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Scorrete lacrime, disse il poliziotto

Di

Editore: Mondadori (Piccola biblioteca Oscar, 196)

4.0
(1095)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 265 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Giapponese , Tedesco , Polacco , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 8804464690 | Isbn-13: 9788804464693 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vittorio Curtoni

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
In un prossimo futuro, in un paese sconvolto dalla povertà e dalla paura,governato dal pugno di ferro di una polizia onnipresente, la star della TV John Taverner ha tutto quello che gli altri non hanno. Un giorno peròTaverner, svegliandosi, scoprirà di non essere mai esistito...
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    “Il vaso azzurro fatto da Mary Anne Dominic e comperato da Jason Taverner come regalo per Heather Hart finì in una collezione privata.
    E' ancora lì oggi, ed è considerato un prezioso tesoro.
    E, in eff ...continua

    “Il vaso azzurro fatto da Mary Anne Dominic e comperato da Jason Taverner come regalo per Heather Hart finì in una collezione privata.
    E' ancora lì oggi, ed è considerato un prezioso tesoro.
    E, in effetti molti esperti di ceramiche artistiche lo ritengono un vero capolavoro. E lo amano.”

    Mio Dio questo libro è ipnotico. Ho iniziato a leggerlo ed è stato veramente difficile fare delle pause e metterlo giù perché dovevo sapere come sarebbe andato a finire.
    Jason Taverner è un personaggio interessante, ed è assurdo perché nonostante i suoi tanti difetti ed il modo in cui all'inizio del libro tratta con noncuranza chiunque attorno a sé dovrebbero farlo odiare ed invece no. Nonostante non sia esattamente il classico eroe per cui si fa il tifo è impossibile non sperare per tutto il libro che in un modo o nell'altro se la cavi, perché non possono succedere veramente tutte a lui e non si merita tutta la sfortuna che gli è improvvisamente piombata addosso.
    Non ho amato il modo in cui Dick se ne è uscito, la storia della droga e del tempo che è solo nella propria mente non è chiarissima e nemmeno soddisfacente ma si sa che nei libri sci-fi può succedere di tutto e tutto va preso per buono senza fare troppe domande.

    ha scritto il 

  • 4

    Per ora il miglior romanzo di Dick che abbia letto. Veloce, mai banale, romantico verso la fine. Bizzarri ed affascinanti, come nelle altre opere, i personaggi femminili.

    ha scritto il 

  • 0

    Proseguire nella conoscenza dell’opera di un autore straordinario come Philip K. Dick porta ad imbattersi in un altro romanzo di non-fantascienza, in cui la riflessione sui temi universali, esistenzia ...continua

    Proseguire nella conoscenza dell’opera di un autore straordinario come Philip K. Dick porta ad imbattersi in un altro romanzo di non-fantascienza, in cui la riflessione sui temi universali, esistenziali e – perché no? – metafisici prevale sull’ambientazione in un futuro prossimo che non dà alcun valore aggiunto alla condizione umana che, ne sono sempre più convinto, era il punto centrale per lo scrittore californiano.

    Il tema è quello del dolore, del dolore universale, delle lachrimae rerum in fondo, come suggerito dal titolo. E anche dalla struttura del romanzo, con i suoi richiami al mito – il legame incestuoso tra i due gemelli ha qualcosa di più della semplice aberrazione sessuale – e alla tragedia, greca e shakespeariana. Per ammissione dello stesso autore i riferimenti sono “Le Baccanti” e “Re Lear”, entrambe basate sul topos della mascherata e della perdita di identità.

    Ci ho trovato un forte contrappunto con “Noi Marziani”, il romanzo di Dick che parla di tutto fuorché – quasi – di Marziani, ma racconta soprattutto di alienazione, quella dovuta alla malattia mentale. In “Scorrete lacrime, disse il poliziotto”, la questione è analoga: la possibilità di non discernere più la realtà in cui si vive, o di ritrovarsi addirittura all’interno di una realtà soggettiva altrui – come accadeva anche in “Occhio nel cielo” – che, in questo romanzo, è manipolata dalla droga (Dick, lo psichedelico Dick, vittima di diverse dipendenze, non fa mai l’apologia della droga, tutt’altro).

    Che cosa fa un uomo che, da un momento all’altro, perde tutto, fin la sua stessa identità, diventando un perfetto sconosciuto da celebrità quale era? Quello che fa nelle altre storie di Dick, in fondo. Vive. Quando diventa troppo complicato cercare di trovare un’interpretazione coerente del mondo, che l’uomo ha la pretesa di trovare sempre pur sapendo che dovrà scontrarsi contro il muro della realtà, allora si vive, e si cerca di farlo al meglio.

    Anche quando sembra che il mondo sia dominato da forze inarrivabili come Felix – che pure non è una figura negativa se, da poliziotto di un sistema monolitico, è riuscito a gettare un po’ di sabbia negli ingranaggi, pagandone le conseguenze – o Alys, forse la vera figura malvagia di tutto il romanzo, anche in quel momento è possibile vivere. E incontrare Mary Ann, la perfetta antitesi di Alys: mite, disinteressata, capace di donare gratuitamente senza pensare non solo al proprio tornaconto ma anche al proprio personale piacere.

    Quando la realtà diventa inumana, è possibile restare umani, opporsi al male, all’assurdo semplicemente con il proprio modo di essere. È la libertà dell’uomo. Che, ci piaccia o no, implica anche il dolore. Ma neanche quello ha l’ultima parola se si riesce a portarlo fuori da se stessi per, malgrado tutti e tutto, continuare a vivere. Liberamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Kafkiano questo romanzo di Dick soprattutto nella sua prima parte quando un conduttore televisivo molto noto viene ricoverato in ospedale dopo l'aggressione di una sua ex e si ritrova in un mondo alte ...continua

    Kafkiano questo romanzo di Dick soprattutto nella sua prima parte quando un conduttore televisivo molto noto viene ricoverato in ospedale dopo l'aggressione di una sua ex e si ritrova in un mondo alterato dove nessun lo conosce e si ricorda di lui e nemmeno la polizia ha niente che lo riguardi nei suoi schedari. Di conseguenza è considerato un personaggio sospetto e pericoloso. Come tale viene preso di mira dalla polizia tanto che verrà imbastito una specie di complotto per incastrarlo. Ma... mentre per Kafka non esistono vie di fuga dalla realtà per Dick così non è. La realtà (quando lo è) è piena di universi paralleli ma in qualche modo sovrapposti e è possibile passare dall'uno all'altro in qualche modo ad es. facendo uso di droghe. E così quando la situazione sembra ormai disperata si apre per Jason Taverner una insperata via di fuga che lo riporta alla precedente realtà o almeno a una realtà molto simile. Il mondo di Dick è così contorto che è a volte difficile seguirlo da un universo all'altro o da un piano temporale all'altro.
    Questo libro comunque secondo me non è il suo miglior libro: meglio Ubik o Gli androidi sognano pecore elettriche.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Philip Dick di pregio

    Immaginate di essere un personaggio famoso e ricco dello spettacolo e di svegliarvi una mattina in un hotel da due soldi senza più un'identità e senza che nessuno vi riconosca. Il tutto all'interno di ...continua

    Immaginate di essere un personaggio famoso e ricco dello spettacolo e di svegliarvi una mattina in un hotel da due soldi senza più un'identità e senza che nessuno vi riconosca. Il tutto all'interno di uno Stato totalitario in lotta con le minoranze che non ammette lacune identitarie. Il ritmo trascina e la trama è ben congeniata: un altro ottimo romanzo di Dick.

    ha scritto il 

  • 3

    niente di memorabile, ma Dick merita almeno un paio di altre possibilità

    continua a sfuggirmi il senso di penose prefazioni che nelle prime 20 righe raccontano buona parte dei colpi di scena del roman ...continua

    niente di memorabile, ma Dick merita almeno un paio di altre possibilità

    continua a sfuggirmi il senso di penose prefazioni che nelle prime 20 righe raccontano buona parte dei colpi di scena del romanzo, per non parlare delle postfazioni in cui qualche nobile esegeta riesce immancabilmente a trovare legami tra l'autore, Freud, Shakespeare, la tragedia greca, la pittura surrealista e una serie di scrittori che conosce solo lui.
    l'analisi dell'opera me la faccio da solo, grazie; risparmiate pagine chè la carta costa

    ha scritto il 

  • 4

    il maestro è sempre in tiro

    come dick ce n'è pochi, o sarà che per me è il max nonostante i passi falsi, ma questo romanzo parte in quarta, con il personaggio pubblico, un SEI, a cui viene cancellata (da chi?) l'identità...

    dia ...continua

    come dick ce n'è pochi, o sarà che per me è il max nonostante i passi falsi, ma questo romanzo parte in quarta, con il personaggio pubblico, un SEI, a cui viene cancellata (da chi?) l'identità...

    dialoghi brillanti, impostazione cinematografica, condizione sociopolitica che riflette il controllo paraamilitare anni '70 usa, insomma una lettura avvolgente come una coperta elettrica

    ha scritto il 

  • 3

    Nell'epoca della sua massima maturità, Dick riesce comunque a tirare fuori un romanzo profondamente Dickiano, con un protagonista sballottato dallo straniamento e dall'errata percezione della realtà. ...continua

    Nell'epoca della sua massima maturità, Dick riesce comunque a tirare fuori un romanzo profondamente Dickiano, con un protagonista sballottato dallo straniamento e dall'errata percezione della realtà. A questo però, bisogna aggiungere dei temi curiosamente non proprio centrali per l'autore (eugenetica e distopia militarista) e una fetta veramente generosa di autobiografia.
    E' indubbio che Scorrete Lacrime è, soprattutto, una carrellata di donne che evidentemente incarnano le varie figure femminile che hanno incrociato la vita dello scrittore.
    Non raggiunge le vette dei Dick che considero migliori, per questo rischia un po' di perdersi all'interno della sterminata letteratura di qualità "media" dell'autore, ma forse è un libro che più leggere bisogna rileggere e soprattutto scavare, perché probabilmente nasconde molto più di quanto mostra.

    ha scritto il 

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