivere di u ...weiter

    Il paese delle nevi è un luogo che si chiama malinconia, silenzio, abbandono. E' il riverbero di questo sentire dalle nevi al cuore dei personaggi, o forse viceversa.
    E' sempre difficile scrivere di un capolavoro di tale portata senza essere banali, ma queste pagine sono la magnificazione della letteratura giapponese, in tutte la sua attenzione per i dettagli, la forma, la lentezza.

    Peccato per la traduzione di Einaudi davvero mortificante. Incredibile che il libro non ne abbia ricevuta una nuova dopo tutti questi anni, direttamente dal giapponese e meno tirata via.
    Se volete leggerlo cercatevi un'altra edizione, se esiste, o almeno prendetela in inglese.

    gesagt am 

  • 2

    Bellas palabras sin fondo

    Una gran decepción. Tiene un inicio brillante muy prometedor pero se queda en eso y en las continúas bellas metáforas que hay por todo el texto. El argumento se va desinflando y sólo tiene interés en ...weiter

    Una gran decepción. Tiene un inicio brillante muy prometedor pero se queda en eso y en las continúas bellas metáforas que hay por todo el texto. El argumento se va desinflando y sólo tiene interés en como lo escribe y no lo que escribe, la forma y no el fondo, por lo menos de una forma muy sutil. Una lástima.

    gesagt am 

  • 0

    Lentezza, intensità, silenzio. L'uso della suggestione. Mono no aware: il sentimento delle cose, i tagli e i confini, l'importanza dell'attimo. Un richiamo al romanzo di Yasunari Kawabata.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    3

    è molto bello, ma non lo rileggerò.
    Spoiler:

    per quanto i luoghi e le atmosfere siano poetiche, perfette.... non posso fare a meno di essere irritata dal grande spazio dato a Shimamura e Komako, la cu ...weiter

    è molto bello, ma non lo rileggerò.
    Spoiler:

    per quanto i luoghi e le atmosfere siano poetiche, perfette.... non posso fare a meno di essere irritata dal grande spazio dato a Shimamura e Komako, la cui storia d'amore non è delle più originali, a scapito della psicosi di Yoko e del rapporto col malato, che mi sembrano più interessanti.

    gesagt am 

  • 5

    Una scrittura delicata e con una forte impronta poetica caratterizzano questo romanzo breve. Da leggere con calma e tranquillità per apprezzare in pieno ogni singola sfumatura.

    gesagt am 

  • 0

    Bello, poetico, a tratti struggente, con frasi indimenticabili.
    Quel che affascina in questo libro non è tanto la trama, se non all'inizio, quando si legge di un misterioso incontro sul treno tra il p ...weiter

    Bello, poetico, a tratti struggente, con frasi indimenticabili.
    Quel che affascina in questo libro non è tanto la trama, se non all'inizio, quando si legge di un misterioso incontro sul treno tra il protagonista e una ragazza di rara bellezza, nell'aspetto e nella voce, che accudisce un moribondo di cui non è chiara l'identità: un incontro così emblematico e per certi versi anche inquietante che più che faccia a faccia, si svolge nei riflessi che si formano nel vetro del finestrino, tra occhiate sfuggenti, sguardi pressanti, pensieri, sensazioni, desideri negati; quel che affascina realmente in questo libro, dicevo, al di là della trama è lo stile dell'autore, elegantissimo, raffinato, cristallino e sognante. Le parole sono sempre leggere, sembrano tutte pesate sulla bilancia prima di essere utilizzate in una frase e la musicalità ne riempie le pagine. Non so quante volte venga nominata la parola "pelle" all'interno del testo, eppure non stanca mai: forse perché è proprio tramite la pelle che arriva al cervello questa storia d'amore insensata, destinata a perdere, tra una geisha di paese e un ricco signore di Tokyo, padre di famiglia ed emotivamente legato a un'altra donna, cosa che però non gli impedisce di perdersi nello strano delirio d'amore che la geisha Komako prepara per lui e per se stessa, con picchi di sofferenza, umiliazione grottesca, spaesamento, malinconia. A proposito della pelle, a un certo punto l'autore fa dire a Shimamura, il ricco signore di Tokyo, che se gli uomini avessero la pelle come gli orsi, spessa e ricoperta di peli, non amerebbero come invece sono capaci di amare. Mi è parso un bel pensiero questo: gli uomini amano grazie alla loro pelle sottile e sensibile, che quasi filtra le sensazioni e le restituisce al corpo sotto forma di brividi.
    La natura spadroneggia tra le pagine, i cedri sono protagonisti assoluti insieme alla neve, alla musica dei samisen e alle pareti di carta nelle case, e le emozioni latenti sono ovunque, l'autocoscienza, la riflessione, l'introspezione stanno lì a insegnare al lettore a osservare meglio il mondo, partendo da sé. Conosco ancora troppo poco di letteratura giapponese, finora ho letto solo Murakami e Ishiguro, ma almeno sono ferrata su Miyazaki e Taniguchi, loro sono amici miei, insieme a tutti gli sceneggiatori di cartoni animati ormai datati, e quel tipo di approccio malinconico e surreale alla vita che mi pare tipicamente giapponese mi è già noto in parte. Per questo non è stato difficile fare amicizia anche con Kawabata e con i suoi personaggi così complessi, contorti, che a volte ti fanno saltare i nervi e altre ti chiedi perché tu non sia tale e quale a loro nelle reazioni emotive. La sua bellezza non mi ha sorpresa, me l'aspettavo.

    (recensione di A.)

    gesagt am 

  • 2

    Adelphi doppia Einaudi - 04 ott 15

    Continuo a leggere qualche autore “non occidentale”, che bisogna sempre avere più frecce ai propri archi. Tuttavia, a parte Banana, continuo a non entrare nella mentalità della scrittura giapponese. F ...weiter

    Continuo a leggere qualche autore “non occidentale”, che bisogna sempre avere più frecce ai propri archi. Tuttavia, a parte Banana, continuo a non entrare nella mentalità della scrittura giapponese. Faticai e lasciai più volte Osamu Dazai. Lessi e trovai palloso Yukio Mishima (e ne scrissi male). Ora provo anche Kawabata. Ed il risultato è sempre lo stesso. Forse con qualcosa in più, è vero, che Yasunari ha una sua bellezza di scrittura formale, che prende nelle descrizioni, nell’ambientazione, nello scorrere della storia. Ma tutto il resto mi rimane freddo, come questo paese innevato, sperduto nel Nord del Giappone, dove si svolge questa labile storia. E mi domando se non ci sia anche qualche elemento derivante dalla traduzione, che inopinatamente l’editore confessa aver preso dalla traduzione inglese. Mentre più tardi, nei Meridiani Mondadori, il traduttore della Yoshimoto ne fa una nuova traduzione dall’originale, che forse potrebbe essere migliore. E che sicuramente avrebbe evitato quella catastrofica nota in cui ci spiega come un personaggio avrebbe voluto fare l’infermiera o l’assistente ai nidi infantili, in quanto viene utilizzato il termine inglese equivalente “nurse”. Chissà il termine originale qual era. Come nella migliore tradizione della scrittura giapponese, il racconto è fatto di pochi elementi, e di molte sensazioni (paesaggi e stati d’animo, in primo luogo). Il nucleo centrale è la passione (amore?) tra un signore di Tokyo ed una geisha di provincia, che si dipana nella cittadina termale di Yuzawa (sebbene il nome non compaia nel testo, ma viene desunto dalle descrizioni). Le sorgenti di Yuzawa sono frequentati da uomini che viaggiano soli ed hanno bisogno di relax. Le geishe di Yuzawa non hanno l’esperienza e la preparazione di quelle di Kyoto o di Tokyo, sono un gradino al di sotto, al limite tra lo status di geisha e quello meno onorevole di donne a pagamento. È quindi scontato che il legame fra il ricco cittadino, esperto di balletti occidentali (su carta, non avendone mai visto uno) e la geisha Komako sia destinato al fallimento. Il tentativo di Kawabata è proprio la contrapposizione tra Shimamura, attratto dall’occidente, e la concezione tradizionale di bellezza, che incarna Komako. Sul treno che lo riporta a Yuzawa, al nuovo appuntamento con Komako, il nostro amante è anche attirato da una ragazza che si occupa di un malato, Yoko. Poco succede, in fondo. Komako suona, Shimamura ascolta e pensa. Alla fine, ci sarà una catastrofe, forse morirà Yoko. Di sicuro, Shimamura non tornerà più nel paese delle nevi. Anche nella scrittura si nota la nipponicità della confezione. Kawabata scrive il primo nucleo del romanzo come un breve racconto nel 1935. Per poi ampliarlo, integrarlo, e riscriverlo come se fosse nuovo, per farlo uscire come testo unico solo dodici anni più tardi. Questo per limare ogni frase, ogni parola, ogni descrizione. Per arrivare a dare quello che lo scrittore aveva in mente di rappresentare: uno scontro, lieve eppur profondo, tra due concezioni del mondo, tra una visione modernista ed una tradizionale. Non ci scordiamo poi che in questi 12 anni, poi, il Giappone stesso muta profondamente la sua pelle, attraversando la pesante sconfitta della guerra, e tutti i cambiamenti conseguenti. I sostenitori di questo tipo di scrittura accusano chi non capisce la via giapponese alla lentezza di non saper entrare in questo mondo, e di far meglio a leggere romanzi alla Dan Brown. Io ritengo che ci sia un giusto mezzo tra l’azione e la stasi. Torno ad esempio a molti scritti di Banana Yoshimoto, dove c’è poca azione, ma molte sensazioni passano tra lo scritto ed il lettore. Qui, mi trovo in difficoltà. Ne leggo, seguo i pochi avvenimenti. Ma non riesco ad entrare nel mondo di Kawabata. Ne capisco forse un po’ con la testa, ma il cuore e lo stomaco rimangono distanti. E se non vogliamo tornare a Banana, anche “Il fucile da caccia” di Yasushi Inoue, pur nella sua lievità, mi comunicò molto di più.
    “Fu colpito quando seppe che aveva annotato accuratamente tutti i romanzi e i racconti letti dall'età di quindici o sedici anni. … - Annotate anche le vostre critiche? – Non sarei mai capace di fare una cosa del genere. Semplicemente prendo nota dell’autore e dei personaggi e dei loro rapporti. … - Ma a che serve? – Proprio a niente.” (40)

    gesagt am 

  • 2

    Dopo aver letto vari elogi, "capolavoro" "premio nobel" e via dicendo..quasi mi dispiace stellinare con 2. Iniziato con tutte le buone intenzioni, volevo un libro ambientato in Giappone e l'ho trovato ...weiter

    Dopo aver letto vari elogi, "capolavoro" "premio nobel" e via dicendo..quasi mi dispiace stellinare con 2. Iniziato con tutte le buone intenzioni, volevo un libro ambientato in Giappone e l'ho trovato. Però non mi ha preso per niente, ma proprio nulla..mi stavo talmente annoiando che alla fine ho preso a leggere velocemente per finire prima. Forse non ero ben disposta verso questo genere di lettura al momento, o forse sono io che non vado tanto d'accordo con il genere romantico, a parte casi che ogni tanto capitano.

    gesagt am 

  • 3

    Questo libro non mi ha fatto impazzire, forse per colpa della traduzione (che in un "capolavoro stilistico" è fondamentale), forse per colpa dell'inevitabile confronto con i contemporanei giapponesi.
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    Questo libro non mi ha fatto impazzire, forse per colpa della traduzione (che in un "capolavoro stilistico" è fondamentale), forse per colpa dell'inevitabile confronto con i contemporanei giapponesi.
    Ritmi lenti, introspettivo, noiosetto. I capolavori non andrebbero giudicati, ma io gli do 3,5.

    gesagt am 

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