Scialle nero ; La vita nuda.

Novelle Per Un Anno

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri Garzanti 494)

4.3
(618)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 442 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8811584949 | Isbn-13: 9788811584940 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Luigi Sedita ; Prefazione: Nino Borsellin

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Da consultazione

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Descrizione del libro
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    Mi spiace, ma l’ascolto non procede, devo abbandonarlo.
    Raccolta di racconti. Il progetto prevedeva 365 novelle (comprese quelle già pubblicate in altre raccolte, che vennero modificate, smembrate, me ...continua

    Mi spiace, ma l’ascolto non procede, devo abbandonarlo.
    Raccolta di racconti. Il progetto prevedeva 365 novelle (comprese quelle già pubblicate in altre raccolte, che vennero modificate, smembrate, mescolate) organizzate in 24 libri, ma l’opera rimase incompiuta, arrivando a 241 novelle, più 15 postume. (Wikipedia)
    Per quel poco che ricordo di Pirandello, alcune novelle sembrano più pirandelliane di altre (Certi obblighi; Stefano Giogli, uno e due).
    Sono racconti strani: sembrano più la descrizione di una situazione che la narrazione di una storia con un inizio, uno sviluppo e una conclusione (l’autore magari ti dice anche come si è arrivati a quel punto, ma spesso non ti dice come va a finire).
    Ambientazione rurale o cittadina. Lessico ricco. Parole e modi di dire desueti (racconti scritti tra il 1884 e il 1936). Nomi propri strani, probabilmente siciliani o diminutivi dialettali (Nicuzza, Quaqueo, Luzzu, Pitrino, Zi’ Neli, Batà…).
    La lettura è molto calcata nei toni, come se si volesse dare un’impronta emotiva che, secondo me, è poco coerente al testo e non rispettosa delle intenzioni dell’autore. Ma potrei sbagliarmi.
    Racconti ascoltati nel 2015: Fuoco alla paglia; Stefano Giogli, uno e due; Zia Michelina; Professor Terremoto; Garibaldini vecchi e nuovi; La fedeltà del cane; Lo spirito maligno; I nostri ricordi; La distruzione dell’uomo; La liberazione del re; Di guardia; Male di luna; Volare; Certi obblighi; Chi la paga; Il capretto nero; Tre pensieri della sbiobbina. Non c’è finale; L’uscita del vedovo. Non c’è finale; Nenia. Non c’è finale; La cassa riposta.; L’uomo solo; Capannetta; Il coppo; La verità; La tartaruga; Il treno ha fischiato; Ritorno; Come gemelle; Alla zappa; Matrimonio ideale; Guardia; Filo d’aria.
    [Una produzione dell’Associazione culturale Aula 39 di Cagliari. Adattamento (quindi riduzione?) e messa in voce (cioè lettura?) di Gaetano Marino. Un programma di Quarta Radio Sardegna realizzato negli studi della Piccola Sartoria dei Teatri]

    ha scritto il 

  • 4

    Una novella più bella dell'altra

    Un esempio? "La veste lunga":

    La veste lunga è una novella di Pirandello, contenuta nel volume Novelle per un anno.

    Didì è una giovane donna che ha da poco abbandonato le vesti dell’infanzia. La stor ...continua

    Un esempio? "La veste lunga":

    La veste lunga è una novella di Pirandello, contenuta nel volume Novelle per un anno.

    Didì è una giovane donna che ha da poco abbandonato le vesti dell’infanzia. La storia si svolge sul treno che la porterà da Palermo a Zùnica. Viaggia con il fratello maggiore e il padre. La madre, morta da alcuni anni, è un’ombra di tristezza nel cuore della ragazza.

    Zùnica è un bel ricordo nella mente di Didì. Quando era bambina, suo padre, che lavorava lì come amministratore giudiziario dei possedimenti di un barone, le portava dal paese “certi freschi e deliziosi frutti fragranti”. Quei doni avevano creato nella sua mente un’immagine meravigliosa del paese da cui provenivano. Anche “da grande” Didì non poteva fare a meno di pensare a Zùnica come un luogo bello, rigoglioso; pieno di giardini, vigneti e boschi lussureggianti, “quantunque sapesse che Zúnica era una povera arida cittaduzza dell’interno della Sicilia, cinta da ogni parte dai lividi tufi arsicci delle zolfare e da scabre rocce gessose fulgenti alle rabbie del sole, e che quei frutti, non più gli stessi della sua infanzia, venivano da un feudo, detto di Ciumía, parecchi chilometri lontano dal paese”.

    Mentre il treno arranca... leggi il seguito qui:
    http://www.chiaravitetta.it/2013/01/10/la-veste-lunga/

    ha scritto il 

  • 5

    Queste raccolte spesso si comprano per esami, dato che già di per sé, sono edizioni da dimensioni titaniche e il cui uso tascabile è solo una tra le sfide di Ercole.

    La patente - La rallegrata 1992
    L ...continua

    Queste raccolte spesso si comprano per esami, dato che già di per sé, sono edizioni da dimensioni titaniche e il cui uso tascabile è solo una tra le sfide di Ercole.

    La patente - La rallegrata 1992
    La bellezza de "La patente" sta essenzialmente nel breve ma intenso dialogo tra il giudice D'andrea e Chiàrchiaro che credo solo Totò sia riuscito a interpretare. Lo jettatore di Pirandello è la dimostrazione unica di "re-inventarsi" un mestiere o almeno una nuova esistenza. Chiàrchiaro chiede con diritto la sua corona e chiede che sia la stessa giustizia a conferirgli la carica. La storia in sé è molto ironica e credo che sia questa potente ironia ad averla resa così famosa e celebre.

    Con altri occhi - La mosca 1923
    E' molto difficile parlare di questa novella che ormai risulta - a livello giuridico - molto lontano a noi. Il perno su cui si concentra questa novella sta nel reato di adulterio femminile che verrà rimosso solo nel 1968. Infatti le protagoniste della novella sono due donne: Anna e Almira. Queste donne sono legate allo stesso uomo ma quest'ultima morì suicida per l'adulterio commesso. Anna, la neo sposa, soffre nello scoprire, in una tasca di una giacca smessa del marito, la foto di Almira. Se prima ne ha gelosia, successivamente ne ha come compassione e capisce di essere lei la prossima vittima di quel uomo. La novella pesa sui pensieri di Anna che la protagonista indiscussa che snocciola le verità nascoste del marito attraverso la foto.

    Il giardinetto lassù - In silenzio 1923
    E' tenerissima questa novella. Il nonno Bauer è una persona di animo dolce e generoso. Si dedica anima e corpo al giardino della nicchia in cui vorrà essere seppellito ma quando è nel suo letto di morte, viene informato dal suo caro amico che un bambino sta morendo di tifo. Questa notizia scuote l'animo di nonno Bauer che, nonostante le difficoltà, cerca di aiutare il bambino dando dei consigli e raccomandando certi medici; ma ormai il bambino è spacciato. Il nonno perciò diventa un piccolo dio in terra e concede al bambino di riposare in pace nella sua nicchia con lui. Quella nicchia diventa la promesso dell'eden per i due.

    Il marito di mia moglie - Tutte e tre 1924
    Più che una novella, questa è una lettera di addio o comunque un testo molto autonomo e particolare. Il narratore è un padre, ormai in fin di vita, che parla non solo della sua condizione ma parla al figlio di come dovrà comportarsi dopo la sua morte. E' come un testamento o qualcosa del genere dato che il padre si preoccupa molto di chiarire i ruoli. Il suo, se lo cuce lui stesso, è quella di essere un peso per la moglie e il marito di sua moglie, ovvero quello che dovrebbe considerarsi un amante ma la sua salute già lo mostra come il nuovo marito. Non ci sono note positive. Tutta la novella ha un tono amaro e melanconico. Al narratore non resta che il testo che scrive e su cui riflette la sua immagine perché non gli resta che la morte, in dubbio è la sua memoria su questa terra, perciò si affida a Dio per tutelare sua moglie e suo figlio, anche se già che verrà ben presto rimpiazzato e lo capisce dalla misericordia e le premure dei due.

    La maestrina Boccarmè - Tutte e tre 1924
    La maestrina Boccarmè è un folgorante esempio di quei personaggi che sono tanto cari a Pirandello: appartiene a quel vasto gruppo di personaggi infelici, vinti che racchiudono dentro di sé un'intensità di ricordi lontani e perduti. Senza dubbio si tratta quindi di personaggi vinti sul piano della realtà emotiva ma vincitori sul piano del coraggio e della non rassegnazione. Importantissima è la frase dove la stessa maestrina afferma che "lei non voleva ottenere nulla; lei era nata per dare". La sua gentilezza d'animo la porta a compiere un atto di bontà che però non è fatto per il cugino, ma per se stessa, per dimenticare quell'uomo che l'aveva fatta sentire donna, ma che al contempo l'aveva fatta soffrire per tutti quegli anni di separazione. Quindi l'unico modo per tornare ad accantonare questo episodio era inviare i soldi al cugino, affinché ormai libera da qualsiasi rimorso possa tornare alla sua vita, anche se poi alla fine, si accorge che non può più tornare indietro.

    La levata del sole - Il vecchio Dio 1926
    Il protagonista è un uomo non ben localizzato che tenta il suicidio dopo aver perso dei soldi. La peculiare struttura di questa novella ci permette di conoscere per bene la insoddisfazione familiare dell'uomo e il suo nome Gosto. Quando dispone tutto per il suo suicidio, lui decide di andare a vedere l'alba, una che, tra le tante altre cose, non ha mai fatto in vita sua. L'insoddisfazione è tale che la marcia dalla città alla campagna è una impresa titanica per l'uomo ma ridicola per il lettore. Il grande sforzo per vedere l'alba di questo uomo medio lo stanca talmente tanto da appisolarlo una volta giunto alla meta. Non so immaginare cosa spinse P. a scrivere una novella del genere ma la suggestione che dà lo scritto fa capire quanto sia inutile l'uomo.

    Il vitalizio - Il vecchio Dio 1926
    Pirandello ha sempre avuto chiaro che :" L'uomo non può beffarsi della morte". E' un messaggio che Pirandello non dimentica ed è presente anche in altre sue opere come il secondo romanzo "Il turno" oppure nello stesso celebre "Il fu Mattia Pascal". L'uomo che beffa la morte è sempre stato un argomento molto discusso da Pirandello e nel "Il vitalizio" gli da una forma unica e ironica. Maràbito è un centenario che in cuor suo non voleva far male a una mosca ma che vede, tutti i suoi creditori, morirgli davanti per l'appezzamento di terra che una volta gli era appartenuto. Il vecchio sarà curato da tutto il paese per amore di far rodere quei ricconi che , come se da ciò potrebbe nascere una rivoluzione sociale. Il podere che Maràbito vende al Maltese e poi al notario Nocio, simboleggia l'Eden a cui Maràbito non può far a meno e impossessarsene di nuovo ha permesso ha lui di avere le gioie di una famiglia con la figlia adottiva Annicchia.

    La giara 1928
    E' tra le novelle più famose, soprattutto per le trasposizioni cinematografiche. Ricordo ancora quella con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, il primo nei panni di don Lòllo e l'altro di Zi'Dima. La novella riprende la tematica della roba del verismo di Verga e lo fa focalizzando l'ossesione di don Lòllo che corre con la mula dal suo avvocato, un po' come Mastro don Gesualdo dal canonico Lupi.

    Gioventù - Il viaggio 1928
    Questa novella è di una poesia unica. L'eterno amore vince, sempre. Una vecchina sul letto di morte vuole, come sua ultima disposizione, con i ricordi del suo unico eterno amore. A scoprirlo, il figlio mai amato dal matrimonio imposto in gioventù. E' davvero bello perché il suo triste e duro finale è una critica al sistema patriarcale, fatto da una donna ormai giunta alla morte con il suo unico desiderio di poter ricordare il suo vero amore. E' un atto narcisista ma da vera imperatrice che non è rimasta vinta dal sistema, bensì lo abbatte morendo.

    Padron dio - Una giornata 1937
    Giudè è un povero cristiano che applica alla lettera gli antichi valori dei benedettini ora et labora, ma il piano non riesce perché è vinto dal sistema della roba e del padrone; un sistema che schiaccia qualunque tentativo di Eden terrestre.

    ha scritto il 

  • 5

    Tante novelle, un'unica destinazione.

    Per me le novelle pirandelliane sono sempre state come una valvola di sfogo, narrazioni talvolta brevi talvolta complesse, volte alla riflessione da parte del lettore. Storie verosimili o meno che pun ...continua

    Per me le novelle pirandelliane sono sempre state come una valvola di sfogo, narrazioni talvolta brevi talvolta complesse, volte alla riflessione da parte del lettore. Storie verosimili o meno che puntano a mostrare l'alienazione della persona di fronte al mondo moderno in continuo mutamento. Una delle mie preferite è l'umoristica LA CARRIOLA.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa raccolta l'ho comprata per un esame su Pirandello ed è stato uno degli esami più piacevoli da preparare. Pirandello riesce a farti immergere subito nelle sue storie,anche quelle più brevi, e la ...continua

    Questa raccolta l'ho comprata per un esame su Pirandello ed è stato uno degli esami più piacevoli da preparare. Pirandello riesce a farti immergere subito nelle sue storie,anche quelle più brevi, e la sua scrittura lineare,chiara e allo stesso tempo così densa di significato ti spinge a continuare a leggere fino alla fine. Lo consiglio a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    Recensire in due righe un'opera eccezionale come le "novelle", è impossibile. Si può solo dire al potenziale lettore:" Tuffati nel grande mare delle novelle e fatti trasportare dalle onde"

    ha scritto il 

  • 5

    UNA LETTURA CHE NUTRE IL CUORE E L'INTELLETTO

    Pirandello è un autore al quale mi sono accostata da ragazza, prima per esigenze di studio al liceo che frequentavo in quegli anni, poi per passione personale. Ho un bel ricordo di questa raccolta di ...continua

    Pirandello è un autore al quale mi sono accostata da ragazza, prima per esigenze di studio al liceo che frequentavo in quegli anni, poi per passione personale. Ho un bel ricordo di questa raccolta di novelle, letta su una vecchia edizione che non risulta neanche più presente se non forse su qualche bancarella di libri usati, e dello splendido film KAOS dei fratelli Taviani, che trae spunto da alcune di queste novelle. E della spiaggia di pomice a Lipari, visitata personalmente in una lontana estate.

    ha scritto il 

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