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Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

3.7
(1498)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 129 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8876418091 | Isbn-13: 9788876418099 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La sapiente e irresistibile miscela di satira di costume e romanzo giallo imperniato su una scoppiettante polifonia dialettale di gaddiana memoria (il Pasticciaccio sta sullo sfondo segreto della scena come un nume tutelare), la piccola folla multiculturale che anima le vicende di uno stabile a piazza Vittorio sorprende per la verità e la precisione dell’analisi antropologica, il brio e l’apparente leggerezza del racconto. A partire dall’omicidio di un losco personaggio soprannominato “il Gladiatore”, si snoda un’indagine che ci consente di penetrare nell’universo del più multietnico dei quartieri di Roma: piazza Vittorio.
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  • 4

    Questo è un libro veloce da leggere, ma pieno di spunti di riflessione sulle diversità ed i preconcetti della società in cui viviamo, come questi possono influire profondamente su come vediamo la realtà, al punto di distorcerla completamente. Scritto da uno scrittore algerino residente in Italia. ...continua

    Questo è un libro veloce da leggere, ma pieno di spunti di riflessione sulle diversità ed i preconcetti della società in cui viviamo, come questi possono influire profondamente su come vediamo la realtà, al punto di distorcerla completamente. Scritto da uno scrittore algerino residente in Italia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    3 1/2

    Un libro costruito per far riflettere, in cui è molto più importante il "contenuto" del racconto che il modo di raccontarlo.


    E' indubbiamente un libretto interessante e lo scopo lo ottiene, almeno fino a un certo punto.


    Manca tuttavia una vera costruzione dei personaggi, che sono l ...continua

    Un libro costruito per far riflettere, in cui è molto più importante il "contenuto" del racconto che il modo di raccontarlo.

    E' indubbiamente un libretto interessante e lo scopo lo ottiene, almeno fino a un certo punto.

    Manca tuttavia una vera costruzione dei personaggi, che sono lo stereotipo dello stereotipo delle varie categorie umane di un condominio tipo: la portiera napoletana impicciona, l'immigrato con problemi di comportamento e sociali, il negoziante bengalese, la signora anziana con il cagnetto rognoso, la badante peruviana, il professore milanese arrogante. C'è pure l'aspirante cineasta dei Paesi Bassi che ovviamente è convinto che portarsi mariuana da casa e andare a prostitute sia perfettamente legale in Italia. A tutto questo stereotipo sfugge solo, e solo in parte, la voce narrante, Ahmed/Amedeo, che è quello che riusciamo a conoscere meglio, quantomeno perchè ha più spazio.

    La forma del racconto prevede un capitolo con punto di vista di uno dei vari inquilini del palazzo, alternato a un capitolo tratto dal diario di Amedeo. Tutta la narrazione verte apparentemente sull'omicidio - avvenuto nell'ascensore del palazzo - del Gladiatore, il classico rompiballe bullo del condominio, in realtà si parla di integrazione mancata, ignoranza abissale, incomprensioni totali e fraintendimenti che convolgono sia gli immigrati che gli italiani, tutti contro tutti e tutti oggetto e soggetto di razzismo.

    Alla fine si scopre il colpevole, con un piccolo colpo di scena, dato che mano a mano che il racconto si avvicina alla fine il lettore viene portato a credere di conoscere l'identità dell'assassino.

    Come detto il racconto è carino. Tuttavia la scelta di costruire i personaggi sullo stereotipo più becero, pur voluta e comprensibile, rende i personaggi troppo monodimensionali e, sinceramente, quasi tutti molto sgradevoli.

    Sorprende, infatti, che di omicidio a Piazza Vittorio ve ne sia stato solo uno.

    ha scritto il 

  • 4

    Autore algerino che descrive con sconcertante realtà e precisione i pregiudizi e le dinamiche intorno agli immigrati.. ogni capitolo è scritto dal punto di vista di un personaggio diverso, i vari protagonisti della storia.. molto bello!! consigliato..

    ha scritto il 

  • 4

    "Questa mattina Iqbal mi ha chiesto se conoscevo la differenza tra il tollerante e il razzista. Gli ho risposto che il razzista è in contrasto con gli altri perché non li crede al suo livello, mentre il tollerante tratta gli altri con rispetto. A quel punto si è avvicinato a me, per non farsi sen ...continua

    "Questa mattina Iqbal mi ha chiesto se conoscevo la differenza tra il tollerante e il razzista. Gli ho risposto che il razzista è in contrasto con gli altri perché non li crede al suo livello, mentre il tollerante tratta gli altri con rispetto. A quel punto si è avvicinato a me, per non farsi sentire da nessuno come se stesse per svelare un segreto, e mi ha sussurrato: «il razzista non sorride!».
    Ho pensato tutto il giorno al razzista che si riufuta di sorridere e mi sono reso conto che Iqbal ha fatto un'importante scoperta. Il problema del razzista non è con gli altri ma con se stesso. Direi di più: non sorride al prossimo perché non sa sorridere a se stesso. E' proprio giusto quel proverbio arabo che dice "Chi non ha non dà"

    http://lalettricerampante.blogspot.it/2014/06/scontro-di-civilta-per-un-ascensore.html

    ha scritto il 

  • 3

    Amara Lakhous (Algeri, 1970) è uno scrittore, giornalista e traduttore algerino. Vive e lavora a Roma dal 1995. Io l’ho scoperto per caso e non ricordo nemmeno come mi sono ritrovata con Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio. Questo autore è stato una folgorazione. Intanto perché, ...continua

    Amara Lakhous (Algeri, 1970) è uno scrittore, giornalista e traduttore algerino. Vive e lavora a Roma dal 1995. Io l’ho scoperto per caso e non ricordo nemmeno come mi sono ritrovata con Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio. Questo autore è stato una folgorazione. Intanto perché, ma è un mio preconcetto probabilmente, non mi aspettavo una capacità di linguaggio così strutturata, complessa, profonda da chi l’italiano lo ha imparato da grande. Invece Amara Lakhous ti sorprende con una storia complessa che dà voce in modo originale a ciascun personaggio. Tutto ruota intorno ad un omicidio e l’autore lascia che a raccontare la storia sia la popolazione multietnica e multicolore di Piazza Vittorio (quartiere romano dove vivono moltissimi immigrati). Il risultato è un racconto che svela preconcetti, pregiudizi, equivoci dovuti ad una cattiva o inesistente comunicazione, il tutto aprendo una finestra sulla vita di persone diverse ma che poi a ben guardare diverse non sono.
    L’idea mi è piaciuta molto e anche se alla fine la storia in sé rivela una discreta debolezza nell’insieme, il libro si lascia leggere con piacere e curiosità.

    ha scritto il 

  • 0

    Grazie anobii!!!!

    Con questa lettura ho raggiunto un personalissimo record; ho divorato questo libro in meno di 2 ore. Certo non è una cosa così straordinaria viste le pagine. Ancora una volta devo ringraziare voi anobiani per avermi fatto scoprire questa piccola perla. Davvero delizioso e scritto bene. Ho apprezz ...continua

    Con questa lettura ho raggiunto un personalissimo record; ho divorato questo libro in meno di 2 ore. Certo non è una cosa così straordinaria viste le pagine. Ancora una volta devo ringraziare voi anobiani per avermi fatto scoprire questa piccola perla. Davvero delizioso e scritto bene. Ho apprezzato l'intreccio e lo stile narrativo. Davvero ben fatto!

    ha scritto il 

  • 4

    Per sorridere e riflettere

    La storia inizia con la morte di un certo Manfredini, detto "il gladiatore", del quale viene ritrovato il cadavere all'interno dell'ascensore di un condominio di Roma a piazza Vittorio.
    Il probabile assassino sembrerebbe tale Amedeo, che vive nel medesimo stabile ma irreperibile dopo il fat ...continua

    La storia inizia con la morte di un certo Manfredini, detto "il gladiatore", del quale viene ritrovato il cadavere all'interno dell'ascensore di un condominio di Roma a piazza Vittorio.
    Il probabile assassino sembrerebbe tale Amedeo, che vive nel medesimo stabile ma irreperibile dopo il fattaccio.
    Sappiamo quasi tutti come le dinamiche condominiali siano complesse ed a volte litigiose, tra quello che sbatte i tappeti quando non dovrebbe, quello che suona la chitarra elettrica, quelli che tengono il televisore a volumi da concerto rock, quello che contesta sempre le spese perchè lui non usa, non vuole, non gli interessa.
    Figuriamoci quando, all'interno dello stesso stabile, si ritrovano famiglie di origini e tradizioni diverse e quindi i pregiudizi, le maldicenze e i pettegolezzi diventano il pane quotidiano.
    Ci sono poi le gag della portiera napoletana che scambia un iraniano per albanese, un olandese per svedese, un bengalese per pakistano e una peruviana per filippina, con tutti i malintesi che poi ne derivano.
    C’è l’animalista che guarda con diffidenza i cinesi perché potrebbero rapirle e mangiarle il cane.
    E ci sono i pensieri di tutti gli inquilini dello stabile per capire ancor meglio che spesso l’intolleranza è solo la paura del diverso, dello sconosciuto.
    Questo libro è un viaggio ironico, ma allo stesse tempo istruttivo, sui mille pregiudizi che circondano gli stranieri e sull'importanza del dialogo e dell'ascolto. A volte è anche malinconico, quando sfiora i drammi e la tristezza degli immigrati, spesso soli in un paese sconosciuto e che sentono ostile.

    ha scritto il 

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