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Scritti 'patafisici

La macchina, il tempo e altri epifenomeni

Di

Editore: :duepunti edizioni

3.8
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 888998709X | Isbn-13: 9788889987094 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Paul

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Descrizione del libro
Inestimabile è per la letteratura contemporanea l'importanza di Alfred Jarry, ideatore del personaggio di Ubu, figura onnipresente nel teatro dal Novecento a oggi. Questo libro esplora la produzione dell'autore, altrettanto nota, legata alla ’patafisica ("scienza delle soluzioni immaginarie" o "delle eccezioni"), che ispirò autori oggi molto amati dai lettori italiani come Queneau, Vian, Pennac e lo stesso Eco. Una scelta di testi difficilmente reperibili, per la maggior parte inediti in Italia, che a partire dalla "macchina del tempo" propongono variazioni letterarie ironiche e sempre visionarie e anticipatrici dell'immaginario tecnologico e della percezione del tempo nella modernità.
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  • 4

    patà patà

    i testi di papà patafisicà son ispiratori-respiratori per la mente affossata nella quotidiana attività... allora un bel turnaround in bici o in ciclo-fono... si zompa in salita per la gara al monte del calvario dove anche jesus vuol giungere per primo

    ha scritto il 

  • 4

    Duepunti propone una manciata di scritti patafisici, che mostrano al meglio la vena sarcastica di Jarry. A temi di facile lettura si affiancano argomenti stravaganti trattati in modo apparentemente analitico.

    ha scritto il 

  • 3

    Facile, produrre un libretto piacevole, attingendo dall'universo della patafisica

    Non male, questa raccolta di una ventina di brevi articoli o trascrizioni di interventi, scelti nella moltitudine dei contributi di Jarry a diverse riviste che risalgono al decennio 1894-1903: si parla del concetto di tempo, delle macchine (biciclette, omnibus, treni o -nientemeno- apparecchi per ...continua

    Non male, questa raccolta di una ventina di brevi articoli o trascrizioni di interventi, scelti nella moltitudine dei contributi di Jarry a diverse riviste che risalgono al decennio 1894-1903: si parla del concetto di tempo, delle macchine (biciclette, omnibus, treni o -nientemeno- apparecchi per viaggiare nel tempo), dell'analisi dei comportamenti di specie animali quali i gendarmi, i pendolari, i pedoni, e di altri epifenomeni ben catturati dal "realismo grottesco" di Jarry.

    L'impressione, visto che comunque non e` stata rispettata la selezione che Jarry aveva proposto per la sua "La candela verde", e` che il criterio di scelta sia stato un po' troppo facile: un florilegio di pezzi ora divertenti, ora spiazzanti, ora simil-tecnologici.
    Ad alzare il voto fino a tre stelline, il memorabile pezzo "La Passione considerata come corsa in salita" e gli articoli a la Konrad Lorenz sui gendarmi. Interessante anche l'appendice biografica, che bene illustra come Jarry fosse un personaggio che sarebbe stato bene anche in questo secolo, come in quelli a venire.

    ha scritto il 

  • 3

    Complesso ma non complicato: superato lo smarrimento iniziale scivola via pagina dopo pagina, sorprendente, assurdo e scoppiettante.
    Una trattazione sempre ironica dei temi filosofici attraverso la scienza dell'eccezione (ovvero la 'patafisica).

    ha scritto il