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Scritti corsari

Di

Editore: Garzanti libri (Garzanti Novecento)

4.4
(1457)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 255 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Galego , Spagnolo

Isbn-10: 8811697050 | Isbn-13: 9788811697053 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Alfonso Berardinelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Non-fiction , Political , Social Science

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Descrizione del libro
"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975 non era affatto un fenomeno invisibile. Chi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi "Scritti corsari" può restare sbalordito. II fatto è che per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così Pasolini trova il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (dalla prefazione di Alfonso Berardinelli)
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  • 4

    Chi di penna ferisce, di massacro perisce

    Pier Paolo Pasolini è senza dubbio uno dei più grandi intellettuali dell’epoca contemporanea. Questi giorni abbiamo assistito ad un escalation di violenze contro la libertà d’espressione e siamo stati ...continua

    Pier Paolo Pasolini è senza dubbio uno dei più grandi intellettuali dell’epoca contemporanea. Questi giorni abbiamo assistito ad un escalation di violenze contro la libertà d’espressione e siamo stati tutti solidali perché per noi la libertà di esprimerci è un principio scontato. Pasolini subì la stessa violenza, ma durante gli anni in cui esprimere le proprie idee non era poi così scontato. Infatti non ci furono fiaccolate e cortei internazionali per la morte di un intellettuale di fama globale; un poeta, uno scrittore, un giornalista, un regista, giaceva sul lido di Ostia trucidato, ma per tutti era solo “un maniaco invertito che aveva avuto quel che si meritava”. Uno dei motivi per cui Pasolini morì, e morì etichettato in questa maniera, sta negli “Scritti Corsari”; era un uomo solo contro tutti e si difendeva con la sua unica arma, affilatissima: l’intelligenza. Ma evidentemente era (o forse è) un’arma illegale.
    Siamo sempre in tempo per fare una manifestazione solidale nei confronti di una grande personalità: leggerlo.
    “Io non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dal’essermi messo in condizione di non avere niente da perdere, e quindi di non essere fedele a nessun patto che non sia quello con il lettore.” P.P.P.
    Luca Montesi

    ha scritto il 

  • 0

    Parlava con una purezza ed un onestà che lo hanno reso un nemico della sinistra e della destra. Il suo tono era spesso duro e mi viene da chiedermi se la sua vicinanza potesse suscitare una reazione t ...continua

    Parlava con una purezza ed un onestà che lo hanno reso un nemico della sinistra e della destra. Il suo tono era spesso duro e mi viene da chiedermi se la sua vicinanza potesse suscitare una reazione tossica. Alla base di questo tono aspro avverto fortissimo un senso della bellezza che trascendeva il suo tempo e, forse, la sua persona.

    ha scritto il 

  • 4

    venghino siori

    perchè leggere pasolini? perchè ha ragione? ma quando mai, casomai un pezzetto per uno non fa male a nessuno; ognuno potrebbe tirarselo per la giacca per motivi diversi, citandolo sono a brani, anti-a ...continua

    perchè leggere pasolini? perchè ha ragione? ma quando mai, casomai un pezzetto per uno non fa male a nessuno; ognuno potrebbe tirarselo per la giacca per motivi diversi, citandolo sono a brani, anti-abortisti, anti clericali, rivoluzionari, extra-parlamentari, esteti, linguisti, psicologi, bibliofili, cinefili, agitatori e tribuni della plebe, pentastellati, comunisti, cattolici, anche i fascisti, sì, per citare un termine ricorrente.
    e invece no:
    Pasolini va letto tirandone fuori solo la passione che lo muove: ad alcuni potrà anche sembrare bello, il ritmo, lo stile, alcune argomentazioni, ma quello che mi ha colpito è il fatto che Pasolini non ci fa mai: Pasolini è, o perlomeno lo è diventato, credendo alle cose che dice senza badare alla ragione assoluta (?) sputando sui facili ragionamenti che potrebbero smontarlo; lui va dritto, strillando, contrattaccando, mai domo e per questo, sì, anche bello.
    Attacca, insulta, non ha paura di esser solo, ci sguazza; sembra quasi godere della delusione che suscita negli ex amici che ogni volta dicono: ma come? proprio tu che ti battevi per questo ora te ne esci con quest'altro? ma ti rendi conto di quello che hai scritto sul divorzio? e sull'aborto? e su pannella? ah, che ficata lo scandalo, almeno per il lettore: ma non credo che sia mai stato mosso da volontà pedagogica di smuovere, di provocare.
    Più semplicemente il suo limite è la linfa dei suoi scritti, Pasolini è superbo, Pasolini è ottuso, Pasolini è intollerante, Pasolini è odioso.
    Ma con l'intelligenza e la sensibilità estetica questi difetti fanno di lui uno schiacciasassi, un kamikaze postumo che resiste, sansone contro i filistei, un brandello di bandiera per tutti, venghino siori e siore, la puttana ha un articolo per ognuno di voi e altri cento contro, venghino, approfittino senza pudore, pasolini è morto, viva pasolini.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire?! Un grande pensatore, morto troppo presto. Questo è quello che ho pensato riga dopo riga, pensiero dopo pensiero, polemica dopo polemica...

    Un libro mai scontato, sincero, vivo, diretto, fer ...continua

    Che dire?! Un grande pensatore, morto troppo presto. Questo è quello che ho pensato riga dopo riga, pensiero dopo pensiero, polemica dopo polemica...

    Un libro mai scontato, sincero, vivo, diretto, feroce come solo un pensatore assolutamente libero come lui, avrebbe potuto scrivere.

    Credo che chiunque voglia capire un po' di quello che è il nostro paese oggi, delle sabbie mobili che ci avvolgono impedendoci di vivere in maniera gioiosa la nostra res publica , non può prescindere da questo libro; fondamentale anche per chi solo vuole imparare ad essere libero!

    ha scritto il 

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