Scialle nero ; La vita nuda.

Novelle Per Un Anno

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri Garzanti 494)

4.3
(625)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 442 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8811584949 | Isbn-13: 9788811584940 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Luigi Sedita ; Prefazione: Nino Borsellin

Disponibile anche come: Altri , Cofanetto , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Da consultazione

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    In un celebre racconto, Luigi Pirandello ripercorre le ultime ore di un moribondo e, con magistrale capacità evocativa, descrive le sensazioni che provano coloro che compiono i cosiddetti viaggi astra ...continua

    In un celebre racconto, Luigi Pirandello ripercorre le ultime ore di un moribondo e, con magistrale capacità evocativa, descrive le sensazioni che provano coloro che compiono i cosiddetti viaggi astrali e le esperienze di pre-morte. Arduo stabilire se l'autore siciliano avesse conosciuto esperienze di sdoppiamento che ha poi trasfigurato nella sua narrazione o se l'itinerario delineato del doppio che sguscia via dal corpo per perdersi nel respiro della vita universa sia un'intuizione dell'artista. Comunque sia, lo scrittore palesa una particolare sensibilità nell'approccio ad una dimensione liminale. Leggiamo alcuni passaggi del testo che evidenziano la somiglianza con le out of body experiences (O.O.B.E.)

    "S'è liberato nel sonno, non sa come: forse come quando s'affonda nell'acqua, che si ha la sensazione che poi il corpo riverrà su da sé, e su invece riviene solamente la sensazione, ombra galleggiante del corpo rimasto giú. Dormiva e non è piú nel suo corpo; non può dire che si sia svegliato; e in che cosa ora sia veramente, non sa; è come sospeso a galla nell'aria della sua camera chiusa.

    Alienato dai sensi, ne serba piú che gli avvertimenti il ricordo, com'erano; non ancora lontani ma già staccati: là l'udito, dov'è un rumore anche minimo nella notte; qua la vista, dov'è appena un barlume; e le pareti, il soffitto (come di qua pare polveroso) e giú il pavimento col tappeto e quell'uscio e lo smemorato spavento di quel letto col piumino verde e le coperte giallognole, sotto le quali s'indovina un corpo che giace inerte [...]

    Ma dopo tutto, ora s'è liberato e prova per quel suo corpo là, più che antipatia, rancore. Veramente non vide mai la ragione che gli altri dovessero riconoscere quell'immagine come la cosa più sua. Non era vero. Non è vero. Lui non era quel suo corpo; c'era anzi così poco; era nella vita lui, nelle cose che pensava, che gli s'agitavano dentro, in tutto ciò che vedeva fuori senza più vedere sé stesso. Case strade cielo. Tutto il mondo.

    Già, ma ora, senza più il corpo, è questa pena ora, è questo sgomento del suo disgregarsi e diffondersi in ogni cosa, a cui, per tenersi, torna a aderire ma, aderendovi, la paura di nuovo, non d'addormentarsi, ma del suo svanire nella cosa che resta là per sé, senza più lui: oggetto: orologio sul comodino, quadretto alla parete, lampada rosea sospesa in mezzo alla camera.Lui è ora quelle cose; non più com'erano, quando avevano ancora un senso per lui; quelle cose che per sé stesse non hanno alcun senso e che ora dunque non sono più niente per lui. E questo è morire.[...]

    Sparire.

    Sorpresa che si fa, di mano in mano, più grande, infinita: l'illusione dei sensi, già sparsi che, a poco a poco, si svuota di cose che pareva ci fossero e che invece non c'erano; suoni, colori, non c'erano; tutto freddo, tutto muto; era niente; e la morte, questo niente della vita com'era. Quel verde... Ah come, all'alba, lungo una proda, volle esser erba lui, una volta, guardando i cespugli e respirando la fragranza di tutto quel verde così fresco e nuovo! Groviglio di bianche radici vive abbarbicate a succhiar l'umore della terra nera. Ah come la vita è di terra e non vuol cielo, se non per dare respiro alla terra! Ma ora lui è come la fragranza di un'erba che si va sciogliendo in questo respiro, vapore ancora sensibile che si dirada e vanisce, ma senza finire, senz'aver più nulla vicino; sì, forse un dolore; ma se può far tanto ancora di pensarlo, è già lontano, senza più tempo, nella tristezza infinita d'una così vana eternità".

    La sensazione di staccarsi dal proprio involucro fisico, mentre il ka galleggia, fluttua nell'aria; il cambio di prospettiva per cui il morente osserva il corpo che giace sul letto; l'alterazione delle percezioni; il senso di estraneità rispetto alle proprie spoglie sono altrettanti aspetti rintracciabili, con sfumature ed interpretazioni differenti secondo la persona, sia nelle O.O.B.E. sia nelle Near death experiences.

    Pirandello, fedele alla sua poetica disincantata, non ode nel viaggio oltre la soglia della realtà fisica, alcuna eco spirituale, non è scosso da un brivido metafisico, ma ripiega, insieme con il protagonista con cui si immedesima tramite l'ottica interna, in nuclei riflessivi di dolente bellezza, sulle cose, attratto dai loro colori profumati (l'erba, il geranio che s'accende di luce nella sera), dalla linfa della vita che scorre nelle vene dei suoni. La morte, raffigurata come un lento, oblioso sprofondare nel nulla, mentre pallide dita scivolano disperate sull'ultimo simulacro del reale, è svuotamento di identità, lontananza dal tempo, "nella tristezza infinita d'una così vana eternità."

    Tra cose insensate ed inutile eternità sembra consumarsi il percorso degli uomini; resta il fuoco del geranio che divampa nel golfo ombroso del crepuscolo.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi spiace, ma l’ascolto non procede, devo abbandonarlo.
    Raccolta di racconti. Il progetto prevedeva 365 novelle (comprese quelle già pubblicate in altre raccolte, che vennero modificate, smembrate, me ...continua

    Mi spiace, ma l’ascolto non procede, devo abbandonarlo.
    Raccolta di racconti. Il progetto prevedeva 365 novelle (comprese quelle già pubblicate in altre raccolte, che vennero modificate, smembrate, mescolate) organizzate in 24 libri, ma l’opera rimase incompiuta, arrivando a 241 novelle, più 15 postume. (Wikipedia)
    Per quel poco che ricordo di Pirandello, alcune novelle sembrano più pirandelliane di altre (Certi obblighi; Stefano Giogli, uno e due).
    Sono racconti strani: sembrano più la descrizione di una situazione che la narrazione di una storia con un inizio, uno sviluppo e una conclusione (l’autore magari ti dice anche come si è arrivati a quel punto, ma spesso non ti dice come va a finire).
    Ambientazione rurale o cittadina. Lessico ricco. Parole e modi di dire desueti (racconti scritti tra il 1884 e il 1936). Nomi propri strani, probabilmente siciliani o diminutivi dialettali (Nicuzza, Quaqueo, Luzzu, Pitrino, Zi’ Neli, Batà…).
    La lettura è molto calcata nei toni, come se si volesse dare un’impronta emotiva che, secondo me, è poco coerente al testo e non rispettosa delle intenzioni dell’autore. Ma potrei sbagliarmi.
    Racconti ascoltati nel 2015: Fuoco alla paglia; Stefano Giogli, uno e due; Zia Michelina; Professor Terremoto; Garibaldini vecchi e nuovi; La fedeltà del cane; Lo spirito maligno; I nostri ricordi; La distruzione dell’uomo; La liberazione del re; Di guardia; Male di luna; Volare; Certi obblighi; Chi la paga; Il capretto nero; Tre pensieri della sbiobbina. Non c’è finale; L’uscita del vedovo. Non c’è finale; Nenia. Non c’è finale; La cassa riposta.; L’uomo solo; Capannetta; Il coppo; La verità; La tartaruga; Il treno ha fischiato; Ritorno; Come gemelle; Alla zappa; Matrimonio ideale; Guardia; Filo d’aria.
    [Una produzione dell’Associazione culturale Aula 39 di Cagliari. Adattamento (quindi riduzione?) e messa in voce (cioè lettura?) di Gaetano Marino. Un programma di Quarta Radio Sardegna realizzato negli studi della Piccola Sartoria dei Teatri]

    ha scritto il 

  • 4

    Una novella più bella dell'altra

    Un esempio? "La veste lunga":

    La veste lunga è una novella di Pirandello, contenuta nel volume Novelle per un anno.

    Didì è una giovane donna che ha da poco abbandonato le vesti dell’infanzia. La stor ...continua

    Un esempio? "La veste lunga":

    La veste lunga è una novella di Pirandello, contenuta nel volume Novelle per un anno.

    Didì è una giovane donna che ha da poco abbandonato le vesti dell’infanzia. La storia si svolge sul treno che la porterà da Palermo a Zùnica. Viaggia con il fratello maggiore e il padre. La madre, morta da alcuni anni, è un’ombra di tristezza nel cuore della ragazza.

    Zùnica è un bel ricordo nella mente di Didì. Quando era bambina, suo padre, che lavorava lì come amministratore giudiziario dei possedimenti di un barone, le portava dal paese “certi freschi e deliziosi frutti fragranti”. Quei doni avevano creato nella sua mente un’immagine meravigliosa del paese da cui provenivano. Anche “da grande” Didì non poteva fare a meno di pensare a Zùnica come un luogo bello, rigoglioso; pieno di giardini, vigneti e boschi lussureggianti, “quantunque sapesse che Zúnica era una povera arida cittaduzza dell’interno della Sicilia, cinta da ogni parte dai lividi tufi arsicci delle zolfare e da scabre rocce gessose fulgenti alle rabbie del sole, e che quei frutti, non più gli stessi della sua infanzia, venivano da un feudo, detto di Ciumía, parecchi chilometri lontano dal paese”.

    Mentre il treno arranca... leggi il seguito qui:
    http://www.chiaravitetta.it/2013/01/10/la-veste-lunga/

    ha scritto il 

  • 5

    Queste raccolte spesso si comprano per esami, dato che già di per sé, sono edizioni da dimensioni titaniche e il cui uso tascabile è solo una tra le sfide di Ercole.

    La patente - La rallegrata 1992
    L ...continua

    Queste raccolte spesso si comprano per esami, dato che già di per sé, sono edizioni da dimensioni titaniche e il cui uso tascabile è solo una tra le sfide di Ercole.

    La patente - La rallegrata 1992
    La bellezza de "La patente" sta essenzialmente nel breve ma intenso dialogo tra il giudice D'andrea e Chiàrchiaro che credo solo Totò sia riuscito a interpretare. Lo jettatore di Pirandello è la dimostrazione unica di "re-inventarsi" un mestiere o almeno una nuova esistenza. Chiàrchiaro chiede con diritto la sua corona e chiede che sia la stessa giustizia a conferirgli la carica. La storia in sé è molto ironica e credo che sia questa potente ironia ad averla resa così famosa e celebre.

    Con altri occhi - La mosca 1923
    E' molto difficile parlare di questa novella che ormai risulta - a livello giuridico - molto lontano a noi. Il perno su cui si concentra questa novella sta nel reato di adulterio femminile che verrà rimosso solo nel 1968. Infatti le protagoniste della novella sono due donne: Anna e Almira. Queste donne sono legate allo stesso uomo ma quest'ultima morì suicida per l'adulterio commesso. Anna, la neo sposa, soffre nello scoprire, in una tasca di una giacca smessa del marito, la foto di Almira. Se prima ne ha gelosia, successivamente ne ha come compassione e capisce di essere lei la prossima vittima di quel uomo. La novella pesa sui pensieri di Anna che la protagonista indiscussa che snocciola le verità nascoste del marito attraverso la foto.

    Il giardinetto lassù - In silenzio 1923
    E' tenerissima questa novella. Il nonno Bauer è una persona di animo dolce e generoso. Si dedica anima e corpo al giardino della nicchia in cui vorrà essere seppellito ma quando è nel suo letto di morte, viene informato dal suo caro amico che un bambino sta morendo di tifo. Questa notizia scuote l'animo di nonno Bauer che, nonostante le difficoltà, cerca di aiutare il bambino dando dei consigli e raccomandando certi medici; ma ormai il bambino è spacciato. Il nonno perciò diventa un piccolo dio in terra e concede al bambino di riposare in pace nella sua nicchia con lui. Quella nicchia diventa la promesso dell'eden per i due.

    Il marito di mia moglie - Tutte e tre 1924
    Più che una novella, questa è una lettera di addio o comunque un testo molto autonomo e particolare. Il narratore è un padre, ormai in fin di vita, che parla non solo della sua condizione ma parla al figlio di come dovrà comportarsi dopo la sua morte. E' come un testamento o qualcosa del genere dato che il padre si preoccupa molto di chiarire i ruoli. Il suo, se lo cuce lui stesso, è quella di essere un peso per la moglie e il marito di sua moglie, ovvero quello che dovrebbe considerarsi un amante ma la sua salute già lo mostra come il nuovo marito. Non ci sono note positive. Tutta la novella ha un tono amaro e melanconico. Al narratore non resta che il testo che scrive e su cui riflette la sua immagine perché non gli resta che la morte, in dubbio è la sua memoria su questa terra, perciò si affida a Dio per tutelare sua moglie e suo figlio, anche se già che verrà ben presto rimpiazzato e lo capisce dalla misericordia e le premure dei due.

    La maestrina Boccarmè - Tutte e tre 1924
    La maestrina Boccarmè è un folgorante esempio di quei personaggi che sono tanto cari a Pirandello: appartiene a quel vasto gruppo di personaggi infelici, vinti che racchiudono dentro di sé un'intensità di ricordi lontani e perduti. Senza dubbio si tratta quindi di personaggi vinti sul piano della realtà emotiva ma vincitori sul piano del coraggio e della non rassegnazione. Importantissima è la frase dove la stessa maestrina afferma che "lei non voleva ottenere nulla; lei era nata per dare". La sua gentilezza d'animo la porta a compiere un atto di bontà che però non è fatto per il cugino, ma per se stessa, per dimenticare quell'uomo che l'aveva fatta sentire donna, ma che al contempo l'aveva fatta soffrire per tutti quegli anni di separazione. Quindi l'unico modo per tornare ad accantonare questo episodio era inviare i soldi al cugino, affinché ormai libera da qualsiasi rimorso possa tornare alla sua vita, anche se poi alla fine, si accorge che non può più tornare indietro.

    La levata del sole - Il vecchio Dio 1926
    Il protagonista è un uomo non ben localizzato che tenta il suicidio dopo aver perso dei soldi. La peculiare struttura di questa novella ci permette di conoscere per bene la insoddisfazione familiare dell'uomo e il suo nome Gosto. Quando dispone tutto per il suo suicidio, lui decide di andare a vedere l'alba, una che, tra le tante altre cose, non ha mai fatto in vita sua. L'insoddisfazione è tale che la marcia dalla città alla campagna è una impresa titanica per l'uomo ma ridicola per il lettore. Il grande sforzo per vedere l'alba di questo uomo medio lo stanca talmente tanto da appisolarlo una volta giunto alla meta. Non so immaginare cosa spinse P. a scrivere una novella del genere ma la suggestione che dà lo scritto fa capire quanto sia inutile l'uomo.

    Il vitalizio - Il vecchio Dio 1926
    Pirandello ha sempre avuto chiaro che :" L'uomo non può beffarsi della morte". E' un messaggio che Pirandello non dimentica ed è presente anche in altre sue opere come il secondo romanzo "Il turno" oppure nello stesso celebre "Il fu Mattia Pascal". L'uomo che beffa la morte è sempre stato un argomento molto discusso da Pirandello e nel "Il vitalizio" gli da una forma unica e ironica. Maràbito è un centenario che in cuor suo non voleva far male a una mosca ma che vede, tutti i suoi creditori, morirgli davanti per l'appezzamento di terra che una volta gli era appartenuto. Il vecchio sarà curato da tutto il paese per amore di far rodere quei ricconi che , come se da ciò potrebbe nascere una rivoluzione sociale. Il podere che Maràbito vende al Maltese e poi al notario Nocio, simboleggia l'Eden a cui Maràbito non può far a meno e impossessarsene di nuovo ha permesso ha lui di avere le gioie di una famiglia con la figlia adottiva Annicchia.

    La giara 1928
    E' tra le novelle più famose, soprattutto per le trasposizioni cinematografiche. Ricordo ancora quella con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, il primo nei panni di don Lòllo e l'altro di Zi'Dima. La novella riprende la tematica della roba del verismo di Verga e lo fa focalizzando l'ossesione di don Lòllo che corre con la mula dal suo avvocato, un po' come Mastro don Gesualdo dal canonico Lupi.

    Gioventù - Il viaggio 1928
    Questa novella è di una poesia unica. L'eterno amore vince, sempre. Una vecchina sul letto di morte vuole, come sua ultima disposizione, con i ricordi del suo unico eterno amore. A scoprirlo, il figlio mai amato dal matrimonio imposto in gioventù. E' davvero bello perché il suo triste e duro finale è una critica al sistema patriarcale, fatto da una donna ormai giunta alla morte con il suo unico desiderio di poter ricordare il suo vero amore. E' un atto narcisista ma da vera imperatrice che non è rimasta vinta dal sistema, bensì lo abbatte morendo.

    Padron dio - Una giornata 1937
    Giudè è un povero cristiano che applica alla lettera gli antichi valori dei benedettini ora et labora, ma il piano non riesce perché è vinto dal sistema della roba e del padrone; un sistema che schiaccia qualunque tentativo di Eden terrestre.

    ha scritto il 

  • 5

    Tante novelle, un'unica destinazione.

    Per me le novelle pirandelliane sono sempre state come una valvola di sfogo, narrazioni talvolta brevi talvolta complesse, volte alla riflessione da parte del lettore. Storie verosimili o meno che pun ...continua

    Per me le novelle pirandelliane sono sempre state come una valvola di sfogo, narrazioni talvolta brevi talvolta complesse, volte alla riflessione da parte del lettore. Storie verosimili o meno che puntano a mostrare l'alienazione della persona di fronte al mondo moderno in continuo mutamento. Una delle mie preferite è l'umoristica LA CARRIOLA.

    ha scritto il 

  • 5

    Questa raccolta l'ho comprata per un esame su Pirandello ed è stato uno degli esami più piacevoli da preparare. Pirandello riesce a farti immergere subito nelle sue storie,anche quelle più brevi, e la ...continua

    Questa raccolta l'ho comprata per un esame su Pirandello ed è stato uno degli esami più piacevoli da preparare. Pirandello riesce a farti immergere subito nelle sue storie,anche quelle più brevi, e la sua scrittura lineare,chiara e allo stesso tempo così densa di significato ti spinge a continuare a leggere fino alla fine. Lo consiglio a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    Recensire in due righe un'opera eccezionale come le "novelle", è impossibile. Si può solo dire al potenziale lettore:" Tuffati nel grande mare delle novelle e fatti trasportare dalle onde"

    ha scritto il 

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