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Scritti corsari

By Pier Paolo Pasolini

(797)

| Paperback | 9788811697053

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Book Description

"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975 non era affatto un fenomeno invisibile. Chi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi "Scritti Continue

"L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975 non era affatto un fenomeno invisibile. Chi ricorda anche vagamente le polemiche giornalistiche di allora, a rileggere questi "Scritti corsari" può restare sbalordito. II fatto è che per Pasolini i concetti sociologici e politici diventavano evidenze fisiche, miti e storie della fine del mondo. Finalmente, così Pasolini trova il modo di esprimere, di rappresentare e drammatizzare teoricamente e politicamente le sue angosce... di parlare in pubblico del destino presente e futuro della società italiana, della sua classe dirigente, della fine irreversibile e violenta di una storia secolare." (dalla prefazione di Alfonso Berardinelli)

179 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    I maestri sono fatti per essere mangiati

    Vita, morte e passione di un intellettuale: il dopoguerra che non è un dopoguerra; una rinascita che sotto mentite spoglie riduce, sgretola il paese, carezzandolo e riempendolo di ninnoli; una società avulsa dal suo ruolo di società in quanto tale e ...(continue)

    Vita, morte e passione di un intellettuale: il dopoguerra che non è un dopoguerra; una rinascita che sotto mentite spoglie riduce, sgretola il paese, carezzandolo e riempendolo di ninnoli; una società avulsa dal suo ruolo di società in quanto tale e scavalcata dal suo stesso "sviluppo", trasformata in massa, mercificata; un fascismo che si trascina ancora sulle facce di chi al governo predica democrazia. A circa quarant'anni di distanza, questo paese non è cambiato e continua a cadere dentro se stesso.

    Pasolini profeta, quindi martire; questo libro contiene le cause della sua misera fine.

    Tutti dovremmo leggere Pasolini. Tutti.

    “I maestri sono fatti per essere mangiati. In salsa piccante. Devono essere mangiati e superati, ma se il loro insegnamento ha un valore, ci resterà dentro.”

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    selfzeroing said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Filippica, più o meno

    Faccio un giro in anobii, anzi faccio il solito giro e ti trovo un’appassionata recensione a “Scritti Corsari”, e particolarmente a quello comparso nel Corriere della Sera, 19 gennaio 1975, in cui P.P.P. si scaglia contro l’ipocrita istituzionalizz ...(continue)

    Faccio un giro in anobii, anzi faccio il solito giro e ti trovo un’appassionata recensione a “Scritti Corsari”, e particolarmente a quello comparso nel Corriere della Sera, 19 gennaio 1975, in cui P.P.P. si scaglia contro l’ipocrita istituzionalizzazione dell’aborto che lui considera una "colpa".
    La mia amica anobina la interpreta per quello che appare: una posizione moralistica contro il diritto delle donne di decidere della propria vita e di quella di non morire di aborto clandestino. Ma è apparenza. La sostanza dell’articolo è un’altra.
    È vero. Dice: “Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio.”
    E poi: “Nei sogni, e nel comportamento quotidiano - cosa comune a tutti gl'uomini - io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente.
    Non voglio dilungarmi nel riferire le sterili diatribe per determinare qual è il momento in cui l’embrione possa chiamarsi essere vivente ( della serie stabilire il sesso degli angeli). Sterili e volgari e oscene oltremodo. Io come P.P.P. e tutti e nove miliardi di attuali viventi siamo stati là, in quell’aminios comodamente “viventi”, fin dal primo momento.Eravamo noi.
    Dice, Pasolini, che l’aborto è la legalizzazione dell’omicidio ma non incolpa le donne ( che, come la mia amica dice, l’hanno sempre fatto con atroci sofferenze psicologiche, sofferenze giuste e normali dico io, ci mancherebbe che una andasse a farlo ballando e cantando).
    Piuttosto incolpa lo stato che ipocritamente salta il passaggio tabù del coito adeguandosi, per cinica convenienza, alla realpolitik radicale ( questa in buona fede)ed evidenziando le conseguenze dell’aborto clandestino, il pericolo corso dalle donne fino al rischio della vita, piuttosto che difendere “ i principi reali”.
    Piuttosto che proclamare la legalizzazione dell’ aborto come legge femminista, dice lo scrittore, i politici favorevoli alla legge dovrebbero avere il coraggio di dire che l’aborto cambia la sua natura, da contro natura a naturale, in nome della preservazione della specie umana, minacciata dall’esplosione demografica. (Non dimentichiamo l’aborto obbligatorio in Cina per la limitazione delle nascite e in special modo quello femminile). Ma ciò che è più importante per lui è la massificazione, l’istituzionalizzazione dell’aborto in nome della libertà sessuale, che da scelta si è trasformata in nevrosi ossessiva ( e questo è ben evidenziato dall’amica anobina): “ è una facilità "indotta" e imposta, derivante dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l'esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza. Protegge unicamente la coppia, [...]Senonché... senonché nell'ultimo decennio è intervenuta la civiltà dei consumi, cioé un nuovo potere falsamente tollerante che ha rilanciato in scala enorme la "coppia" privilegiandola di tutti i diritti del suo conformismo. A tale potere non interessa però una coppia creatrice di prole (proletaria), ma una coppia consumatrice (piccolo borghese): in pectore, esso ha già l'idea della legalizzazione dell'aborto (come aveva già l'idea della ratificazione del divorzio). “
    Quarant’anni più tardi l’analisi puntuale e intelligente di Paolini viene sdoganata, nell’indifferenza di tutti, e particolarmente delle donne, in una pubblicità della Renault:

    http://www.youtube.com/watch?v=YbPYmR---Sg

    La donna, decolpevolizzata con la legalizzazione della dell’aborto, rimane uno strumento in mano al potere maschile, pubblico e privato. Guardate la faccia di lui quando crede che lei sia affascinata dell’ambaradan per neonati e quella di lei attratta dal simbolo erotico per eccellenza, scarpe rosse tacco 12! “ Che ti pareva", sembra dirgli quando scopre lo sguardo terrorizzato del lui! E guardateli correre verso la nuova versione dell’automobile da privilegiare al desiderio di un figlio, cosa arcaica e non trend! La coppia è ben vestita, agile; lei trascina lui verso la vetrina staccandosi da un via vai di giovani come loro; e sicuramente la coppia frequenta la palestra, si diverte a fare sesso, e consuma, consuma, consuma l’effimero! Il perfetto quadretto di American Psyco!
    Era questo a cui Pasolini si riferiva scagliandosi contro la legalizzazione dell’aborto. Hanno un bel parlare di famiglia! I consumi si limiterebbero a pannolini, latte, yogurt e tutine. Un mercato lucroso ma limitato. Niente invasioni del Nepal, corse in rombanti automobili, chiusura delle palestre e della beuty-farm. Niente un diamante è per sempre, niente profumi da atterrare tori in calore.
    Non è contro le donne, il compianto Pierpaolo: è contro l’ulteriore abuso del corpo femminile a cui si permette con nonchalance un omicidio, pur di consumare.
    Ditemi voi: è ancora uno stigma sociale essere madre single? E allora? Che c’è di scandaloso se l’aborto fosse rubricato nell'eutanasia, privilegiandolo di una particolare serie di "attenuanti"? Non per questo cesserebbe di essere formalmente un reato e di apparire tale alla coscienza.
    Coscienza, coscienza, coscienza: cos’era costei?
    Già perché di reato si tratta e quando c’è un reato c’è un colpevole. E non è detto che sia la donna. Può essere la società, la massa, la maggioranza che ha “sposato” l’aborto legale per liberarsi la coscienza. Compresi i compagni che se ne lavano le mai, tanto c’è lo stato a pensare all’indesiderato frutto di una sveltina.
    E cosa importante: perché, dice Pasolini, ci si guarda bene, in tutta questa libertà sessuale, di istituzionalizzare l’educazione sessuale? Dopo quarant’anni siamo sempre allo stesso punto. Il coito: si fa ma non si dice. La società ti viene incontro se c’è l’inghippo, il prete ti assolve se ti confessa. Il coito è politico, ti dice Pasolini.
    Se poi fa un’appassionata difesa dei “diversi” è per mettere in evidenza le contraddizioni di una società che permette, anzi incoraggia, la libertà sessuale “sterile” delle coppie eterosessuali e perseguita quella omosessuale. In nome del consumismo, signori cari. Gli omosessuali sono solo minoranza, poca cosa per gli infiniti orizzonti del consumo delle coppie etero! per cui conserviamo pre la vecchia, nazista omofobia. Non può farci che bene.
    Spero di non generare un vespaio ( cmq, non c’è pericolo visto l’esiguo seguito:-)).

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    Maria Francesca e basta said on Mar 3, 2014 | 4 feedbacks

  • 15 people find this helpful

    Pasolini era antiabortista e io non lo sapevo.

    “La mia opinione, nel caso specifico, è che considero l’”aborto” una colpa. Ma non moralmente, questo non può essere nemmeno discusso. Moralmente non condanno nessuna donna che ricorra all’aborto, e nessun uomo che sia d’accordo su questo. Ne faccio ...(continue)

    “La mia opinione, nel caso specifico, è che considero l’”aborto” una colpa. Ma non moralmente, questo non può essere nemmeno discusso. Moralmente non condanno nessuna donna che ricorra all’aborto, e nessun uomo che sia d’accordo su questo. Ne faccio e ne ho fatto una questione non morale ma giuridica. “

    http://alea-iactaest.blogspot.it/search/label/Scritti%2…

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    Alea said on Feb 28, 2014 | 30 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Raccolta di articoli scritti da Pasolini per vari quotidiani tra il 1973 e il 1975.
    Bersaglio delle accuse del poeta è la società italiana, avviata progressivamente al degrado definitivo a causa dei falsi perbenismi e del conformismo dilagante.
    Non o ...(continue)

    Raccolta di articoli scritti da Pasolini per vari quotidiani tra il 1973 e il 1975.
    Bersaglio delle accuse del poeta è la società italiana, avviata progressivamente al degrado definitivo a causa dei falsi perbenismi e del conformismo dilagante.
    Non ostante siano state scritte ormai 40 anni fa, le tesi politiche, le previsioni e le analisi sociali trattate in questo volume risultano essere molto lucide e terribilmente attuali ancora oggi.

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    ItalianoInAlgeri said on Jan 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Articoli, trafiletti, prefazioni, lettere pubbliche, scritti privati: le mille sfaccettature del Pasolini degli anni Settanta trovano in questo libro massima e migliore espressione.
    Al centro di questi scritti corsari, la tesi del nuovo fascismo ...(continue)

    Articoli, trafiletti, prefazioni, lettere pubbliche, scritti privati: le mille sfaccettature del Pasolini degli anni Settanta trovano in questo libro massima e migliore espressione.
    Al centro di questi scritti corsari, la tesi del nuovo fascismo, la mutazione antropologica che ha colpito gli italiani, l'ideologia consumistica e la falsa democraticità di un regime che, in quanto più subdolo e vigliacco di quello mussoliniano, ne risulta ancora più fascista. L'immensa grandezza di Pasolini si avverte in scritti che oggi sembrano spaventosamente anticipatori, e che negli anni Settanta nemmeno si riusciva a decodificare, come un frullatore nelle mani dell'uomo di Neanderthal.
    A lasciarmi non del tutto soddisfatto (da cui il giudizio non pieno) una certa ristrettezza e ridondanza tematica, il disaccordo riguardo alcuni temi trattati (quello dell'aborto) e l'inevitabile limite di alcune (troppe) lettere di risposta e battibecchi con giornalisti e intellettuali del tempo.

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    Tancredi said on Jan 14, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Paperback 255 Pages
  • ISBN-10: 8811697050
  • ISBN-13: 9788811697053
  • Publisher: Garzanti libri (Garzanti Novecento)
  • Publish date: 2008-01-01
  • Also available as: Hardcover , Others
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