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Sconosciuti in treno

Di

Editore: Bompiani

3.9
(464)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 326 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: A000031857 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ritenuto da tutti i suoi estimatori il capolavoro di Patricia Highsmith, Sconosciuti in treno è il romanzo che ha ispirato il memorabile film di Alfred Hitchcock Delitto per Delitto. Due uomini si incontrano in treno e, come talvolta avviene fra pefetti sconosciuti, si confidano le loro preoccupazioni, i loro pensieri più riposti, certi di non vedersi più una volta terminato il viaggio. Invece questo incontro del tutto casuale diventa per loro un tacito patto di morte.....
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  • 0

    Delitto per delitto

    Da questo primo libro pubblicato nel 1950 negli USA con il titolo Strangers on a train, in Italia nel 1987 "sconosciuti in treno ", la Highsmith, grazie alla traduzione cinematografica di Hitchcock, siamo nel 1951, Delitto per delitto,divenne famosa nel mondo. la Highsmith si impose inventando i ...continua

    Da questo primo libro pubblicato nel 1950 negli USA con il titolo Strangers on a train, in Italia nel 1987 "sconosciuti in treno ", la Highsmith, grazie alla traduzione cinematografica di Hitchcock, siamo nel 1951, Delitto per delitto,divenne famosa nel mondo. la Highsmith si impose inventando il nuovo noir, la suspense, l'angoscia, il senso di colpa, l'insopportabile ansia che cresce fino ad ucciderti. Il capolavoro letterario della più grande giallista mai esistita e mai eguagliata, Giustamente Camilleri dice che non legge i gialli, sono noiosi, eccetto la Highsmith, ma di lei ha paura. Ogno sua riga, ogni suo dialogo e personaggio suscita angoscia, aspettativa, ti tiene in equilibrio precario, abbandoni l'esterno per la storia di follia e morte di esseri normali.

    ha scritto il 

  • 3

    Buena novela negra, con un gran descripción psicológica de los 2 protagonistas. Tiene poco que ver con la película de Hitchcok, siendo la novela más completa, cruda e interesante.

    ha scritto il 

  • 4

    Quotidiana (a)normalità

    L'uomo è abituato a uccidere. È uno sport al quale non riesce a rinunciare, continuerà ad allenarcisi in eterno, troppi interessi in gioco. Ma quando anche questi ultimi vengono a mancare, quando non è necessario, perché farlo?


    La Highsmith prende due sconosciuti, li fa incontrare e innesc ...continua

    L'uomo è abituato a uccidere. È uno sport al quale non riesce a rinunciare, continuerà ad allenarcisi in eterno, troppi interessi in gioco. Ma quando anche questi ultimi vengono a mancare, quando non è necessario, perché farlo?

    La Highsmith prende due sconosciuti, li fa incontrare e innesca un meccanismo narrativo accattivante, in cui le esili motivazioni del gesto criminale inanellano conseguenze destabilizzanti dal punto di vista psicologico per almeno uno dei due protagonisti. Ed è questo aspetto ansiogeno, claustrofobico, che salva la lettura dalla noia suscitata da uno stile piatto, avaro di pathos, che però ha il merito (o demerito, per alcuni) di ricondurre il tutto ad una sensazione di quotidiana (a)normalità, che in una situazione del genere è un bel risultato.

    Hitchcock, nello spesso dimenticato "L'altro uomo", accende il gioco del delitto per delitto in un film assai godibile - fantastica la scena finale della giostra -, ma che in realtà, seppur più brioso, osa meno del romanzo. Da vedere.

    ha scritto il 

  • 3

    Certo che, col senno del poi, son capaci tutti. Eppure che la noia sia stata abbastanza, resta un dato di fatto. A un decimo del libro è tutto chiaro. La scrittura non aiuta. Piatta quando si tratta di caratterizzare il personaggio morboso e maniaco, e piatta quando si tratta di caratterizzare il ...continua

    Certo che, col senno del poi, son capaci tutti. Eppure che la noia sia stata abbastanza, resta un dato di fatto. A un decimo del libro è tutto chiaro. La scrittura non aiuta. Piatta quando si tratta di caratterizzare il personaggio morboso e maniaco, e piatta quando si tratta di caratterizzare il personaggio in preda all'angoscia e al rimorso, e piatta quando si tratta di caratterizzare il detective acuto e febbrilmente inarrestabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Patricia Highsmith

    Già in questo eccellente romanzo d’esordio Patricia Highsmith introduce il suo tema prediletto: il flirt del mondo borghese con il Male che ne sovverte l’ordine, purificandone l’essenza come un fuoco devastatore (vedi Tom Ripley). Siamo nel pieno del noir, dove il protagonista si abbandona suo ma ...continua

    Già in questo eccellente romanzo d’esordio Patricia Highsmith introduce il suo tema prediletto: il flirt del mondo borghese con il Male che ne sovverte l’ordine, purificandone l’essenza come un fuoco devastatore (vedi Tom Ripley). Siamo nel pieno del noir, dove il protagonista si abbandona suo malgrado alla spirale discendente degli avvenimenti. In questo caso assistiamo alla (casta) attrazione fatale tra il noioso architetto di grido Guy Haynes e il suo doppelgänger Charles Bruno, ricco alcolizzato, squilibrato e mammone. Gli opposti non lo sono mai per davvero, e nell’universo narrativo di Sconosciuti in treno «Dio e il Diavolo ballano dandosi la mano intorno a ogni singolo elettrone». Highsmith crea un’atmosfera nera come la pece seguendo i personaggi nella banalità ossessiva del loro quotidiano. Dimostra come sempre di poter regalare al lettore i brividi del thriller usando la normalità come punto di riferimento, perché essa è già abbastanza terrorizzante di per sé.

    Da questo libro viene tratto il film di Hitchcock Delitto per delitto – L’altro uomo del 1951, di cui esiste un non dichiarato remake italiano del 1971 intitolato La vittima designata.

    ha scritto il 

  • 3

    GIALLO "CULT"

    Son contenta di averlo letto così ho finalmente esaurito e soddisfatto la mia curiosità su questo giallo di cui ho sentito parlare in tantissime occasioni e situazioni. Ebbene, la lettura è stata alquanto faticosa, scrittura noiosa e senza grinta solo verso la fine un po' di suspense. Probabilmen ...continua

    Son contenta di averlo letto così ho finalmente esaurito e soddisfatto la mia curiosità su questo giallo di cui ho sentito parlare in tantissime occasioni e situazioni. Ebbene, la lettura è stata alquanto faticosa, scrittura noiosa e senza grinta solo verso la fine un po' di suspense. Probabilmente avrei dovuto leggerlo senza dimenticare l'anno della sua creazione, il 1950!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Come un incontro casuale, durante un viaggio in treno, possa cambiare per sempre la vita. E’ questo l’unico elemento che mi ha lasciato il libro, che non ho amato per lo stile non lineare e noioso ed i personaggi per me insopportabili.


    La trama: Guy sta andando dalla moglie sperando di ot ...continua

    Come un incontro casuale, durante un viaggio in treno, possa cambiare per sempre la vita. E’ questo l’unico elemento che mi ha lasciato il libro, che non ho amato per lo stile non lineare e noioso ed i personaggi per me insopportabili.

    La trama: Guy sta andando dalla moglie sperando di ottenere finalmente il divorzio, ma sul treno conoscerà Bruno, che odia il padre. Nel pranzare insieme e raccontandosi i propri problemi, a Bruno nasce l’idea di uno scambio di omicidi: la moglie di Guy in cambio del padre di Bruno. In effetti potrebbe essere il delitto perfetto, perché Bruno non potrebbe essere sospettato per la morte di una donna a lui sconosciuta e Guy potrebbe costruirsi un alibi, e così viceversa per l’omicidio del padre. Ma ciò che sembra perfetto sulla carta non lo sarà nella realtà, dove vi sono imprevisti e reazioni emotive inaspettate. Il finale quindi è imprevedibile, ed è l’unico motivo per cui ho continuato la lettura fino alla fine.

    I protagonisti: Guy è un uomo apatico, lascia che la vita gli passi accanto senza reagire ma anzi seguendola nel bene e nel male in modo automatico come un treno segue i binari (mi ha ricordato molto i personaggi di Richard Yates), insofferente a tutto e a volte un po’ sprezzante e pieno di sé. Non ha la forza di reagire alle insistenze di Bruno, un giovane problematico ed insicuro che non riesce a godere della vita, sempre alla ricerca di qualcosa di diverso e nuovo. Tra loro si instaura uno strano rapporto: inizialmente Guy non vuole vedere Bruno, ma poi ne è irrimediabilmente attirato e non riesce ad allontanarlo fino ad arrivare a considerarlo come un fratello, mentre Bruno forse vede in Guy ciò che lui non ha e lo ammira, desidera la sua amicizia fino all’assillo. E bevono bevono bevono… sempre e ovunque. Quindi il libro è un continuo inseguire di Bruno nei confronti di Guy, durante la lettura mi sono chiesta spesso “Ma quando succede qualcosa ? ”. E quando finalmente c’è una scena di azione, la scrittura si ingarbuglia e le parole dell’autrice non riescono a raccontare ciò che io lettrice vorrei vedere (ho dovuto rileggere alcuni passaggi, e non è bello non riuscire a capire se uno dei protagonisti è morto oppure no…).

    Insomma, il mio primo libro della Highsmith è stato una delusione perché ho sentito talmente tanto parlare di lei che pensavo di rimanere incollata alle pagine, invece ho avuto solo la tentazione di dar fuoco al libro in un paio di occasioni.

    ha scritto il 

  • 3

    di solito i libri di P.H. sono degli erogatori di (piacevole) angoscia in formato tascabile, questo volume meno di altri ed il personaggio meglio caratterizzato è pure il più sgradevole ed irritante.

    ha scritto il