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Schweres Beben.

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Verleger: Rowohlt Taschenbuch Verla

3.6
(291)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 688 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Spanish

Isbn-10: 3499243261 | Isbn-13: 9783499243264 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Ebbi occasione di ascoltare Franzen alla Milanesiana un paio di anni fa, devo dire che mi parve un po' arrogante e troppo pieno di se, usò quell'occasione più per promuovere il nuovo romanzo che per contribuire realmente al tema di quell'edizione, sicché è passato un po' di tempo prima che mi dec ...weiter

    Ebbi occasione di ascoltare Franzen alla Milanesiana un paio di anni fa, devo dire che mi parve un po' arrogante e troppo pieno di se, usò quell'occasione più per promuovere il nuovo romanzo che per contribuire realmente al tema di quell'edizione, sicché è passato un po' di tempo prima che mi decidessi a leggere questo libro, recuperato in un mercatino dell'usato a ridosso di quell'incontro alla Milanesiana. La scrittura di Franzen è ricca di cambi di registro, intreccia una dimensione sociologica, ad una introspettiva, a disgressioni di tipo storico ed è, per me, rassicurante nel ritratto degli Stati Uniti che restituisce perché conferma la mia idea di come, e cosa, sia quella nazione; malgrado questo l'ho trovato soprattutto un romanzo americano, scritto da un americano per un pubblico americano specifico, di cui Franzen stesso è parte. Una sorta di autocritica di quella che doveva essere le classe dirigente di una nazione che si trova, invece, vittima impotente e/o compromessa con i gruppi di potere attuali.

    gesagt am 

  • 5

    Probabilmente uno dei capostipiti di quel genere, che circa dieci anni dopo con autori come Eggers e Lethem, prenderà il nome di Realismo Isterico.
    Un libro che, sotto la superficie dei suoi protagonisti, fa una vera è propria critica e storia della società americana degli ultimi 20 anni. U ...weiter

    Probabilmente uno dei capostipiti di quel genere, che circa dieci anni dopo con autori come Eggers e Lethem, prenderà il nome di Realismo Isterico.
    Un libro che, sotto la superficie dei suoi protagonisti, fa una vera è propria critica e storia della società americana degli ultimi 20 anni. Un libro che, contemporaneamente, è umoristico, amaro, riflessivo, un giallo, una satira/critica di costume. Il tutto tenuto insieme in modo organico, e mai a mo di collage, dalla grande scrittura di Jonathan Franzen.

    gesagt am 

  • 4

    un Franzen postmoderno, o quasi

    "E perché, con la scusa di essere genitori responsabili, state inculcando ai vostri figli lo stesso ethos del consumo, se i beni materiali non sono l'essenza dell'umanità: perché vi state assicurando che la loro vita sia ingombra di oggetti come la vostra, con doveri e paranoie e immissioni ed em ...weiter

    "E perché, con la scusa di essere genitori responsabili, state inculcando ai vostri figli lo stesso ethos del consumo, se i beni materiali non sono l'essenza dell'umanità: perché vi state assicurando che la loro vita sia ingombra di oggetti come la vostra, con doveri e paranoie e immissioni ed emissioni, così che l'unico scopo per cui avranno vissuto sarà quello di perpetuare il sistema, e l'unica ragione per cui moriranno sarà il fatto di essersi logorati."

    Louis ha problemi con sua madre e anche con sua sorella, del resto le due si assomigliano, sono due arpie manipolatrici, mentre le due danno il peggio per via di un'inaspettata eredità, lui non trova niente di meglio da fare che mettersi a caccia di donne problematiche, prima Laurel e poi Renée
    Laurel è una stronzetta viziata e Renée invece una donna ferita che ferisce in risposta a provocazioni che vede solo lei
    intanto ci sono i terremoti, un predicatore antiabortista e una multinazionale che inquina e provoca catastrofi, proprio come adesso, viene da dire...
    romanzo piuttosto interessante, i temi sono comuni a altre opere di Franzen, quello che però è sempre presente nei suoi personaggi è l'annoiato sprezzo per i soldi e un'ingenuità ai limiti della demenza, per non parlare delle mamme da cui ci si deve guardare e dai papà troppo buoni per le suddette, poi ci sono le relazioni di coppia e quelle familiari che si complicano a dismisura e qui anche un finale buonista con tanto di recupero dei rapporti e fiducia in un domani migliore...si vede che è stato scritto prima della crisi e prima anche del famoso evento innominabile che ha sconvolto l'America e l'ha resa un posto dove i diritti civili vanno spesso in vacanza...però è decisamente il romanzo più postmoderno di Franzen

    "Una persona poteva ritrovarsi ad amare nemici e mendicanti e genitori ridicoli, gente che era stato così facile tenere a distanza e verso la quale, se in un momento di debolezza ci si lasciava andare ad amarla, si acquistava poi un'eterna responsabilità."

    gesagt am 

  • 5

    Sismicità interiore autoindotta

    Forte movimento è il tremore che scuote la terra intorno all’epicentro.
    Ma forte movimento è anche il tremore delle interiorità dei protagonisti, e quindi degli uomini in genere, quello che scuote le fondamenta così fragili della loro autostima e della loro conseguente sicurezza.
    Così ...weiter

    Forte movimento è il tremore che scuote la terra intorno all’epicentro.
    Ma forte movimento è anche il tremore delle interiorità dei protagonisti, e quindi degli uomini in genere, quello che scuote le fondamenta così fragili della loro autostima e della loro conseguente sicurezza.
    Così come i terremoti a Boston sono causa di una sismicità indotta, anche i terremoti interiori di Louis e Renée sono auto-indotti, per poi comprendere che in effetti l’autoinduzione è un’eteroinduzione che trova le proprie ragioni, guarda caso, nelle rispettive famiglie.
    Una sismicità indotta perché qualsiasi barlume di felicità o stabilità è immediatamente minato, minacciato e messo a tacere proprio da chi dovrebbe volerla raggiungere per non mollarla più, la felicità. E invece no, perché bisogna punirsi, bisogna castrarsi, autocensurarsi, e mettere all’angolo quella parte di noi stessi che reclama felicità e serenità, relegare quella voce nel più buio spazio della nostra anima, fino a confonderne il richiamo… Fino a provare confusione circa cosa ci renda felici e cosa infelici. Fino a scambiare la continua produzione di infelicità come un nettare indispensabile per poter carburare e rimanere a galla. Il sacrificio è importante.
    E tutta questa deprivazione autoindotta deriva da una negazione ancestrale, originaria, quella della madre e poi del padre incapaci di comprendere il figlio, abbracciarne l’anima per conoscerla nel profondo. Una negazione di quello che si crede essere il sentimento più naturale della vita: l’amore materno. E che invece non lo è, affatto. Un amore materno appreso, studiato, emulato, osservato in tv, su riviste, in corsi universitari, auspicato e atteso, ma che al momento del confronto con la vera realtà vissuta si sgonfia come il ventre della madre, scompare, si volatilizza, e lascia le spoglie di una mediatizzazione che rivela tutta la propria spersonalizzazione, la propria distanza dall’essere umano, e donna reale e concreta. Una madre che non ha mai voluto esserlo, né ha mai saputo farlo. Una madre che, costretta ad esserlo, dà al mondo figli distanti, turbati, rifiutati, contorti, competitivi, sagaci, amari, sarcastici, cinici, dipendenti, ironici, timidi, narcisisti, inibiti… come la vita li ha educati ad essere, per sopravvivere e darsi delle ragioni.
    Dalla contraddizione originaria derivano a cascata tutte le altre che si ripercuotono sulle vite dei figli che, divenuti adulti, si impegnano in un percorso ad ostacoli per evitare gli errori dei genitori, per evitare di affezionarsi nuovamente a loro, dopo anni di disincentivazione, di purificazione meditata e sofferta.
    E anche quando la via si raddrizza e sembra puntare dritta al successo o ad una modesta pacificazione interiore, ecco che l’inconscio esplode recalcitrante alla ricerca di un’angoscia necessaria alla propria misura del senso. Un’angoscia insopprimibile, endemica, necessaria e addirittura gelosamente custodita.
    L’Altro, in questo forte movimento, diventa momento essenziale di collisione e svolta, di dissoluzione e rigenerazione. Un Altro che può soffocare come può rieducare, illuminare, semplicemente tendere la mano e fornire una chiave interpretativa per un grammatica interiore più semplice di quel che si credeva. Un Altro che diventa apertura, punto di svolta e di non ritorno, scelta di guardare indietro senza più chiudere gli occhi, ma con la pace e lo stupore di una nuova consapevolezza: quella di essersi sganciati e di poter andare avanti.

    gesagt am 

  • 4

    un bel modo di scrivere. una storia che intreccia vita di famiglie incasinate, aziende arriviste, terremoti, aborti..più di 500 pagine che dopo un inizio un po' in salita filano via lisce. una buona lettura estiva.

    gesagt am 

  • 2

    Molto inferiore alle "Correzioni". Si vede che l´autore era piú acerbo e dominava meno la materia, e soprattutto, gli strumenti del mestiere. Al di lá della flebilissima e pretestuosa trama pseudo-thriller ecologico, resistono i soliti e feroci spaccati di ambienti borghesi in disfacimento e corr ...weiter

    Molto inferiore alle "Correzioni". Si vede che l´autore era piú acerbo e dominava meno la materia, e soprattutto, gli strumenti del mestiere. Al di lá della flebilissima e pretestuosa trama pseudo-thriller ecologico, resistono i soliti e feroci spaccati di ambienti borghesi in disfacimento e corrispondenti caratteri.

    gesagt am 

  • 5

    Il mio primo Franzen e superiore alle aspettative... temevo troppa pesantezza ed ho trovato solo la giusta dose di cinismo... bravo!!!

    gesagt am 

  • 1

    illeggibile...uno dei pochissimi libri che ho abbandonato nella mia vita...normalmente li finisco sempre, anche quando li trovo indigeribili...ma questo ha superato ogni limite...ogni possibilità...da rispedire al mittente...scadente...scadentissimo...

    gesagt am